<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>controllo integrato - Grano Italiano</title>
	<atom:link href="https://granoitaliano.eu/tag/controllo-integrato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://granoitaliano.eu/tag/controllo-integrato/</link>
	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Feb 2025 08:59:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>controllo integrato - Grano Italiano</title>
	<link>https://granoitaliano.eu/tag/controllo-integrato/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>SI AL CONTROLLO INTEGRATO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/si-al-controllo-integrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 23:03:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[controllo integrato]]></category>
		<category><![CDATA[erbicidi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=4668</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il convegno organizzato il 30 gennaio 2025 presso l’Università Statale di Milano, dal titolo “Stato della resistenza ai prodotti fitosanitari” è stata l’occasione per fare il punto sulle resistenze agli erbicidi nei nostri campi. Maurizio Sattin, dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (IPSP – CNR) e del Gruppo Italiano Resistenza Erbicidi (GIRE), ha posto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/si-al-controllo-integrato/">SI AL CONTROLLO INTEGRATO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il convegno organizzato il 30 gennaio 2025 presso l’Università Statale di Milano, dal titolo “Stato della resistenza ai prodotti fitosanitari” è stata l’occasione per fare il punto sulle resistenze agli erbicidi nei nostri campi. Maurizio Sattin, dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (IPSP – CNR) e del Gruppo Italiano Resistenza Erbicidi (GIRE), ha posto l&#8217;attenzione sul controllo integrato delle infestanti, una strategia ormai necessaria ma per cui le competenze e la professionalità sono da potenziare.  La resistenza agli erbicidi, infatti, come ricordato al convegno, è un costo per l’intero sistema: per un agricoltore le misure curative con resistenza in atto comportano <strong>un costo medio superiore di 3-5 volte rispetto a quelle preventive</strong>.</p>
<h2><strong>A cosa fare attenzione</strong></h2>
<p>Maurizio Sattin ricorda che, nella gestione dei nostri sistemi colturali, standardizzare le pratiche colturali nel tempo e nello spazio implica una accelerazione della selezione delle popolazioni infestanti che si adatto di più allo specifico sistema colturale in questione. E’, quindi, <strong>fondamentale ruotare tutto quanto possibile</strong> nella gestione delle erbe infestanti.</p>
<p>Inoltre, bisogna <strong>porre particolare attenzione alle resistenze multiple</strong> che sono davvero molto complesse da gestire. In frumento, troviamo il Papaver roheas con resistenza ad ALS e 2,4 D. Troviamo poi il lolium, con resistenza ad ALS, ACCasi e ESPS.</p>
<h2><strong>Controllo integrato delle infestanti</strong></h2>
<p>Una strategia vincente che gli agricoltori devono mettere in atto è quella del controllo integrato delle piante infestanti che si basa sulla integrazione e la sinergia dei diversi mezzi a disposizione e include un uso responsabile degli erbicidi. Nell’applicarlo,  è fondamentale la valutazione del rischio di insorgenza della resistenza agli erbicidi in relazione al proprio sistema colturale. Maurizio Sattin ha mostrato una tabella utile proprio a questo scopo che, a ciascuna opzione gestionale, correla un livello di rischio in base alle scelte applicative.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4662 size-large" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-1024x791.jpg" alt="" width="770" height="595" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-1024x791.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-300x232.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-768x594.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-1536x1187.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-2048x1583.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-370x286.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-270x209.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-570x441.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-740x572.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/valutazione_rischio_resistenza-1320x1020.jpg 1320w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<p>In generale, Sattin sottolinea come le criticità maggiori si hanno dove la diversità nel tempo e nello spazio è fortemente ridotta, specialmente dove la pressione di selezione degli erbicidi è molto elevata. Le situazioni più critiche riguardano gli amaranti, i giavoni, il lolium e, in qualche situazione, la resistenza al glifosate.</p>
