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	<title>protesta - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Mon, 09 Feb 2026 17:29:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>protesta - Grano Italiano</title>
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		<title>CONTINUA LA PROTESTA IN PIEMONTE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/continua-la-protesta-in-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 11:13:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[trattori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche l'Europa è ancora in agitazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/continua-la-protesta-in-piemonte/">CONTINUA LA PROTESTA IN PIEMONTE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la protesta: ieri i trattori sono tornati a manifestare a Roma e questa mattina il vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha promesso risposte concrete agli agricoltori e pastori sardi in agitazione, prima di incontrarne una delegazione ad Olbia.</p>
<p>Oggi, 21 febbraio, il Ministro dell&#8217;Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha parlato al quotidiano Il Tempo in difesa del settore agricolo: «In Italia la vicenda è stata molto limitata rispetto ad altre nazioni europee poiché nessuna delle associazioni rappresentative di centinaia di migliaia di agricoltori ha aderito alle manifestazioni». E prosegue «Molti degli agricoltori che hanno manifestato lo hanno fatto consapevoli dell&#8217;impegno che il nostro governo, dal primo giorno dell&#8217;insediamento, ha messo a disposizione di un settore che è stato poco valorizzato in Italia negli ultimi anni e poco difeso in Europa» In merito al taglio dell&#8217;IRPEF dichiara: «La questione del taglio dell&#8217;Irpef è stato un elemento estremamente marginale rispetto alle richieste degli agricoltori e basta leggere i loro documenti per sapere che le richieste riguardavano per il 90% l&#8217;approccio ideologico dell&#8217;Unione europea rispetto al mondo dell&#8217;agricoltura».</p>
<h2>L&#8217;Europa continua ad agitarsi</h2>
<p>Intanto, colonne di trattori sono attese a Madrid, dove alcuni manifestanti sono già scesi in piazza presso la Porta di Alcalà, dopo che da diversi giorni si susseguono blocchi che hanno provocato disagi alla circolazione stradale extra-urbana.  In Grecia, invece, oggi i trattori hanno lasciato la città di Atene: si parla di circa 8.000 agricoltori,  137 <span class="hlterm">trattori</span>, decine di pick up e veicoli che hanno sfilato nel centro della città per giungere a Piazza Syntagma, davanti alla sede del parlamento nazionale. Anche qui, il malcontento è legato dagli alti costi di produzione e le richieste sono di maggior sostegno al governo. E in Italia, ieri i trattori sono tornati a manifestare a Roma.</p>
<h2>Il Piemonte non si ferma</h2>
<p>Il movimento degli Agricoltori Autonomi di Alessandria e Asti ha proseguito con le proteste la scorsa settimana: il 15 febbraio a Tortona e Voghera si sono radunati i trattori della zona per manifestare e sensibilizzare la popolazione alla protesta in corso nelle campagne. Per il 18, 19 e 20 febbraio è stata programmata una analoga manifestazione ad Asti, con il medesimo obiettivo. Roberto Gavio, cerealicoltore di Alessandria, ci fa sapere: «il movimento intende dar vita ad una associazione a livello regionale, hanno già dato il loro assenso gli agricoltori di Alessandria, Asti, Cuneo, Biella; se ne aggiungeranno altri, l&#8217;intento è essere presenti e rappresentati da veri agricoltori negli ambiti e istituzioni collegati al settore agricolo per decidere insieme del nostro futuro!».</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-941" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria-1024x576.jpg" alt="Prosegue la protesta in Piemonte nel settore agricolo. Il Ministro Lollobrigida commenta l'impegno del governo verso gli agricoltori." width="297" height="167" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria-1024x576.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria-300x169.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria-768x432.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria-1536x864.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria-370x208.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria-270x152.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria-570x321.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria-740x416.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria-1320x743.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/protesta-alessandria.jpg 1600w" sizes="(max-width: 297px) 100vw, 297px" /></p>
