<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>accestimento - Grano Italiano</title>
	<atom:link href="https://granoitaliano.eu/tag/accestimento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://granoitaliano.eu/tag/accestimento/</link>
	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Feb 2026 07:47:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>accestimento - Grano Italiano</title>
	<link>https://granoitaliano.eu/tag/accestimento/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>TENERO AL NORD: NON MOLLARE!</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/non-mollare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 23:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[accestimento]]></category>
		<category><![CDATA[azoto]]></category>
		<category><![CDATA[concimi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[ICL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=7993</guid>

					<description><![CDATA[<p>La concimazione in copertura resta fondamentale per salvare rese, qualità e reddito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/non-mollare/">TENERO AL NORD: NON MOLLARE!</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="549" data-end="1060">La campagna del frumento tenero nel Nord Italia entra nella fase cruciale delle concimazioni di fine inverno in un contesto economico particolarmente complesso. L’aumento dei costi dei mezzi tecnici, unito a prezzi del grano in calo, sta mettendo sotto pressione la redditività aziendale e ha già prodotto una contrazione delle superfici seminate. <strong>In questo scenario, la gestione della concimazione da gennaio in avanti assume un ruolo centrale per difendere rese, qualità e competitività del frumento italiano.</strong></p>
<h2 data-start="1062" data-end="1120"><strong data-start="1066" data-end="1120">Superfici in calo e crisi di fiducia nelle filiere</strong></h2>
<p data-start="1121" data-end="1804"><strong>Secondo le indicazioni di mercato, la superficie a frumento tenero nel Nord Italia risulta in diminuzione tra l’8 e il 10%. «Sono due anni che il frumento non dà reddito e nelle zone svantaggiate molti hanno scelto di non seminare»</strong>, osserva Diego Guarise di ICL Italy Milano. Le aziende strutturate si sono concentrate sulle aree più vocate di pianura, mentre collina e appezzamenti marginali sono stati abbandonati. <strong>Anche le filiere, pur ancora presenti, non riescono più a compensare i costi aggiuntivi: «Il differenziale di prezzo rispetto al listino di Milano ormai è minimo, mentre le regole di filiera costano sempre di più»</strong>. Questo ha generato disaffezione e riduzione dell’offerta nazionale.</p>
<h2 data-start="1806" data-end="1882"><strong data-start="1810" data-end="1882">Prima concimazione: azoto indispensabile, ma dosi sotto osservazione</strong></h2>
<p data-start="1883" data-end="2576">Dal punto di vista agronomico, <strong>le semine sono state regolari e i frumenti si presentano in buone condizioni. Tuttavia, la concimazione di fondo è stata spesso sacrificata</strong>. «In autunno non si è praticamente concimato e, da adesso,  si proseguirà solo con azotati», spiega Guarise. La prima concimazione in uscita dall’inverno, tra gennaio e fine accestimento, avverrà prevalentemente con nitrato ammonico o urea, con dosi orientative di 250-300 kg/ha, variabili in base a epoca di semina e condizioni pedoclimatiche. <strong>Il rischio, però, è una concimazione al ribasso: «se si risparmia troppo sull’azoto, calano rese e qualità e si rischia di perdere il premio dal mulino».</strong></p>
<h2 data-start="2578" data-end="2644"><strong data-start="2582" data-end="2644">Efficienza azotata e sostenibilità: il ruolo di Agromaster</strong></h2>
<p data-start="2645" data-end="3356">Anche nelle concimazioni successive, in levata e per i frumenti di forza anche in pre-botticella, diventa fondamentale massimizzare l’efficienza dell’azoto distribuito. In questo contesto si inseriscono le soluzioni di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">ICL Italia</span></span> come <strong data-start="2901" data-end="2927"><a href="https://icl-growingsolutions.com/it-it/agriculture/products/agromaster-n-40/" target="_blank" rel="noopener">Agromaster N40</a> e <a href="https://icl-growingsolutions.com/it-it/agriculture/products/agromaster-n-355/" target="_blank" rel="noopener">Agromaster N35,5</a></strong>, formulazioni che combinano urea rivestita e solfato ammonico. «I vantaggi sono legati alla maggiore efficienza della concimazione azotata e a un minore impatto ambientale», sottolinea Guarise. <strong>La copertura dell’urea consente di ridurre le perdite per volatilizzazione e di rendere più efficace ogni unità di azoto, aspetto decisivo in un’annata in cui contenere i costi senza compromettere la qualità è una priorità assoluta.</strong></p>
<p class="ydp3ef8836cyiv3574906327MsoNormal"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/non-mollare/">TENERO AL NORD: NON MOLLARE!</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I PERCORSI PER POTENZIARE LA DENSITA&#8217;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/percorsi-densita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 08:59:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[accestimento]]></category>
