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	<title>marche - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Jan 2026 16:25:38 +0000</lastBuildDate>
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	<title>marche - Grano Italiano</title>
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		<title>«MI RIFUGIO NELLA QUALITA&#8217;»</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/grano-duro-marche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Contini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 23:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Francesco Guzzini che coltiva grano duro nelle Marche</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/grano-duro-marche/">«MI RIFUGIO NELLA QUALITA&#8217;»</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista con Francesco Guzzini, (nella foto) iscritto Coldiretti, che coltiva grano duro nelle Marche</p>
<p>«Nella mia azienda, nelle ultime annate, sto seminando delle varietà ad alto contenuto proteico che sono quelle più richieste dal mercato per poter ottenere una semola di alta qualità per i pastifici». Francesco Guzzini agricoltore titolare di un&#8217;azienda agricola della dimensione di 90 Ha ubicata nel comune di Recanati (MC), ci spiega così la sua &#8220;lotta per la sopravvivenza&#8221;, in un momento drammatico per il grano duro, e fra le varietà coltivate cita: Achille, Antalis e Catone. <span style="font-family: inherit;">L&#8217;ultima annata agraria 2024-2025 &#8211; continua Guzzini &#8211; è stata una stagione nella norma per quanto riguarda la produzione « io sono riuscito ad ottenere 60 q/Ha alcuni miei colleghi sono arrivati a punte anche di 80 q/Ha» conclude.</span></p>
<h2>Rotazione necessaria</h2>
<p>«Nella mia azienda pratico una rotazione con barbabietola da zucchero, mais, girasole e pisello da industria perchè partecipo al bando per l&#8217;agricoltura integrata della regione Marche che prevede l&#8217;uso della rotazione» afferma Guzzini. L&#8217;agricoltura integrata consente una gestione più sostenibile di suolo e acque rispettando disciplinari specifici regionali che stabiliscono norme tecniche specifiche per ogni coltura e che assicurano la sostenibilità ambientale e la sicurezza per il consumatore finale.</p>
<h2>Le infestanti rappresentano sempre un problema</h2>
<p>Le erbe infestanti rappresentano un grave problema per la cerealicoltura nelle regione Marche. Guzzini racconta: « nella mia azienda negli ultimi anni sto riscontrando gravi problemi causati da loietto che presenta ormai resistenze ad alcuni principi attivi, risulta essere sempre più complicato tenere il terreno libero da infestanti prosegue Guzzini spesso mi tocca intervenire con 2 interventi: uno in presemina ed un altro in primavera contro le altre infestanti a foglia larga (dicotiledoni)» conclude Guzzini.</p>
<p>Tra le infestanti a foglia larga tra le più importanti per il grano vale la pena ricordare: Vilucchio (<i>Convolvulus arvensis</i><span style="font-family: inherit;">), Stoppione (</span><i>Cirsium arvense</i><span style="font-family: inherit;">) Papavero (</span><i>Papaver rhoeas</i><span style="font-family: inherit;">) e Borsa del Pastore (</span><i>Capsella bursa-pastoris</i><span style="font-family: inherit;">). Guzzini conclude dicendo anche:« sto cominciando a riscontrare in campo anche qualche ceppo di avena resistente agli erbicidi ma al momento riesco a controllare le infestazioni con un unico passaggio». </span><br />
Per quanto riguarda invece i parassiti terricoli invece Guzzini afferma: « nella regione Marche non rappresentano in grosso problema a causa dei danni limitati che causano a differenza delle malerbe anche se in alcune annate mi è capitato di dover effettuare un trattamento in fase di spigatura contro gli afidi»</p>
<h2>Gestione aziendale</h2>
<p>Le aziende agricole nella regione Marche sono sempre più professionali, con un aumento della superficie poderale che consente di svolgere la maggior parte dei lavori in autonomia. Guzzini dice:« io mi avvalgo della collaborazione di contoterzisti solo per la trebbiatura in quanto l&#8217;investimento per una mietitrebbia non è sostenibile economicamente per la mia azienda, tutte le altre operazioni colturali dalla semina alla concimazione ai trattamenti invece le svolgo autonomamente».</p>