<p>Roberto Gavio prosegue «domenica mattina, fra i vari interventi, è salito sul palchetto (un piccolo rimorchio agricolo) il Vice Presidente della Regione Piemonte, Fabio Carosso, per confermare l&#8217;attenzione e l&#8217;impegno delle istituzioni locali ad affrontare/risolvere, alcuni dei punti critici comunicati alcune settimane fa al Presidente Cirio. Sono intervenuti alcuni Sindaci della zona, solidali alle proteste degli agricoltori».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagini della protesta in Piemonte fornite da Roberto Gavio</p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
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		<title>CIRIO BENEDICE I TRATTORI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/cirio-benedice-i-trattori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 09:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente Cirio scende in piazza e gli agricoltori avanzano verso Roma</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina è partito dal presidio degli <span class="hlterm">agricoltori</span> in Valdichiana il convoglio di trattori che oggi giungerà a Roma: si tratta di 60 mezzi a cui si aggregheranno altri durante il percorso. Il corteo passerà dalla Cassia, poi per San Quirico d&#8217;Orcia, Porsenna e Viterbo: lo ha dichiarato alla stampa Andrea Papa del movimento Riscatto Agricolo, organizzatore del presidio al casello A1 della scorsa settimana.</p>
<p>Danilo Calvani, leader del CRA Agricoltori Traditi, ha dichiarato alla stampa: «Accerchieremo Roma, e non per un solo giorno e non solo con i trattori». Oggi pomeriggio tornerà in questura per definire le modalità della protesta dove dichiara che ci saranno anche camion e altri mezzi per realizzare un accerchiamento con numerosi presidi. L&#8217;obiettivo è incontrare Giorgia Meloni.</p>
<h2>Il Presidente della Regione scende in piazza in Piemonte</h2>
<p>In Piemonte, il collettivo degli Agricoltori Autonomi ha manifestato dal 27 gennaio al 3 febbraio, portando 350 trattori nel centro di Alessandria e ottenendo anche un incontro in prefettura. <strong>Gli organizzatori hanno esposto le loro richieste direttamente al Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio che, poi, è sceso in piazza lo scorso sabato 3 febbraio: ha promesso di dare una risposta scritta a breve sulle richieste e si è rivolto direttamente agli agricoltori. </strong>Ce lo ha raccontato Roberto Gavio, cerealicoltore di Alessandria.</p>
<p>Il Presidente Alberto Cirio ha ringraziato gli agricoltori per quello che stanno facendo e ha dichiarato: &#8220;Due giorni fa ero a Bruxelles, davanti al Parlamento Europeo, insieme agli agricoltori piemontesi. Più di 200 agricoltori piemontesi sono stati a Bruxelles a rivendicare una politica europea che deve essere diversa da quella che stiamo subendo dagli ultimi 7 anni. Non sono qua perché ci sono le elezioni. Io vivo grazie alla mia azienda agricola (&#8230;)&#8221; e ha proseguito: «qui c&#8217;è una agricoltura che ha bisogno di riposte concrete, ha bisogno di tempi certi e, soprattutto, ha bisogno di buon senso che è quello che manca nelle nostre normative europee». Attacca le politiche di Timmermans e definisce l&#8217;Europa una «matrigna», causa dell&#8217;esasperazione degli agricoltori, ricordando che la Regione può fare poco ma che, per avere, risultati, non bisogna dividersi politicamente.</p>
<p>Ecco uno stralcio del discorso del Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio:</p>
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<h2>Le richieste degli Agricoltori Autonomi</h2>
