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	<title>CO2 - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Sep 2025 09:47:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>CO2 - Grano Italiano</title>
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		<title>RISO E GRANO PER SEQUESTRARE CARBONIO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/riso-carbonio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 09:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[biochar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I risultati di uno studio decennale presentati a Eu-Rice</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sistema di rotazione riso-grano è uno dei modelli di rotazione basati sul riso più diffusi nel delta del fiume Yangtze, che contribuisce notevolmente alla sicurezza alimentare in Cina. Studi precedenti hanno indicato che l&#8217;incorporazione della paglia delle colture può migliorare efficacemente il sequestro di carbonio nel suolo nelle risaie. Tuttavia, l&#8217;applicazione della paglia delle colture può aumentare significativamente le emissioni di metano a causa delle condizioni di anossia del suolo allagato.</p>
<h2>Lo studio cinese</h2>
<p>Uno studio dell’Università di Shanghai presentato a Eu-Rice ha cercato di chiarire il bilancio del carbonio tra le emissioni di gas serra e il sequestro di carbonio nel suolo nei sistemi di rotazione riso-grano.<br />
Tre trattamenti con diverse strategie di incorporazione di fonti di carbonio sono stati impiegati in questo studio, tra cui la fertilizzazione chimica convenzionale senza incorporazione di paglia (CF), la fertilizzazione chimica con incorporazione di paglia (CF-S) e la fertilizzazione chimica con biochar derivato dalla paglia (CF-B).</p>
<h2>Riso e grano: flussi di metano e protossido di azoto</h2>
<p>I flussi di metano (CH₄) e protossido di azoto (N₂O) sono stati misurati una volta a settimana durante le stagioni del riso e del grano per 10 anni, mentre i campioni di suolo sono stati prelevati due volte all&#8217;anno dopo la raccolta del riso o del grano per misurare il contenuto di carbonio. L&#8217;emissione totale di CH₄ nella stagione del riso ha contribuito fino al 99,6% all&#8217;emissione totale annua, mentre l&#8217;emissione totale di N₂O nella stagione del riso ha contribuito solo dal 20 al 39% all&#8217;emissione totale annua. Il trattamento CF-S ha aumentato significativamente le emissioni totali annuali di CH₄ del 144%, mentre il CF-B ha mostrato emissioni di CH₄ simili rispetto al CF. Le emissioni totali di N₂O da CF-S e CF-B sono state ridotte rispettivamente del 43% e del 39% rispetto al CF.</p>
<p>Complessivamente, il trattamento CF-S ha aumentato significativamente le emissioni annuali di CO₂-eq del 67% e il CF-B le ha depresse del 15% rispetto al CF. D&#8217;altra parte, i trattamenti CF-S e CF-B hanno aumentato significativamente i tassi di sequestro di carbonio nel suolo rispettivamente del 52% e del 134% rispetto al CF.</p>
<h2>Il sequestro di carbonio</h2>
<p>Di conseguenza, l&#8217;effetto del sequestro di carbonio nel suolo nel trattamento CF-S con incorporazione di paglia è stato compensato dalle emissioni in eccesso di CH₄ indotte dalla paglia, che hanno comportato un&#8217;emissione netta di carbonio. Al contrario, l&#8217;applicazione di biochar derivato dalla paglia ha promosso significativamente il sequestro di carbonio nel suolo deprimendo al contempo la CO₂-eq, il che ha portato a un sink netto di carbonio. L&#8217;applicazione di biochar derivato dalla paglia può mitigare le emissioni di gas serra dalle risaie promuovendo significativamente la capacità di sequestro di carbonio nel suolo.</p>
<p>La notizia è tratta dal materiale diffuso all’incontro inaugurale di Eu-Rice, il gruppo di ricerca promosso dal professor Aldo Ferrero (<a class="" href="https://www.risoitaliano.eu/mettiamo-in-rete-la-ricerca-sul-riso/" target="_blank" rel="nofollow noopener">leggi l’articolo</a>).</p>
