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	<title>corvidi - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Jun 2025 10:48:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>NESSUNA TREGUA SU FRONTE CORVIDI E PICCIONI: LE INIZIATIVE DEGLI AGRICOLTORI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/corvidi-piccioni-agricoltori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Callegari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 22:03:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[corvidi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[piccioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corvidi e piccioni minacciano il grano: le misure delle regioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/corvidi-piccioni-agricoltori/">NESSUNA TREGUA SU FRONTE CORVIDI E PICCIONI: LE INIZIATIVE DEGLI AGRICOLTORI</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p >Le campagne italiane, da Nord a Sud, non sono più solo teatro di coltivazioni e tradizione. Sempre più spesso diventano campo di battaglia contro la proliferazione incontrollata di piccioni domestici e corvidi (cornacchie, gazze, ghiandaie). Una situazione che, anno dopo anno, si traduce in danni economici pesanti per gli agricoltori e in rischi sanitari per cittadini e animali.</p>
<h2 >Lombardia: una piaga fuori controllo per troppi anni</h2>
<p >Dopo anni di gestione frammentata a livello provinciale e proroghe temporanee, la Regione Lombardia ha finalmente approvato un Piano di controllo quinquennale (2025–2029) per piccioni e corvidi.</p>
<p >Il piano prevede la cattura o l’abbattimento controllato di 220.000 piccioni e 48.700 corvidi all’anno, con la possibilità di aumentare questi numeri del 10% in base alle esigenze locali.</p>
<p >«In dieci anni, corvi e piccioni hanno provocato danni per oltre 3,5 milioni di euro in Lombardia, considerando solo i casi indennizzati», spiega Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia.</p>
<p >La mancanza di una linea regionale ha reso inefficaci gli interventi locali, portando a una vera e propria invasione in molte aree rurali. Le specie bersaglio (cornacchia grigia, gazza, ghiandaia e piccione domestico) colpiscono colture fin dalla semina, e non si fermano neanche in fase di maturazione.</p>
<p >Ma non è solo l’agricoltura a soffrire: fienili, magazzini e stalle diventano ricettacoli di contaminazioni, mentre il decoro urbano e la salute pubblica vengono messi a rischio.</p>
<p >Province più colpite (2023):</p>
<ul>
<li >Piccioni: Pavia (55.726 €), Mantova (37.029 €), Milano (28.313 €)</li>
<li >Corvidi: Mantova (237.588 €), Cremona (124.858 €), Pavia (45.861 €)</li>
</ul>
<p >Si tratta di numeri che fotografano solo la punta dell’iceberg: molti danni non vengono nemmeno segnalati o rimborsati. Da qui la necessità, sottolineata da Confagricoltura, di una strategia centralizzata ed efficace.</p>
<h2 >Piemonte: una ripartenza necessaria dopo anni di stallo</h2>
<p >Anche in Piemonte, in particolare nella zona di Vercelli e Biella, la pressione dei corvidi è diventata insostenibile. Le specie più problematiche sono la gazza e la cornacchia grigia, che colpiscono in modo mirato mais e cereali autunno-vernini, spesso in fasi delicate della crescita.</p>
<p >Negli ultimi anni, però, le misure di contenimento erano ferme al piano scaduto nel 2017. Questo ha lasciato scoperti per troppo tempo gli agricoltori, che si sono trovati soli a fronteggiare un problema in crescita.</p>
<p >Finalmente, grazie alla spinta di Confagricoltura Vercelli-Biella, è stato approvato il Piano di contenimento corvidi 2025–2029 da parte della Provincia di Biella.</p>
<p >Con questo nuovo strumento sarà possibile riprendere attività di controllo organizzate, che includono:</p>
<ul>
<li >Prelievi mirati</li>
<li >Metodologie dissuasive</li>
<li >Monitoraggio delle popolazioni</li>
</ul>
<p >Il messaggio è chiaro: non si tratta di sterminio indiscriminato, ma di riportare le popolazioni a una densità ecologicamente sostenibile, riducendo al minimo l’impatto su colture, ecosistemi e biodiversità.</p>
<p >Anche Coldiretti Torino ha lanciato l’allarme: danni da piccioni per 5 milioni di euro all’anno, con problemi gravi legati non solo alla distruzione delle colture, ma anche alla contaminazione di mangimi con deiezioni e parassiti, tra cui la pericolosa zecca molle Argas reflexus.</p>
<h2 >Altre Regioni in movimento</h2>
<p ><strong>Emilia-Romagna</strong></p>
<p >Dal 2023 è in vigore un piano regionale quinquennale per il contenimento delle stesse specie, con riscontri positivi in termini di riduzione dei danni.</p>
<p ><strong>Veneto</strong></p>
<p >Dal 2021 al 2025 è attivo un piano che combina metodi ecologici (dissuasori, falconeria, reti) e interventi selettivi autorizzati con armi da fuoco.</p>
<p ><strong>Toscana</strong></p>
<p >Negli ultimi 20 anni, grazie a un sistema efficace di controllo e prevenzione, i danni da corvidi sono calati drasticamente: da oltre 100.000 euro a circa 15–20.000 euro l’anno.</p>
<h2 >Conclusione</h2>
<p >Il problema dei piccioni e dei corvidi non è un caso isolato. Lombardia e Piemonte sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che interessa tutta Italia, con danni economici e ambientali reali.</p>
<p >L’attivazione di piani strutturati e scientifici rappresenta una svolta necessaria per riportare equilibrio tra agricoltura e fauna. Le Regioni che si stanno muovendo in tempo, stanno già vedendo risultati. Quelle in ritardo, rischiano di pagarla cara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p ><em>Autore: Rachele Callegari<br />
</em></p>
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