<p>Il collettivo Agricoltori Autonomi, con lo slogan «non vogliamo deroghe ma cambiamenti!», ha sintetizzato le richieste concrete in 10 punti:</p>
<ul>
<li>«Snellimento del carico burocratico</li>
<li>Eliminazione dell&#8217;obbligo della comunicazione preventiva delle operazioni in campo; abolizione del “semaforo” per lo spandimento dei liquami</li>
<li>Eliminazione dei vincoli temporali per la gestione delle cover crops e dell&#8217;uso di seme certificato</li>
<li>Uniformare gli impegni alle misure del Psr con l&#8217;annata agraria per non essere costretti a modificare i contratti di affitto</li>
<li>Più tempo per rispondere al preavviso di rigetto di una istruttoria regionale (solo 10 gg), quando la Regione  ha invece 180 gg per evadere la pratica</li>
<li>Ridiscutere l&#8217;assegnazione e la gestione del carburante agricolo (UMA)</li>
<li>Fronte PSA (peste suina africana): riduzione del raggio della Zona Rossa a 2/3 Km e riduzione del tempo di fermo a 3 mesi</li>
<li>Prolungamento della validità di tutti i patentini a 10 anni (oggi 5)</li>
<li>Prolungamento della validità dei controlli funzionali delle botti del diserbo</li>
<li>Riconoscimento dello stato di calamità naturale per motivi di siccità, con intervento finanziario straordinario»</li>
</ul>
<p>E dichiara, inoltre, di voler modificare le politiche nazionali sull&#8217;agricoltura a partire dal reddito degli agricoltori, chiedendo:</p>
<ul>
<li><strong>«STABILITA’ DEI PREZZI DI VENDITA E ACQUISTO</strong></li>
<li><strong>REVISIONE DELLA PAC</strong></li>
<li><strong>TRACCIABILITA’ DELLE PRODUZIONI PER LA SICUREZZA DEI CONSUMATORI</strong></li>
<li><strong>SEMPLIFICAZIONE</strong></li>
<li><strong>ABOLIZIONE IMMEDIATA DEI VINCOLI E DEGLI INCENTIVI PER NON COLTIVARE</strong></li>
<li><strong>CONTENIMENTO FAUNA SELVATICA</strong></li>
<li><strong>DISINCENTIVARE IL CONSUMO DI TERRENI</strong></li>
<li><strong>CONTRATTI DI FILIERA</strong>»</li>
</ul>
<p><em>Fonte immagine: tratta da <a href="https://www.youtube.com/watch?v=yDSEu7_Cc3I" target="_blank" rel="noopener">https://www.youtube.com/watch?v=yDSEu7_Cc3I</a> &#8211; Svegliati Alessandria su Youtube<br />
Fonte video: Roberto Gavio, collettivo Agricoltori Autonomi</em></p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
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		<title>MARCIA SU ROMA E CAOS</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/marcia-su-roma-e-caos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 21:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Europa e in Italia si cerca una soluzione al malcontento dei trattori</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv3285375025MsoNormal">Da un lato i sindacati come Coldiretti e Confagricoltura che applaudono all&#8217;inizio della revisione della Pac. Dall&#8217;altro il movimento spontaneo dei trattori che si sta muovendo verso Roma con l&#8217;intenzione di costringere il governo a ripristinare la detassazione Irpef. La Coldiretti sostiene di aver ottenuto da Bruxelles la sospensione del 4% delle terre incolte e Confagricoltura di aver avuto un ruolo nella decisione della Commissione europea di ridurre gli oneri amministrativi che gravano sui produttori. Al momento, però, nessuna decisione è stata presa. Il governo Meloni starebbe pensando a ripristinare l&#8217;esenzi0ne Irpef per i piccoli agricoltori. La sensazione è che la sovrapposizione tra le motivazioni delle proteste tedesche e francesi e le ragioni italiane del malcontento sia una maionese impazzita e che nessuno abbia in mente una versa strategia.</p>
<p class="yiv3285375025MsoNormal">«Nei prossimi giorni &#8211; annuncia il leader della rivolta dei trattori Danilo Calvani &#8211; ammasseremo i trattori fuori da Roma. Non ci saranno blocchi, ma sicuramente disagi: ci aspettiamo migliaia di adesioni da tutta Italia». Blocchi sono già avvenuti in diverse aree del Paese. Da martedì a Milano centinaia di agricoltori con una settantina di mezzi protestano alle porte di Milano al casello di Melegnano. Il governo assiste all&#8217;escalation di un malcontento che non sa realmente con chi prendersela.</p>
