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	<title>glifosate - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
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	<title>glifosate - Grano Italiano</title>
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		<title>GLIFOSATE IN INTEGRATA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/glifosate-integrata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 23:03:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[difesa integrata]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[glifosate]]></category>
		<category><![CDATA[produzione intrata]]></category>
		<category><![CDATA[SQNPI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Usare il glifosate secondo le norme della difesa integrata: il caso di Emilia Romagna, Lombardia e Puglia</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/glifosate-integrata/">GLIFOSATE IN INTEGRATA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l&#8217;analisi su come usare al meglio il glifosate (<a href="https://granoitaliano.eu/usare-glifosate/" target="_blank" rel="noopener">leggi la prima parte dell&#8217;articolo</a>). In questa seconda parte vedremo alcuni esempi dal mondo della produzione integrata di Emilia Romagna, Lombardia e Puglia, per comprendere quali impieghi sono ammessi e con quali limitazioni. Indicheremo anche le alternative ammesse secondo le norme disponibili.</p>
<h2><strong>Glifosate in produzione integrata</strong></h2>
<p>Vediamo qui come è possibile impiegare il glifosate nei sistemi colturali in cui si sceglie di seguire le norme di difesa integrata. Prendiamo ad esempio tre grandi regioni agricole, importanti per la produzione di frumento tenero e duro nel nostro paese. Qui di seguito abbiamo sintetizzato le indicazioni di impiego e le limitazioni, da tenere ben presente per poter ottenere il bollino di SQNPI (Sistema Qualità Nazionale di Produzione Integrata).</p>
<h2><strong>Il caso dell&#8217;Emilia Romagna</strong></h2>
<p>Il disciplinare dell&#8217;Emilia Romagna prevede l&#8217;uso del glifosate in pre-semina, contro graminacee e dicotiledoni. Il prodotto può anche essere impiegato in post-raccolta, da solo o insieme a 2,4D; in quest&#8217;ultimo caso nel limite di massimo una applicazione tra post-emergenza e post-raccolta. In post-raccolta l&#8217;alternativa ammessa è quella dell&#8217;acido pelargonico.</p>
<p>Sia in pre-semina che in post-raccolta, per il glifosate vige il limite aziendale di impiego su colture non arboree, per cui ogni azienda per singolo anno (1 gennaio &#8211; 31 dicembre) può disporre di un quantitativo massimo di glifosate (riferimento ai formulati 360 g/l) pari a 2 l per ogni ettaro di colture non arboree sulle quali è consentito l&#8217;uso del prodotto.<br />
Il quantitativo totale di glifosate ottenuto dal calcolo [2 l/ha x numero di ha ammissibili] è quello massimo disponibile per l&#8217;utilizzo su tutte le specie non arboree coltivate nel rispetto della etichetta del formulato. Nel caso di due colture/anno sulla stessa superficie, la quantità di glifosate si conteggia per tutte e due le colture.<br />
Si raccomanda, poi, di non utilizzare il prodotto in modo generalizzato a dosi troppo basse ma piuttosto di adoperarsi per evitarne l&#8217;utilizzo dove possibile e impiegare dosaggi corretti dove non ci sono valide alternative, seguendo le indicazioni in etichetta.</p>
<p><a href="https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/agricoltura-sostenibile/agricoltura-integrata/Collezione-dpi/dpi_2024/erbacee" target="_blank" rel="noopener"><strong>Visita il sito della Regione Emilia Romagna dedicato e scarica le tabelle con le norme per la difesa dedicate al frumento</strong></a>.</p>
<h2><strong>Il caso della Lombardia</strong></h2>
<p>In Regione Lombardia il glifosate può essere impiegato in pre-semina, contro graminacee e dicotiledoni; altro principio attivo ammesso, in questo caso, è l&#8217;acido pelargonico. Si confermano i medesimi limiti di impiego su colture non arboree già visti per l&#8217;Emilia Romagna.</p>
<p><a href="https://fitosanitario.regione.lombardia.it/wps/portal/site/sfr/DettaglioRedazionale/protezione-delle-colture-e-del-verde/norme-tecniche-difesa-diserbo/disciplinari-produzione-integrata" target="_blank" rel="noopener"><strong>Visita il sito della Regione Lombardia dedicato e scarica le schede tecniche di difesa e diserbo dedicate al frumento</strong></a>.</p>
<h2><strong>Il caso della Puglia</strong></h2>
<p>In Regione Puglia, le norme eco-sostenibili per la difesa fitosanitaria e il controllo delle infestanti delle colture agrarie sono aggiornate al marzo 2022 e riportano, per il frumento e l&#8217;orzo, la possibilità di impiegare il glifosate in pre-semina. Anche qui si confermano i medesimi limiti di impiego su colture non arboree già visti per l&#8217;Emilia Romagna e la Lombardia.</p>
<p><a href="https://www.regione.puglia.it/web/agricoltura/-/aggiornate-le-norme-eco-sostenibili-per-la-difesa-fitosanitaria-e-il-controllo-delle-infestanti-delle-colture-agrarie?p_l_back_url=%2Fweb%2Fagricoltura%2Fricerca%3Fq%3Ddifesa%2Bintegrata%26category%3D65975" target="_blank" rel="noopener"><strong>Visita il sito della Regione Puglia dedicato e scarica le tabelle con le norme</strong></a>.</p>
