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	<title>controllo - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 06:57:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>BIOCONTROLLO, ORA LA SVOLTA È CONCRETA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/biocontrollo-ora-la-svolta-e-concreta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 22:10:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[agrofarma]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[Federbio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agrofarma e FederBio presentano a Roma il Manifesto per il biocontrollo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="44" data-end="822">Il biocontrollo entra con più decisione nel dibattito agricolo italiano e prova a uscire definitivamente dalla dimensione della nicchia. È questo il significato del <strong data-start="209" data-end="242">Manifesto per il biocontrollo</strong> presentato <strong data-start="254" data-end="286">oggi, 15 aprile 2026, a Roma</strong>, da Agrofarma e FederBio nel corso di un evento istituzionale ospitato nella <strong data-start="364" data-end="405">Sala Isma del Senato della Repubblica</strong>. Il documento, nato nell’ambito del protocollo d’intesa siglato tra le due organizzazioni nel febbraio 2025, si propone come una piattaforma comune per aprire un confronto con politica e istituzioni su uno dei temi più delicati per il futuro dell’agricoltura: come coniugare difesa delle colture, sostenibilità, innovazione e competitività.</p>
<p data-start="824" data-end="1318">L’obiettivo è chiaro: creare le condizioni perché il biocontrollo diventi uno strumento sempre più accessibile, efficace e integrato nei programmi di protezione delle colture. Non un capitolo separato, dunque, ma una componente strutturale di una nuova agricoltura, chiamata a rispondere contemporaneamente a crisi climatica, nuove pressioni fitosanitarie, resistenze, instabilità geopolitiche e crescente richiesta di sostenibilità lungo tutta la filiera.</p>
<h2 data-start="824" data-end="1318">Cos&#8217;è il biocontrollo</h2>
<p>Il <strong data-start="3" data-end="19">biocontrollo</strong> <strong>comprende l’insieme di mezzi tecnici utilizzati per la difesa delle colture che si basano su organismi viventi, sostanze naturali o molecole identiche a quelle presenti in natura</strong>. L’obiettivo è contenere parassiti e patogeni attraverso meccanismi selettivi, spesso diversi da quelli della chimica di sintesi tradizionale. Si tratta di strumenti impiegabili in agricoltura biologica e sempre più rilevanti anche nei sistemi di difesa integrata. Per funzionare al meglio richiedono conoscenze specifiche, tempestività di intervento e un inserimento coerente in programmi di protezione ben strutturati. In questo senso, il biocontrollo è oggi considerato una delle leve più promettenti per coniugare sostenibilità, innovazione e resilienza produttiva.</p>
<h2 data-section-id="oo00kv" data-start="1320" data-end="1365"><span role="text"><strong data-start="1323" data-end="1365">Perché il biocontrollo torna al centro</strong></span></h2>
<p data-start="1367" data-end="2142">Il Manifesto parte da una constatazione difficilmente contestabile: l’agricoltura italiana ed europea sta affrontando una fase di crescente complessità. I cambiamenti climatici alterano gli equilibri produttivi, aumentano la pressione di patogeni e parassiti e rendono più fragile la capacità di programmazione delle aziende. Allo stesso tempo, la riduzione delle soluzioni disponibili e l’insorgenza di resistenze impongono di allargare la gamma degli strumenti utilizzabili in campo. In questo quadro, il biocontrollo viene indicato come una leva essenziale per rafforzare la resilienza dei sistemi agricoli, soprattutto dove l’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale senza compromettere la produttività e la qualità delle produzioni.</p>
<p data-start="2144" data-end="2581">Non è un dettaglio secondario il fatto che Agrofarma e FederBio abbiano scelto di sottoscrivere un documento comune. Da un lato c’è il mondo delle imprese degli agrofarmaci, dall’altro la rappresentanza della filiera biologica. Il messaggio che emerge è che la transizione non può essere affrontata per compartimenti stagni: servono visione comune, strumenti coerenti e un quadro regolatorio capace di accompagnare davvero l’innovazione.</p>