<p>La resistenza, quindi, va affrontata a livello di sistema colturale ed inserita nel contesto della difesa integrata, cioè multidisciplinare. Per quest’ultima esistono principi generali (si veda <a href="http://www.resistenzaerbicidi.it" target="_blank" rel="noopener">www.resistenzaerbicidi.it</a>) ma le soluzioni più efficaci ed efficienti vanno studiate ed applicate a livello locale e in ottica di lungo periodo, in quanto il problema è di questo genere. Il controllo integrato può essere efficace e sostenibile, anche dal punto di vista economico. Non esiste una soluzione singola a tutti i problemi, ma un processo continuo di apprendimento, adattamento e implementazione, in cui è indispensabile utilizzare sempre più le nuove tecnologie che si rendono disponibili. Infine, la legislazione è complessa e i sistemi colturali sono sempre più articolati: Maurizio Sattin, quindi, sottolinea come sia necessario che, a tutti i livelli, vi sia un incremento di professionalità.</p>
<p><a href="https://granoitaliano.eu/resistenza-costa/" target="_blank" rel="noopener">Leggi gli aggiornamenti sulle resistenze agli erbicidi per il frumento.</a></p>
<p><em>Fonte: Maurizio Sattin, Convegno “Stato della resistenza ai prodotti fitosanitari”</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener">Facebook,</a> <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener">Instagram </a>e <a href="https://www.linkedin.com/company/grano-italiano" target="_blank" rel="noopener">Linkedin</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/si-al-controllo-integrato/">SI AL CONTROLLO INTEGRATO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA RESISTENZA COSTA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/resistenza-costa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 23:03:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[controllo integrato]]></category>
		<category><![CDATA[erbicidi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=4607</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanto costa la resistenza agli erbicidi? Maurizio Sattin fa il punto sulla mappa del fenomeno in Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/resistenza-costa/">LA RESISTENZA COSTA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il convegno organizzato il 30 gennaio 2025 presso l’Università Statale di Milano, dal titolo “Stato della resistenza ai prodotti fitosanitari” è stata l’occasione per fare il punto sulle resistenze agli erbicidi nei nostri campi. Con l’aiuto di Maurizio Sattin, dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (IPSP – CNR) e del Gruppo Italiano Resistenza Erbicidi (GIRE), ripercorriamo le mappe delle resistenze aggiornate e gli aspetti su cui è più importante focalizzare l’attenzione nella lotta alle malerbe. Fondamentale, tra questi, è la gestione integrata delle infestanti, per cui le competenze e la professionalità sono da potenziare.  La resistenza agli erbicidi, infatti, come ricordato al convegno, costa per l’intero sistema: per un agricoltore le misure curative con resistenza in atto comportano <strong>un costo medio superiore di 3-5 volte rispetto a quelle preventive</strong>.</p>
<h2><strong>La resistenza agli erbicidi</strong></h2>
<p>Cosa si intende per resistenza? Essa è la capacità naturale ed ereditabile di alcuni individui di una popolazione di sopravvivere ad una dose di erbicida che normalmente viene impiegata per controllarli. Riguarda, quindi, le specie bersaglio di quell’erbicida (quelle presenti in etichetta) ed è il risultato di un processo selettivo che è effettivamente guidato dagli erbicidi utilizzati.</p>
<p>Ma <strong>quali sono i fattori che influenzano l’evoluzione della resistenza</strong> e della flora infestante in generale? Tra questi troviamo la pressione di selezione, esercitata dall’impiego degli erbicidi, il numero e la densità di infestanti (più sono, più possono resistente), la frequenza iniziale di individui naturalmente resistenti e le caratteristiche biologiche della pianta e del seme come il sistema di riproduzione, la dormienza, la scalarità di emergenza.</p>
<h2><strong>La resistenza costa: monitoriamola!<br />
</strong></h2>
<p>Per agire contro la resistenza bisogna necessariamente sapere dove e come possiamo farlo. L’attività di monitoraggio, quindi, è fondamentale per gli agricoltori: dal 1997, infatti, il GIRE (Gruppo Italiano Resistenza Erbicidi) aggiorna una banca dati derivanti da screening di migliaia di popolazioni, per generare delle mappe di rischio.</p>
<p><strong>Ma qual è ad oggi la situazione delle resistenze in Italia</strong>? Maurizio Sattin ci dice che sono 47 i biotipi resistenti identificati e che coinvolgono 31 specie infestanti, soprattutto monocotiledoni (18), di cui 14 Poaceae. Le regioni interessate sono 17 ed i meccanismi d’azione più utilizzati coinvolti nel fenomeno della resistenza sono 5. I sistemi colturali che presentano il fenomeno sono numerosi: riso, frumento, mais, soia, vite, uliveti, noccioleti, agrumeti, erba medica; i sistemi colturali sono quelli dell’agricoltura conservativa e anche delle aree non coltivate.</p>
