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	<title>droni - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Mar 2026 15:06:25 +0000</lastBuildDate>
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	<title>droni - Grano Italiano</title>
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	<item>
		<title>UN&#8217;INTESA CHE SEMPLIFICA LA PAC</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/intesa-semplifica-la-pac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 15:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[AGEA]]></category>
		<category><![CDATA[Agrifoto]]></category>
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		<category><![CDATA[controlli]]></category>
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		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AGEA e Friuli Venezia Giulia firmano un protocollo per migliorare la gestione dei contributi</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/intesa-semplifica-la-pac/">UN&#8217;INTESA CHE SEMPLIFICA LA PAC</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="83" data-end="516">La gestione della <strong data-start="101" data-end="118">PAC 2023-2027</strong> passa sempre di più attraverso strumenti digitali, integrazione dei dati territoriali e nuove tecnologie per i controlli. In questa direzione va il <strong data-start="267" data-end="375">protocollo d’intesa firmato il 10 marzo 2026 a Trieste tra Agea, OPR FVG e Regione Friuli Venezia Giulia</strong>, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione istituzionale e migliorare l’efficienza amministrativa nella gestione degli aiuti agricoli.</p>
<p data-start="518" data-end="834">L’accordo coinvolge <strong data-start="538" data-end="589">Agea – Agenzia per le erogazioni in agricoltura</strong>, l’<strong data-start="593" data-end="661">Organismo Pagatore Regionale del Friuli Venezia Giulia (OPR FVG)</strong> e la <strong data-start="667" data-end="762">Regione autonoma FVG – Servizio sviluppo rurale e Autorità di gestione del PS PAC 2023-2027</strong>, con il supporto delle strutture <strong data-start="796" data-end="833">Agea Coordinamento e Agea Digital</strong>.</p>
<p data-start="836" data-end="1109"><strong data-start="836" data-end="927">Il punto centrale è la semplificazione delle procedure e il miglioramento dei controlli</strong>, attraverso lo scambio di dati, l’utilizzo di nuove tecnologie e la sperimentazione di strumenti digitali avanzati che possano rendere più efficiente l’erogazione dei fondi europei.</p>
<h2 data-section-id="15seqb" data-start="1116" data-end="1168">Un’alleanza istituzionale per modernizzare la PAC</h2>
<p data-start="1170" data-end="1385">Secondo la Regione Friuli Venezia Giulia, l’intesa rappresenta un passaggio strategico per accelerare la modernizzazione della gestione della PAC e rafforzare la capacità operativa dell’organismo pagatore regionale. L’assessore alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche <strong data-start="1448" data-end="1467">Stefano Zannier</strong>, ha definito l’accordo <strong data-start="1490" data-end="1518">“un’alleanza strategica”</strong> per rendere più efficiente il sistema.</p>
<p data-start="1559" data-end="1955">Come ha spiegato lo stesso assessore, l’obiettivo è «<strong data-start="1611" data-end="1954">accelerare la modernizzazione dei processi legati alla PAC e rafforzare la capacità operativa dell’Organismo Pagatore Regionale: più scambio di dati, più standard comuni e test sul campo di strumenti come droni e applicazioni digitali, con l’obiettivo di garantire controlli più mirati e una gestione più rapida a beneficio delle aziende»</strong>.</p>
<p data-start="1957" data-end="2117">Nel concreto, il protocollo punta a creare <strong data-start="2000" data-end="2042">sinergie operative tra amministrazioni</strong> attraverso la condivisione di procedure, strumenti informatici e know-how.</p>