<h2 data-section-id="e05df5" data-start="2583" data-end="2634"><span role="text"><strong data-start="2586" data-end="2634">Cinque richieste per far crescere il settore</strong></span></h2>
<p data-start="2636" data-end="3112">Il cuore del Manifesto è rappresentato da cinque direttrici operative. La prima è la richiesta di una <strong data-start="2738" data-end="2800">definizione armonizzata del biocontrollo a livello europeo</strong>. Per Agrofarma e FederBio si tratta del prerequisito indispensabile per evitare ambiguità normative e per costruire un perimetro chiaro in cui possano trovare collocazione tecnologie attuali e future, comprese categorie come microrganismi, semiochimici e sostanze naturali.</p>
<p data-start="3114" data-end="3783">Il secondo punto riguarda il <strong data-start="3143" data-end="3187">rafforzamento del processo autorizzativo</strong>. Il Manifesto evidenzia infatti che i tempi per l’autorizzazione di nuovi agrofarmaci, inclusi quelli per il biocontrollo, risultano oggi circa tre o quattro volte superiori rispetto a quanto previsto dalla normativa. Una lentezza che, in una fase agricola segnata da emergenze fitosanitarie e necessità di rapido adattamento, rischia di tradursi in un freno all’innovazione. Da qui la richiesta di potenziare le risorse dedicate e di valutare anche una struttura valutativa specifica a supporto del Ministero della Salute e delle altre autorità competenti.</p>
<p data-start="3785" data-end="4550">Il terzo asse è la <strong data-start="3804" data-end="3818">formazione</strong>, considerata decisiva perché i prodotti di biocontrollo presentano meccanismi d’azione peculiari e richiedono spesso un impiego preventivo, inserito in programmi di difesa ben impostati, con monitoraggio, modelli previsionali e tecniche agronomiche coerenti. Il quarto è il ruolo della <strong data-start="4105" data-end="4112">PAC</strong>, indicata come lo strumento più adatto per incentivare la diffusione di questi mezzi tecnici non solo nel biologico, ma più in generale nei sistemi produttivi che puntano a ottimizzare gli input. Infine, il quinto punto riguarda la <strong data-start="4345" data-end="4365">ricerca pubblica</strong>, che dovrebbe essere sostenuta con maggiore decisione per approfondire meccanismi d’azione, condizioni di impiego e potenzialità del biocontrollo.</p>
<h2 data-section-id="tv0luc" data-start="4552" data-end="4586"><span role="text"><strong data-start="4555" data-end="4586">Le dichiarazioni di Tassani</strong></span></h2>
<p data-start="4588" data-end="5304">Nel comunicato diffuso in occasione della presentazione, Paolo Tassani, presidente di Agrofarma, inquadra il tema in termini molto concreti: «Il biocontrollo rappresenta un’opportunità concreta per arricchire la cassetta degli attrezzi degli agricoltori, così da mettere a disposizione soluzioni sempre più performanti, capaci di rispondere alle crescenti esigenze del mondo agricolo». E aggiunge un dato che aiuta a misurare il peso già assunto da questi strumenti: «Le nostre Imprese sono da tempo impegnate su questo fronte, basti pensare che oggi i prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica rappresentano il 20% del totale degli agrofarmaci presenti sul mercato».</p>
<p data-start="5306" data-end="6066">Tassani insiste poi sul metodo con cui Agrofarma intende affrontare questo percorso: «La nostra Associazione, quindi, accoglie questo accordo con spirito assai costruttivo, collaborando come sempre attraverso un costante confronto, coniugando le evidenze scientifiche con i reali bisogni dell’agricoltura». E nella parte conclusiva rilancia il nodo regolatorio, che resta uno dei punti più sensibili dell’intero impianto: «Il percorso è appena iniziato e confidiamo nell’apertura di ulteriori tavoli di confronto sul tema del biocontrollo per garantire all’Italia e all’Unione europea un sistema normativo capace di valorizzare innovazione, competitività e sostenibilità. Come Agrofarma faremo senz’altro la nostra parte».</p>
<h2 data-section-id="4uq566" data-start="6068" data-end="6123"><span role="text"><strong data-start="6071" data-end="6123">Il nodo vero è passare dalle intenzioni ai fatti</strong></span></h2>
