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	<title>anticipi - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 Nov 2025 19:39:45 +0000</lastBuildDate>
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	<title>anticipi - Grano Italiano</title>
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		<title>80 MILIONI DA AGEA PER IL DURO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/80-milioni-da-agea-per-il-duro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 18:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[AGEA]]></category>
		<category><![CDATA[anticipi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agea supera il miliardo di euro in pagamenti PAC dal 16 ottobre: focus speciale su frumento duro</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="429" data-end="839"><strong>Nei primi 27 giorni dall’avvio dell’anno finanziario europeo il 16 ottobre, Agea ha superato la soglia del miliardo di euro erogato agli agricoltori italiani.</strong> <strong>Di queste risorse, oltre 80 milioni sono state destinate al frumento duro fino al 5 novembre.</strong> Un risultato importante che interessa da vicino il comparto cerealicolo, particolarmente esposto a volatilità dei prezzi, calo delle superfici e difficoltà di reddito. Secondo il “Conta-PAC”, lo strumento di monitoraggio dell’Agenzia, alla data dell’11 novembre 2025 i pagamenti complessivi raggiungono 1.077.085.556,51 euro. Una cifra significativa, soprattutto se rapportata alla necessità – più volte richiamata dal settore – di una liquidità tempestiva per sostenere semine, fertilizzazioni e investimenti in un autunno caratterizzato da elevati costi dei mezzi tecnici e margini ridotti.</p>
<h2 data-start="1272" data-end="1325"><strong data-start="1275" data-end="1325">Un flusso costante di pagamenti dal 16 ottobre</strong></h2>
<p data-start="1327" data-end="1401">Secondo quanto dichiarato da AGEA, l’andamento delle erogazioni evidenzia un ritmo particolarmente sostenuto: il <strong data-start="1405" data-end="1420">16 ottobre,</strong> primo giorno degli anticipi PAC 2025, con 363,5 milioni di euro pagati. Dal <strong data-start="1495" data-end="1513">17 al 28 ottobre,</strong> ulteriori 352.087.256,68 euro. Dal <strong data-start="1547" data-end="1576">29 ottobre all&#8217;11 novembre,</strong> 361.498.299,83 euro, suddivisi in numerose linee d’intervento come gli aiuti diretti, Sviluppo rurale, Siccità e altri. Un mosaico di interventi che conferma la complessità dell’attività di Agea nella fase di avvio dell’esercizio finanziario.</p>
<h2 data-start="2293" data-end="2365"><strong data-start="2296" data-end="2365">Focus sui cereali</strong></h2>
<p data-start="2367" data-end="2688">Interpellata da Grano Italiano, Agea ha fornito anche una fotografia puntuale dei pagamenti relativi al frumento duro. Una comunicazione attesa, in un’annata in cui molti produttori denunciano costi elevati, calo di superfici coltivate e un mercato in progressiva incertezza.</p>
<p data-start="2690" data-end="2989">Come ci ha dichiarato il Dott. Salvatore Carfì, Direttore di Agea Coordinamento:<br data-start="2719" data-end="2722" />«<strong data-start="2723" data-end="2987">Agea, in riferimento alla misura del sostegno accoppiato al reddito per superficie (Frumento duro), ha erogato quanto segue:<br data-start="2849" data-end="2852" />– dal 16 ottobre 2024 al 15 ottobre 2025: 52.681.332,28 euro<br data-start="2912" data-end="2915" />– dal 16 ottobre 2025 al 5 novembre 2025: ulteriori 30.616.171,73 euro</strong>».</p>
<p data-start="2991" data-end="3061">Un totale che sfiora quota 83 milioni in poco più di un anno agricolo. Carfì ha, inoltre, ribadito che: «L’intervento mira a sostenere il reddito e la resilienza del settore agricolo, rafforzando la sicurezza alimentare e la sostenibilità economica; a migliorare la competitività e l’orientamento al mercato delle aziende agricole, anche attraverso innovazione e digitalizzazione; e a contrastare la perdita di superfici coltivate, in particolare nelle aree più marginali».</p>
<p data-start="3475" data-end="3676">Parole che confermano il ruolo strategico del frumento duro nella nuova architettura della PAC 2023–2027 e la volontà di sostenere le aree interne, dove il rischio di abbandono colturale resta elevato.</p>
<h2 data-start="3475" data-end="3676"><strong data-start="3686" data-end="3754">Pagamenti cruciali per il settore cerealicolo</strong></h2>
<p data-start="3756" data-end="3872">Le erogazioni arrivano in una in una fase delicata per il grano duro italiano, che negli ultimi anni ha visto una riduzione delle superfici seminate, soprattutto nelle aree collinari e interne, maggiore volatilità dei prezzi all’origine, costi di produzione in crescita e una necessità crescente di adottare tecniche sostenibili e investire in innovazione. Gli anticipi di liquidità sono cruciali per gli agricoltori, per sostenere le spese colturali della nuova campagna, pianificare gli investimenti e affrontare con maggiore sicurezza un mercato ancora molto incerto.</p>