<p>Proprio in Puglia a Grano Italiano sono stati segnalati casi di resistenza di Lolium spp. al glifosate, in particolare negli areali coltivati a frumento duro della provincia di Foggia. <a href="https://granoitaliano.eu/sos-loietto/">Leggi qui le testimonianze che abbiamo raccolto nelle scorse settimane</a>. Il GIRE &#8211; Gruppo Italiano Resistenza Erbicidi &#8211; segnala casi di resistenza del Lolium spp. verso erbicidi del gruppo G (inibitori dell&#8217;ESP sintasi) proprio in Puglia, anche se su colture arboree (noccioleti e uliveti).</p>
<p><a href="http://gire.mlib.cnr.it/index.php?sel=schedeSpecie/Lolium" target="_blank" rel="noopener"><strong>Leggi la pagina dedicata al loietto (Lolium spp.) del GIRE &#8211; Gruppo Italiano Resistenza Erbicidi</strong></a>.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>USARE IL GLIFOSATE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/usare-glifosate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 23:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[glifosate]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopriamo come usare al meglio il glifosate su frumento con l'aiuto del Prof. Aldo Ferrero</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/usare-glifosate/">USARE IL GLIFOSATE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torniamo sul tema del glifosate, per approfondire come usare il prodotto, in particolare in condizioni limitanti. Abbiamo già affrontato il tema in un articolo precedente nel quale, con l&#8217;aiuto del Prof. Aldo Ferrero dell&#8217;Università di Torino. Qui abbiamo introdotto la molecola, i principi che ne regolano l&#8217;autorizzazione e gli impieghi all&#8217;interno dei sistemi colturali erbacei che includono la coltivazione del frumento. Leggi l&#8217;articolo (<a href="https://granoitaliano.eu/glifosate" target="_blank" rel="noopener">prima parte</a> e <a href="https://granoitaliano.eu/glifosate-erbacee/" target="_blank" rel="noopener">seconda parte</a>).</p>
<p>Il glifosate è un erbicida ad azione totale appartenente alla famiglia delle glicine, inserito nel gruppo 9 (G) della classificazione HRAC. Il prodotto agisce inibendo l’EPSP sintasi, un enzima presente soltanto nei vegetali, siano essi piante annuali e poliennali, erbacee e legnose. In questo articolo affrontiamo, nuovamente con il supporto del Prof. Aldo Ferrero, quali sono le condizioni limitanti l&#8217;impiego del glifosate nei sistemi colturali erbacei e come, nelle situazioni più critiche, si possono affiancare delle strategie alternative e coadiuvanti. Chiudiamo, poi, l&#8217;articolo con una sintesi delle norme di impiego del principio attivo nei disciplinari di produzione e difesa integrata di tre grandi regioni italiane produttrici di frumento: Emilia Romagna, Lombardia e Puglia.</p>
<h2><strong>Prof. Ferrero, in presenza di condizioni che limitano l&#8217;efficacia del glifosate, quali sono le strategie utili?</strong></h2>
<p>«Per una più completa azione nei confronti delle specie poliennali o difficili si rendono necessari interventi integrativi meccanici (sfalci, lavorazioni del terreno) o chimici (es. con 2,4 D, dicamba, in presenza di specie a foglia larga)».</p>
<h2><strong>Quali sono le situazioni più critiche?</strong></h2>
<p>«Considerata la frequente presenza di specie poliennali di difficile controllo, particolarmente critica potrebbe risultare la gestione delle malerbe nei sistemi conservativi, dove la semina delle colture viene eseguita su terreno non lavorato».</p>
<h2><strong>Quali alternative sono possibili?</strong></h2>
<p>«In queste condizioni, le alternative all’impiego del glifosate, con risultati non sempre soddisfacenti, sono essenzialmente limitate all’applicazione di pochi prodotti a specifica azione nei confronti di malerbe graminacee o a foglia larga oppure alla semina di specie gelive, in grado di chiudere il ciclo prima dell’inverno (es. rafano americano, trifoglio incarnato) o  di altre specie (es. veccia), da terminare con interventi meccanici».</p>
<p>E&#8217; importante ricordare che il glifosate deve essere impiegato in modo corretto per avere l&#8217;efficacia richiesta, oltre che per evitare l&#8217;insorgenza di resistenze. Nel nostro paese, infatti, si sono manifestati fenomeni di resistenza soprattutto da parte di <em>Lolium </em>spp. e <em>Conyza</em> spp., in maniera occasionale anche in <em>Eleusine</em> spp. su colture arboree e in casi di semina su terreno non lavorato. Per ridurre i fenomeni di resistenza, è fondamentale adottare pratiche gestionali corrette come l&#8217;alternanza dei principi attivi e l&#8217;impiego di erbicidi non specifici. In questo quadro è indispensabile anche ricorrere a tutti gli strumenti agronomici e meccanici che consentono di limitare la diffusione di semi e propaguli di malerbe maggiormente esposte al rischio di sviluppare resistenze, ad esempio effettuando sfalci prima che le infestanti vadano a seme.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;analisi sull&#8217;uso del glifosate nella coltivazione del frumento in Italia proseguirà domani con un focus sulla difesa in produzione integrata.</span></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>GLIFOSATE SU COLTURE ERBACEE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/glifosate-erbacee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 23:03:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura conservativa]]></category>