<h2>Serve la CUN</h2>
<p>Il problema del prezzo del grano è un grosso problema per gli noi agricoltori dice Guzzini « i prezzi sono sotto il costo di produzione per quest&#8217;anno riesco a ridurre le perdite ma se dovessero rimanere questi prezzi anche in futuro non riuscirei più a gestire l&#8217;azienda» Il problema è di difficile soluzione. Guzzini suggerisce diverse soluzioni a partire dal superamento delle Borse Merci locali. Guzzini si augura «che entri presto in vigore la CUN (Commisione Unica Nazionale ) che porti al superamento delle Borse Merci locali dove oggi ci sono diversi attori che concorrono alla formazione del prezzo finale, con la CUN invece si dovrebbe avere un rapporto diretto tra l&#8217;agricoltore che fornisce il prodotto e l&#8217;utilizzatore finale molino o pastificio che sia il tutto nell&#8217;ottica di avere più trasparenza sul mercato e avere più forza contrattuale noi agricoltori» conclude Guzzini.</p>
<p>Un altro problema sottolineato da Guzzini è quello della concorrenza con il grano proveniente da paesi extra UE: l&#8217;accordo CETA tra l&#8217;UE è il Canada sta facendo parecchio male, dice Guzzini: «viene importato grano duro che non ha gli standard di qualità del nostro, sappiamo che in Canada il grano viene essiccato in pre &#8211; raccolta con prodotti che nell&#8217;UE non si possono utilizzare; se si firmano accordi commerciali e si importano prodotti che costano meno a dazi zero ma che non hanno gli stessi standard di qualità del grano italiano ed europeo si crea una concorrenza sleale, noi come Coldiretti non siamo contro il libero scambio ma questi accordi oltre a CETA anche MERCOSUR devono essere fatti rispettando tutte le parti in causa» conclude.</p>
<p><em>Autore: Alessandro Contini</em></p>
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		<title>MARCHE: A MAGGIO I PAGAMENTI DELLO SVILUPPO RURALE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/marche-a-maggio-i-pagamenti-dello-sviluppo-rurale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Callegari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 22:03:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[AGEA]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle Marche una task force per garantire entro maggio i pagamenti per lo Sviluppo Rurale</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Entro maggio saranno effettuati i pagamenti legati allo Sviluppo Rurale per tutti gli operatori marchigiani. Lo rende noto Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura.</p>
<h2>Il calendario</h2>
<p>È stata istituita una task force congiunta tra Agea e regione Marche per realizzare tutte le procedure informatiche necessarie per effettuare i pagamenti legati allo Sviluppo Rurale.</p>
<p>I pagamenti per lo Sviluppo Rurale si concentreranno su varie misure, tra cui quelle che non rientrano nel Sistema integrato di gestione e controllo (NO SIGC). Tra queste, ci sono le strategie di sviluppo locale (SRG05), l’insediamento dei giovani agricoltori (SRE01) e gli investimenti per la competitività delle aziende agricole (SRD01). Gli importi, che saranno pagati entro la fine di aprile, ammonteranno a circa 4 milioni di euro.</p>
<p>Entro fine maggio saranno invece disponibili le funzionalità informatiche dedicate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).</p>
<p>Dal mese di maggio saranno erogati i pagamenti per lo Sviluppo Rurale all’interno del Sistema integrato di gestione e controllo (SIGC). In particolare, le misure relative alle tecniche lavorazione ridotta dei suoli (SRA03), alle cover crops (SRA06) e agli allevatori custodi dell&#8217;agrobiodiversità (SRA14 e SRA15). L’importo è di circa 771.485 euro.</p>
<p>Altra data chiave per i pagamenti legati allo Sviluppo Rurale è il 10 maggio. Verranno erogati i fondi delle misure inerenti al periodo 2014-2022. Sono previsti 1 milione e mezzo di euro circa per gli investimenti forestali (Misura 8), agro climatico ambientali (Misura 10), agricoltura biologica (Misura 11) e zone soggette a vincoli naturali (Misura 13).</p>
<p>L’obiettivo della task force è che gli agricoltori ricevano tutti i pagamenti prima del 30 giugno, che era il termine previsto.</p>
<h2>La situazione sul campo</h2>
