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	<title>afidi - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Oct 2025 13:49:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>afidi - Grano Italiano</title>
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		<title>L&#8217;AFIDE SUCCHIA LA RESA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/afide-succhia-la-resa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 22:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[insetti fitofagi]]></category>
		<category><![CDATA[parattisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo Boninvento presenta uno dei parassiti dei cereali autunno vernini</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/afide-succhia-la-resa/">L&#8217;AFIDE SUCCHIA LA RESA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli afidi sono piccoli insetti appartenenti all&#8217;ordine dei Rincoti e alla famiglia degli Afididi. Questi parassiti sono noti per la loro capacità di danneggiare una vasta gamma di piante, inclusi i cereali, che rappresentano una risorsa fondamentale per l&#8217;alimentazione umana. Tra gli afidi che colpiscono i cereali, due specie sono particolarmente rilevanti: e Metopolophium dirhodum. In questo breve articolo, esploreremo le caratteristiche di questi afidi, il loro impatto sui cereali e le strategie di controllo.</p>
<h2>Afide nero dei cereali</h2>
<p>Rhopalosiphum padi, comunemente noto come afide nero dei cereali, è una specie estremamente dannosa per le colture di cereali. Questo afide è di colore nero o marrone scuro e misura circa 2-3 mm di lunghezza. È particolarmente attivo nei mesi primaverili e autunnali, quando le temperature sono più miti. Rhopalosiphum padi si nutre succhiando la linfa dalle piante, causando un indebolimento generale e una riduzione della produttività. Inoltre, questi afidi sono vettori di virus, come il virus del nanismo giallo dell&#8217;orzo (BYDV), che può avere effetti devastanti sulle colture.</p>
<p>L&#8217;infestazione di Rhopalosiphum padi può essere facilmente rilevata osservando le piante colpite. Le foglie tendono a diventare arricciate e deformate, e in casi gravi, l&#8217;intera pianta può appassire e morire. Questo afide si riproduce rapidamente, con femmine partenogenetiche in grado di generare fino a 80 individui in una sola generazione. La capacità di riproduzione asessuata permette a Rhopalosiphum padi di colonizzare rapidamente vaste aree di coltivazione.</p>
<h2>Afide verde dei cereali</h2>
<p>Metopolophium dirhodum, noto anche come afide verde dei cereali, è un&#8217;altra specie di afide che rappresenta una minaccia significativa per le colture di cereali. Questo afide è di colore verde chiaro e misura circa 1,5-2,5 mm di lunghezza. Come Rhopalosiphum padi, anche Metopolophium dirhodum si nutre della linfa delle piante, causando danni simili, sebbene tenda a concentrarsi maggiormente sulle foglie più giovani e sui germogli.</p>
<p>L&#8217;infestazione di Metopolophium dirhodum può essere riconosciuta dalla presenza di colonie di afidi sulle parti superiori delle piante. Le foglie colpite tendono a ingiallire e a diventare appiccicose a causa della melata prodotta dagli afidi. Questa sostanza zuccherina non solo attira altri insetti come le formiche, ma può anche favorire lo sviluppo di funghi come la fumaggine, che ulteriormente compromettono la salute delle piante.</p>
<h2>Perdite significative</h2>
<p>Entrambi gli afidi, Rhopalosiphum padi e Metopolophium dirhodum, possono causare perdite significative nelle colture di cereali. La loro capacità di trasmettere virus è particolarmente preoccupante, poiché questi patogeni possono ridurre drasticamente le rese e la qualità del raccolto. Ad esempio, il virus del nanismo giallo dell&#8217;orzo, trasmesso da Rhopalosiphum padi, può causare una riduzione della produzione fino al 70% in alcune varietà di orzo.</p>
<p>Per contrastare l&#8217;infestazione di questi afidi, è fondamentale adottare un approccio integrato che combini metodi di controllo chimico, biologico e agronomico. L&#8217;uso di insetticidi è una delle strategie più comuni per combattere gli afidi, ma è importante scegliere prodotti che siano efficaci contro le specie specifiche e che abbiano un impatto minimo sull&#8217;ambiente. Inoltre, l&#8217;uso eccessivo di insetticidi può portare alla resistenza degli afidi, rendendo il controllo ancora più difficile.</p>