<p>Osservando l’evoluzione cronologia del numero di biotipi e di specie resistenti in Italia, dagli anni ’70 ad oggi, si nota una divergenza: come emerge dal grafico di seguito, il numero di specie tende ad essere costante negli ultimi anni ma, purtroppo, aumenta il numero di biotipi. Da notare il fenomeno della resistenza al glifosate, poi.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-4666" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-1024x568.jpg" alt="" width="770" height="427" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-1024x568.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-300x166.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-768x426.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-1536x852.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-2048x1136.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-370x205.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-270x150.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-570x316.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-740x410.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/evoluzione_resistenza_biotipi-1320x732.jpg 1320w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<p>Maurizio Sattin mostra, poi, le mappe di rischio dei comuni interessati da malerbe resistenti in grano che sono disponibili, in modo dinamico, sul sito del GIRE.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-4665" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-1024x567.jpg" alt="" width="770" height="426" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-1024x567.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-300x166.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-768x425.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-1536x851.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-2048x1134.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-370x205.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-270x150.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-570x316.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-740x410.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_frumento-1320x731.jpg 1320w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<p>Si approfondisce, poi, con la mappa di resistenza al solo glifosate: per il lolium, i primi casi sono rilevati in Puglia, nel Salento.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-4663" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-1024x578.jpg" alt="" width="770" height="435" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-1024x578.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-300x169.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-768x433.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-1536x867.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-2048x1156.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-370x209.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-270x152.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-570x322.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-740x418.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/mappa_resistenze_glifosate-1320x745.jpg 1320w" sizes="auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: Maurizio Sattin, Convegno “Stato della resistenza ai prodotti fitosanitari”</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener">Facebook,</a> <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener">Instagram </a>e <a href="https://www.linkedin.com/company/grano-italiano" target="_blank" rel="noopener">Linkedin</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/resistenza-costa/">LA RESISTENZA COSTA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>INTERVENTI DEVITALIZZANTI PER IL CONTROLLO INTEGRATO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/interventi-devitalizzanti-per-il-controllo-integrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2024 00:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[controllo integrato]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=394</guid>

					<description><![CDATA[<p>Proseguiamo sul controllo integrato: vediamo il piano degli interventi devitalizzanti in una strategia di controllo integrato con Giovanni Campagna</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/interventi-devitalizzanti-per-il-controllo-integrato/">INTERVENTI DEVITALIZZANTI PER IL CONTROLLO INTEGRATO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La preparazione della semina è estremamente importante anche sul fronte della difesa del grano. L&#8217;agronomo e malerbologo Giovanni Campagna ce lo spiega chiaramente definendo con noi questo piano di controllo integrato.</p>
<h2>Pre-semina</h2>