<p data-start="6125" data-end="6571">Il valore del Manifesto sta soprattutto qui: non nella semplice affermazione di principio, ma nel tentativo di tradurre una convergenza culturale in una proposta operativa. Perché il biocontrollo possa crescere davvero non bastano le dichiarazioni di intenti. Servono norme chiare, tempi autorizzativi compatibili con le esigenze del settore, ricerca, formazione e misure economiche in grado di accompagnare il cambiamento nelle aziende agricole.</p>
<p data-start="6573" data-end="7105" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Ed è proprio su questo terreno che si misura oggi la credibilità della transizione. La tutela dell’ambiente richiede una riduzione degli input di sintesi ogni volta che esistano alternative efficaci, insieme a una valorizzazione concreta di tutte quelle risorse che la natura mette a disposizione. <strong>Non è più il caso di chiedersi se questa transizione debba essere fatta</strong>. La domanda vera è soltanto come realizzarla e con quanta velocità. Per l’agricoltura italiana, il tempo delle cautele verbali è finito: ora serve cambiare passo.</p>
<p data-start="6573" data-end="7105" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
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		<title>IL FRUMENTO SI CURA COSÌ</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/controllo-delle-malattie-del-frumento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 16:38:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Malattie fungine, virosi e batteriosi possono essere prevenute e contrastate: ecco come</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/controllo-delle-malattie-del-frumento/">IL FRUMENTO SI CURA COSÌ</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il frumento è bersagliato da malattie fungine, virosi e batteriosi che possono essere prevenute e contrastate. In questo articolo spieghiamo come si fa, utilizzando la resistenza genetica, la lotta agronomica, l&#8217;uso di fungicidi, la lotta integrata e i microrganismi competitori.</p>
<h2><strong>Resistenza genetica</strong></h2>
<p>Consiste nell’impiego di varietà selezionate per la loro tolleranza o resistenza alle malattie; risultati rilevanti si sono ottenuti sinora per la difesa contro l’oidio, la ruggine gialla e bruna.</p>
<h2><strong>Lotta preventiva o agronomica</strong></h2>
<p>L’impiego di diverse pratiche colturali influenza il sistema suolo-pianta e le interazioni con i funghi: l’avvicendamento, la gestione dei residui nell’ambito delle lavorazioni, la data di semina e la concimazione azotata possono avere un effetto in modo variabile sull’entità di inoculo e la sensibilità della pianta all’agente patogeno.<br />
Ad esempio, contro la Fusariosi la gestione dei residui con lavorazioni del terreno e interramento può avere un effetto rilevante poiché i macroconidi del <em>Fusarium</em> non si adattano bene all’ambiente, specialmente se interrati. Per lo stesso motivo, sono da evitare le pratiche di semina su sodo, la monosuccessione e l’avvicendamento con mais e sorgo da granella.</p>
<h2><strong>Lotta diretta con fungicidi</strong></h2>
<p>I metodi diretti di difesa sono una realtà generalizzata negli areali dove la pressione della malattie fungine è molto forte, come in Europa Centrale e Nord Italia: questi si esplicano attraverso la concia della semente, l’irrorazione della coltura sulle foglie e sulla spiga.<br />
Il <strong>trattamento alla semente</strong> certificata può controllare efficacemente mal del piede, carboni e carie della granella, anche con azione biostimolante e sistemica a lunga durata.<br />
La <strong>difesa dalle malattie fogliari</strong> si esplica con l’applicazione di fungicidi ad ampio spettro per via fogliare; in questi casi il momento di applicazione in relazione alla fase fenologica è fondamentale e, considerando l’efficacia, il momento più diffuso è tra T1 e T2 per la protezione della foglia bandiera.<br />
La <strong>difesa della spiga</strong> dalla fusariosi si esplica con l’irrorazione alla piena fioritura (T3) che è il trattamento più frequente, soprattutto negli areali del Nord Italia, per agire contro l’accumulo di DON (deossinivalenolo) nella granella e in favore della sua sanità. <a href="https://granoitaliano.eu/stop-alle-micotossine-le-linee-guida-del-ministero/" target="_blank" rel="noopener">Si veda un nostro articolo sul tema micotossine.</a><br />