<p class="yiv3285375025MsoNormal">A parole, si sfila contro l&#8217;Europa, ma è un nemico apparentemente inafferrabile, perché le sue regole hanno tempi di revisione lunghissimi. Di fatto, si contesta la politica italiana, anche se al governo ci sono partiti vicini a chi manifesta. L&#8217;aggravante è la palese impreparazione dell&#8217;esecutivo a capire i problemi dell&#8217;agricoltura e a darvi una risposta. Meloni e Lollobrigida sono tentati di limitare la fine dell&#8217;esenzione dall&#8217;Irpef per i redditi dominicali e agrari soltanto a chi ha grandi estensioni. Ma non sanno dove trovare i soldi. I sindacati sono in affanno. Un tavolo si riunirà a Roma proprio mentre arriveranno i trattori.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CONFAGRICOLTURA IN PIAZZA COI TRATTORI?</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/confagricoltura-in-piazza-coi-trattori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 14:32:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I veneti sconfessano la linea della prudenza di Giansanti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;indomani dell&#8217;esibizione muscolare di Coldiretti a Bruxelles e delle polemiche sull&#8217;incontro tra il ministro Lollobrigida e un gruppo di manifestanti a Verona, mentre Comitati stanno progettando di marciare con i trattori su Roma, alcune unioni di Confagricoltura sembrano propense a seguirli. Si smarcano un po&#8217; dalla linea del presidente Giansanti, che, pur manifestando attenzione e solidarietà per le motivazioni della protesta, non ha voluto sposarla, sostenendo la linea del negoziato con le istituzioni.</p>
<p>Invece, Confagricoltura Padova e, su una linea più sfumata, anche Confagricoltura Alessandria insieme a Cia Alessandria, propendono per la linea dura. I veneti lo dicono esplicitamente: «in questo momento altamente critico, serve sia una continua attività di concertazione, sia una manifestazione pubblica. “Come Confagricoltura riponiamo la massima fiducia nei vertici nazionali, dal presidente Massimiliano Giansanti alla giunta, nel conseguimento dei risultati sulle proposte già avanzate – fa presente Barbetta -, ritenendo però che un’azione promossa dalla base, civile e ordinata, possa essere di sostegno alle iniziative già avviate».</p>
<h2>Ma ecco il testo integrale del comunicato stampa:</h2>
<p>Confagricoltura Veneto sta considerando di scendere in piazza a Padova, a metà febbraio, per far sentire la voce del malcontento degli agricoltori e ribadire le richieste che vengono avanzate da tempo su tutti i tavoli istituzionali, da Roma a Bruxelles. Le proteste che stanno infiammando l’Europa da settimane evidenziano come le politiche agricole stiano mettendo in difficoltà le aziende con restrizioni, vincoli e divieti che impediscono di produrre ed essere competitivi sul mercato. Il direttivo della federazione regionale, di cui faccio parte, si è riunito a Fieragricola di Verona, esprimendo la necessità di uscire sulle piazze, con tutti i nostri soci, perché la misura è colma – sottolinea Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova -. In questi giorni, in seguito alle nostre richieste e sull’onda delle proteste, la Commissione Ue ha proposto per il 2024 la deroga all’obbligo del 4% delle terre improduttive, inserendo però il vincolo di destinare il 7% della superficie a colture intercalari come le leguminose o azotofissatrici come la soia, da coltivare senza l’impiego di prodotti fitosanitari. Posta così la deroga diventa penalizzante e conferma, qualora ci fosse ancora qualche dubbio, quanto profondo sia il divario tra l’Unione Europea e i problemi presenti nelle campagne.</p>
<h2>Il 10% dei volumi</h2>
<p>Abbiamo perso in vent’anni il dieci per cento dei volumi. Ci tolgono la terra, ci tolgono le molecole: i vertici dell’Europa non hanno compreso che gli agricoltori vogliono produrre su tutta la superficie aziendale perché esiste un problema serio di redditività delle aziende e anche perché l’Europa necessità di cereali e di soia, che altrimenti deve importare. La misura del 4% improduttivo non è comprensibile, non è sostenibile ed è anacronistica.</p>