<p>Nelle semine su sodo è necessario intervenire con il devitalizzante fogliare glifosate in via preventiva alcuni giorni prima della semina. Se ci sono perennanti, lo è anche per le minime lavorazioni per la bonifica preventiva delle malerbe, comprese quelle annuali ben radicate e a ciclo autunno-primaverile, prima di rimuovere il terreno. Il glifosate risulta utile per differenziare i meccanismi d’azione e per contenere i ricacci vegetativi delle colture precedenti e la nascita di quelle da seme (coriandolo, bietola, girasole e colza).<br />
In caso di presenza di <em>Convolvulus arvensis, Calystegia sepium, Cynodon dactylon, Agropyron repens</em>, ecc., bisogna usare le dosi più elevate di applicazione, con miscela di glifosate + 2,4D (Kyleo), attiva verso specie biennali e annuali meno sensibili (<em>Malva, Geranium, Senecio, Sylibum, Epilobium</em>, ecc.). E’ bene far trascorrere fino alla semina alcuni giorni per consentire la traslocazione del principio attivo agli apparati radicali. Su medica, si considerino almeno 10 giorni dall’ultimo sfalcio per favorire l’assorbimento e la traslocazione nella pianta da parte dei ricacci. In caso di stagioni siccitose, si potrebbe dover fare un successivo intervento a dosi più ridotte prima della semina ritardata, per evitare che emerga <em>Bromus</em> spp. dopo le piogge.</p>
<h2>Pre-emergenza</h2>
<p>Dopo la semina, previa lavorazione del terreno, si possono utilizzare prosulfocarb, clortoluron, triallate, flufenacet, diflufenican e pendimetalin; su sodo non si consigliano a causa della presenza di residui in campo.<br />
Le miscele a due vie già formulate (Stopper P, Algor Platin, Zodiac DFF, Dicuran Plus, Battle Delta, Jura EC, ecc.), estemporanee di Avadex Factor + Mohican 500SC o a 2-3 vie (varie miscele estemporanee), possono migliorare lo spettro d’azione. Qualora si scegliesse di non intervenire in tal modo, per il troppo breve lasso di tempo o per assenza di precipitazioni, si può ricorrere agli interventi di post-emergenza precoce con gli stessi erbicidi, previo qualche aggiustamento della strategia per ottimizzare il grado d’azione.</p>
<h2>Post-emergenza precoce autunnale (2-4 foglie dei cereali)</h2>
<p>Allo stadio di 2-4 foglie dei cereali vernini si può intervenire con gli stesso erbicidi di pre-emergenza, a esclusione di triallate, sia in convenzionale che su sodo; la selettività colturale viene migliorata con l’impiego di clortoluron e flufenacet in caso di sensibilità. L’efficacia è a livello fogliare e di richiamo radicale, meglio dopo pioggia e con infestanti ai primi stadi. Altrimenti, con malerbe sviluppate e di più difficile contenimento, meglio miscelare i residuali con i fogliari, tra cui la più completa miscela a 3 vie di diflufenican + florasulam + iodosulfuron (Joystick) o a 2 vie dei dicotiledonicidi diflufenican + florasulam (Lector Delta).</p>
<h2>Post-emergenza precoce invernale (prime fasi accestimento)</h2>
<p>Se non sono stati effettuati intervenuti in pre-emergenza o entro le 4 foglie dei cereali, soprattutto in caso di elevato inerbimento di specie di sostituzione e popolazioni resistenti, si suggerisce di non intervenire in post-emergenza ritardato solo con prodotti fogliari, ma con miscele a congiunta azione residuale (sostanze attive multisito) e fogliare (erbicidi monosito). Spesso conviene anticipare gli interventi di fine inverno per le temperature miti autunno-invernali, così da limitare la forte competizione e la riduzione dell’efficacia erbicida per la “schermatura” della coltura verso le malerbe, ma anche per evitare il rischio di ritorni di freddo o di frequenti piogge che farebbero rimandare gli interventi.</p>
<p>Infatti, come suggerisce Giovanni Campagna, agronomo malerbologo, “a fine inverno, in accestimento, generalmente è migliore l’azione con malerbe meno sensibili agli erbicidi residuali (<em>Galium</em>, <em>Avena</em> e <em>Phalaris</em>) e altre specie, per il maggior grado di umidità, il minor stress della coltura e la migliore attivazione da parte delle precipitazioni. La miscela di diflufenican + florasulam + iodosulfuron (Joystick) permette di ampliare lo spettro d’azione oltre che dicotiledonicida (compreso Galium) anche graminicida. Nel caso prevalesse un’infestazione di graminacee si può miscelare il residuale clortoluron a dosi ridotte dei formulati fogliari di clodinafop-propargile (es. Topik 240EC), pinoxaden (Axial Pronto 60) o fenoxaprop-p-etile (Starprop, ecc.)”. E conclude: “per il contenimento di un’abbondante infestazione mista di dicotiledoni e graminacee piuttosto sviluppata, si può disporre dei formulati piroxsulam + florasulam (Floramix) e mesosulfuron-metile + iodosulfuron-metil sodio (Atlantis Pro), che assicurano una buona azione fogliare congiuntamente a quella residuale. In tal caso si consiglia di evitare di effettuare le applicazioni in condizioni di stress colturale dovute a siccità, gelo, ristagno idrico o carenze nutrizionali, in quanto gli antidoti agronomici presenti nelle formulazioni di questi ultimi prodotti (mefenpir-dietile, cloquintocet-mesile), possono causare un momentaneo stato di fitotossicità”.