		<category><![CDATA[colture erbacee]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[glifosate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli impieghi e i limiti per il glifosate nei sistemi colturali erbacei: prosegue l'intervista al Prof. Aldo Ferrero</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/glifosate-erbacee/">GLIFOSATE SU COLTURE ERBACEE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l&#8217;analisi sul glifosate su colture erbacee. L&#8217;erbicida più utilizzato a livello mondiale, riveste una grande importanza all&#8217;interno nei sistemi erbacei anche in Europa e in Italia (<a href="https://granoitaliano.eu/glifosate/" target="_blank" rel="noopener">leggi la prima parte dell&#8217;articolo</a>). Continuiamo a capirne di più con l&#8217;aiuto del Prof. Aldo Ferrero, malerbologo dell&#8217;Università degli Studi di Torino.</p>
<h2><strong>Prof. Ferrero, che impiego viene fatto del glifosate nei sistemi produttivi che includono la coltivazione del frumento, in Italia?</strong></h2>
<p>«Nei sistemi colturali che includono il frumento (sistemi colturali erbacei) il glifosate viene prevalentemente utilizzato nel periodo intercolturale e in abbinamento con la falsa semina. Questa pratica prevede la preparazione del terreno per la semina, l&#8217;attesa della nascita delle malerbe, la loro successiva distruzione e, subito dopo, la semina la semina della coltura. L’erbicida trova anche ampia utilizzazione  nei sistemi conservativi dove si effettua la semina diretta, senza lavorazioni, per eliminare tutta la vegetazione presente sul terreno.</p>
<p>Queste modalità di impiego sono principalmente legate al fatto che il glifosate, nelle applicazioni per cui viene utilizzato, consente di eliminare le malerbe che non possono venire adeguatamente controllate con altri prodotti o mezzi alternativi (es. meccanici). Oppure perché la loro applicazione darebbe luogo a dei costi non sostenibili. I limiti delle dosi di impiego nelle colture agrarie stabiliti con il rinnovo dell&#8217;autorizzazione (1,44 kg s.a./ha/anno (innalzabile a 1, 80 kg s.a./ha/anno in presenza di specie invasive) possono garantire una soddisfacente efficacia solo contro le malerbe annuali e alcune poliennali».</p>
<h2><strong>Quali altri impieghi esistono sulle colture erbacee in contesti extra-europei?</strong></h2>
<p>«Ad esclusione degli erbicidi, non vi sono pratiche, realmente alternative, usate in Paesi extra-europei, oltre a quelle già disponibili in Italia. In Europa, poi, con il rinnovo dell’autorizzazione non è possibile applicare il glifosate in pre-raccolta dei cereali, una utilizzazione già in precedenza non ammessa nel nostro Paese ».</p>
<p>Ricordiamo, infatti, che il glifosate viene impiegato su frumento negli areali freddi, come quelli canadesi, per sopperire ai problemi di maturazione del cereale. L’uso del prodotto, infatti, consente di ridurre il tenore di umidità della granella molto velocemente, facilitando la trebbiatura. Un obiettivo ulteriore è quello di evitare la pre-germinazione, fenomeno che limita fortemente la qualità della granella. Questo tipo di problematiche si presenta raramente nei contesti italiani e dell&#8217;Europa meridionale. Qui, infatti, la stagione della maturazione del frumento è quella più secca e calda.</p>
<p>E&#8217; importante sottolineare come tante indagini, anche ad opera di associazioni di consumatori, abbiano rilevato la presenza di residui di glifosate in campioni di farina e pasta. In tutti i casi i valori erano al di sotto dei limiti di legge. Sottolineiamo, poi, che nel caso della pasta cotta con bollitura in acqua, gli eventuali residui di principio attivo sono trasferiti all&#8217;acqua di cottura stessa per l&#8217;elevata solubilità della molecola. Secondo un recente studio canadese (<a href="https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/19440049.2023.2264976" target="_blank" rel="noopener">https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/19440049.2023.2264976</a>) dopo appena tre minuti di cottura si ha un dimezzamento dei residui di glifosate. Dopo 15 minuti, al termine della cottura, circa il 73% dei residui del prodotto (come valore medio di tutti i campioni analizzati) si trasferisce all&#8217;acqua.</p>
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<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<item>
		<title>GLIFOSATE: COS&#8217;E&#8217;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/glifosate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 23:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[aldo ferrero]]></category>
		<category><![CDATA[erbicida]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[glifosate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa è e come si può usare in Europa il glifosate: ce lo spiega il Prof. Ferrero</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/glifosate/">GLIFOSATE: COS&#8217;E&#8217;</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Parliamo di glifosate, ovvero di <em>N-(fosfonometil)glicina</em>, C<sub>3</sub>H<sub>8</sub>NO<sub>5</sub>P), un analogo aminofosforico della glicina. Nei vegetali, esso agisce come inibitore dell&#8217;EPSP sintatsi (3-fosfoshikimato 1-carbossiviniltransferasi), un enzima presente unicamente negli organismi vegetali. Questa sua attività, scoperta per caso da un ricercatore negli anni &#8217;70 del XX secolo, lo ha reso noto come erbicida totale, ovvero non selettivo. Si tratta, ad oggi, del prodotto più utilizzato a livello mondiale per la gestione della flora infestante nelle aree agricole ed extra agricole. La sua grande diffusione è dovuta allo spettro d&#8217;azione molto ampio e al costo non elevato. Non ultima, anche alla sua ridotta tossicità nei confronti degli uomini e dell&#8217;ambiente in generale.</p>
