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	<title>decreto - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Feb 2025 13:45:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>decreto - Grano Italiano</title>
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		<title>BISOGNA FARE PRESTO!</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/fare-presto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 23:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il parere delle associazioni di agricoltori sul Decreto Siccità: Confagricoltura in Sicilia non è soddisfatta</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/fare-presto/">BISOGNA FARE PRESTO!</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torniamo a parlare del decreto del 23.12.2024, cosiddetto &#8220;Decreto Siccità&#8221;. Questo contiene le modalità di esecuzione del regolamento (UE) 2024/2675, allo scopo di fornire un sostegno finanziario di emergenza per le aziende agricole danneggiate da eventi climatici avversi. Pubblicato nel mese di gennaio, prevede l&#8217;erogazione di ristori ad aziende collocate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. L&#8217;obiettivo è compensare i danni subiti nel primo semestre nel 2024 a causa dell&#8217;eccezionale siccità. La nostra inchiesta sui pareri delle associazioni di agricoltori prosegue in Sicilia Qui abbiamo ascoltato le parole di Salvatore Massimino, produttore di grani autoctoni siciliani e presidente della sezione<em> Agricoltura Biologica</em> di Confagricoltura Catania. Il suo messaggio, oltre ai dubbi sull&#8217;entità dei sostegni e sui comuni ricompresi, è di fare presto, per consentire alle aziende siciliane di riprendersi il prima possibile.</p>
<h2>«Non c&#8217;è soddisfazione»</h2>
<p>Salvatore Massimino ci dichiara che gli agricoltori siciliani che rappresenta non possono ritenersi soddisfatti rispetto a quanto previsto nel decreto: «da parte nostra non c&#8217;è soddisfazione. La situazione in Sicilia è molto critica: si pensi che dai calcoli fatti dalla Regione Siciliana per i ristori previsti a livello regionale per la siccità che ha colpito le aziende cerealicole nella stagione 2023-2024, si erano identificati ben 390 comuni colpiti, dei quali il 60% con un calo di produzione dal 70 al 100%. Questo dato la dice lunga sulla gravità della situazione. Analizzando, però, le percentuali di danno evidenziate dall’ultimo decreto del Masaf ma soprattutto la lista dei comuni ivi inserita non riteniamo che sia stata data adeguata evidenza del problema che vivono le aziende siciliane».</p>
<h2>Bisogna fare presto</h2>
<p>Un rischio concreto che Massimino ci ricorda, poi, è che i contributi arrivino quando ormai le aziende non siano più attive: dopo un triennio molto difficile ed una stagione, l’ultima, disastrosa a causa della siccità, infatti, le aziende cerealicole siciliane sono al collasso. Con grandi difficoltà alcune aziende sono riuscite a sostenere le spese per l&#8217;avvio della stagione 24-25, altre hanno dovuto prendere la triste decisione di non seminare. Ci dichiara: «mi preme sottolineare che questi ristori dovrebbero arrivare con una certa tempestività, dal momento che le aziende colpite stanno fronteggiando le spese della nuova campagna sotto il peso degli ammanchi di quella precedente. Tanti hanno addirittura deciso di non seminare, anche perchè le condizioni meteorologiche, in alcune zone dell’areale catanese ad esempio, non sono state favorevoli almeno fino a dicembre, con precipitazioni poco significative».</p>
<p>E conclude: «ad ottobre 2024 sono state presentate le domande per i ristori previsti dalla Regione Siciliana con l’avviso pubblico del 30.09.2024, ristori da 66 a 132 euro/ ettaro per i produttori cerealicoli, in base al danno di produzione subito. Questi importi, che non sono ancora stati elargiti, se cumulati con i ristori del Decreto Siccità rappresenterebbero un sollievo per le aziende che hanno subito i maggiori danni, consentendo, infatti, di coprire quantomeno le spese vive della scorsa campagna».</p>
<h2>Mancano tanti comuni danneggiati</h2>
<p>Infine, un problema da chiarire celermente e prioritariamente è quello della lista dei comuni colpiti dalla siccità e, quindi, per i quali è prevista l&#8217;erogazione del sostegno stabilito dal Ministero. Salvatore Massimino ha verificato la selezione dei comuni, confrontandola con quelli indicati dalla Regione Siciliana con l’avviso prot 176526 del 30.09.2024 e ci dichiara: «ho verificato l’elenco dei comuni e ne mancano davvero tanti per la Regione Sicilia. Alcuni comuni considerati in lista rossa (ovvero che hanno subito un danno del 100%) nell’avviso pubblico della Regione Siciliana, non sono ricompresi nel decreto del 23-12-2024 prot. 675528 del Ministero.</p>
<p>Per fare un po’ di numeri, i comuni inseriti nell’avviso per la siccità della Regione Siciliana, ammontano ad un totale di 390. Di contro, invece, il decreto del Masaf 0675528 del 23.12.2024, che attinge dalla riserva di crisi della PAC, ha previsto appena 204 comuni siciliani. Circa 190 comuni non ricompresi e per i quali chiediamo urgenti ricalcoli in merito».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a href="https://granoitaliano.eu/siccità-intesa/" target="_blank" rel="noopener">Leggi le dichiarazioni di un&#8217;altra associazione di agricoltori sul Decreto Siccità</a>.</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>D.M. SICCITA&#8217;: MA QUALE INTESA?</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/siccita-intesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 23:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