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		<title>CREDITI DI CARBONIO: E L&#8217;ITALIA?</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/carbonio-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 23:03:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue l’analisi sulle prospettive per il mercato volontario dei crediti di carbonio e, con questo, del quadro regolamentare per la certificazione degli assorbimenti che potrà remunerare gli operatori agricoli che mettono in atto pratiche virtuose. Ma quali sono i tempi previsti e quanta incertezza c’è nel prossimo futuro? Abbiamo già affrontato il tema con l’aiuto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l’analisi sulle prospettive per il mercato volontario dei crediti di carbonio e, con questo, del quadro regolamentare per la certificazione degli assorbimenti che potrà remunerare gli operatori agricoli che mettono in atto pratiche virtuose. Ma quali sono i tempi previsti e quanta incertezza c’è nel prossimo futuro? Abbiamo già affrontato il tema con l’aiuto delle dichiarazioni di Ilaria Falconi del CREA PB, membro del gruppo esperti della Commissione Europea attivo in relazione al regolamento sugli assorbimenti di carbonio. In particolare, nell’ambito di un webinar tenuto il 17 dicembre scorso sul progetto <em>Ammochar</em> e incentrato sull’impiego del biochar. <a href="https://granoitaliano.eu/mercato-carbonio/" target="_blank" rel="noopener">Leggi la precedente dell’articolo</a>.</p>
<p>Abbiamo approfondito i criteri su cui si fonderanno la valutazione e la misurazione delle attività che, appunto, garantiscono l’assorbimento. Questo è un aspetto fondamentale per tutti gli agricoltori e operatori dei settori collegati che volessero pianificare nuove fonti di reddito basate sulla nuova regolamentazione.</p>
<h2>I crediti di carbonio in Italia</h2>
<p>Ma cosa si sta facendo a livello nazionale? L&#8217;Italia sta provando a creare un registro nazionale dei crediti di carbonio che dovrà, poi, adeguarsi alla regolamentazione europea in termini di modalità di certificazione dei crediti. Per il nostro paese si tratta di una novità: a differenza di tanti stati europei ed extra europei, non esiste un registro valido a livello nazionale. Sul tema degli assorbimenti, c&#8217;è solo reportistica redatta da ISPRA secondo quanto definito dal protocollo di Kyoto.</p>
<p>Il CREA è stato incaricato di provvedere ai dettagli del registro e, a tal proposito, è stata redatta una metodologia nazionale che, per l&#8217;agricoltura, differisce dal contesto europeo sui criteri di quantificazione e addizionalità. Per la quantificazione, in particolare, si impiega una metodologia che si basa su mappe, modelli e informazioni particellari derivanti dal sistema informativo del fascicolo aziendale di AGEA. Per l&#8217;addizionalità, la scelta dello scenario di partenza è particolare: si tratta, infatti, di quello della Condizionalità, ovvero delle BCAA (Buone condizioni agronomiche e ambientali) della PAC. La scelta dipende dal fatto che non si è voluto gravare ulteriormente sulle aziende agricole, volendo premiare tutti coloro che negli anni passati abbiano già messo in pratica attività per l&#8217;assorbimento di carbonio che vanno oltre le BCAA.</p>
<h2>I timori per il futuro mercato dei crediti in Italia</h2>
<p>Il futuro mercato dei crediti di carbonio non è esente da preoccupazioni e timori, in particolare per gli operatori dei diversi comparti agricoli di piccole e medie dimensioni. Come illustrato da Ilaria Falconi, i valori di scambio sul mercato dei crediti sono altalenanti e tendenti verso livelli molto ridotti. Con queste condizioni, al momento, è difficile prevedere che le imprese di piccole e medie dimensioni possano entrare in questo mercato, considerando i costi di certificazione e mantenimento delle condizioni. Anche le grandi imprese dovranno valutare attentamente la sostenibilità economica di un progetto di certificazione delle attività di assorbimento di carbonio. La stessa Ilaria Falconi, ad esempio, sottolinea come nel settore agroforestry si stima che sia necessaria una superficie di almeno 50 ettari per garantire la sostenibilità del progetto. Se guardiamo le attività di gestione del suolo, per ora difficilmente il mercato sarà appetibile.</p>