<h2>La PAC</h2>
<p>La Pac, la Politica agricola comune, va riallineata alla situazione socio economica attuale, con una visione che tenga conto del Covid e della guerra in Ucraina. “Bisogna rivedere urgentemente tutto l’impianto della riforma Pac entrata in vigore lo scorso anno. Si tratta di una riforma sbagliata, fuori dal tempo, come ha sempre sostenuto Confagricoltura &#8211; rincara Barbetta -. Abbiamo una Pac che va contro le aziende e contro l’economia agricola europea in quanto disincentiva la produzione e la opprime con vincoli inutili e costosi anziché sostenerla e renderla più competitiva. Quanto all’Ucraina, l’Ue propone di rinnovare per un altro anno le misure che aboliscono i dazi per le produzioni provenienti dall’Ucraina, con clausole di salvaguardia come quella che riguarda le uova, il pollame e lo zucchero. A pagare il sostegno non possono essere gli agricoltori europei. Nel 2023 le esportazioni dell’Ucraina verso l’Europa sono raddoppiate: vanno imposti chiari limiti, soprattutto a quei prodotti che non rispettano gli standard di qualità dell’Unione Europea. Altrimenti metteranno in ginocchio le aziende agricole: ogni anno il 2% chiude.</p>
<p>Secondo Confagricoltura Padova, in questo momento altamente critico, serve sia una continua attività di concertazione, sia una manifestazione pubblica. “Come Confagricoltura riponiamo la massima fiducia nei vertici nazionali, dal presidente Massimiliano Giansanti alla giunta, nel conseguimento dei risultati sulle proposte già avanzate – fa presente Barbetta -, ritenendo però che un’azione promossa dalla base, civile e ordinata, possa essere di sostegno alle iniziative già avviate».</p>
<h2>Per contro, Confagricoltura nazionale ha emesso questo comunicato:</h2>
<p>«Sarà una tabella di marcia serrata per far sì che il ministro Lollobrigida porti al Consiglio agricolo europeo il 26 febbraio, giorno in cui Confagricoltura ha convocato l’assemblea proprio a Bruxelles, le proposte di modifiche alla Pac necessarie nell’immediato e per fornire le indicazioni fondamentali per la definizione dell’impianto della prossima programmazione. E’ quanto emerso dal confronto al Tavolo tecnico convocato stamani al Masaf su richiesta di Confagricoltura, per arrivare ad una proposta unitaria sui temi caldi per il settore primario in relazione alla politica agricola comune.</p>
<p>“Un confronto costruttivo – afferma il direttore generale di Confagricoltura, Annamaria Barrile – che ha portato la questione nelle sedi opportune. Come organizzazione siamo impegnati ai tavoli istituzionali ogni giorno ad ogni livello, in Italia e in Europa”. “Apprezziamo l’intervento immediato del governo sulla normativa nazionale e la volontà di lavorare in vista della prossima programmazione. Ora occorre agire velocemente su alcuni temi della Pac, come gli ecoschemi e il regime sanzionatorio, oltre a rivalutare le politiche sulla condizionalità rafforzata e la soglia dei pagamenti nel nuovo contesto”. “La nostra posizione, che da sempre è stata critica rispetto all’attuale Pac in quanto inadeguata rispetto alle reali esigenze di produttività e competitività delle imprese agricole, è oggi condivisa a livello diffuso. Segno che la linea intrapresa da Confagricoltura è quella giusta”».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>PROTESTA ITALIANA IL 30</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/proseguono-le-proteste-degli-agricoltori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 10:26:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[politica europea]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[rivolta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli agricoltori scendono in strada, ecco cosa succederà </p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/proseguono-le-proteste-degli-agricoltori/">PROTESTA ITALIANA IL 30</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono le proteste degli agricoltori contro le scelte della politica europea e nazionale nel settore agricolo, i troppi vincoli e la burocrazia e la tirannia dei mercati (ne abbiamo parlato qui <a href="https://www.risoitaliano.eu/protesta-in-risaia/" target="_blank" rel="noopener">https://www.risoitaliano.eu/protesta-in-risaia/</a>). Gruppi spontanei di agricoltori hanno proseguito a organizzare raduni e cortei da Torino a Pescara, da Venezia ad Avellino, con grossi disagi anche in autostrada, dove sabato 27 gennaio il casello dell’A1 di Orte è stato chiuso.</p>