In <strong>agricoltura biologica</strong> fungicidi a base di rame e zolfo vengono utilizzati per il controllo in particolare delle malattie fogliari: per la ridotta persistenza ed efficacia è necessario ripetere i trattamenti ogni 12-20 giorni dalla levata alla fioritura, in condizioni favorevoli allo sviluppo delle malattie.</p>
<h2><strong>Lotta integrata</strong></h2>
<p>Consiste nella combinazione razionale dei metodi che si basano sulla resistenza genetica, quelli preventivi e diretti per poter ridurre la pressione delle patologie, l’impiego di fungicidi e i costi colturali connessi alla difesa dalle malattie. In questo ambito hanno un ruolo anche le pratiche di distribuzione di prodotti di sintesi a rateo variabile e l’impiego di sistemi di allerta territoriali basati su modelli di simulazione.<br />
Il Piano di Azione Nazionale (PAN) relativo al “quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei fitofarmaci” identifica un livello di applicazione della difesa integrata obbligatorio ed uno volontario, basato su disciplinari di produzione integrata.</p>
<h2><strong>Utilizzo di microrganismi competitori</strong></h2>
<p>Questi mezzi, ancora nei primi stadi di applicazione, potranno raggiungere una rilevanza crescente se inseriti in una strategia di lotta integrata con la genetica e le tecniche agronomiche. Consistono nell’induzione di una sorta di reazione preventiva della pianta attraverso l’introduzione di un microrganismo non patogeno che mima un processo di aggressione, così che la pianta stessa sia predisposta a rispondere ad un agente patogeno pericoloso.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>FERMARE GLI INSETTI NEI CAMPI DI GRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/controllo-degli-insetti-dannosi-in-campo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 13:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
		<category><![CDATA[cimici]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[fitofagi]]></category>
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		<category><![CDATA[piretroidi]]></category>
		<category><![CDATA[spinosad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come fermare gli insetti con la lotta agronomica, l'uso di insetticidi e la lotta integrata</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il frumento è messo a rischio in campo da numerose specie di insetti dannosi che possono essere controllati con metodi diversificati. In questo articolo spieghiamo come poterlo fare, attraverso la lotta agronomica, l&#8217;uso di insetticidi e la lotta integrata.</p>
<p><strong>Lotta preventiva o agronomica<br />
</strong>Le tecniche agronomiche possono rappresentare interventi indiretti in grado di controllare i danni da insetti dannosi: tra questi, l’epoca di semina anticipata riduce i rischi di attacchi di afidi con trasmissione di virosi, mentre un ritardo può favorire la presenza di elateridi. La minima lavorazione, in particolare la semina su sodo, possono favorire gli attacchi di elateridi, così come l’avvicendamento al prato per l’abbondante sostanza organica disponibile in superficie. Una equilibrata concimazione, poi, previene i danni a carico dell’apparato fogliare favoriti da un eccessivo ingentilimento dei tessuti.</p>
<p><strong>Lotta diretta con insetticidi<br />
</strong>La lotta diretta non è più consentita attraverso la concia del seme; si può, quindi, intervenire con applicazione di insetticidi in previsione o in presenza di forti infestazioni e rischio di danni produttivi rilevanti. Nella pratica, si interviene in presenza di adifi o di lema quando si supera la soglia economica di danno. Nel caso della cimice i danni economici possono essere di maggiore impatto: è richiesta una accurata osservazione per la rilevazione del grado di infestazione, anche perché il comportamento dell’insetto la rende più difficoltosa.<br />
Ad oggi per il frumento i soli insetticidi registrati fanno parte del gruppo chimico dei piretroidi il che, nonostante l’ampio spettro di azione, non consente di mettere in atto adeguate pratiche di rotazione per ridurre l’insorgenza di resistenze.<br />
In agricoltura biologica si possono usare formulati a base di piretro o di spinosad (estratto dal metabolismo di colture artificiali di attinomiceti): in questi casi sia l’efficacia che la persistenza sono ridotte, richiedendo la ripetizione del trattamento dopo 10 giorni circa.</p>