<p>E&#8217; da sottolineare che le incertezze e la variabilità del valore dei crediti dipendono strettamente dal fatto che i mercati hanno al momento carattere privato: il ruolo della processo di regolamentazione in corso è proprio quello di portare maggiore trasparenza e certezza nel settore. Si auspica che il mercato si possa stabilizzare per riuscire a sostenere con un reddito più certo le imprese partecipanti e, quindi, porti ad una maggiore attrattività e partecipazione, in particolare degli operatori agricoli.</p>
<h2>Cosa fa l&#8217;Italia adesso</h2>
<p>Intanto, l&#8217;Italia sta lavorando per redigere delle raccomandazioni utili alle istituzioni europee per la definizione dei prossimi atti normativi, come altri paesi europei in realtà già fanno in virtù di mercati storici dei crediti. Tra le possibili raccomandazioni, in Italia si sta discutendo sulla stipulazioni di convenzioni con acquirenti o assicurazioni, oltre che su un prezzo minimo dei crediti. Questo soprattutto per supportare le piccole e medie imprese agricole nel sostenere il costo della certificazione e raccogliere le competenze utili per la redazione e la presentazione del progetto ai fini certificatori. La procedura, infatti, richiede anche un costo di personale adeguato e formato, oltre che una base informativa che servirà alla definizione di formule e calcoli collegati alla certificazione.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>CRITERI PER I CREDITI DI CARBONIO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/mercato-carbonio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Dec 2024 23:03:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue l'analisi del percorso verso il mercato dei crediti di carbonio: vediamo i criteri per la valutazione degli assorbimenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/mercato-carbonio/">CRITERI PER I CREDITI DI CARBONIO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l&#8217;analisi sulle prospettive per il mercato volontario dei crediti di carbonio e, con questo, del quadro regolamentare per la certificazione degli assorbimenti che potrà remunerare gli operatori agricoli che mettono in atto pratiche virtuose. Ma quali sono i tempi previsti e quanta incertezza c’è nel prossimo futuro? Abbiamo iniziato ad affrontare il tema con l&#8217;aiuto delle dichiarazioni di Ilaria Falconi del CREA PB, membro del gruppo esperti della Commissione Europea attivo in relazione al regolamento sugli assorbimenti di carbonio. In particolare, nell’ambito di un webinar tenuto il 17 dicembre scorso sul progetto <em>Ammochar</em> e incentrato sull’impiego del biochar. <a href="https://granoitaliano.eu/crediti-carbonio/" target="_blank" rel="noopener">Leggi la prima parte dell&#8217;articolo</a>.</p>
<p>Per l&#8217;avvio del mercato e delle remunerazioni delle pratiche virtuose per l&#8217;assorbimento di carbonio, è fondamentale comprendere su quali criteri si fonderanno la valutazione e la misurazione delle attività che, appunto, garantiscono l&#8217;assorbimento. Questo è un aspetto fondamentale per tutti gli agricoltori e operatori dei settori collegati che volessero pianificare nuove fonti di reddito basate sulla nuova regolamentazione.</p>
<h2>Criteri per la valutazione e la misurazione delle attività</h2>
<p>Tema centrale per gli attori del settore agricolo sono i criteri che verranno utilizzati per valutare le attività di rimozione del carbonio: questi serviranno per la misurazione dei risultati sulla base dei quali i soggetti beneficiari potranno effettivamente ricevere un sostegno in forma di reddito. Si tratta dei cosiddetti criteri <strong>Qu.a.l.ity</strong> che verranno, poi, meglio individuati nell&#8217;atto delegato previsto dal Regolamento 2024/3012 (UE) e che dovrà essere redatto e pubblicato entro il 31.12.2025. Vediamoli di seguito:</p>
<h3><strong>Quantificazione</strong></h3>
<p>Le attività di rimozione dovranno essere accurate e precise, e dovranno fornire un beneficio inequivocabile per il clima. La Commissione Europea ha proposto una formula di bilanciamento degli assorbimenti a livello del suolo nonchè dipendenti dall&#8217;impatto di riduzione di emissione di gas effetto serra dirette e indirette, anche legate alla lavorazione dei suoli agricoli. Le emissioni indirette, spiega Ilaria Falconi «sono quelle connesse al valore dell&#8217;LCA (Life Cycle Assessment), ad esempio al carburante impiegato per la propulsione dei macchinari, al numero di macchinari impiegati, alla quantità di lavorazioni eseguite o all&#8217;impiego di fertilizzanti».</p>