<figure id="attachment_4231" aria-describedby="caption-attachment-4231" style="width: 770px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-4231" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg-1024x408.png" alt="glifosate" width="770" height="307" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg-1024x408.png 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg-300x120.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg-768x306.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg-1536x612.png 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg-370x147.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg-270x108.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg-570x227.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg-740x295.png 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg-1320x526.png 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/1920px-Glyphosate.svg.png 1920w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /><figcaption id="caption-attachment-4231" class="wp-caption-text">Formula di struttura del glifosate</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4232" aria-describedby="caption-attachment-4232" style="width: 770px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-4232 size-large" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/Glyphosate-3D-balls-1024x529.png" alt="glifosate" width="770" height="398" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/Glyphosate-3D-balls-1024x529.png 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/Glyphosate-3D-balls-300x155.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/Glyphosate-3D-balls-768x397.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/Glyphosate-3D-balls-370x191.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/Glyphosate-3D-balls-270x139.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/Glyphosate-3D-balls-570x294.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/Glyphosate-3D-balls-740x382.png 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/12/Glyphosate-3D-balls.png 1100w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /><figcaption id="caption-attachment-4232" class="wp-caption-text">Modello molecolare del glifosate</figcaption></figure>
<p>Fino al 2001 il brevetto di produzione era detenuto dalla allora Monsanto ma adesso è liberamente impiegato da numerose industrie chimiche. Grande stimolo alla sua diffusione è da attribuirsi alla possibilità di impiego selettivo nelle colture geneticamente modificate. Parliamo di contesti non europei e di coltivazioni come mais, soia, cotone e colza di cui sono state sviluppate cultivar resistenti alla molecola del glifosate.</p>
<h2><strong>Il meccanismo di azione del glifosate</strong></h2>
<p>Il principio attivo agisce verso le piante annuali, poliennali, erbacee e legnose, in  modo sistemico. Dopo l&#8217;applicazione in post emergenza, viene assorbita dai tessuti verdi dell&#8217;infestante e circola all&#8217;interno di tutte le parti della pianta, epigee e ipogee, impedendo la sintesi degli amminoacidi. Questo grazie alla capacità di bloccare l&#8217;azione dell&#8217;enzima ESP sintasi, presente unicamente negli organismi vegetali. Nel nostro paese i quantitativi impiegati sono stimati nell&#8217;ordine di 4.000-4.500 tonnellate/anno.</p>
<p>Con l&#8217;aiuto del Prof. Aldo Ferrero, malerbologo dell&#8217;Università degli Studi di Torino, abbiamo fatto un quadro chiaro e sintetico dell&#8217;impiego del glifosate in Italia e altri contesti rilevanti. Come sempre, con un’attenzione particolare alla coltura del frumento.</p>
<h2><strong>Prof. Ferrero, qual è ad oggi lo stato dell&#8217;autorizzazione del glifosate in Europa e in Italia? Ci sono previsioni di variazioni delle normative nei prossimi anni?</strong></h2>
<p>«La Commissione Europea ha prorogato l’autorizzazione del glifosate fino al 15.12.2033, ponendo alcune limitazioni alle dosi massime utilizzabili per il prodotto, alle misure di protezione dell’ambiente da adottare, oltre che al grado di purezza della sostanza attiva e al limite di presenza di alcune impurezze. La dose massima è stata posta a 1,44 kg s.a./ha/anno (innalzabile a 1, 80 kg s.a./ha/anno in presenza di specie invasive) negli usi agricoli e a 3,60 kg s.a./ha/anno in quelli extra-agricoli. Fino al 2033 non sono attese variazioni a livello normativo».</p>
<p>A partire dal 2012, infatti, la molecola è stata sottoposta a due processi di revisione da parte di numerose autorità e agenzie regolatorie. Tra queste vi sono EFSA e IARC, parte di OMS. Le revisioni,  basate sugli studi scientifici disponibili al momento delle valutazioni, hanno poi portato ad un discusso inserimento del prodotto da parte dello IARC nel gruppo 2A delle sostanze cancerogene. Questo gruppo è lo stesso in cui si colloca il consumo di carni rosse e di bevande consumate molto calde. Dopo la prima revisione, l’autorizzazione del prodotto è stata rinnovata dalla Commissione Europea fino al 15.12.2022. La seconda revisione, basata sulla valutazione di ben 2.400 studi dai quali non è emersa alcuna pericolosità del prodotto, ha portato al rinnovo appena citato dal Prof. Ferrero.</p>