<p data-start="2119" data-end="2333">Zannier ha sottolineato: «<strong data-start="2155" data-end="2332">per l’agricoltura del nostro territorio l’intesa punta a creare sinergie operative e una cooperazione strutturata basata su condivisione di procedure, strumenti e know how»</strong>. <strong data-start="2335" data-end="2411">La collaborazione mira quindi a ridurre tempi e complessità burocratiche</strong>, un tema particolarmente sentito dalle aziende agricole che devono confrontarsi ogni anno con le procedure della domanda PAC.</p>
<h2 data-section-id="1w0uz4i" data-start="2544" data-end="2592">Dati territoriali, droni e IA per i controlli</h2>
<p data-start="2594" data-end="2725">Uno degli elementi più innovativi dell’accordo riguarda <strong data-start="2650" data-end="2724">l’uso di nuove tecnologie nella gestione e nei controlli dei fondi PAC</strong>. Tra gli ambiti operativi prioritari individuati dal protocollo figurano:</p>
<ul data-start="2801" data-end="3531">
<li data-section-id="nanket" data-start="2801" data-end="2919">
<p data-start="2803" data-end="2919">la creazione di <strong data-start="2819" data-end="2861">nuovi tematismi territoriali regionali</strong> integrabili con la Carta nazionale degli usi del suolo;</p>
</li>
<li data-section-id="1vn92ja" data-start="2920" data-end="3005">
<p data-start="2922" data-end="3005">l’acquisizione di <strong data-start="2940" data-end="3002">strati informativi territoriali prodotti da altri soggetti</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="16x7qr0" data-start="3006" data-end="3110">
<p data-start="3008" data-end="3110">l’impiego di <strong data-start="3021" data-end="3053">droni per rileva</strong><strong data-start="3021" data-end="3053">menti mirati</strong>, anche finalizzati all’erogazione di aiuti e indennità;</p>
</li>
</ul>
<ul data-start="2801" data-end="3531">
<li data-section-id="kjxjxe" data-start="3111" data-end="3271">
<p data-start="3113" data-end="3271">una <strong data-start="3117" data-end="3182">iniziativa pilota sulla rilevazione delle superfici a pascolo</strong> con possibile passaggio dal sistema pro-rata a quello della “superficie calpestabile”;</p>
</li>
<li data-section-id="9pq6n5" data-start="3272" data-end="3390">
<p data-start="3274" data-end="3390">il contributo allo sviluppo dell’<strong data-start="3307" data-end="3339">AMS – Area Monitoring System</strong>, basato su algoritmi e monitoraggio satellitare;</p>
</li>
<li data-section-id="1t4wznq" data-start="3391" data-end="3442">
<p data-start="3393" data-end="3442">sperimentazioni sull’uso dell’<strong data-start="3423" data-end="3439">app Agrifoto</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1nagzpm" data-start="3443" data-end="3531">
<p data-start="3445" data-end="3531">lo sviluppo di <strong data-start="3460" data-end="3530">modelli di intelligenza artificiale per elaborazioni cartografiche</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3533" data-end="3762"><strong data-start="3533" data-end="3605">La digitalizzazione dei controlli è uno dei pilastri della nuova PAC</strong>, che punta a utilizzare dati satellitari, immagini georeferenziate e strumenti digitali per verificare le superfici agricole e ridurre i controlli in campo. Su questo tema si è già concentrato l’approfondimento pubblicato su Grano Italiano, dedicato ai controlli PAC tramite immagini e fotografie georeferenziate (<a class="decorated-link" href="https://granoitaliano.eu/foto-controlli-pac/" target="_blank" rel="noopener" data-start="3933" data-end="3997">leggi l’articolo</a>).</p>
<p data-start="4001" data-end="4207">L’integrazione tra sistemi satellitari, droni e applicazioni digitali potrebbe, infatti, rendere <strong data-start="4096" data-end="4132">più rapidi e precisi i controlli</strong>, riducendo allo stesso tempo gli oneri amministrativi per gli agricoltori.</p>
<h2 data-section-id="zkrr35" data-start="4214" data-end="4264">Un sistema federato per la gestione degli aiuti</h2>
<p data-start="4266" data-end="4423">Il protocollo si inserisce anche nel percorso di riforma organizzativa portato avanti da Agea per rendere più efficiente il sistema degli organismi pagatori. Il direttore dell’Agenzia, <strong data-start="4452" data-end="4468">Fabio Vitale</strong>, ha sottolineato come la cooperazione tra istituzioni sia un passaggio fondamentale per migliorare l’efficienza amministrativa.</p>