<p data-start="3483" data-end="4087"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p data-start="3483" data-end="4087"><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
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		<title>AZIENDE A RISCHIO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/sopravvivenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 22:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[anticipi]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa rischia il comparto cerealicolo con la riforma della PAC proposta dalla Commissione: il parere di Chiara Dossi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre la Commissione Europea dichiara di star adottando misure per permettere agli Stati membri di versare anticipi più elevati per la PAC dal prossimo 16 ottobre, gli agricoltori non dimenticano lo spettro della riforma proposta per il 2028. In una nota (<a href="https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/la-commissione-consente-anticipi-piu-elevati-dei-pagamenti-agli-agricoltori-europei-nellambito-della-2025-07-30_it" target="_blank" rel="noopener">leggi qui</a>), infatti, la Commissione spiega che l&#8217;obiettivo sarebbe aiutare le aziende ad affrontare i problemi di liquidità dovuti ad una combinazione eccezionale di eventi meteo avversi e tensioni commerciali. In questo caso, gli anticipi sui pagamenti diretti potranno arrivare fino al 70 % rispetto all&#8217;attuale 50 %.</p>
<p>Questo, però, non basta a cancellare i malumori e, soprattutto, la preoccupazione del mondo agricolo su come andrà a finire il percorso di approvazione del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale. Abbiamo chiesto cosa ne pensa a proposito della riforma a Chiara Dossi (nella foto), cerealicoltore della provinica di Rovigo e presidente di Confagricoltura Donna Veneto: il quadro che ci descrive è quello di una grave preoccupazione da parte dei cerealicoltori. A rischio c&#8217;è la sopravvivenza stessa delle aziende, in un contesto in cui il comparto agricolo sembra il settore più facilmente sacrificabile a fronte delle scelte europeee.</p>
<h2>Da cerealicoltore, qual è la sua prima impressione sulla proposta del 16 luglio per la nuova PAC?</h2>
<p>«Le prime impressioni non possono essere positive: il taglio ai fondi è notevole. Si parla di una taglio del 20% in valore nominale che si tradurrà in un taglio reale del 30% se si considera la svalutazione monetaria. Si passerebbe dai circa 380 miliardi di euro attuali a poco più di 300. Il fatto poi di prevedere anche l&#8217;inserimento in un unico fondo, gestito insieme con altre misure (quale la coesione e lo sviluppo territoriale, le politiche sociali europee), lascia pensare che il ruolo assegnato all&#8217;agricoltura da parte dell&#8217;Europa sarà assolutamente marginale. Questo a dispetto di quanto dichiarato dalla Presidente Ursula Von der Leyen, subito dopo le elezioni europee.</p>
<p>Si ha, al contrario, la sensazione che a fronte di qualsiasi scelta europea, il settore più facilmente sacrificabile sia il comparto agricolo. Per non parlare di quello legato alla cerealicoltura, le cui produzioni vengono spesso utilizzate come &#8220;merce di scambio&#8221;  per ottenere vantaggi a favore di altri settori industriali/ produttivi, ritenuti più importanti a livello comunitario».</p>
<h2>Quali sono i punti più controversi e quali quelli da salvare?</h2>
<p>«I punti più controversi, oltre al notevole taglio dei contributi ( assolutamente insufficienti per le sfide che l&#8217;agricoltura deve affrontare in questi anni) e al loro inserimento in un fondo unico, riguarderanno il nuovo meccanismo di pagamento. Questo prevederebbe altresì di programmare gli interventi a livello nazionale per ogni Stato membro, con il rischio di una insidiosa nazionalizzazione della politica agricola che non garantisca un unico ed equo mercato. Altro elemento negativo è  l&#8217;eliminazione del secondo pilastro e il relativo passaggio attraverso le Regioni, strumenti indispensabili per individuare le misure necessarie e specifiche per lo sviluppo rurale e l&#8217;innovazione tecnologica.</p>
<p>Tuttavia, è da valutare positivamente il fatto che verranno aboliti gli ecoschemi, che verranno sostituiti da &#8220;impegni di gestione ed azioni di transizioni&#8221;. Il tema della condizionalità ambientale, invece, sarà demandata al singolo Stato membro che avrà l&#8217;arduo compito di individuare degli strumenti e dei sistemi idonei per conciliare sostenibilità ambientale ed economica delle aziende».</p>