<h2><strong>I limiti al glifosate</strong></h2>
<p>Alcune limitazioni poste all&#8217;impiego di glifosate sono collegate al rischio accertato di contaminazione delle acque, per cui il livello di tossicità del glifosate è maggiore. In particolare con riferimento ai corpi idrici superficiali, per i cui parametri di qualità vi sono limiti ammessi di residui di glifosate e del suo metabolita AMPA, comunemente legato a fenomeni di ruscellamento o di applicazioni lungo gli argini dei canali o dei fossi. E&#8217; anche da tenere in considerazione che recenti studi hanno dimostrato come questa contaminazione potrebbe anche essere causata dagli aminopolifosfonati. Queste sostanze sono comunemente utilizzate come additivi nei detergenti per uso domestico e industriale. Questi, dunque, nulla avrebbero a che fare con l&#8217;impiego del glifosate come diserbante.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;analisi sul glifosate e l&#8217;intervista al Prof. Ferrero proseguiranno domani, con un focus sull&#8217;utilizzo in Italia e in contesti extra-europei.</span></p>
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<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>NORD E SUD IN RITARDO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/diserbo-ritardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 11:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo chimico]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[glifosate]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue l'intervista a Denis Bartolini, Terremerse: diserbo chimico come opportunità per semine in ritardo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l&#8217;intervista a Denis Bartolini, del dipartimento di Ricerca &amp; Sviluppo della Soc. Coop. Terremerse di Ravenna (<a href="https://granoitaliano.eu/pioggia-diserbo-chimico/" target="_blank" rel="noopener">leggi la prima parte</a>). In questa seconda parte, affrontiamo il tema delle alternative possibili nel diserbo chimico in pre-semina del frumento e concludiamo con uno sguardo ai tempi delle semine, con Nord e Sud in ritardo. La piogga al Nord e la siccità al Sud stanno determinando un ritardo generalizzato nella preparazione alle semine e, quindi, nell&#8217;avvio della stagione.</p>
<h2 class="xmprfx_MsoNormal"><b>Denis Bartolini, quali sono le alternative nel diserbo chimico in pre-semina?</b></h2>
<p class="xmprfx_MsoNormal">«Come già detto, sicuramente il glifosate diventa l’arma più affidabile, poi non abbiamo molte altre alternative. In caso di presenza di infestanti perenni è autorizzata la miscela glifosate + 2,4-D, mentre in caso necessiti un’azione disseccante molto rapida è stato decretato l&#8217;uso eccezionale del pyraflufen-etile, che permette di liberare i terreni in circa due giorni.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Per il frumento l&#8217;impiego del glifosate, in ogni caso, non è una tecnica standardizzata, tranne che nel caso delle semine su sodo. Nella maggior parte delle situazioni, in annate normali si può gestire ogni situazione anche solo con le ultime operazioni di affinamento dei terreni. Come dicevo, però, il problema è che quest&#8217;anno, con le attuali condizioni meteorologiche, al Nord questa soluzione non è praticabile».</p>
<h2 class="xmprfx_MsoNormal"><b>La pioggia non è solo un problema dell&#8217;Emilia Romagna&#8230;</b></h2>
<p class="xmprfx_MsoNormal">«Certamente qui in Emilia Romagna il problema è l&#8217;elevata piovosità: si pensi che a settembre sono caduti più di 250 mm, il 3 ottobre un&#8217;altra cinquantina&#8230;in genere, ad inizio ottobre, i nostri terreni sono già perfettamente preparati. Le semine sono sempre partite intorno al 10 ottobre, al limite entro il 20. Dubito che quest&#8217;anno la stagione parta in tempo, anche perché le temperature si sono abbassate. Se guardiamo ai terreni in Lombardia, Veneto e Friuli, oltre al problema della piovosità c&#8217;è anche quello di tante superfici ancora seminate a soia e mais: lì c&#8217;è possibilità che si vada a trebbiare a novembre&#8230;insomma, al Nord siamo tutti molto in ritardo. Al Sud, invece, i problemi sono dovuti alla siccità, con i campi ingestibili per la prolungata carenza di pioggia. Questo, oltre ai casi in cui gli agricoltori rinunciano a seminare frumento in seguito ai disastrosi raccolti dell&#8217;annata 2023-24».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>LA PIOGGIA SPINGE IL DISERBO CHIMICO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/pioggia-diserbo-chimico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 11:56:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo chimico]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Denis Bartolini di Terremerse fa il punto sulla situazione del diserbo in pre-semina del frumento</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p class="xmprfx_MsoNormal">La pioggia può avere un ruolo nella scelta del diserbo chimico ? Nelle settimane successive al nuovo alluvione di settembre in Emilia Romagna, abbiamo chiesto a Denis Bartolini del dipartimento di Ricerca &amp; Sviluppo della Soc. Coop. Terremerse di Ravenna, qual è la situazione delle operazioni di preparazione alla semina del frumento. Questo, in particolare nell&#8217;ottica del controllo delle infestanti.