<p data-start="4598" data-end="4951">Nelle sue parole: «<strong data-start="4623" data-end="4950">promuovere la cooperazione interistituzionale e la condivisione di dati, strumenti e risorse per l’efficienza amministrativa nell’ambito del sistema degli Organismi pagatori riconosciuti e degli altri soggetti coinvolti nella gestione della PAC, rafforza il cambio di paradigma che Agea sta portando avanti sul territorio»</strong>.</p>
<p data-start="4953" data-end="5016">Tra gli obiettivi indicati dal direttore dell’agenzia troviamo il <strong data-start="5020" data-end="5047">riutilizzo dei software</strong> per ridurre i costi di sviluppo di nuove soluzioni informatiche, la <strong data-start="5117" data-end="5164">tempestività delle procedure amministrative</strong>, la <strong data-start="5170" data-end="5203">semplificazione dei pagamenti</strong>, la <strong data-start="5209" data-end="5244">riduzione dei costi di gestione</strong> e l&#8217;introduzione di <strong data-start="5266" data-end="5290">controlli preventivi</strong> e strumenti antifrode.</p>
<p data-start="4953" data-end="5016">Secondo Vitale, l&#8217;obiettivo è «<strong data-start="5331" data-end="5435">creare un modello federato per realizzare un sistema operativo di eccellenza»</strong>.</p>
<h2 data-section-id="w8wel8" data-start="5443" data-end="5492">Il contesto agricolo del Friuli Venezia Giulia</h2>
<p data-start="5494" data-end="5649">L’accordo assume particolare rilevanza in una regione dove <strong data-start="5553" data-end="5648">la gestione efficiente dei fondi PAC è cruciale per la competitività delle aziende agricole</strong>.</p>
<p data-start="5651" data-end="5816">Il Friuli Venezia Giulia presenta, infatti, una forte vocazione agricola, con una produzione che spazia dalla viticoltura alla zootecnia, fino alle colture cerealicole. Anche il <strong data-start="5827" data-end="5853">frumento tenero e duro</strong> rappresentano una componente significativa delle rotazioni colturali regionali, soprattutto nelle aree di pianura della provincia di Udine e Pordenone. In queste zone il grano è spesso inserito in sistemi colturali che comprendono mais, soia e altre colture industriali.</p>
<p data-start="6124" data-end="6293"><strong data-start="6124" data-end="6209">Per i cerealicoltori la PAC rappresenta una voce importante del reddito aziendale</strong>, soprattutto attraverso i pagamenti diretti e gli interventi dello sviluppo rurale. Proprio per questo <strong data-start="6314" data-end="6414">la semplificazione delle procedure e la rapidità nei pagamenti sono temi centrali per il settore</strong>, in un contesto in cui i margini economici della cerealicoltura sono  compressi dall’aumento dei costi di produzione e dalla volatilità dei mercati di sbocco.</p>
<h2 data-section-id="1xbrwit" data-start="6576" data-end="6627">Verso la fine della programmazione PAC 2023-2027</h2>
<p data-start="6629" data-end="6746">Il protocollo firmato a Trieste avrà validità fino alla conclusione dell’attuale periodo di programmazione della PAC. Le attività previste saranno sviluppate attraverso <strong data-start="6799" data-end="6835">successive convenzioni attuative</strong>, che definiranno nel dettaglio i progetti e le sperimentazioni da avviare. Il coordinamento sarà affidato <strong data-start="6943" data-end="6981">ai direttori delle parti coinvolte</strong>, con la nomina di referenti dedicati per la gestione operativa delle iniziative.</p>
<p data-start="7064" data-end="7288"><strong data-start="7064" data-end="7169">L’obiettivo finale è costruire un sistema più efficiente e integrato nella gestione dei fondi europei</strong>, capace di migliorare i controlli e allo stesso tempo semplificare il rapporto tra amministrazione e imprese agricole. Per gli agricoltori, in particolare i cerealicoltori, il successo di questo percorso si misurerà soprattutto su due aspetti concreti: <strong data-start="7432" data-end="7481">pagamenti più rapidi e procedure più semplici</strong>. Un traguardo che, se raggiunto, potrebbe contribuire a rendere più stabile e competitivo il settore agricolo regionale nei prossimi anni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>PREVISIONI