<h3><strong>Addizionalità</strong></h3>
<p>Le attività di rimozione dovranno andare oltre le pratiche attualmente impiegate e i riferimenti normativi obbligatori. Occorre, quindi, definire uno scenario di partenza (o <em>baseline</em>) oltre il quale quantificare i risultati: la definizione accurata e quantitativa di tale <em>baseline</em> sarà un elemento di valutazione fondamentale, una volta che tutta l&#8217;impalcatura regolamentare sarà messa in pratica. Ad esempio, la Commissione ha individuato già ad ottobre una <em>baseline</em> specifica per attività nelle coltivazioni, basata sul campionamento e le analisi del suolo, per l&#8217;agroforestry (ponendola uguale a 0) e per la silvicoltura &#8211; qui in termini di <em>baseline</em> standardizzata.</p>
<h3><strong>Sostenibilità</strong></h3>
<p>Tutte le attività di rimozione del carbonio non dovranno arrecare altri danni, nel rispetto di due criteri minimi: la tutela e la protezione del suolo, e la tutela e la protezione della biodiversità. In questo ambito, la Comissione sta definendo una serie di dettagli che vanno oltre il <em>Regolamento per il ripristino della natura</em>, approvato nell&#8217;estate 2024, in termini di indicatori utili alla misurazione degli assorbimenti.</p>
<p>Infine, la <strong>Permanenza: </strong>quest&#8217;ultimo criterio, riprende i termini di durata degli assorbimenti, come visto <a href="https://granoitaliano.eu/crediti-carbonio/" target="_blank" rel="noopener">nella prima parte dell&#8217;articolo</a> (Stoccaggio permanente e temporaneo di carbonio, a seconda della categoria di attività).</p>
<h2><strong>Crediti di carbonio: novità per l&#8217;agricoltura</strong></h2>
<p>Novità importanti per il settore agricolo portate dalla nuova regolamentazione sono relative alla zootecnia: la Commissione si è impegnata a introdurre una metodologia ad hoc, per cui le emissioni di questo specifico comparto entreranno nella regolamentazione sugli assorbimenti a partire dal 31 luglio 2026. Inoltre, l&#8217;agroforestazione è inserita all&#8217;interno delle metodologie agricole, invece che nella metodologia forestale. Anche il biochar è incluso nella metodologia agricola (<a href="https://granoitaliano.eu/crediti-carbonio/" target="_blank" rel="noopener">nella prima parte dell&#8217;articolo ne abbiamo parlato più in dettaglio</a>).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;articolo proseguirà domani con un approfondimento sulla situazione della regolamentazione nel nostro paese.</span></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>CREDITI DI CARBONIO: MA QUANDO?</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/crediti-carbonio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Dec 2024 10:05:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quale ruolo per gli agricoltori nel mercato dei crediti di carbonio? Non manca molto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">È in arrivo il mercato volontario dei crediti di carbonio e, con questo, il quadro regolamentare per la certificazione degli assorbimenti che potrà remunerare gli operatori agricoli che mettono in atto pratiche virtuose. Ma quali sono i tempi previsti e quanta incertezza c’è nel prossimo futuro? Analizziamo il problema con Ilaria Falconi del CREA PB, membro del gruppo esperti della Commissione Europea attivo in relazione al regolamento sugli assorbimenti di carbonio. Lo facciamo nell’ambito di un webinar tenuto il 17 dicembre scorso sul progetto <em>Ammochar</em> e incentrato sull’impiego del biochar.</p>
<p>Il quadro che emerge è, sicuramente, quello di una incertezza che perdurerà ancora qualche anno, alla luce dell’emissione di un regolamento, il 2024/3012 (UE), che è sostanzialmente vuoto e demanda ad un atto delegato l’indicazione dei criteri per la certificazione degli assorbimenti. L’atto delegato, però, dovrà essere redatto e pubblicato entro il 31.12.2025: si tratta di un impegno importante che si affianca alla attribuzione di un <strong>ruolo agli agricoltori e al sistema agricolo</strong> in senso ampio.</p>
