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	<title>Piano Nazionale per la qualità dell&#039;aria - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Sep 2025 16:32:38 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Piano Nazionale per la qualità dell&#039;aria - Grano Italiano</title>
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		<title>DOVE VAI, SE L&#8217;UREA NON CE L&#8217;HAI?</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/dove-vai-urea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 22:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Nazionale per la qualità dell'aria]]></category>
		<category><![CDATA[pianura padana]]></category>
		<category><![CDATA[urea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il bando all'urea nel Bacino Padano: i suoi effetti sulle colture cerealicole secondo il Prof. Blandino</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/dove-vai-urea/">DOVE VAI, SE L&#8217;UREA NON CE L&#8217;HAI?</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Quali sono i danni prevedibili per le aziende agricole della Pianura Padana in seguito al divieto di impiego dell&#8217;urea previsto per il 2028? Le tipiche colture di pieno campo delle grandi regioni agricole del Nord Italia potrebbero subire perdite ingenti, ma non in modo equivalente sulle colture cerealicole. <strong>Il Prof. Massimo Blandino (DISAFA, Università degli Studi di Torino) ci aiuta a capire quali sarebbero le coltivazioni più colpite e perchè</strong>. Il frumento, in particolare, potrebbe essere in qualche modo meno toccato dal provvedimento. In ogni caso, come ci ricorda Massimo Blandino, è necessario rivedere le logiche alla base delle scelte di nutrizione dei cerali nei nostri areali: urge ridurre gli impatti ambientali dovuti alle perdite di nutrienti minerali ma, anche, porre al centro la salute e la fertilità dei suoli attraverso pratiche più razionali.</div>
<div></div>
<h2>Mais: la coltura più colpita</h2>
<p>Tra le colture che più tipicamente si trovano nei sistemi agricoli e zootecnici padani, il Prof. Blandino ci spiega che «<strong>l&#8217;impatto del bando dell&#8217;urea in Pianura Padana risulterebbe molto rilevante per il mais</strong>, dove oggi l&#8217;impiego di questo fertilizzante è centrale». E prosegue illustrandoci lo scenario nel quale le aziende si andrebbero a trovare: «l&#8217;impiego di altri fertilizzanti, ed in particolare di concimi a base urea ricoperti o protetti, che ne rappresentano l&#8217;alternativa più prossima, comporterebbero in ogni caso un aumento dei costi colturali. Per limitare questo effetto è necessario ripensare le strategie di fertilizzazione per perseguire una più alta efficienza».</p>
<h2>Rivedere le strategie di nutrizione</h2>
<div>Il provvedimento previsto nel Piano Nazionale per la qualità dell&#8217;aria è espressione del necessario trend verso una razionalizzazione degli apporti di nutrienti azotati alle nostre colture: strategie adeguate, sostenibili e fattibili sono già disponibili per gli agricoltori. Massimo Blandino ci spiega: «<strong>il bando dell&#8217;urea è, infatti, solo un&#8217;ulteriore manifestazione della più generale necessità di limitare l&#8217;impiego di azoto di sintesi</strong>, riducendo gli apporti alle colture. Perché questo sia possibile è necessario valorizzare interventi di fertilizzazione minerali con ridottissime perdite ambientali, in grado di mantenere un&#8217;alta efficacia sullo stimolo vegetativo e la produttività delle colture. Inoltre,<strong> è necessario rivedere i sistemi colturali, ponendo al centro il miglioramento della fertilità del suolo</strong> (accumulo di sostanza organica, incremento della fertilità microbica, valorizzazione dell&#8217;azotofissazione delle leguminose nella rotazione delle colture e nel periodo intercolturale), integrato con genotipi e l&#8217;applicazione di pratiche agronomiche più efficienti nell&#8217;assorbimento dei nutrienti e nella loro traslocazione».</div>
<div></div>
<h2>Impatti maggiori sui frumenti di forza?</h2>
<div>Infine, Massimo Blandino ci illustra come il frumento possa essere colpito in misura parziale, seppure nella coltivazione di varietà di particolare valore. E&#8217; problematico, però, che questo accada in un momento in cui i prezzi bassi della granella mettono sotto pressione la redditività delle aziende cerealicole. Ci dichiara: «rispetto al mais, <strong>l&#8217;impiego dell&#8217;urea nel frumento tenero in Pianura Padana è più limitato generalmente ai frumenti di forza</strong>, con applicazioni tardive (tra lo stadio fenologico di botticella e fioritura) per incrementare il contenuto proteico e rispondere a requisiti qualitativi.</div>
<div>Considerando che gli apporti complessivi sono compresi tra 30 e 60 unità di N, <strong>l&#8217;impatto economico derivante dall&#8217;impiego di concimi e strategie alternative è meno rilevante</strong>. Tuttavia, nel contesto attuale di marginalità sempre limitate per le aziende cerealicole, rimane fondamentale l&#8217;individuazione di soluzioni alternative ad alta efficacia, che permettano di ridurre le dosi di concimi azotati distribuiti, garantendo pienamente il raggiungimento degli obiettivi produttivi e qualitativi».</div>
<div></div>
<div>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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