<h2>Il controllo degli afidi</h2>
<p>Le strategie di controllo biologico rappresentano un&#8217;alternativa promettente e sostenibile. Ad esempio, l&#8217;introduzione di nemici naturali degli afidi, come coccinelle, sirfidi e vespe parassitoidi, può aiutare a ridurre le popolazioni di questi parassiti. Queste specie predatrici sono in grado di controllare efficacemente gli afidi senza causare danni alle colture o all&#8217;ambiente.</p>
<p>Anche le pratiche agronomiche possono giocare un ruolo cruciale nella gestione degli afidi. La rotazione delle colture, ad esempio, può aiutare a interrompere il ciclo di vita degli afidi e a ridurre il rischio di infestazioni. Inoltre, la scelta di varietà di cereali resistenti agli afidi e ai virus da loro trasmessi può contribuire a minimizzare i danni. La semina precoce o tardiva rispetto al periodo ottimale per gli afidi può anche ridurre il rischio di infestazioni gravi.</p>
<p>La monitorizzazione costante delle colture è essenziale per rilevare precocemente le infestazioni di afidi. L&#8217;uso di trappole cromotropiche, ad esempio, può aiutare a individuare la presenza di afidi e a valutare la necessità di interventi. Inoltre, l&#8217;osservazione regolare delle piante permette di intervenire tempestivamente, prima che l&#8217;infestazione diventi ingestibile.</p>
<h2>Afide: una seria minaccia</h2>
<p>In conclusione, gli afidi Rhopalosiphum padi e Metopolophium dirhodum rappresentano una seria minaccia per le colture di cereali. La loro capacità di nutrirsi della linfa delle piante e di trasmettere virus può causare perdite significative nelle rese e nella qualità del raccolto. Tuttavia, adottando un approccio integrato che combini metodi di controllo chimico, biologico e agronomico, è possibile gestire efficacemente queste infestazioni e proteggere le colture. La prevenzione e la monitorizzazione costante sono fondamentali per garantire la salute delle piante e la sostenibilità delle produzioni agricole. (Immagine realizzata con l&#8217;ausilio dell&#8217;intelligenza artificiale)</p>
<p><em>Autore: Paolo Bonivento (Trieste &#8211; Brescia &#8211; Roma &#8211; Napoli)</em></p>
<p><a href="https://mailto:p.bonivento@xyz-lab.it/" target="_blank" rel="noopener">p.bonivento@xyz-lab.it</a><br />
<a href="https://www.xyz-lab.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.xyz-lab.it/</a></p>
<p><em>Il Dr. Paolo Bonivento è un Perito Agrario impegnato in attività relative all&#8217;entomologia urbana ed agraria. Effettua valutazioni d’impatto ambientale ed ecologico (terrestri, marine e aeree); si occupa della consulenza sull’impiego di strumenti scientifici e tecnici oltre all’identificazione ed al trattamento degli organismi infestanti nonché alla valutazione dei danni alle coltivazioni. La sua attività include anche ambiti forensi con stime generali riguardanti contenziosi ed analisi dei danni.</em></p>
<p><em>Immagine realizzata con l&#8217;ausilio dell&#8217;intelligenza artificiale.</em></p>
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		<title>DIFESA INTEGRATA CONTRO I FITOFAGI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/integrata-fitofagi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2024 22:02:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
		<category><![CDATA[fitofagi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le norme della Regione Emilia Romagna</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si conclude il percorso attraverso le norme per la difesa nell&#8217;agricoltura integrata definite dall&#8217;Emilia Romagna: in questo articolo parliamo della gestione degli insetti fitofagi come Afidi e Lema, oltre ai Nematodi. Avevamo già affrontato le fitopatie del frumento<a href="https://granoitaliano.eu/ruggini-septoria/" target="_blank" rel="noopener"> (leggi l&#8217;ultimo articolo)</a>.</p>
<p>Le norme per la difesa sono disponibili sul sito della Regione Emilia Romagna a questo indirizzo: <a href="https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale" target="_blank" rel="noopener">https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale</a></p>
<p>Ricordiamo che, in generale, non è ammessa la concia del seme con prodotti insetticidi.</p>
<h2>Afidi (Rhopalosiphum padi, Metopolophium dirhodum, Sitobion avenae)</h2>