</p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/interventi-devitalizzanti-per-il-controllo-integrato/">INTERVENTI DEVITALIZZANTI PER IL CONTROLLO INTEGRATO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DISERBO PREVENTIVO PER IL CONTROLLO INTEGRATO NEL GRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/diserbo-preventivo-per-il-controllo-integrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2024 00:03:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[controllo integrato]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=391</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le strategie integrate di diserbo non possono prescindere dal controllo preventivo: Giovanni Campagna, ci ha spiegato perché.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/diserbo-preventivo-per-il-controllo-integrato/">DISERBO PREVENTIVO PER IL CONTROLLO INTEGRATO NEL GRANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le strategie integrate di controllo delle infestanti del frumento, di cui abbiamo già parlato in un articolo precedente, il diserbo preventivo ha un ruolo fondamentale, grazie alla possibilità di alternare erbicidi residuali con quelli mono-sito di post emergenza, differenziando così i meccanismi di azione.</p>
<p>Come sottolinea Giovanni Campagna, agronomo malerbologo, “gli interventi preventivi non sono ancora diffusamente utilizzati a causa dello spettro d’azione spesso incompleto che include specie perennanti e alcune annuali (si veda <em>Galium</em> e le più problematiche graminacee come <em>Avena</em> e <em>Phalaris</em>). In un’ottica di strategia pluriennale permettono, però, di diversificare i meccanismi d’azione e di ridurre le problematiche derivanti dalla flora di sostituzione e dal crescente aumento delle popolazioni resistenti, come le graminacee <em>Alopecurus</em>, <em>Avena</em>, <em>Lolium</em>, <em>Phalaris</em> e le dicotiledoni <em>Papaver</em> e <em>Sinapis”</em>.</p>
<p>Questa è la motivazione per cui si suggerisce di alternare periodicamente, ai classici interventi di post-emergenza, le applicazioni di pre-emergenza o di post-emergenza precoce con i residuali multisito in miscela con i fogliari, prodotti che riescono a controllare la maggior parte delle specie annuali di sostituzione, incluse quelle di più difficile gestione nei confronti degli erbicidi fogliari (<em>Veronica</em>, <em>Fumaria</em>, <em>Viola</em>, ecc.), oltre alle popolazioni resistenti.</p>
<h2><strong>Una flora in evoluzione</strong></h2>
<p>La flora infestante del frumento, e dei cereali vernini in generale, è in continua evoluzione, a causa del clima mutevole con periodi autunno-invernali più miti e estivi più siccitosi e torridi, insieme alle tecniche colturali. A questo si aggiungono le semine su sodo o con minima lavorazione, soprattutto se in stretta successione e senza differenziare le strategie di diserbo, che causano una pressione di selezione di popolazioni resistenti e di specie di sostituzione.<br />
Crescono, infatti, le specie della famiglia delle composite aventi semi che emergono in superficie senza interramento e con semi a disseminazione anemocora che provengono dagli incolti, sempre meno curati per il crescente livello di estensivizzazione sempre più diffuso nei nostri ambienti. Tra queste <em>Sylibum</em> <em>marianum</em>, <em>Galactites</em> <em>tomentosus</em>, <em>Centaurea</em> <em>napifolia</em>, <em>Cirsium arvense</em> e <em>C. vulgare</em>, <em>Cichorium intybus</em>, <em>Picris echioides</em>, <em>Lactuca serriola, Sonchus asper, S. oleraceus </em>e<em> S. arvensis, Anthemis arvensis, Matricaria chamomilla, Senecio vulgaris, Aster squamatus</em>, ecc.</p>
<p>Dove non vengono applicati gli erbicidi residuali si diffondono anche le specie meno sensibili alle solfoniluree degli interventi in post-emergenza come <em>Veronica</em> spp., <em>Geranium</em> spp., <em>Fumaria officinalis, Viola arvensis</em>, ecc., oltre a quelle meno sensibili alle applicazioni di glifosate effettuate nei letti di semina, come malvacee, <em>Epilobium tetragonum, Sylibum marianum, Geranium</em> spp., ecc. Tra le graminacee annuali sono sempre più frequenti <em>Avena, Lolium, Phalaris, Bromus, Poa, Alopecurus</em>, ecc., comprese quelle meno sensibili ai graminicidi specifici (<em>Bromus mollis, B. sterilis, B. arvensis</em>, ecc.).<br />
Nelle zone con colture più rade o seminate tardivamente è frequente avere infestazioni non proprie dei vernini a ciclo primaverile-estivo come graminacee macroterme, tra cui anche quelle delle perennanti di <em>Phragmites</em> (in particolare nelle aree vallive) e di <em>Sorghum</em>, <em>Cynodon</em> e <em>Agropyron</em>, nonché delle specie a foglia larga di <em>Chenopodium</em> spp., <em>Abutilon theophrasti, Daucus carota, Ammi </em><em>majus</em>, ecc.</p>
<h3>Popolazioni resistenti</h3>
