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	<title>ColtivaItalia - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Fri, 01 Aug 2025 08:47:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>SALVARE IL GRANO DURO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 22:07:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[ColtivaItalia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le proposte dall'Assessore Pentassuglia e il parere di uno stoccatore del foggiano</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/salvare-il-grano-duro/">SALVARE IL GRANO DURO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I prezzi del grano duro continuano ad essere troppo bassi per garantire sostenibilità economica alle aziende che decidono di seminare. I costi di produzione toccano i 1200-1300 euro/ ettaro mentre i prezzi sono scesi sotto la soglia dei 30 euro/ quintale. Si può ormai parlare di una crisi profonda, da cui sembra difficile uscire. Ha iniziato a muoversi anche la politica locale, con le istituzioni regionali: Donato Pentassuglia, Assessore all&#8217;agricoltura della Regione Puglia, ha convocato lo scorso 16 luglio le associazioni di categoria per parlarne.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è stato valutare accordi e iniziative che possano sostenere il prezzo e la qualità del grano duro prodotto in Puglia, mutuando l’intesa già sperimentata in precedenza con riferimento al latte. Parole di apprezzamento sulla proposta dell&#8217;assessore Pentassuglia arrivano da CIA-Agricoltori Italiani, che si dichiara favorevole ad una iniziativa degli accordi sul latte. Il rischio, secondo CIA-Agricoltori Italiani, è l&#8217;abbandono delle terre coltivate in Puglia a frumento duro, coltura che ormai non garantirebbe reddito adeguato.</p>
<h2>Stabilire un prezzo equo: si può?</h2>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-4095" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/11/441199974_932335265517305_654840118833022168_n.jpg" alt="" width="146" height="174" />Abbiamo parlato della crisi del grano duro e delle soluzioni proposte con Elio Lo Conte (nella foto), amministratore dell’azienda Pineta Srl, che si occupa di commercio e stoccaggio di cereali con alle spalle una storia di tre generazioni. «Sono favorevole a questo genere di strumenti» ci dice, «ma deve cambiare un po&#8217; la mentalità di tutti gli attori della filiera. In ogni caso, ad oggi non è semplice stabilire un prezzo equo, poiché per coprire i costi ed avere un margine di utile serve, comunque, realizzare delle rese soddisfacenti. Nelle ultime annate questo non è stato poi così facile».</p>
<h2>La proposta di ColtivaItalia</h2>
<p>Elio Lo Conte porta alla nostra attenzione anche la proposta del governo nell&#8217;ambito del decreto cosiddetto &#8220;Coltiva Italia&#8221;. In particolare, per stabilizzare il mercato si propone un credito di imposta dal 20% al 40% per la sottoscrizione di contratti di filiera da 3 a 5 anni, con un prezzo stabilito per tutta la durata del contratto. A questo proposito, ci dichiara: «spero vivamente che ci siano industrie che accolgano questa proposta e mettano sul piatto prezzi equi. Per le imprese agricole ma anche per noi stoccatori che selezioniamo e conserviamo la granella con cura».</p>
<p>In conclusione, l&#8217;auspicio di Elio Lo Conte è che «queste iniziative creino filiere di valore per aumentare il reddito e che valorizzino il grano italiano e i nostri territori». Insomma, più filiera per avere più reddito e portare sulle tavole italiane più grano nazionale: le soluzioni, quindi, non sono rivoluzionarie ma richiedono l&#8217;impegno trasversale (e costante nel tempo) degli attori che costituiscono quella catena del valore che ha inizio nei campi di frumento.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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