<h2>Quali sarebbero i rischi maggiori per le aziende agricole come la sua dal 2028?</h2>
<p>«Per le aziende cerealicole come la mia, i rischi legati al taglio dei contributi sono notevoli. I margini di redditività sono sempre più ridotti a causa dei costanti aumenti dei costi produttivi e della potenziale riduzione di produzioni per i cambiamenti climatici. C&#8217;è, poi, anche la volatilità dei prezzi delle produzioni dovuta a problemi geopolitici e climatici ma anche, spesso, oggetto di speculazioni non controllabili.</p>
<p>Tale assoluta incertezza, comporta un vero e proprio rischio di sopravvivenza delle aziende, soprattutto quelle in cui manca o è in dubbio  il ricambio generazionale.  Per  altre diventa molto complicato programmare gli investimenti a medio termine, soprattutto in termini di innovazione e tecnologia, importantissime alleate per la produttività e la competitività».</p>
<h2>Se la proposta dovesse essere approvata, quali sono le strategie che i cerealicoltori dovrebbero avviare per sostenere le loro attività?</h2>
<p>«Nella denegata ipotesi in cui la PAC proposta dovesse essere confermata, le aziende cerealicole dovrebbero, più che mai, collaborare e coordinarsi tra di loro al fine di trovare un modello di cooperazione. Per condividere innovazione e tecnologia e per rafforzare la propria posizione all&#8217;interno delle filiere (non dimentichiamoci che le nostre produzioni sono garanzia di sicurezza e qualità alimentare). Inoltre, dovrebbero incentivare il sostegno alla ricerca scientifica per la soluzione alle sfide climatiche e differenziare le produzioni per una migliore distribuzione del rischio. Importante è anche adottare tecniche agricole per massimizzare le rese, unitamente ad una gestione idrica efficiente, fondamentale per le nostre produzioni».</p>
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<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>NESSUN RITARDO NEI PAGAMENTI PAC</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/nessun-ritardo-nei-pagamenti-pac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 09:38:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[AGEA]]></category>
		<category><![CDATA[anticipi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo dice AGEA, Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;allarme lanciato dai deputati del PD, Stefano Vaccari e Marco Simiani, AGEA smentisce e risponde alle polemiche sui presunti ritardi nei pagamenti PAC. L&#8217;Agenzia dichiara in una nota: «Agea ribadisce che le erogazioni vengono svolte in maniera regolare e continuativa. L’Agenzia è il primo organismo pagatore in Europa per il rispetto delle tempistiche del pagamento dei premi che quest’anno verranno chiusi in anticipo – entro il 15 maggio anziché il 30 giugno come stabilito dal Regolamento Europeo. Inoltre, mettendo a confronto le due programmazioni PAC – 2018-2022 e 2023-2027 – risulta un incremento del 45% con riferimento allo stesso periodo della precedente programmazione».</p>
<h2>Le dichiarazioni di Fabio Vitale, direttore AGEA</h2>
<p>Fabio Vitale, direttore di AGEA, dichiara inoltre: «In un frangente delicato come quello che stiamo vivendo diffondere notizie non veritiere né verificate genera confusione e inutili allarmismi, a maggior ragione se la disinformazione arriva da due deputati PD della Commissione Agricoltura con cui AGEA ha un contatto pressoché costante per la trasmissione sullo stato dell’arte del settore».</p>
<h2>Nessun ritardo: lo dicono i dati</h2>
<p>L&#8217;Agenzia ha diffuso le seguenti tabelle riepilogative dei pagamenti effettuati nella programmazione attuale 2023-27 e in quella precedente 2018-22 (Fonte: AGEA):</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-936 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/anticipi-pac-23-27_agea.png" alt="AGEA smentisce ritardi nei pagamenti PAC. Erogazioni regolari entro il 15 maggio. Incremento del 45% rispetto alla programmazione precedente." width="580" height="368" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/anticipi-pac-23-27_agea.png 580w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/anticipi-pac-23-27_agea-300x190.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/anticipi-pac-23-27_agea-370x235.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/anticipi-pac-23-27_agea-270x171.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/02/anticipi-pac-23-27_agea-570x362.png 570w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=86_g7vy6egM" target="_blank" rel="noopener">Rivedi la conferenza stampa congiunta AGEA &#8211; MASAF del 16 febbraio sull&#8217;erogazione degli anticipi PAC (su Youtube)</a></p>
<p>Fonte: AGEA</p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
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