<p>Le norme riportano la soglia di intervento, ovvero l&#8217;80% dei culmi deve presentare afidi a fine fioritura. Le procedure per i controlli indicano che essi devono essere effettuati a partire dalla spigatura fino all&#8217;inizio della maturazione lattea, su un campione di 200 spighe/ha. Queste devono essere controllate a gruppi di 10 spighe in 20 siti scelti a caso nel campo.</p>
<p>E&#8217; possibile agire con sali potassici di acidi grassi e tau-fluvalinate: per quest&#8217;ultimo caso, il numero massimo di interventi, indipendetemente dall&#8217;avversità, è 1. Inoltre, prima di effettuare l&#8217;intervento, è necessario valutare la presenza, l&#8217;entità dei limitatori e la loro potenziale capacità nel contenimento dello sviluppo della popolazione degli afidi.</p>
<p>Gli interventi agronomici sono evitare le semine fitte e effettuare concimazioni azotate equilibrate.</p>
<p>Le norme riportano anche indicazioni relative alla lotta biologica. In particolare, si ricorda che nelle aree dell&#8217;Emilia Romagna sono presenti predatori naturali che possono essere numerosi e limitare fortemente le infestazioni. Si fa riferimento a Ditteri sirfidi, Coccinella septempunctata, Propylaea quatuordecimpunctata, Crisope e Imenotteri. Sono efficaci anche parassitoidi (con processo di mummificazione) e i funghi entomopatogeni (entomoftoracee), specialmente in caso di clima umido e piovoso.</p>
<h2>Lema(Oulema melanopus)</h2>
<p>Le norme sottolineano come questo insetto arrechi solo raramente danni rilevanti. Contro la lema, in ogni caso, è possibile agire selezionando varietà resistenti.</p>
<h2>Nematodi (Pratylenchus thornei)</h2>
<p>Contro i nematodi si agisce con interventi agronomici: le norme sottolineano come le indicazioni di concimazioni di azoto e fosforo consigliate dei disciplinari di produzione integrata abbiano dimostrato di non favorire attacchi del nematode nel caso di coltivazioni avvicendate.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>FERMARE GLI INSETTI NEI CAMPI DI GRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/controllo-degli-insetti-dannosi-in-campo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 13:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
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		<category><![CDATA[piretroidi]]></category>
		<category><![CDATA[spinosad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come fermare gli insetti con la lotta agronomica, l'uso di insetticidi e la lotta integrata</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il frumento è messo a rischio in campo da numerose specie di insetti dannosi che possono essere controllati con metodi diversificati. In questo articolo spieghiamo come poterlo fare, attraverso la lotta agronomica, l&#8217;uso di insetticidi e la lotta integrata.</p>
<p><strong>Lotta preventiva o agronomica<br />
</strong>Le tecniche agronomiche possono rappresentare interventi indiretti in grado di controllare i danni da insetti dannosi: tra questi, l’epoca di semina anticipata riduce i rischi di attacchi di afidi con trasmissione di virosi, mentre un ritardo può favorire la presenza di elateridi. La minima lavorazione, in particolare la semina su sodo, possono favorire gli attacchi di elateridi, così come l’avvicendamento al prato per l’abbondante sostanza organica disponibile in superficie. Una equilibrata concimazione, poi, previene i danni a carico dell’apparato fogliare favoriti da un eccessivo ingentilimento dei tessuti.</p>
<p><strong>Lotta diretta con insetticidi<br />
</strong>La lotta diretta non è più consentita attraverso la concia del seme; si può, quindi, intervenire con applicazione di insetticidi in previsione o in presenza di forti infestazioni e rischio di danni produttivi rilevanti. Nella pratica, si interviene in presenza di adifi o di lema quando si supera la soglia economica di danno. Nel caso della cimice i danni economici possono essere di maggiore impatto: è richiesta una accurata osservazione per la rilevazione del grado di infestazione, anche perché il comportamento dell’insetto la rende più difficoltosa.<br />
Ad oggi per il frumento i soli insetticidi registrati fanno parte del gruppo chimico dei piretroidi il che, nonostante l’ampio spettro di azione, non consente di mettere in atto adeguate pratiche di rotazione per ridurre l’insorgenza di resistenze.<br />