<p>Intanto, in Europa, grossi disagi in Belgio e in Francia, dove la protesta è stata molto più dura e gli agricoltori minacciano di paralizzare Parigi con 600 trattori. Nel nostro paese i gruppi promotori della protesta restano nella legalità: sono sorti in maniera spontanea in tante province e diffondono le comunicazioni attraverso messaggi e post sui social. Per ora i sindacati si mostrano cauti rispetto alle mobilitazioni.</p>
<p>Questa settimana sono ancora attivi i presidi partiti nei giorni scorsi e nuovi raduni sono convocati: <em>Riscatto Agricolo</em>, ad esempio, ha mobilitato per il 30 gennaio gli agricoltori lombardi, toscani, umbri e sardi in numerose province. Poi, altre iniziative locali ci saranno a Novara e Roma.</p>
<h2>Settimana di protesta ad Alessandria</h2>
<p>Abbiamo parlato con Roberto Gavio, agricoltore di Alessandria, che ci ha raccontato della protesta che sabato 27 gennaio ha portato 250 trattori in zona Orti, un raduno promosso dal <em>Coordinamento Agricoltori Autonomi di Alessandria e Asti</em> e programmato fino al prossimo 3 febbraio. «Sono presenti anche rappresentanti provenienti da Torino, Novara e Vercelli e tanti cittadini si dimostrano interessati alle nostre istanze» ci dice e prosegue: «mercoledì 31 è previsto un <em>sit in</em> e un corteo che attraverserà la città di Alessandria e passerà davanti alla prefettura, con un possibile incontro con le istituzioni».</p>
<h2>Le motivazioni della protesta</h2>
<p>Roberto Gavio ci ricorda che le motivazioni sono innanzitutto legate al problema della «redditività delle aziende agricole che ormai non esiste più: si lavora in perdita, o si fallisce o si chiude. In tutti i settori, non solo nel grano, i prezzi pagati agli agricoltori sono tanto distanti da quelli che pagano i consumatori, questo a fronte di costi in aumento da anni. Noi agricoltori non decidiamo mai sui prezzi, né nell’acquisto dei mezzi tecnici né nella vendita dei nostri prodotti». E prosegue: «un altro punto dolente sono le importazioni incontrollate e senza criterio: le nostre porte sono aperte a prodotti da ogni parte del mondo a prezzi bassissimi, cosa che ci abbatte i redditi e su cui si inserisce la speculazione». Roberto Gavio conclude: «poi c’è la burocrazia e la politica europea che non comprende la nostra realtà, impone vincoli che aumentano i costi e non hanno una razionalità. E’ importante riequilibrare la catena del valore per la sopravvivenza del settore, il rischio è diventare sempre più dipendenti dall’estero con tutti i problemi che ne conseguono per l’economia del paese».</p>
<h2>Un po&#8217; di considerazione</h2>
<p>Anche i nostri lettori ci contattano per far sentire la loro voce. Giuseppe Baldini, allevatore di bovine da latte di Reggio Emilia per la produzione di Parmigiano Reggiano, ci scrive: «l&#8217;agitazione degli agricoltori a mio avviso non ha solo radici economiche, noi siamo una categoria che è consapevole che non si arricchirà, facciamo un lavoro e una vita per passione: ci basta vivere dignitosamente per noi e per le nostre famiglie cercando eventuali opportunità per le generazioni future. È sulla dignità che mi soffermo, troppo spesso siamo accusati di essere inquinatori e di maltrattare i nostri animali, di erodere risorse naturali e questo mi crea una sensazione di profonda ingiustizia. Lavoriamo e viviamo con la natura e con i nostri animali tutti i giorni per una vita intera, convinti di essere importanti per la collettività e l&#8217;unica cosa che chiediamo, a parte il giusto compenso, è un po&#8217; di considerazione».</p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
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