<p>Sono in aumento le popolazioni ALS-resistenti a foglia larga di <em>Papaver rhoeas</em> e <em>Sinapis arvensis</em>, e tra le graminacee <em>Alopecurus myosuroides</em> (soprattutto al Nord), <em>Phalaris paradoxa</em> (al Centro-Sud e verso la Pianura Padana sud-orientale), <em>Avena sterilis e Lolium</em> spp. (ormai in tutta Italia). Tra le graminacee crescenti sono le popolazioni ACCasi-resistenti o multiple (ALS e ACCasi); nel caso di <em>Lolium</em>, collegato da ormai 20 anni alle strette rotazioni con semine su sodo, si segnalano popolazioni resistenti anche nei confronti di glifosate.</p>
<h2><strong>Perché il diserbo preventivo è fondamentale</strong></h2>
<p>Giovanni Campagna sottolinea come “per poter rendere sostenibile le strategie di lotta alle malerbe in futuro è fondamentale agire attraverso la riduzione della pressione di selezione della flora infestante di sostituzione e delle popolazioni resistenti nei cereali vernini. Questo si può fare integrando le pratiche di lotta agronomiche, meccaniche e chimiche, poiché si riduce la disponibilità di meccanismi d’azione erbicidi, in particolare con i fogliari per la gestione delle graminacee. Le sostanze attive residuali disponibili per il diserbo preventivo agiscono in più siti d’azione: quindi, usati in alternanza a quelli monosito di post-emergenza permettono di differenziare i meccanismi d’azione, cosa che è un principio fondamentale della rotazione degli erbicidi”.</p>
<p>Inoltre, l’avvicendamento colturale con l’alternanza di cicli autunno-vernini e primaverili-estivi, permette di differenziare la tipologia delle malerbe e la tecnica di lotta, riducendo la pressione di selezione. E’ fondamentale anche preparare anticipatamente il terreno e seminare tardivamente per devitalizzare molte specie prima della semina, tra cui <em>Galium</em>, non sufficientemente contenuto con gli erbicidi di pre-emergenza, e le più problematiche graminacee (<em>Bromus</em> nonché <em>Avena</em> e <em>Phalaris</em> meno sensibili alle applicazioni preventive). Se si semina su sodo, non potendo ricorrere alla falsa semina o a semina ritardata, bisogna effettuare interventi con il glifosate dopo le prime piogge di inizio autunno per favorire l’emergenza delle malerbe annuali e la rivegetazione delle infestanti presenti, per consentire al devitalizzante fogliare di agire al meglio.</p>
<h3>Devitalizzare</h3>
<p>Non è da dimenticare l’attenzione da porre alla devitalizzazione delle specie perennanti e ai ricacci e rinascite delle colture di precessione, nonché delle popolazioni resistenti di <em>Sinapis</em> e <em>Papaver</em> e delle più insidiose graminacee. Se le piogge hanno impedito di intervenire in tempo utile nella finestra temporale di pre-emergenza delle semine su terreno lavorato, o la siccità ha impedito l’emergenza delle malerbe prima dell’applicazione di glifosate nei terreni seminati su sodo, è possibile intervenire in post-emergenza precoce. Così si migliora il grado di selettività, in particolare di flufenacet su frumento duro, ma anche di clortoluron, sia su duro che in alcune varietà di frumento tenero. Se è il caso di gestire specie meno sensibili di <em>Galium</em> e alcune graminacee (<em>Avena</em> e <em>Phalaris</em>, <em>Poa</em> e <em>Bromus</em>), si possono miscelare gli erbicidi residuali nelle dosi ridotte dei fogliari a duplice azione graminicida e dicotiledonicida.</p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/diserbo-preventivo-per-il-controllo-integrato/">DISERBO PREVENTIVO PER IL CONTROLLO INTEGRATO NEL GRANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DIFENDERE IL GRANO? CONTROLLO INTEGRATO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/difendere-il-grano-controllo-integrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2024 00:02:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[controllo integrato]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=341</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giovanni Campagna ci ha illustrato la rilevanza delle strategie integrate di controllo alle malerbe del frumento</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/difendere-il-grano-controllo-integrato/">DIFENDERE IL GRANO? CONTROLLO INTEGRATO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il controllo delle malerbe su frumento, soprattutto in questa epoca di cambiamento climatico, non può prescindere dal considerare e attuare strategie integrate, affiancate da pratiche agronomiche a scopo di ottimizzazione: ne abbiamo parlato con Giovanni Campagna, agronomo malerbologo.</p>
<h2><strong>La flora infestante</strong></h2>
<p>Il nostro Paese &#8211; ci racconta &#8211; presenta una grande variabilità di condizioni pedoclimatiche a partire dai differenziati areali del Sud e del Nord: questo, in particolare in successione a colture erbacee o a rottura di prati, medicai o impianti arborei, determina altrettanta variabilità anche nella flora infestante del frumento, come dei cereali a paglia in generale.<br />
