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	<title>indici vegetazionali - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
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	<title>indici vegetazionali - Grano Italiano</title>
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		<title>NUTRIRE IN LEVATA PAGA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/nutrire-levata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2025 22:03:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura di precisione]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[indici vegetazionali]]></category>
		<category><![CDATA[modelli]]></category>
		<category><![CDATA[NDRE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio dell'Università di Torino lo conferma: con l'agricoltura di precisione è anche meglio</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/nutrire-levata/">NUTRIRE IN LEVATA PAGA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricerca dell&#8217;Università di Torino, del gruppo del Prof. Massimo Blandino (DISAFA), riporta l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza dell&#8217;agricoltura di precisione nelle attività di fertilizzazione del frumento. Una strategia efficace è quella di modulare le dosi di azoto in base alle reali esigenze della coltura, osservando non solo il vigore colturale ma anche gli andamenti pluviometrici. Gli indici vegetazionali possono supportare l&#8217;agricoltore nella presa di decisioni ottimali sotto questo punto di vista. In questo articolo vediamo alcuni aspetti sottolineati dalla ricerca, inclusa l&#8217;importanza della concimazione in levata. Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/fertilizzare-dove-serve/" target="_blank" rel="noopener">FERTILIZZARE SOLO DOVE SERVE</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-5447" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-1024x583.jpg" alt="" width="770" height="438" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-1024x583.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-300x171.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-768x438.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-1536x875.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-370x211.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-270x154.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-570x325.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-740x422.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-1320x752.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino.jpg 1555w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></h2>
<h2><strong>Si alla fertilizzazione di precisione</strong></h2>
<p>Lo studio dell&#8217;Università di Torino riporta l&#8217;accento sulle pratiche di fertilizzazione azotata di precisione per poter raggiungere gli obiettivi di resa sia in termini qualitativi che quantitativi. Queste pratiche, supportate dai modelli per la definizione degli interventi a rateo variabile, sono in grado di ridurre la variabilità dei risultati in campo: la produzione risulta massimizzata e uniforme, così da soddisfare le esigenze degli operatori a valle nella filiera, nonchè le esigenze di reddito dell&#8217;agricoltore.</p>
<p>Restano, in ogni caso, fondamentale la competenza e la preparazione sia del contoterzista che dell&#8217;agricoltore: distribuire più azoto nelle aree più svantaggiate del campo è una tattica valida fino ad un certo punto, in quanto occorre valutare con attenzione se nelle aree marginali, con potenziale produttivo estremamente scarso e in cui si è investito poco, non possa essere addirittura più conveniente lasciarle non concimate per ottimizzare le risorse e i costi colturali.</p>
<h2><strong>La concimazione in levata è fondamentale</strong></h2>
<p>I risultati dello studio sono anche rappresentativi di quanto sia fondamentale l&#8217;intervento all&#8217;inizio della levata: questo apporta dosi maggiori di azoto e ha degli effetti più marcati, così da risultare in grado di correggere eventuali situazioni di disomogeneità della coltura dopo l&#8217;intervento effettuato alla ripresa vegetativa. All&#8217;accestimento, infatti, gli indici vegetazionali rilevati da remoto possono dare informazioni non sempre corrette, dal momento che la copertura del suolo è ridotta e l’eventuale presenza di infestanti può confondere la lettura delle immagini. In questa fase, quindi, la dose da applicare dovrebbe essere definita più in base alle informazioni agronomiche rilevate all&#8217;uscita dall&#8217;inverno, come la densità colturale e la piovosità invernale. Ecco che l&#8217;intervento di concimazione ad inizio levata si rileva di grande importanza per riallineare la rotta verso gli obiettivi di resa e di qualità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>L&#8217;immagine nel testo è tratta dal lavoro pubblicato: <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0378429024002983" target="_blank" rel="noopener">Optimizing nitrogen rates for winter wheat using in-season crop N status indicators &#8211; ScienceDirect</a></em></p>