In agricoltura biologica si possono usare formulati a base di piretro o di spinosad (estratto dal metabolismo di colture artificiali di attinomiceti): in questi casi sia l’efficacia che la persistenza sono ridotte, richiedendo la ripetizione del trattamento dopo 10 giorni circa.</p>
<p><strong>Lotta integrata<br />
</strong>Si intende la combinazione di metodi di lotta preventiva e di lotta diretta: questa non si rivela molto efficace contro i parassiti che colpiscono stelo, foglie e spiga di frumento a causa della loro elevata mobilità. E’ più conveniente ed efficace combattere afidi, lema e tignola attraverso una preventiva riduzione degli stressa abiotici per la pianta, applicando insetticidi solo in caso di assoluta necessità. Per le cimici, invece, gli interventi preventivi non sono efficaci, di nuovo per la loro elevata mobilità.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
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		<title>UN ESERCITO DI INSETTI CONTRO IL FRUMENTO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/gli-insetti-dannosi-del-frumento-in-campo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 12:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
		<category><![CDATA[cimici]]></category>
		<category><![CDATA[elateridi]]></category>
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		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[lema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le specie di insetti che infestano il frumento</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/gli-insetti-dannosi-del-frumento-in-campo/">UN ESERCITO DI INSETTI CONTRO IL FRUMENTO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Numerosi sono gli insetti che possono danneggiare parti della pianta di frumento per azione di erosione (lepidotteri, coleotteri, ditteri), lesione (emitteri, acari) o suzione (omotteri) con perdite anche ingenti di una parte delle coltura in casi gravi. Vediamo i principali di questi:</p>
<h2><strong>Afidi</strong></h2>
<p>Le specie più diffuse sono <em>Sitobion avenae</em>, <em>Rhopalosiphum padi</em>, <em>Rhopalosiphum maidis</em>, <em>Schizaphis graminum</em>, <em>Metopolpium dirthodum</em> che possono presentarsi anche in autunno per poi proliferare in primavera. Le infestazioni sono favorite da temperature miti in inverno e clima fresco e umido in primavera, soprattutto in presenza di graminacee nelle bordure dei campi. I danni principali sono determinati da trasmissioni di virosi in autunno e da sottrazione di linfa in primavera, con perdite che possono superare anche il 10% in casi gravi.</p>
<h2><strong>Lema</strong></h2>
<p>La larva del coleottero <em>Lema melanopus</em> infesta le graminacee e si nutre sulle lamine delle foglie di frumento, concentrandosi dal mese di maggio, determinando erosioni longitudinali e perdita di tessuto fotosintetizzante. I danni sono molto evidenti all’occhio ma non superano in genere il 5% in termini di perdite di produzione.</p>
<h2><strong>Cimici</strong></h2>
<p>In Europa meridionale e centrale sono diverse le specie che determinano attacchi molto diffusi, tra queste troviamo <em>Aelia rostrata</em> e <em>Eurigaster maura</em>. Le uova deposte sulla pagina inferiore delle foglie danno vita a soggetti che si nutrono pungendo foglie, culmi, rachide della spiga e cariossidi in maturazione. Queste ultime sono l’organo che subisce il danno maggiore, in quanto con la saliva sono iniettate proteasi che alterano radicalmente le proprietà delle proteine del glutine: oltre il 5% di granella danneggiata la farina non è più idonea alla panificazione.</p>
<h2><strong>Elateridi</strong></h2>
<p>Detti anche ferretti (<em>Agriotes</em> spp.), sono insetti terricoli che allo stadio larvale erodono apparato radicale e colletto della pianta, tra inizio autunno e fine inverno, favoriti da buona disponibilità idrica e temperature non estreme. I danni maggiori si hanno quando la pianta non riesce a svilupparsi adeguatamente perché attaccata in fase di germinazione o accestimento.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/gli-insetti-dannosi-del-frumento-in-campo/">UN ESERCITO DI INSETTI CONTRO IL FRUMENTO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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