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	<title>acido pelargonico - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
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	<title>acido pelargonico - Grano Italiano</title>
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		<title>PELARGONICO IN FALSA SEMINA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/pelargonico-falsa-semina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 22:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[acido pelargonico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ferrero spiega quando usarlo sul grano</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/pelargonico-falsa-semina/">PELARGONICO IN FALSA SEMINA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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<p>Come abbiamo scritto (<a href="https://granoitaliano.eu/acido-pelargonico/" target="_blank" rel="noopener">leggi l&#8217;articolo</a>), sono stati approvati due prodotti a base di acido pelargonico per il grano. Le applicazioni di questa sostanza si estendono a diverse colture, tra cui tabacco, patata e frutteti. Ma per quanto concerne il grano, secondo il malerbologo Ferrero il miglior tipo di impiego per questo composto sarebbe durante la cosiddetta “falsa semina”.</p>
<div>«Quando faccio una ‘falsa semina’ vuol dire che preparo il terreno &#8211; spiega Ferrero &#8211; aspetto che nascano le malerbe, intervengo e poi magari un giorno dopo, o due giorni dopo, semino».</div>
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<h2 dir="ltr">Il problema dei costi</h2>
<p>Un compito in cui l’acido pelargonico potrebbe eccellere, se non fosse per un altro problema: i costi. Rispetto ai competitor sul mercato, il costo di un trattamento con acido pelargonico (anche e soprattutto rispetto alla durata dell’effetto post-trattamento) è molto elevato, anche se lo stesso Ferrero racconta che rispetto ai primi anni di commercio del prodotto, i prezzi hanno iniziato una lieve discesa, aprendo la strada a future applicazioni nei prossimi anni. «Però queste dovranno essere utilizzate in etichetta» conclude Ferrero, avvertendo gli agricoltori nell’agire sempre con la dovuta prudenza nei confronti di una sostanza per come è stata normata dalle autorità competenti.</p>
<p>L’impiego corretto di questo prodotto, insomma, può fare la differenza nella gestione delle erbe infestanti, specialmente durante le fasi di preparazione, mettendo la pianta dall’inizio nella condizione di non avere competizione interna al terreno coltivato.</p>
<h2>Perchè l&#8217;acido pelargonico</h2>
<p>L&#8217;acido pelargonico, per ricapitolare, è utilizzato come erbicida non selettivo. È efficace in particolare contro le infestanti soprattutto nelle fasi giovanili, consentendo alle colture come il grano di prosperare senza concorrenza. La sua azione rapida e la capacità di biodegradarsi riducono il rischio di residui persistenti nel suolo, favorendo l’adozione in pratiche agricole biologiche e sostenibili. Si stima che il settore agricolo abbia rappresentato circa 96 milioni di dollari del valore del mercato dell&#8217;acido pelargonico nel 2023. Un dato destinato a raggiungere i 136 milioni di dollari entro il 2032.</p>
<p><em>Autore: Ivan Torneo</em></p>
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		<title>L&#8217;ACIDO PELARGONICO È UNA FALCE CHIMICA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/acido-pelargonico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 22:06:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Approvati due prodotti commerciali con questa importante molecola</p>
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<div dir="ltr">Negli ultimi anni l’agricoltura ha visto un crescente interesse verso soluzioni più ecologiche e sostenibili per la gestione delle colture e il controllo delle infestanti. Tra le soluzioni innovative che hanno guadagnato popolarità troviamo l&#8217;acido pelargonico, per cui una settimana fa, il 17 settembre 2024, il Ministero della Salute ha approvato l’utilizzo di due prodotti commerciali. Un fenomeno che va avanti già da tempo, per un composto organico che è presente naturalmente in molte piante, incluso il geranio (da cui prende il nome). L&#8217;acido pelargonico è particolarmente interessante per il suo profilo ambientale favorevole e la sua capacità di agire come erbicida. Vediamolo più da vicino.</div>
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<h2><b>Cos’è l’acido pelargonico</b></h2>
<p>«Di fatto si tratta di un disseccante per sua natura. E ha un&#8217;azione tutta particolare, a differenza di altri diserbanti, che non penetra» spiega in un’intervista sul tema il malerbologo Aldo Ferrero, specializzato in agronomia e coltivazioni erbacee.</p>
<p>Come il professor Ferrero precisa, si tratta di «un prodotto d&#8217;azione totale», che «non è selettivo per le piante utili». Un punto in comune con uno dei più famosi e discussi prodotti, il glifosate, per il quale però Ferrero afferma categoricamente che «non si può fare una comparazione. Sono due prodotti totalmente diversi».</p>
<p>Si stima che il valore del mercato degli erbicidi biologici possa superare i 3 miliardi di dollari entro il 2025, con una parte di questo segmento attribuibile proprio agli erbicidi naturali come l’acido pelargonico. Una crescita sostenuta sia da normative più stringenti sull’uso di prodotti chimici in Europa e Nord America, sia dall’interesse dei consumatori verso prodotti coltivati senza l’impiego di pesticidi tradizionali.</p>
<p>«Si tratta di un prodotto che viene presentato come naturale. In realtà c&#8217;è tanta chimica nella fabbricazione dell&#8217;acido pelargonico. Non è che si faccia una spremitura di semi oleosi quali quelli del cardo selvatico» evidenzia Ferrero. Una definizione evocativa del malerbologo durante l’intervista è quella di vedere l’acido pelargonico come «una falce chimica, perché l’efficacia è la stessa della falce in un terreno, ma senza la manodopera. E proprio come la falce, anche l’acido pelargonico non circola dentro la pianta e non raggiunge gli organi radicali. Quindi la vegetazione ricresce e occorre riutilizzare la falce chimica».</p>
<h2><b>Come funziona</b></h2>
<p>L’acido pelargonico, come già detto, è usato come erbicida non selettivo, efficace nel controllo delle erbe infestanti che competono con le colture per risorse come acqua, luce e nutrienti. «Il prodotto ha la capacità di eliminare, diciamo in termini propri o tecnicamente, di sciogliere la parte cerosa che riveste la vegetazione delle piante infestanti» sottolinea Ferrero, anche se il prodotto essendo non selettivo può danneggiare anche la pianta utile. «Elimina la protezione della vegetazione esterna, che è una superficie cerosa, molto sottile, e di conseguenza la vegetazione e le foglie si disidratano rapidamente, cioè la membrana delle cellule vive, che è protetta da questa superficie cerosa, venendo disciolta, eliminata, la pianta si secca» commenta Ferrero.</p>
<p>«La caratteristica di questo prodotto è che l&#8217;azione è visibile in tempi abbastanza rapidi». Di quanto parliamo? «Gli effetti dovrebbero essere visibili già entro le prime 24 ore dall’applicazione dell’acido pelargonico» conferma Ferrero.</p>
<p>Il composto, quindi, agisce distruggendo le cellule delle piante bersaglio, causando la disidratazione delle foglie e portando alla morte della pianta. Il che lo rende apprezzabile per il suo profilo di biodegradabilità, che lo rende una scelta preferibile rispetto a molti erbicidi di sintesi, i quali possono persistere nel suolo o persino contaminare le falde acquifere.</p>
<p>Domani approfondiremo l&#8217;effetto del prodotto sul frumento.</p>
<p><em>Autore: Ivan Torneo<br />
</em></p>
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