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Il quadro che emerge è quello di un diffuso ritardo sulle lavorazioni di affinamento dei terreni, a causa del difficile andamento termo-pluviometrico: la pioggia insistente rende i campi impraticabili, le infestanti si sono ormai sviluppate in modo considerevole, così che il diserbo meccanico &#8211; tipico del frumento in pre-semina &#8211; non è una opzione generalizzabile in tutte le situazioni. La previsione, secondo Denis Bartolini, è che l&#8217;impiego di erbicidi ad azione totale sia in aumento in numerose aree del Nord Italia. Questo, unitamente alla rilevante presenza di residui o ricacci di colture a raccolta estiva in campo, potrebbe determinare un generalizzato ritardo nelle semine di frumento.</p>
<h2 class="xmprfx_MsoNormal"><b>Denis Bartolini, come vanno le preparazioni alle semine in Emilia Romagna?</b></h2>
<p class="xmprfx_MsoNormal">«Qui in Emilia Romagna, e in altre zone del nord Italia, se non ci trovassimo nell&#8217;attuale situazione di elevata piovosità e conseguente inagibilità dei terreni, la prossima settimana saremmo già all&#8217;inizio della semina del frumento. Quest&#8217;anno, quindi, in relazione all’andamento stagionale, vi è il rischio di essere costretti a posticipare tali operazioni: obiettivamente questo non guasta&#8230;con gli effetti del cambiamento climatico le semine troppo anticipate hanno sempre portato numerosi problemi, considerando anche in linea generale l&#8217;inverno non è più così freddo. Bisogna rendersi conto che il cambiamento climatico c&#8217;è, questo è innegabile».</p>
<h2 class="xmprfx_MsoNormal"><b>La pioggia impedisce di entrare in campo per lavorare i terreni, anche in ottica di diserbo&#8230;</b></h2>
<p class="xmprfx_MsoNormal">«La preparazione dei terreni dipende sempre molto dall&#8217;andamento stagionale: purtroppo quest&#8217;anno, se si va avanti con questa piovosità, preparare i terreni adeguatamente per distruggere le infestanti sarà molto difficile. A questo punto, le alternative non sono tante: o si parte con le semine su un terreno sporco, e non è consigliabile, oppure l&#8217;unica soluzione resta quella dell&#8217;impiego di glifosate.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Attendere la transitabilità dei terreni è un rischio, soprattutto in caso di particolari rotazioni. Se si pensa, ad esempio, ad una successione a bietole da seme o qualsiasi altra coltura portaseme, dopo le operazioni di trebbiatura ormai i campi sono notevolmente infestati dalle rinascite di tali specie. Questo grazie al recente andamento stagionale: sia le infestanti che le colture in precessione hanno praticamente ricoperto tutto e sono in stadi di sviluppo molto avanzati.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">A mio parere, quindi, quest&#8217;anno il controllo chimico delle infestanti in pre-semina del grano sarà in aumento&#8230;a meno che non smetta di piovere, almeno per un lungo periodo, ma questo al momento non è prevedibile. Inoltre, poiché la vegetazione infestante ha raggiunto dimensioni considerevoli, con le classiche lavorazioni meccaniche di affinamento si riuscirebbe solo ad interrare le piante, ma non ad evitare che riattecchiscano tranquillamente».</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">L&#8217;intervista proseguirà domani.</p>
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<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>GLIFOSATE IN PRE-RACCOLTA? NO GRAZIE!</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/glifosate-raccolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Mar 2024 23:07:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[glifosate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi raccontiamo il dietro le quinte dei meccanismi di estensione dell'uso degli erbicidi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come sappiamo, il glifosate è stato autorizzato per altri dieci anni. Come abbiamo spiegato, i problemi per questa sostanza attiva non sono finiti (leggi l&#8217;articolo). Ora vi spieghiamo perché la cerealicoltura italiana lo utilizza solo quando serve, cioè come erbicida prima della semina della coltura del grano e perché questo uso non è assimilabile a quello che si fa di questa sostanza in alcuni Paesi. Perché è utile puntualizzarlo? Perché se il mondo ambientalista non difendesse interessi di bottega e capisse che l&#8217;agricoltura italiana è già sostenibile ci risparmieremmo molte polemiche.</p>
<h2>L&#8217;Europa</h2>
<p>Secondo le normative comunitarie, un produttore di agrofarmaci può richiedere in un Paese  l’autorizzazione all’impiego di un prodotto già autorizzato in un altro Paese dell’Unione con una procedura semplificata dettata dal principio del mutuo riconoscimento.  Le autorità competenti del Paese dove è stata presentata la nuova domanda di autorizzazione, possono accogliere o rigettare la richiesta, soprattutto sulla base delle specificità agronomiche ed ambientali, essendo gli aspetti tossicologici già stati in precedenza esaminati a livello comunitario. . Infatti, l&#8217;Europa è grande e le problematiche colturali possono non essere le stesse in Germania e in Italia.</p>