<p>Le Marche sono una fra le regioni che si collocano tra i primi posti per la produzione di grano duro. Con i suoi circa 110mila ettari destinati a questa coltura, ha un ruolo determinante e contribuisce a circa il 12-13% della produzione nazionale.</p>
<p>Nonostante le piogge, che però hanno toccato l’area solo in parte, la stagione si sta svolgendo regolarmente: le semine si sono svolte nella seconda metà di novembre.</p>
<p>Non ci sono buone novità, però, sul fronte dei prezzi. I prezzi sui mercati internazionali del grano duro nell&#8217;ultima settimana hanno risentito del mancato accordo sui dazi. In più, dollaro Usa e dollaro canadese continuano a svalutarsi sull&#8217;euro e le quotazioni espresse nella nostra moneta calano.</p>
<p>Su questi temi puoi leggere <a href="https://granoitaliano.eu/grano-duro/">l’</a><a href="https://granoitaliano.eu/grano-duro/">intervista a Franco Gianangeli</a>, presidente di CIA-Agricoltori Italiani della Provincia di Ancona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Autore: Rachele Callegari<br />
</em></p>
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		<item>
		<title>GIANANGELI (CIA ANCONA): CATTIVE PREVISIONI PER IL GRANO DURO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/grano-duro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Callegari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 23:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ancona]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[marche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista sul raccolto del grano duro 2024 a Franco Gianangeli, neopresidente CIA Ancona</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Franco Gianangeli è stato eletto presidente di CIA-Agricoltori Italiani della Provincia di Ancona. Gli abbiamo chiesto come è andato il raccolto del 2024. Le Marche sono infatti una regione che si colloca tra i primi posti per la produzione di grano duro, con i suoi circa 110mila ettari destinati a questa coltura, assumendo un ruolo determinante e contribuendo a circa il 12-13% della produzione nazionale.</p>
<p>Il neopresidente provinciale viene dal mondo dello sport: è uno stimato allenatore e dirigente di calcio, un aspetto «che mi aiuterà a lavorare di squadra con gli uffici della CIA Marche e con i nostri agricoltori, per vincere la partita comune del sostegno al reddito, dell&#8217;accesso alla terra, della sburocratizzazione». Con un&#8217;attenzione particolare verso le nuove generazioni. «Sono abituato, grazie allo sport, a dialogare con giovani, che sono il nostro futuro, specie in campagna. Avvierò un percorso di ascolto nei territori, per capire lo stato di salute delle aziende agricole e per raccogliere le istanze dei nostri iscritti, per poterle portare sui tavoli della politica, nella nostra importante attività sindacale quotidiana».</p>
<p><strong>Come stanno andando le semine?  State seminando grano duro o tenero? In che percentuali?</strong></p>
<p>Le semine sono andate bene, nonostante il periodo di piogge intermittenti avute nel periodo. Si semina maggiormente grano duro rispetto al tenero: circa un buon 60-65%.</p>
<p><strong>Cosa state seminando oltre al grano duro?</strong></p>
<p>Oltre al grano duro, abbiamo chi, in bassa percentuale rispetto agli anni passati, continua con sorgo e girasoli (nonostante i danni arrecati da cinghiali) e chi sta provando con ceci, pisello e lenticchia, con quest&#8217;ultima soprattutto nelle aree interne e collinari.</p>
<p><strong>Qual è stato il raccolto del 2024? Quali sono i problemi maggiori che avete riscontrato?</strong></p>
<p>Il raccolto del 2024 è stato un raccolto molto importante in termini di resa e di qualità. La resa media è stata stimata in circa 60/65 quintali per ettaro con punte di 80/85 quintali per ettaro. Buon peso specifico, tra 82-88, ed ottimo valore proteico, 12,5/13,5.</p>
<p>Chiaramente, la resa per ettaro può variare sensibilmente in dipendenza di diversi fattori, tra cui principalmente l&#8217;andamento climatico stagionale e la rotazione colturale effettuata. Senza tralasciare poi i danni arrecati dai cinghiali, problematica sempre più significativa.</p>