In tutti gli areali sono molto temute le graminacee <em>Avena sterilis</em> e <em>Lolium</em> spp. che includono popolazioni resistenti, oltre alla <em>Poa</em> spp. che ha maggiore rilevanza dopo la rottura di medicai. Infestazioni di <em>Alopecurus myosuroides</em> e di <em>Apera spica-venti</em> sono più localizzate, in particolare nell’arco occidentale sul versante della Francia, mentre quelle di <em>Bromus</em> spp. non sono da sottovalutare soprattutto in caso di lavorazioni ridotte (semina su sodo) o nei pressi di aree abbandonate. Al Centro-Sud e verso la Pianura Padana, invece, preoccupano le infestazioni di <em>Phalaris</em> spp., in particolare <em>P. paradoxa</em>.<br />
Guardando alle dicotiledoni annuali, poi, <em>Papaver rhoeas</em> e <em>Sinapis arvensis</em> sono ormai le più diffuse nei cereali a paglia, preoccupanti per le popolazioni resistenti della papaveracea al Centro-Sud e in Pianura Padana e, anche se in misura ridotta, della crucifera in Sicilia, Lazio e Toscana.<br />
Oltre alle specie resistenti, preoccupa gli agricoltori la flora di sostituzione selezionata con il ricorso continuo agli erbicidi solfonilureici, tra cui le più ricorrenti infestazioni di <em>Veronica</em>, <em>Geranium dissectum</em> e composite. Tra queste i cardi selvatici e le più ricorrenti infestazioni di <em>Matricaria</em> <em>chamomilla</em> e altre; particolarmente diffuse risultano anche le grandi crucifere e le ombrellifere.<br />
Notevole impegno richiedono anche le infestazioni perennanti di <em>Rumex</em> spp. (soprattutto in successione a prati e medicai e nelle aree zootecniche), <em>Convolvulus arvensis</em>, <em>Cirsium arvense</em>, <em>Equisetum</em> spp., ecc., nonché i ricacci di medica da considerare come perennante a emergenza ritardata nelle strategie di lotta; con questo obiettivo bisogna considerare la rinascita delle colture precedenti, tra cui vi sono anche quelle ALS-resistenti come girasole, colza e barbabietola da zucchero.</p>
<figure id="attachment_344" aria-describedby="caption-attachment-344" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-344 size-medium" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-1024x768.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-768x576.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-1536x1152.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-2048x1536.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-570x428.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-740x555.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-1320x990.jpg 1320w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-344" class="wp-caption-text">Autore: Giovanni Campagna</figcaption></figure>
<h2><strong>Integrare le strategie di intervento</strong></h2>
<p>Come ci sottolinea Giovanni Campagna, «soprattutto la lotta alle graminacee richiede che le pratiche di contenimento delle malerbe siano integrate, sebbene ad oggi, con la revoca degli erbicidi a meccanismo d’azione differenziato, questo valga anche per le dicotiledoni se non viene adottata una strategia che preveda l’alternanza del diserbo preventivo. Oramai per le graminacee la scelta degli erbicidi è ridotta a soli due meccanismi d’azione monosito, ovvero inibizione dell’enzima ALS (solfoniluree, triazoloni, triazolopirimidine) e ACCasi (Arilossifenossipropionati/ fop e Fenilpirazoline/DEN). Per le dicotiledoni, invece, è limitata al gruppo B che inibisce l’enzima ALS e al gruppo O delle auxine sintetiche. In sintesi, i meccanismi d’azione degli erbicidi fogliari per gli interventi in post-emergenza sono tre, di cui solo il gruppo O è meno soggetto alla comparsa di popolazioni resistenti rispetto ai gruppi A e B». E’ importante ricordare, poi, che dal 2023 la transizione della classificazione dei meccanismi d’azione è in corso di implementazione, con il passaggio da A a 1, da B a 2 e da O a 4, anche se ci sarà una coesistenza delle codifiche per alcuni anni.</p>
<h2><strong>Considerare la gestione agronomica</strong></h2>
<p>E’ fondamentale, per una corretta gestione delle infestanti, mettere in atto pratiche integrative rispetto alle applicazioni erbicide, con l’obiettivo di ottimizzare la gestione complessiva. Tra queste ricordiamo:</p>
<ul>
<li>un corretto avvicendamento colturale con la rotazione di specie diverse e l’alternanza di colture a ciclo autunno-primaverile ed estivo;</li>
<li>la periodica aratura (ogni 4-5 anni) per interrare i semi poco longevi delle graminacee, in particolare per quelli delle popolazioni resistenti, ma anche delle problematiche infestazioni legate a pratiche di agricoltura conservativa come quelle di <em>Bromus</em>;</li>
<li>una appropriata gestione dei terreni nei periodi intercolturali per ridurre il potenziale di disseminazione (in particolare per le infestazioni di composite);</li>