<h2>Le autorizzazioni al glifosate</h2>
<p>E&#8217; il caso del glifosate. In alcuni Paesi, come la Francia, il prodotto è autorizzato anche per l&#8217;impiego nelle ultime settimane che precedono la raccolta del frumento, per evitare la diffusione delle malerbe sfuggite ai trattamenti precedenti. Tuttavia, in un Paese come l&#8217;Italia, a quello stadio di maturazione del grano e delle malerbe, questa sostanza attiva determinerebbe soltanto un disseccamento della coltura senza fornire un significativo effetto  sulle infestanti ormai a fine ciclo. In altre parole, un agricoltore europeo, laddove viene autorizzata questa estensione d&#8217;uso, la utilizza per completare più in fretta la maturazione, esattamente come avviene in Canada. Questo potrebbe essere plausibile in quei Paesi europei che, per ragioni di latitudine e di clima, non possono permettersi di far maturare il frumento in modo naturale.</p>
<h2>L&#8217;estensione</h2>
<p>A questo punto, dobbiamo chiederci: se un&#8217;azienda dovesse chiedere una estensione di utilizzo di questa sostanza in Italia cosa succederebbe? Succederebbe che le nostre commissioni tecniche lo boccerebbero, perché rileverebbero che tale estensione d&#8217;uso non è necessaria nel nostro areale. Quindi non per ragioni tossicologiche, come si è a lungo pensato, ma perché sarebbe un utilizzo contro natura. Ma c&#8217;è una seconda motivazione. Utilizzare il glifosate come acceleratore di maturazione comporterebbe un livellamento della qualità del frumento italiano a quella del frumento nordeuropeo. In altre parole, se lo usassimo come in alcuni casi fanno i francesi avremmo l&#8217;illusione di accelerare la maturazione del grano ma ci danneggeremmo da soli. Questo è dunque un esempio di come la filiera del grano italiano utilizza la chimica in campo con grande attenzione all&#8217;ambiente e alla qualità del prodotto finale.</p>
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		<item>
		<title>ORA INIZIANO I PROBLEMI PER IL GLIFOSATE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/problemi-per-il-glifosate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 11:07:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[glifosate]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=1353</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il parere del malerbologo Aldo Ferrero sulle conseguenze dall'autorizzazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/problemi-per-il-glifosate/">ORA INIZIANO I PROBLEMI PER IL GLIFOSATE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autorizzato per dieci anni. Dopo la decisione del 16 novembre, con cui la Commissione europea ha rinnovato l&#8217;autorizzazione del glifosate fino al 2033, è tutto a posto per il diserbante più utilizzato e discusso del mondo? Assolutamente no. Anche in Italia, bisogna ottemperare a una serie di modifiche dell&#8217;etichettatura, come quelle che riguardano le dosi e le condizioni d&#8217;impiego. Ed anche sul fronte chimico è necessario che nei prodotti in commercio non siano presenti alcune impurezze.</p>
<h2>Problemi per il glifosate</h2>
<p>A parte questi passaggi che riguardano solo indirettamente l&#8217;agricoltore, tuttavia, «possono sorgere delle criticità – sottolinea il malerbologo Aldo Ferrero –, in particolare quelle legate alla dose massima stabilita per gli usi in agricoltura: a conti fatti, per alcuni impieghi saranno autorizzate dosi massime pari a circa la metà di quelle che si potevano usare in precedenza. In queste condizioni, tuttavia, si incorre nell’esclusione dell&#8217;impiego del glifosate contro gran parte delle infestanti di più difficile controllo, come le specie perenni, e quindi proprio delle applicazioni agricole in cui il prodotto si rende maggiormente necessario. Mi riferisco ad esempio al controllo delle malerbe diffuse soprattutto dove si sono ridotte le lavorazioni, come nelle colture erbacee con semina su sodo, o nelle colture arboree da frutto».</p>
<h2>Il rischio delle resistenze</h2>
<p>«Insomma rischiano di sorgere problemi di non facile soluzione» osserva l&#8217;esperto, il quale aggiunge: «in questo quadro non dobbiamo anche ignorare il forte rischio di favorire l’insorgenza e la diffusione dei fenomeno di resistenza in molte malerbe sottoposte trattamenti con dosaggi insufficienti. E poi c&#8217;è l&#8217;eccezione delle specie invasive, per le quali è previsto un leggero aumento della dose di impiego dell’erbicida». Ferrero allarga le braccia: «Purtroppo ad oggi non è ancora nota la lista delle specie invasive cui riferirsi. C’è da augurarsi che questa venga definita a livello di singolo paese o almeno di gruppo di paesi con simili caratteristiche climatiche e agronomico-colturali, certamente non  europeo. Una malerba invasiva in Germania potrebbe non esserlo in Italia e viceversa».</p>
<p>Autore: Paolo Viana</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;EUROPA RISCRIVE L&#8217;ETICHETTA DEL GLIFOSATO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/leuropa-riscrive-letichetta-del-glifosate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2024 11:54:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[erbicida]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[glifosate]]></category>