<p>Le rese poi scendono a causa della siccità, sono diminuite le superfici coltivate ed in picchiata la redditività per i nostri cerealicoltori. Insomma, diminuisce tutto tranne i costi di produzione. Le previsioni purtroppo non sembrano rosee per quanto riguarda il prezzo del grano duro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Autore: Rachele Callegari<br />
</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>PLV: MENO 1.000 € AD ETTARO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/semina-marche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Aug 2024 22:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[ringrano]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viaggio in Italia sulle intenzioni di semina: proseguiamo nelle Marche</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-3134 " src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/08/alessandro_bettini-e1724536765817-300x258.jpg" alt="semina marche" width="200" height="172" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/08/alessandro_bettini-e1724536765817-300x258.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/08/alessandro_bettini-e1724536765817-1024x882.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/08/alessandro_bettini-e1724536765817-768x661.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/08/alessandro_bettini-e1724536765817-370x319.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/08/alessandro_bettini-e1724536765817-270x232.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/08/alessandro_bettini-e1724536765817-570x491.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/08/alessandro_bettini-e1724536765817-740x637.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/08/alessandro_bettini-e1724536765817.jpg 1050w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Proseguiamo il nostro viaggio in Italia in cui intervistiamo i cerealicoltori, dal Nord al Sud, sulle intenzioni di semina. Abbiamo raggiunto questa volta Alessandro Bettini (nella foto), della Società Agricola Fenice di Senigallia (AN), che conduce 340 ha di cui circa la metà destinati a frumento duro. A differenza di tante regioni italiane, le Marche hanno visto nel 2024 un raccolto record, non solo per le rese elevate ma anche per la qualità spesso eccezionale, sicuramente ideale per la pastificazione.</p>
<p>Abbiamo chiesto ad Alessandro Bettini, che è anche Vice Presidente di Confagricoltura Ancona, le sue intenzioni di semina per il prossimo autunno. Abbiamo approfondito le motivazioni e le condizioni che sostengono le sue scelte. Alla conferma delle superfici seminate si accompagna, comunque, la consapevolezza di una forte riduzione della redditività che coinvolge tutto il territorio italiano. La concessione del ringrano potrebbe aiutare numerosi agricoltori, vediamo come.</p>
<h2>Alessandro, riguardo al frumento, quanto e cosa seminerà il prossimo autunno?</h2>
<p>Come ogni anno, anche il prossimo, seminerò il frumento duro, impegnando più o meno la medesima superficie, equivalente al 50% circa della SAU aziendale.</p>
<h2>Quali motivazioni sono dietro la sua scelta?</h2>
<p>Nella nostra regione il grano duro rappresenta la coltura &#8220;principe&#8221; e l&#8217;unica che può, probabilisticamente parlando, assicurare un po&#8217; di reddito. Questo anche grazie anche ad una serie di sostegni forniti a chi aderisce ad un contratto di filiera.</p>
<h2>Quali sono le criticità prioritarie per la prossima stagione?</h2>
<p>Non so prevedere quali siano le criticità ma, sicuramente, posso rilevare la stabilizzazione a livelli alti dei prezzi dei mezzi tecnici, impennatisi dopo il periodo Covid. Al contrario, il prezzo del frumento duro è relativamente basso,  attualmente intorno ai 280 euro più IVA a tonnellata per quello di qualità più alta. Si tratta di circa 100 euro a tonnellata in meno rispetto allo stesso periodo del 2023; circa 200 euro a tonnellata in meno rispetto allo stesso periodo del 2022 e 2021.</p>
<p>Insomma, è evidente che la principale criticità sia la remunerazione del prodotto, seppure di qualità alta: rispetto a 2-3 anni fa c&#8217;è un calo di PLV di oltre 1.000 euro ad ettaro, in un momento in cui tutti i costi sono in aumento.</p>
<h2>Quali sono le alternative di reddito possibili nel suo areale?</h2>