<li>un’epoca di semina ritardata su terreni preparati anticipatamente, oltre all’impiego di sementi selezionate, per devitalizzare il maggior numero di piante resistenti di <em>Avena</em>, <em>Lolium</em>, <em>Phalaris</em> e <em>Alopecurus</em>, nonché di <em>Papaver</em> e <em>Sinapis</em>, comprese le più difficili infestazioni di sostituzione (come <em>Bromus</em>, <em>Veronica</em>, <em>Geranium</em>) e tutte le malerbe a emergenza anticipata e di difficile gestione tramite gli erbicidi preventivi, come <em>Galium</em> <em>aparine</em>;</li>
<li>l’alternanza di erbicidi residuali multisito per contrastare le infestazioni più difficili da contenere e per le popolazioni resistenti;</li>
<li>modalità di intervento appropriate con i prodotti fogliari monosito di post-emergenza per ottimizzare le potenzialità erbicide, ovvero l’uso di irroratrici ben tarate e funzionanti, con sufficiente volume di acqua o con l’ausilio della manica d’aria in caso di manto vegetativo denso, evitando di intervenire su coltura e malerbe non troppo sviluppate per eliminare l’effetto “schermatura” o “ombrello”.</li>
</ul>
<h2><strong>La scelta dei prodotti</strong></h2>
<figure id="attachment_346" aria-describedby="caption-attachment-346" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-346 size-medium" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-1024x768.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-768x576.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-1536x1152.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-2048x1536.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-570x428.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-740x555.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-1320x990.jpg 1320w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-346" class="wp-caption-text">Autore: Giovannni Campagna</figcaption></figure>
<p>La gestione delle malerbe dicotiledoni annuali e perennanti dei cereali vernini può essere effettuata mediante due grandi gruppi di prodotti dicotiledonicidi:</p>
<ul>
<li>Il gruppo degli ALS-inibitori che è rappresentato dalle solfoniluree (tribenuron-metile, tifensulfuron-metile, metsulfuron-metile, tritosulfuron e bensulfuron) e dalla triazolopirimidina florasulam. Quest’ultima ha una maggiore attività verso <em>Galium</em> e una minor influenza negativa nei confronti dei ritorni di freddo. Tutti si applicano precocemente per esaltare la secondaria azione radicale (dalla 3a foglia-inizio accestimento dei cereali, meglio se entro il mese di marzo).</li>
<li>Il gruppo dei fitormonici, cosiddetti ormonici (2,4 D, MCPA, MCPP-P, diclorprop-P) e ormonosimili (fluroxipir, clopiralid, dicamba, aminopiralid e la più recente sostanza attiva Arylex Activ, ovvero halauxifen- metile, appartenente alla nuova famiglia chimica degli Aril-picolinati). Questi prodotti sono più adatti a partire dalla fase di accestimento (in genere da marzo), con temperature miti e in caso di malerbe annuali (comprese le popolazioni resistenti di <em>Papaver rhoeas</em> e <em>Sinapis arvensis</em>) e perennanti (<em>Cirsium</em>, <em>Convolvulus</em>, <em>Rumex</em>, <em>Equisetum</em>). Le miscele di halauxifen-metile con florasulam (Zypar), f luroxipir (Tekken) e aminopiralid (nuovo formulato Trezac) consentono di differenziare la disponibilità erbicida per il contenimento delle specie di sostituzione, tra cui Chrysantemum segetum, Centaurea napifolia, Anethum graveolens, ecc., oltre alle popolazioni ALS-resistenti come Papaver e Sinapis.</li>
</ul>
<p>Inoltre, dallo stadio di terza foglia – inizio accestimento, si possono utilizzare prodotto graminicidi del Gruppo HRAC A ad azione inibitoria dell’enzima ACCasi), oltre alle solfoniluree più spiccatamente graminicide, dei triazoloni e della triazolopirimidina piroxsulam, soprattutto nelle semine su sodo e in seguito a per la buona azione nei confronti di <em>Lolium</em>, <em>Poa</em> e <em>Bromus</em>. Questi prodotti permettono di agire anche sulle infestanti a foglia larga, in funzione della composizione dei formulati.<br />
Ricordiamo che al fine di ottimizzare il grado di azione erbicida è bene controllare le condizioni pedoclimatiche, ovvero con malerbe in pieno turgore vegetativo e temperature diurne di almeno 6-7 °C, e valutare l’addizione degli specifici bagnanti, tra cui Biopower per i formulati di Atlantis, Adigor per Serrate e Wetting Plus per Senior.</p>
<h2>&#8220;Cross Spectrum&#8221;</h2>
<p>Giovanni Campagna conclude: «questi erbicidi in condizioni di limitata e sensibile presenza di specie dicotiledoni possono essere considerati “cross spectrum”, in quanto agiscono congiuntamente verso specie a foglia larga e stretta. Qualora abbondino malerbe a foglia larga è necessario ricorrere alle più specifiche soluzioni “cross spectrum”, propriamente definite “one pass” per il contenimento in un unico passaggio delle principali specie a foglia larga e graminacee (annuali e perennanti)».</p>
<p>Foto: Giovanni Campagna (vietata qualsiasi riproduzione)</p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/difendere-il-grano-controllo-integrato/">DIFENDERE IL GRANO? CONTROLLO INTEGRATO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
