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	<title>minimum tillage - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Jan 2026 17:44:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>COME CAMBIA IL GRANO IN CAPITANATA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 23:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
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		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[minima lavorazione]]></category>
		<category><![CDATA[minimum tillage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tecniche colturali, scelte varietali: nuovi scenari di redditività in provincia di Foggia</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/cambia-il-grano-in-capitanata/">COME CAMBIA IL GRANO IN CAPITANATA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="2628" data-end="3087"><strong>Il calo delle semine di frumento duro in Capitanata non sarebbe così drastico</strong> come ci si sarebbe aspettati, visto l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati degli ultimi mesi. <strong>Un ruolo chiave nel mantenere le superfici è giocato dalle filiere. A spiegarcelo è Michele De Santis (DAFNE – Università di Foggia)</strong>: «l’incentivo ministeriale ha rappresentato il principale motivo che ha spinto gli agricoltori a continuare ad investire sul frumento duro», nella speranza di una migliore remunerazione. Parallelamente, in provincia di Foggia si osserva «una forte spinta verso la riduzione dell’intensità delle lavorazioni, sempre più verso il <em>minimum tillage</em>, più per motivi di bilancio che tecnici».</p>
<p data-start="2628" data-end="3087"><strong>Questa contrazione dei costi ha, però, un prezzo: «la coltivazione vede un depauperamento della pratica agronomica, con la concimazione spesso sacrificata, soprattutto quella in pre semina (fosforo)»</strong>. La volatilità dei fertilizzanti e «l’incertezza relativa alla disponibilità di concimi ureici (effetto CBAM o speculazione?)» potrebbero pesare nelle fasi di accestimento e levata.</p>
<h2 data-start="3474" data-end="3519">Scelte varietali orientate alla stabilità</h2>
<p data-start="3520" data-end="3991">In un contesto di marcato rischio, anche la genetica viene gestita con prudenza. <strong>«Questo scenario sembra portare ad una minore attenzione verso la scelta varietale», ci dice Michele De Santis, con aziende che preferiscono «genotipi che hanno mostrato una maggiore stabilità negli ultimi anni»</strong>, riservando «una minima quota verso l’esplorazione di nuove varietà potenzialmente più adattabili». Si tratta, quindi, di una vera e propria strategia difensiva, coerente con l’obiettivo di ridurre l’esposizione economica e preservare un minimo di redditività.</p>
<h2 data-start="3993" data-end="4036">Andamento meteo e prospettive di annata</h2>
<p data-start="4037" data-end="4435"><strong>Guardando all’evoluzione della campagna in corso, «al momento, i terreni, pur non essendo al 100% dell’invaso (ovvero alla capacità idrica di campo), non si trovano in deficit idrico»</strong>. Questo potrebbe consentire «un primo momento di concimazione sfruttando le discrete condizioni attuali». Le basse temperature invernali «non sembrano un problema» e, anzi, «rallentano l’attività delle specie infestanti», spesso favorite dagli inverni miti.</p>
<p data-start="4437" data-end="4990" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Sulle rese, la prudenza è d’obbligo: «è difficile, in questo momento, fare previsioni», perché «ci si trova in una condizione ambientale intermedia per cui tutto può accadere». L’auspicio è che «il 2026 porti a condizioni termo-pluviometriche favorevoli che possano rendere il management più favorevole», in particolare dopo anni di siccità. <strong>L’obiettivo condiviso dai cerealicoltori appare chiaro: «efficienza agronomica ed economica, ossia produrre il più possibile minimizzando gli input»</strong>, mentre «le spinte verso la qualità della filiera potranno essere assecondate solo dalle aziende più strutturate» e in presenza di condizioni ambientali favorevoli. La ricerca, infine, per De Santis gioca un ruolo chiave, in particolare per migliorare l&#8217;adattabilità e la sostenibilità della coltivazione del frumento in uno scenario sempre più complesso per la cerealicoltura italiana.</p>
<p class="ydp3ef8836cyiv3574906327MsoNormal"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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