<p>La restante superficie, quella dedicata alle colture da rinnovo, nel nostro territorio non offre molta scelta per la maggior parte delle aziende che si trovano in collina asciutta. In più, colture come girasole, coriandolo, sorgo, colza, per motivi simili non riescono ad assicurare un guadagno minimo all&#8217;azienda. Con l&#8217;introduzione dell&#8217;aridocoltura nella nostra regione, grazie ad una importante azione di lobby da parte di Confagricoltura Marche, e con le deroghe previste alla PAC nel 2024, che si estenderanno anche per il 2025, dal prossimo anno sarà consentito praticare, entro certi limiti, il ringrano.<br />
Questa pratica è molto diffusa nella regione proprio per mancanza di alternative. Questo potrebbe favorire un piccolo incremento di superfici destinate a questa coltura.</p>
<p><em>Foto di Alessandro Bettini</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>ANTICIPO 80% PER GASOLIO AGRICOLO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/anticipo-gasolio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 15:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anticipo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[gasolio]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La soluzione proposta da Regione Marche</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche mese fa il Direttore di AGEA, Fabio Vitale aveva dichiato: «da oltre un anno l&#8217;agenzia ha intrapreso un proficuo percorso di ottimizzazione della propria operatività, nel suo complesso, con lo sguardo rivolto alla soddisfazione e alla crescita degli agricoltori, mettendo a loro disposizione strumenti di aggiornamento informativo utili a chiarire dubbi e rendere la propria amministrazione sempre più trasparente» .</p>
<p>Ma il Presidente Cia Marche, Taddei, fa notare che gli agricoltori alle prese con la Domanda Unica 2024 sono finiti in mezzo a lungaggini e sistemi in tilt. La proroga al 1° luglio 2024, rispetto alla scadenza del 15 Maggio, risulta «non sufficiente per presentare tutte le domande in tempo utile» &#8211; così chiosa il Presidente Cia Marche Taddei. L&#8217;agricoltore, infatti, per ottemperare a questa scadenza deve recarsi presso i CAA per predisporre o aggiornare il Piano Colturale Grafico, ovvero il documento del fascicolo aziendale elettronico che illustra l’uso del suolo dell’intera azienda. Non solo è la base per la Domanda Unica, ma della maggior parte degli adempimenti dell&#8217;agricoltore (si pensi alle misure a superficie del csr, del biologico, delle assicurazioni alle colture e per la richiesta di gasolio agevolato).</p>
<h2>I CAA sono oberati di lavoro</h2>
<p>«Purtroppo &#8211; dice Taddei &#8211; gli uffici CAA sono oberati di lavoro in quanto l&#8217;applicativo fornito esclusivamente da AGEA è stato messo on line in ritardo rispetto alle scorse campagne ed è soggetto a continui aggiornamenti, per risolvere i numerosi bug che lo affliggono. Il tutto si ripercuote in lunghe attese per gli agricoltori e nel disagio degli operatori del CAA che, pur volendo espletare le pratiche, non possono concluderle per la lentezza delle procedure e gli errori del sistema. Nell&#8217;ultimo periodo &#8211; sottolinea il Presidente Cia Marche &#8211; il CAA CIA si è<br />
mostrato collaborativo con AGEA per risolvere le anomalie delle procedure informatiche, ma non può non denunciare la responsabilità dell&#8217;ente pagatore. Al fine di superare l&#8217;empasse la CIA si sta prodigando da settimane per ottenere presso le istituzioni competenti tutte le<br />
proroghe possibili relative alle scadenze di atti amministrativi legati al fascicolo AGEA».</p>
<h2>Nelle Marche anticipo del gasolio all&#8217;80%</h2>
<p>La Regione Marche ha risposto alle richieste della Cia Marche offrendo una soluzione al problema. «Abbiamo ottenuto un risultato importante &#8211; afferma Taddei &#8211; la regione ha deliberato la possibilità per gli agricoltori di prelevare gasolio agevolato, pur in assenza di richiesta depositata, nella misura dell&#8217;80% di quello richiesto nell&#8217;anno precedente. Un atto di responsabilità dell&#8217;Assessore all&#8217;agricoltura Antonini che auspichiamo sia seguito da altri atti del Ministero delle Finanze, che ci auguriamo prorogherà anche la scadenza del 30 Giugno relativa alla denuncia annuale dei consumi 2023 e semestrali di carburante agricolo».</p>