<p><strong>Lotta integrata<br />
</strong>Si intende la combinazione di metodi di lotta preventiva e di lotta diretta: questa non si rivela molto efficace contro i parassiti che colpiscono stelo, foglie e spiga di frumento a causa della loro elevata mobilità. E’ più conveniente ed efficace combattere afidi, lema e tignola attraverso una preventiva riduzione degli stressa abiotici per la pianta, applicando insetticidi solo in caso di assoluta necessità. Per le cimici, invece, gli interventi preventivi non sono efficaci, di nuovo per la loro elevata mobilità.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>CONTRATTACCO ALLE INFESTANTI DEL FRUMENTO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/interventi-diretti-per-il-controllo-delle-infestanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 09:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=84</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come intervenire in modo indiretto per difendere il raccolto</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella gestione della flora infestante del frumento si può intervenire in modo diretto, con strumenti in grado di ridurre con grande impatto i danni dovuti alla presenza delle malerbe. Di seguito vediamo i principali interventi possibili distinti per categoria.</p>
<p><strong>Interventi meccanici<br />
</strong>Questi interventi possono essere applicati in combinazione con la falsa semina o su coltura in atto attraverso la strigliatura; nel primo caso, si rischia di stimolare la nascita di nuove malerbe in concomitanza con lo sviluppo della coltura. Al fine di ottenere migliori risultati, conviene 2 o 3 passaggi di erpice strigliatore a distanza di 15-20 giorni tra fine accestimento e inizio levata. I migliori risultati si ottengono con le dicotiledoni</p>
<p><strong>Interventi fisici</strong><br />
Il metodo più utilizzato è quello della copertura del terreno con residui vegetali, tecnica che prevede la semina di una cover crop (spesso una leguminosa) e la sua terminazione, lasciando poi la biomassa in superficie con funzione pacciamante. In questo modo lo strato di biomassa contiene l’emergenza delle malerbe, contribuisce al rilascio di nutrienti e talvolta anche di sostanze allopatiche inibenti la germinazione dei semi di infestanti.</p>
<p><strong>Interventi chimici</strong></p>
<ul>
<li><strong>Pre-semina</strong>: con questa pratica si interviene con erbicidi ad azione totale, non residuali che consentono la semina già il giorno successivo al trattamento; si applica a tecniche di falsa semina o a semina su sodo</li>
<li><strong>Pre-emergenza</strong>: questa pratica si basa sull’utilizzo di erbicidi ad azione residuale, dagli anni ’80 ha perso la sua importanza per il ritiro dal mercato di principi attivi validi. Sta, però, assumendo una crescente rilevanza nei programmi di lotta integrata e per la comparsa di resistenze per prodotti impiegati in post-emergenza.</li>
<li><strong>Post-emergenza</strong>: è la pratica più adottata, grazie alla buona disponibilità di erbicidi che possono consentire anche il controllo di buona parte delle malerbe in un unico intervento.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong><u>Strategie di applicazione del diserbo chimico nel frumento</u></strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-87 aligncenter" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento.png" alt="Diserbo chimico frumento" width="672" height="330" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento.png 943w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-300x147.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-768x377.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-370x182.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-270x133.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-570x280.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-740x363.png 740w" sizes="(max-width: 672px) 100vw, 672px" /></p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/interventi-diretti-per-il-controllo-delle-infestanti/">CONTRATTACCO ALLE INFESTANTI DEL FRUMENTO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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