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		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il parere delle associazioni di agricoltori sul Decreto Siccità 2024</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/siccita-intesa/">D.M. SICCITA&#8217;: MA QUALE INTESA?</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) ha pubblicato il decreto del 23.12.2024 che contiene le modalità di esecuzione del regolamento (UE) 2024/2675, allo scopo di fornire un sostegno finanziario di emergenza per le aziende agricole danneggiate da eventi climatici avversi. Parliamo del cosiddetto &#8220;Decreto Siccità&#8221; che, in base all&#8217;ultima intesa, prevede l&#8217;erogazione di ristori ad aziende collocate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia per compensare i danni subiti nel primo semestre nel 2024 a causa dell&#8217;eccezionale siccità.</p>
<p>L&#8217;importo complessivo dei ristori è di 112,2 milioni di euro, a disposizione di quelle aziende che hanno subito un danno superiore al 30% in termini di perdita di produzione. Il livello di riferimento è quello degli standard di produttività, rispetto al quale ogni azienda si potrà collocare nella fascia di calo produttivo tra il 30 e il 50%, tra il 50 e il 70% e oltre il 70%. Ad ogni fascia si applicherà un diverso coefficiente per calcolare il valore del ristoro; le superfici considerate sono quelle investite a seminativo e presenti nel fascicolo aziendale alla data del 15 maggio 2024. Il Ministero ha affidato agli organismi pagatori il compito di occuparsi dell&#8217;istruttoria, con procedure amministrative ridotte e pagamenti automatici: questi ultimi dovranno essere effettuati entro il 30 aprile 2025.</p>
<p>Il Ministero ha pubblicato l&#8217;elenco dei comuni che sono stati individuati all&#8217;interno delle aree colpite, entro cui dovranno rientrare le aziende che potranno ricevere il sostegno.</p>
<p>Ma cosa ne pensano le associazioni di agricoltori? Abbiamo chiesto il parere ai sindacati locali di alcune regioni identificate nel decreto: abbiamo raccolto numerosi dubbi e tanta incertezza, oltre allo sconcerto derivante dalla mancanza, nella lista dei comuni, di aree effettivamente colpite da elevati danni per siccità.</p>
<h2>Decreto siccità: ma quale intesa?</h2>
<p><strong>Emilio Vesia, Presidente Regionale Basilicata LiberiAgricoltori</strong>, ci tiene a sottolineare che la sua associazione ha denunciato, prima in assoluto, la gravità del problema siccità già nel marzo 2024,  chiedendo alle istituzioni immediate azioni per impedire il peggio. Emilio Vesia ci racconta: «avevamo aziende in zone interne dove i semi non erano nemmeno germinati per la assoluta secchezza e aridità del terreno. C’erano allevamenti allo stato brado, che avevano difficoltà di pascolamento. Gli allevatori alle stalle non se la passavano certo meglio, con l&#8217;aumento dei costi del fieno e della paglia. Avevamo visto lungo, ma avevamo paura che quello fosse solo l&#8217;inizio. Sempre abbiamo chiesto il confronto e il supporto delle Istituzioni ma, a livello regionale, non abbiamo avuto una risposta celere e fattiva come ci aspettavamo».</p>
<p>Il commento del Presidente Regionale Basilicata LiberiAgricoltori sul decreto non è positivo: «Noi agricoltori lucani ci chiediamo quando sia stata effettivamente raggiunta l&#8217;intesa di cui parla il  DM e come mai le Regioni abbiano accettato il contenuto. Infatti, è palese il trattamento discriminante che si è creato a livello territoriale, con comuni che nulla hanno avuto a che fare con la calamità ma con una semplice cattiva annata e che sono rientrati nel decreto, mentre altri comuni che hanno subito pesantemente gli effetti calamitosi ne sono rimasti fuori. Ad esempio, un comune lucano è rientrato con il 70% del danno, mentre a quelli limitrofi non è riconosciuto un calo produttivo di nemmeno il 30%».</p>
<h2>Discriminazione nelle colture ammesse</h2>
<p>Oltre a ritenere alquanto anomale le scelte territoriali presenti nel decreto, Emilio Vesia ci dichiara che l&#8217;associazione LiberiAgricoltori si sarebbe aspettata di poter almeno ricevere una prima visione della bozza, per analizzarla con gli occhi di chi vive i campi e conosce il territorio. E aggiunge: «abbiamo anche portato all&#8217;attenzione degli Assessorati un&#8217;altra importante discriminazione, questa volta sulle colture: alcune sono inspiegabilmente escluse, altre ammesse, e non capiamo secondo quale ratio il Ministero le abbia individuate. È il caso, ad esempio, del favino e del trifoglio, colture molto vocate e molto estesamente coltivate nell&#8217;areale meridionale anche per via delle rotazioni imposteci dalla UE».</p>
<p>L&#8217;associazione LiberiAgricoltori, per voce del Presidente lucano Emilio Vesia, chiede chiarezza e ha sollecitato una risposta istituzionale, ottenendo di incontrare l&#8217;Onorevole La Pietra per discuterne nel dettaglio. In particolare, tanti dubbi sono anche riferiti alla possibilità di cumulo di questi ristori con i sostegni previsti da altre misure, ad esempio Agricat. L&#8217;associazione chiede, dunque, una revisione puntuale, nonostante i tempi strettissimi richiesti dalla rendicontazione alle UE.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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