		<category><![CDATA[densità colturale]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[semina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=3619</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prosegue l'analisi con il Prof. Massimo Blandino</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/percorsi-densita/">I PERCORSI PER POTENZIARE LA DENSITA&#8217;</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una buona densità colturale come obiettivo principe per il frumento. Come garantirla, anche nei casi di inizio autunno freddo e piovoso come in questa stagione 24-25? O in casi di semine ritardate per impraticabilità dei campi, come avviene al Nord per l&#8217;andamento meteorologico e al Sud per la perdurante siccità? Prosegue l&#8217;analisi su come potenziare la densità colturale nel frumento (<a href="https://granoitaliano.eu/densita-colturale/" target="_blank" rel="noopener">leggi la prima parte</a>). Con l&#8217;aiuto del Prof. Massimo Blandino dell&#8217;Università di Torino (DISAFA) e membro del Consiglio Direttivo di AISTEC, approfondiamo le possibili azioni correttive in caso di condizioni limitanti e i percorsi agronomici utili per potenziare la densità colturale.</p>
<p><strong>AISTEC</strong>, Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia dei Cereali (<a href="http://www.aistec.it" target="_blank" rel="noopener">www.aistec.it</a>) è partner di Grano italiano.</p>
<h2><strong>Azioni correttive</strong></h2>
<p>Alcuni interventi agronomici, poi, possono essere impiegati come azioni correttive. Tra questi l&#8217;attenzione a limitare il compattamento del terreno, l&#8217;applicazione di agrotecniche che migliorano la struttura del suolo e gli interventi di fertilizzazione. Ad esempio, se la fertilità del terreno è scarsa, in caso di semine tardive o scarse dosi di semente, può essere utile distribuire concimi azoto-fosfatici alla semina. O, allo stadio di 1-2 foglie, impiegare semente conciata contro avversità biotiche o con prodotti con effetto &#8220;starter&#8221;.</p>
<p>Il Prof. Massimo Blandino ci ricorda che, in ogni caso, «l&#8217;accestimento autunnale ha un valore superiore rispetto a quello tardivo in primavera, perché limita la presenza di spighe di piccole dimensioni dalla maturazione più tardiva, se non di accestimenti sterili. Questo risulta in una minore produttività e rende meno efficiente la gestione delle pratiche agronomiche successive, quali le concimazioni e gli interventi di difesa, con una conseguente possibile riduzione anche della qualità tecnologica e sanitaria».</p>
<h2><strong>I percorsi agronomici utili</strong></h2>
<p>I fattori coinvolti, inclusi gli interventi agronomici, si inseriscono all&#8217;interno di un sistema complesso che va gestito con attenzione e in ottica strategica. Il rischio di un investimento colturale non controllato adeguatamente, è quello di avere una densità eccessiva. Questa, come ci spiega il Prof. Massimo Blandino, «può determinare problemi di allettamento o venire compensata con una riduzione delle altre componenti della produzione, come il numero di cariossidi per spiga o il peso della cariosside. O anche con la cosiddetta &#8220;retrogradazione&#8221; dei culmi in eccesso, il che comporta una riduzione dell&#8217;efficienza produttiva delle pratiche adottate».</p>
<h2><strong>Una buona densità colturale</strong></h2>
<p>L&#8217;obiettivo, quindi, è quello di una buona o giusta densità colturale, ottenibile solo attraverso una razionale combinazione dei diversi fattori e interventi. Sempre tenendo in considerazione il contesto ambientale e colturale specifico.</p>
<p>Il Prof. Massimo Blandino fa notare come «il rischio di incorrere in basse densità colturali può verificarsi in diverse condizioni pedo-climatiche se non vengono combinate lavorazioni semplificate con molti residui colturali, epoche di semine tardive e interventi di concimazione azotata alla ripresa vegetativa non adeguati o eccessivamente tardivi. Invece, anche in casi di andamenti meteo e terreni &#8220;freddi&#8221;, il raggiungimento di alte densità è possibile quando la semina è stata tempestiva, dopo aratura e con concimazioni ordinarie». E conclude: «nelle situazioni ambientali più avverse, l&#8217;applicazione di tutte le scelte agronomiche che favoriscono l&#8217;accestimento colturale è particolarmente necessaria per evitare il rischio di basse densità alla raccolta».</p>
<figure id="attachment_3620" aria-describedby="caption-attachment-3620" style="width: 770px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-3620 size-large" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-1024x768.jpg" alt="densità percorsi" width="770" height="578" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-1024x768.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-768x576.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-1536x1152.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-2048x1536.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-570x428.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-740x555.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/10/Blandino_densita-colturale-1320x990.jpg 1320w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /><figcaption id="caption-attachment-3620" class="wp-caption-text">Campo di frumento rado e parzialmente sommerso.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto del Prof. Massimo Blandino</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener">Facebook,</a> <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener">Instagram </a>e <a href="https://www.linkedin.com/company/grano-italiano" target="_blank" rel="noopener">Linkedin</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/percorsi-densita/">I PERCORSI PER POTENZIARE LA DENSITA&#8217;</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>OBIETTIVO: AUMENTARE LA DENSITA&#8217;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/densita-colturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 09:21:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[accestimento]]></category>