<p>L&#8217;assessore «ha preso atto della situazione in cui stanno operando i vari CAA &#8211; ha poi detto il Presidente Taddei &#8211; e ha preso delle decisioni di urgenza fondamentali, per aiutare il mondo agricolo, già duramente in difficoltà. Auspichiamo una analoga presa di posizione del Ministero<br />
dell&#8217;Agricoltura, che miri a risolvere in primis la problematica di Agea e poi permetta agli agricoltori di rispettare le scadenze dei vari adempimenti».</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/anticipo-gasolio/">ANTICIPO 80% PER GASOLIO AGRICOLO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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		<title>SICCITA&#8217; E MERCATO: IL DURO SOFFRE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/siccita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 12:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[molise]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come va la campagna nelle Marche e in Molise</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come procede la campagna nelle regioni affacciate sull&#8217;Adriatico? Alcuni giorni fa abbiamo parlato della grave situazione cui si trovano di fronte i cerealicoltori della Puglia. Qui il grano duro è in sofferenza per la siccità e il mercato altalenante: https://granoitaliano.eu/il-grano-duro-ha-sete/.</p>
<h2>Come vanno le cose nelle Marche</h2>
<p>Nelle Marche, invece, la situazione non è fortunatamente così grave. La regione, particolarmente vocata alla coltivazione del grano duro, contribuisce per circa il 10% alla produzione italiana con oltre 100.000 ettari semianti. Abbiamo parlato con Alessandro Bettini, cerealicoltore della provincia di Ancona che ci dice: «Il grano al momento si presenta bene, con una crescita omogenea e senza particolari criticità evidenti. Fortunatamente le piogge cadute durante la seconda metà del mese di marzo hanno contribuito allo sviluppo delle colture permettendo, adesso, una buona spigatura. Ovviamente molto dipenderà anche dall’ultima fase della stagione. Il maggio eccessivamente piovoso dello scorso anno è stato deleterio per tutti i cereali, speriamo di non trovarci nuovamente in una situazione simile». E conclude: «negli ultimi due giorni sono caduti 30 mm di pioggia che in questa specifica fase fenologica contribuiscono ad una buona formazione della cariosside».</p>
<h2>Il Molise soffre siccità e mercato</h2>
<p>Le cose in Molise non vanno molto bene&#8230;Giulio Primiani è un cerealicoltore della provincia di Campobasso che gestisce una azienda di circa 100 ettari, di cui la metà coltivati grano duro. Ci ha dichiarato di essere molto negativo sulla campagna in corso. Da un lato ci sono i prezzi che continuano ad andare su e giù, «con oscillazioni frequenti e ampie, anche di 10€: la pressione delle importazioni è molto forte verso i nostri volumi che sono molto inferiori&#8221;. Dall&#8217;altro ci sono i costi che «dopo il Covid non sono mai scesi davvero». Secondo Giulio Primiani, gli accordi di filiera non sono in grado di garantire condizioni accettabili per gli agricoltori: «il prezzo del prodotto viene stabilito unilateralmente da chi lo acquista, senza tenere conto dei costi di produzione che l&#8217;agricoltore deve sostenere per produrre un grano con le caratteristiche richieste dal contratto di filiera». E prosegue «nella nostra zona non si riesce, poi, a costruire cooperative che possano almeno consentire vantaggi sui costi dei mezzi di produzione».</p>
<h2>Le piogge degli ultimi giorni</h2>
<p>L&#8217;andamento climatico, infine, non ha aiutato: «negli scorsi 2 mesi non ha piovuto per nulla; negli ultimi giorni fortunatamente ci sono state precipitazioni ma alcuni campi avevano già iniziato a seccare. In questi casi l&#8217;acqua caduta non farà nulla, però in altri campi più tardivi potrà aiutare la coltura». In merito alla produzione di quest&#8217;anno, Giulio Primiani prevede che «in generale ci sarà sicuramente un calo dei volumi, molti sono i cerealicoltori di regioni come Puglia e Sicilia che hanno lasciato andare in malora campi ormai senza speranza».</p>
<p><em>Foto in alto di Giulio Primiani</em></p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
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