<h2>Futuro incerto per i crediti di carbonio?</h2>
<p style="text-align: left;">In agricoltura ci si chiede, infatti, se il mercato dei crediti e il sistema di certificazione degli assorbimenti possa<strong> rappresentare una forma di reddito</strong> secondario per le imprese agricole. Come conferma anche Ilaria Falconi, l’opportunità che il mercato diventi una forma di diversificazione efficace, una attività connessa a quella caratteristica e fonte di reddito, non è così scontata, almeno in tempi brevi. Sia a livello europeo che nazionale siamo in un periodo di incertezza che durerà ancora anni. Incerto è l’inquadramento normativo, come lo sono le modalità di certificazione: ad oggi è possibile, infatti, gestire crediti di carbonio su mercati privati con tutti i rischi connessi, così come lo era prima del Green Deal e del 2021.</p>
<p>Dal 2021, però, il suolo è al centro delle politiche in coerenza con la normativa europea sul clima. L’obiettivo dell’Europa entro il 2030 è quello di assorbire 310 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalenti e, per raggiungerlo, la Commissione ha proposto un regolamento sugli assorbimenti di carbonio che vi contribuirà.</p>
<h2>Il nuovo regolamento europeo</h2>
<p>Ora, con il nuovo regolamento (UE) 2024/3012 &#8211; <em>Certificazione, cattura e stoccaggio di carbonio</em>, <strong>si riconosce finalmente al suolo il ruolo di contribuire alla mitigazione climatica</strong>. Come spiega Ilaria Falconi, «il regolamento vuole creare un mercato volontario dei crediti di carbonio, univoco per tutti gli Stati Membri, armonizzato  e basato su standard rigorosi, trasparenti e accurati». Ilaria Falconi prosegue spiegando che lo strumento ha l&#8217;obiettivo di garantire un sostegno alle nostre imprese per tutte le attività che sono in grado di assorbire o sottrarre carbonio dall&#8217;atmosfera; <strong>tale sostegno, però, deve essere basato su risultati</strong> misurati e verificati.</p>
<p>Come detto in precedenza, il regolamento è stato pubblicato il 6.12.2024 in Gazzetta Ufficiale e, per essere operativo, necessita dell&#8217;atto delegato da redigere nel 2025: quest&#8217;ultimo definirà nei dettagli la metodologia di certificazione degli assorbimenti e la funzionalità del registro europeo <b>che </b><span class="ILfuVd" lang="it"><span class="hgKElc"><b>la Commissione istituirà per gli assorbimenti permanenti di carbonio, la carboniocoltura e lo stoccaggio del carbonio nei prodotti </b></span></span>entro il 2028.</p>
<h2>Le categorie per lo stoccaggio di carbonio</h2>
<p>Questo significa che, se tutti i passi istituzionali verranno rispettati, dal 1.1.2026 si potranno vendere e acquistare crediti a livello europeo. Il regolamento del 2024, però, ha già definito le categorie di stoccaggio in cui si ritrovano anche quelle realizzate dall&#8217;agricoltura, come la gestione del suolo o le attività connesse a quella principale agricola o zootecnica. Eccole di seguito:</p>
<ul>
<li><strong>Stoccaggio permanente</strong>: produzione di bionenergia con cattura e stoccaggio del carbonio, cattura e stoccaggio diretto dall&#8217;atmosfera.</li>
<li><strong>Stoccaggio provvisorio della durata minima di 5 anni</strong>, ovvero <em>Carbon Farming</em>: rimboschimento, silvicoltura, agroforestazione, sequestro del carbonio nel suolo, ripristino delle torbiere. Qui rientrano le pratiche agricole che riguardano la lavorazione ridotta, ad esempio.</li>
<li><strong>Stoccaggio provvisorio, della durata mimina di 35 anni</strong>, ovvero <em>Carbon storage nei prodotti</em>: si tratta di prodotti a base di legno ma si intende anche l&#8217;impiego di biochar nel settore delle costruzioni e dell&#8217;edilizia.</li>
</ul>
<p>Il <strong>biochar</strong>, quindi, può rientrare nella categoria del <em>Carbon storage nei prodotti</em> ma anche nel <em>Carbon farming</em>, laddove il prodotto è impiegato come ammendante nelle pratiche di gestione del suolo, così come come nella categoria di <em>Stoccaggio permanente</em> nel caso di impianto che produce biochar.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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