		<category><![CDATA[densità colturale]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[semina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=3610</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'analisi dei fattori ambientali e agronomici rilevanti con il Prof. Massimo Blandino</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/densita-colturale/">OBIETTIVO: AUMENTARE LA DENSITA&#8217;</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una buona densità colturale resta un obiettivo principe per il frumento: come garantirla, anche nei casi di inizio autunno freddo e piovoso come in questa stagione 24-25? Oppure in casi di semine ritardate per impraticabilità dei campi, come sta avvenendo al Nord per l&#8217;andamento meteorologico e al Sud per la perdurante siccità?</p>
<p>Il successo produttivo del frumento e degli altri cereali vernini è correlato strettamente alla capacità di raggiungere un adeguato numero di spighe per unità di superficie. Raggiungere questo obiettivo significa tenere in considerazione l&#8217;influenza di un insieme complesso di fattori, tra cui spiccano le componenti ambientali. Anche i fattori agronomici contribuiscono e sono in grado di valorizzare le potenzialità di accestimento dei cereali vernini. Per aumentare la densità colturale è fondamentale che i cerealicoltori affrontino percorsi agronomici guidati, correlati al contesto pedo-climatico e in considerazione non solo dei risultati attesi ma anche delle eventuali azioni correttive. Un approccio di sistema, quindi, in cui la pianificazione resta fondamentale: ci aiuta a capirlo il Prof. Massimo Blandino dell&#8217;Università di Torino (DISAFA) e membro del Consiglio Direttivo di AISTEC.</p>
<p><strong>AISTEC</strong>, Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia dei Cereali (<a href="http://www.aistec.it/" target="_blank" rel="noopener">www.aistec.it</a>) è partner di Grano italiano.</p>
<h2><strong>Fattori ambientali che influenzano la densità</strong></h2>
<p>Il Prof. Massimo Blandino sottolinea come tra i fattori climatici, pedologici, biologici, genetici e agronomici che possono concorrere nella limitazione della densità colturale per i cereali vernini, un ruolo centrale è rivestito dall&#8217;andamento delle temperature tra la semina e l&#8217;inizio della fase di levata. Sono anche rilevanti la bassa radiazione alla base della pianta, gli eccessi o le carenze idriche e i forti sbalzi termici tra il giorno e la notte. Il suolo, invece, ha un ruolo prima di tutto per il rischio di ristagni idrici, quindi nel determinare quello che si definisce un &#8220;terreno freddo&#8221; in autunno e alla ripresa vegetativa in primavera.</p>
<p>Nell&#8217;ambito del suolo, poi, sono anche importanti le carenze nutrizionali o la scarsa disponibilità degli elementi nutritivi che limitano lo sviluppo colturale. Anche gli attacchi di funghi e insetti, potenzialmente vettori di virosi, possono compromettere la capacità di accestimento causando la moria delle piante o anche solo una crescita rallentata o disordinata.</p>
<h2><strong>Interventi agronomici per la densità colturale</strong></h2>
<p>Quali sono le armi in mano agli agricoltori per influenzare la densità di semina? Il Prof. Massimo Blandino sottolinea come «numerosi interventi agronomici possono avere un impatto sostanziale: molto negativi per la densità colturale risultano il ritardo della semina, nonché il compattamento del terreno e le lavorazioni semplificate che contribuiscono a rallentare il riscaldamento del terreno in autunno e in primavera. Determinanti sono anche le carenze di azoto per interventi di concimazione limitati o troppo tardivi rispetto alle esigenze colturali in queste fasi».</p>
<p>La quantità di semente, invece, risulta essere un fattore meno importante, in quanto «un adeguato investimento colturale può essere raggiunto anche con un minore numero di piante emerse, se l&#8217;accestimento è opportunamente stimolato e si garantisce il tempo necessario per emissione e sviluppo dei culmi. In altri termini, l&#8217;investimento alla semina è sicuramente rilevante nei casi di semine più tardive, soprattutto per quelle primaverili o a fine autunno e per specie a minor capacità di accestimento come il frumento duro».</p>
<p>L&#8217;approfondimento proseguirà domani, con un focus sulle azioni correttive e i percorsi agronomici utili.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener">Facebook,</a> <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener">Instagram </a>e <a href="https://www.linkedin.com/company/grano-italiano" target="_blank" rel="noopener">Linkedin</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/densita-colturale/">OBIETTIVO: AUMENTARE LA DENSITA&#8217;</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