		<category><![CDATA[glifosato]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=485</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il provvedimento indica le dosi massime. Disparità di trattamento per l'uso agricolo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Con il Regolamento 2660 del 28 novembre 2023 la Commissione UE ha rinnovato per dieci anni l&#8217;autorizzazione all&#8217;impiego del Glifosate, ponendo forse fine (almeno per il momento) ad una &#8220;telenovela&#8221; in cui non era chiaro se prevalessero gli aspetti stucchevoli o quelli grotteschi. Siccome un elemento di comicità magari involontaria non poteva comunque mancare -come in ogni &#8220;telenovela&#8221; che si rispetti- la Commissione ha deciso di indicare le dosi massime per ettaro/anno di sostanza attiva di cui è ammesso l&#8217;impiego, creando una curiosa &#8220;differenza di trattamento&#8221; tra agricoltura ed altri settori in cui l&#8217;erbicida è ampiamente utilizzato.</div>
<div></div>
<h2>Dosi massime</h2>
<div>Le dosi massime previste dal regolamento sono:</div>
<div>
<ul>
<li>per l’uso in agricoltura, 1.44 kg di glifosate per ettaro all’anno (pari a 3.8 litri/ettaro di glifosate generico, a 2.9 litri/ettaro del formulato commerciale &#8220;firmato&#8221; dalla ditta titolare del brevetto scaduto, e 1.9 kg/ettaro del formulato commerciale in polvere);</li>
<li>per il controllo delle specie &#8220;invasive&#8221; (ma non chiaramente identificate) nelle aree agricole e non agricole, 1.8 kg di glifosate per ettaro all’anno;</li>
<li>per l’uso in aree non agricole, sono ammessi 3.6 kg di glifosate per ettaro all’anno.</li>
</ul>
<div>Con questo l&#8217;UE sembra quindi confermare che l&#8217;uso della sostanza attiva in ambito non agricolo è ritenuto meno pericoloso al punto da consentire dosi di impiego più che doppie rispetto a quelle di campo, apparentemente ribadendo &#8220;ope legis&#8221; una disparità di trattamento su cui chi scrive aveva già tentato in passato di suscitare qualche riflessione (<a href="https://www.risoitaliano.eu/il-glifosate-e-nocivo-solo-in-agricoltura/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">https://www.risoitaliano.eu/il-glifosate-e-nocivo-solo-in-agricoltura/</a>).</div>
<div></div>
<h2>Condizioni d&#8217;impiego</h2>
</div>
<div>Ad ulteriore rafforzamento del concetto, il Reg. 2660 prescrive per il solo uso agricolo che «<em>le condizioni d’impiego devono comprendere misure di mitigazione del rischio. In particolare, la deriva deve essere ridotta per le applicazioni a spruzzo effettuate da utilizzatori professionali in terreni agricoli. Per proteggere le piante terrestri non bersaglio, devono essere sistematicamente richiesti una <strong>fascia tampone non irrorata </strong>all’interno del campo di almeno 5-10 metri dal confine del campo a seconda dell’impiego specifico e <strong>ugelli antideriva</strong> che riducano la deriva di sostanze nebulizzate di almeno il 75% o altre misure di mitigazione del rischio che consentano una riduzione della deriva equivalente</em>». Nulla risulta prescritto per gli altri impieghi, che pure costituiscono una percentuale assai rilevante nella distribuzione del glifosate effettuata da operatori non professionali in ambito extra-agricolo.</div>
<div></div>
<h2>Usi extra-agricoli</h2>
<div>
<div>D&#8217;altro canto quello dell&#8217;utilizzo di glifosate al di fuori dell&#8217;agricoltura è sempre stato un tema &#8220;caldo&#8221; anche se misconosciuto. Secondo alcune &#8220;leggende metropolitane&#8221; il cambiamento di posizione di alcuni Stati sul tema del rinnovo dell&#8217;autorizzazione della sostanza attiva sarebbe proprio legato alla sostanziale impossibilità di trovare un efficace sostituto del glifosate per il diserbo di aree ferroviarie, stradali ed industriali (ovvero su substrati in cui la componente inerte espone a maggiori rischi di dilavamento/contaminazione rispetto ai suoli agricoli). Si è molto ironizzato in proposito sui tentativi che le ferrovie di stato francesi avrebbero condotto -incappando sempre in tragicomici fallimenti- per sostituire l&#8217;erbicida con greggi di ovini, oppure con manodopera di provenienza extracomunitaria a basso costo, ed addirittura con una complicatissima e costosissima attrezzatura per sollevare una tratta di binari, stendervi sotto un telo pacciamante, ed infine riposizionare in sede le rotaie&#8230;</div>
<div></div>
<div>Sorvolando su queste vicende, che potrebbero forse interessare qualche cabarettista, restano due considerazione da fare. Una riguarda gli aspetti tecnici, poiché alle dosi imposte dall&#8217;UE per l&#8217;impiego in campo alcune infestanti potrebbero non essere controllate e manifestare resistenze. L&#8217;altra è di carattere più generale e riguarda appunto l&#8217;approccio penalizzante riservato all&#8217;agricoltura, cui qualcuno trova probabilmente comodo attribuire responsabilità (ed oneri) maggiori del reale e del dovuto. Ma queste sono valutazioni che esulano dalle competenze dell&#8217;agronomo&#8230;</div>
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<div>Autore: Flavio Barozzi, dottore agronomo</div>
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