<p><em>La fonte dell&#8217;immagine in alto è Wikipedia.</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/nutrire-levata/">NUTRIRE IN LEVATA PAGA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>FERTILIZZARE SOLO DOVE SERVE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/fertilizzare-dove-serve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 22:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'impiego degli indici vegetazionali per la fertilizzazione: la ricerca dell'Università di Torino</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/fertilizzare-dove-serve/">FERTILIZZARE SOLO DOVE SERVE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una fertilizzazione ottimizzata e razionale, che massimizza la resa impiegando dosi efficienti, è l&#8217;obiettivo di tanti agricoltori che devono mantenere la sostenibilità delle loro coltivazioni. &#8220;Frumento fertilizzato al meglio&#8221; vuol dire una gestione con un ridotto impatto ambientale e redditizia, ovvero che massimizza i margini economici per le aziende. Una strategia efficace sotto questo punto di vista è quella di modulare le dosi di azoto in base alle reali esigenze della coltura. Questo, osservando non solo il vigore colturale ma anche gli andamenti pluviometrici. Gli indici vegetazionali possono supportare l&#8217;agricoltore nella presa di decisioni ottimali. Uno studio quadriennale condotto dal gruppo di ricerca del Prof. Massimo Blandino, del DISAFA dell&#8217;Università di Torino, ha dimostrato come poterli impiegare e in quali condizioni essi possono offrire il miglior supporto.</p>
<h2><strong>Fertilizzare solo dove serve con gli indici vegetazionali</strong></h2>
<p>Tanti sono gli strumenti che gli agricoltori possono impiegare per definire in modo più preciso le dosi di concimi azotati da applicare alla coltura. Sensori come gli SPAD o gli N tester forniscono informazioni sul contenuto di clorofilla delle foglie, mentre le rilevazioni satellitari da remoto o quelle di riflettanza prossimali forniscono informazioni sintetiche in forma di indici. NDVI (<em>Normalized difference vegetation index</em>) e NDRE (<em>Normalized difference rededge index</em>) sono indici molto utilizzati in agricoltura e consentono, a costi ridotti, di verificare la variabilità dello stato della vegetazione nel tempo e nello spazio.</p>
<p>Essi possono essere impiegati come riferimento per monitorare lo stato nutrizionale del frumento nel corso della stagione, ovvero per comprendere di quanto azoto ha bisogno la coltura, in ogni punto dell&#8217;appezzamento. Queste informazioni garantiscono all&#8217;agricoltore una maggiore consapevolezza nella fertilizzazione a rateo variabile, quindi distribuendo azoto dove serve e nelle dosi corrette per raggiungere gli obiettivi di reddito prefissati.</p>
<h2><strong>Lo studio ha validato modelli a supporto delle decisioni</strong></h2>
<p>Affinchè le informazioni fornite dagli indici siano impiegate al meglio, servono modelli predittivi che indichino la dose di concime da distribuire, sulla base dello stato nutrizionale della coltura e della produzione attesa. Questi modelli devono dimostrare la loro validità non solo su diverse varietà, ma anche in condizioni pedoclimatiche e meteorologiche diverse. Lo studio del gruppo guidato dal Prof. Massimo Blandino si è posto proprio questo obiettivo, analizzando la risposta produttiva di tre varietà di frumento tenero in Piemonte, attraverso quattro annate agrarie caratterizzate da differenti andamenti meteorologici.</p>
<p>La ricerca ha confermato quanto la concimazione azotata abbia effetti sul livello di vigore e sul contenuto in clorofilla delle piante di frumento, misurati con precisione dagli indici NDVI e NDRE. Questi si rivelano, quindi, efficaci per rappresentare lo stato nutrizionale della coltura.</p>
<p>La produzione alla raccolta si conferma influenzata dall’interazione delle dosi di concime apportate alla ripresa vegetativa (stadi fenologici di accestimento) e all’inizio della levata. Al contrario, il contenuto proteico è risultato più influenzato dalla concimazione alla levata. Tuttavia, la piovosità nel corso dell&#8217;annata, ed in particolare durante la stagione vegetativa, conferma un ruolo chiave. La risposta produttiva alle dosi di azoto fornite è stata più pronunciata nelle annate di maggiore piovosità, richiedendo maggiori apporti di concime per sostenere la massimizzazione delle produzioni.</p>
<h2>I modelli sugli stati nutrizionali del frumento</h2>
<p>Attraverso lo studio, i ricercatori hanno potuto calcolare delle equazioni alla base di modelli che associassero i diversi stati nutrizionali del frumento (espressi con l&#8217;indice NDRE alla levata) alla dose di concime da apportare per raggiungere i livelli attesi di produzione di granella. Hanno, poi, validato i modelli confrontando i risultati produttivi al termine di ciascuna stagione. Così da dimostrare la loro affidabilità anche in differenti condizioni ambientali e diversi genotipi.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-5447" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-1024x583.jpg" alt="" width="770" height="438" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-1024x583.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-300x171.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-768x438.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-1536x875.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-370x211.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-270x154.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-570x325.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-740x422.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino-1320x752.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/NDVI_NDRE_Blandino.jpg 1555w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>L&#8217;immagine qui sopra è tratta dal lavoro pubblicato: <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0378429024002983" target="_blank" rel="noopener">Optimizing nitrogen rates for winter wheat using in-season crop N status indicators &#8211; ScienceDirect</a><br />
</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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