DI PRECISIONE IN PUGLIA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/previsioni-di-precisione-in-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 23:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[mappe di resa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CREA-CI Foggia: digitalizzazione, breeding e previsioni di resa nel progetto Grano.it</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La digitalizzazione della filiera del frumento duro non è più un tema teorico o confinato alla ricerca accademica: al CREA Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia sta diventando un’infrastruttura operativa che integra immagini satellitari, mappe di vigore (es. NDVI), droni e modelli di intelligenza artificiale. La visita di Grano Italiano presso la sede pugliese e l’intervista a Pasquale De Vita, responsabile del centro, hanno messo in luce un cambio di paradigma: dalla raccolta del dato alla sua traduzione in decisione agronomica, con un cambio di scala dalla parcella al campo e poi al territorio.</p>
<h2><strong>Agricoltura digitale come asse strategico del CREA</strong></h2>
<p>Il progetto Grano.it non nasce in modo isolato. Come spiega De Vita, «si inserisce all’interno della tematica dell’agricoltura &#8220;digitale&#8221; del documento di visione strategica del CREA, uno dei due assi su cui si fondano le attività di ricerca e progettuali».</p>
<p>Il finanziamento arriva dal MIMIT e coinvolge, oltre al CREA, la società Digimat di Matera, specializzata nell’elaborazione di immagini satellitari. La parola chiave è chiara: digitalizzazione. Non solo delle pratiche agronomiche, ma anche del programma di breeding e dell’intera filiera cerealicola.</p>
<p>L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare la previsione delle rese di frumento duro su scala territoriale, dall&#8217;altro rafforzare la selezione varietale attraverso strumenti di fenotipizzazione avanzata.</p>
<h2><strong>Fenotipizzazione in campo e droni per il breeding</strong></h2>
<p>Una prima linea di attività riguarda il miglioramento genetico del frumento duro e si sviluppa su scala parcellare, con il coinvolgimento diretto di agricoltori e ditte sementiere. Qui la digitalizzazione è applicata al breeding, cioè alla selezione di nuove varietà più performanti e resilienti. “Abbiamo una flotta di droni equipaggiata con camere multi e iper spettrali: scansioniamo le parcelle con cadenza settimanale per seguire l’evoluzione della coltivazione”, spiega De Vita (si vedano le foto di seguito).</p>
<p>La sensoristica consente confronti puntuali tra parcelle sottoposte a differenti condizioni agronomiche, ad esempio con o senza concimazione azotata. «Questo ci aiuta a selezionare le varietà che, sulla base di questi indici, sono più o meno performanti».</p>
<p>La digitalizzazione diventa così strumento di fenotipizzazione ad alta processività in pieno campo: non più soltanto rilievi visivi tradizionali, ma acquisizione sistematica di dati multispettrali integrati con parametri produttivi. Il risultato è un’accelerazione dei processi decisionali nel breeding e una maggiore accuratezza nella valutazione varietale.</p>

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<h2><strong>Dalle immagini Sentinel alle previsioni di resa sul Tavoliere</strong></h2>
<p>La seconda linea di attività si sviluppa invece su scala territoriale e riguarda la stima delle produzioni di frumento duro attraverso immagini satellitari e modelli di intelligenza artificiale, in collaborazione con Digimat di Matera. «Raccogliamo ed elaboriamo immagini satellitari per fare stime di produzione: ad oggi, sono effettuate sulla base dell’esperienza dei tecnici attraverso contatti periodici, definite sulla base dell’andamento meteorologico ma non basati su dati scientifici».</p>
<p>Il salto è evidente: dalla previsione “esperienziale” a un modello predittivo fondato su dati oggettivi. Le immagini utilizzate sono principalmente quelle della costellazione Sentinel, con  impiego dell’indice NDVI. Tuttavia, la prospettiva è ancora più ambiziosa: «già è disponibile una versione con la costellazione Prisma di satelliti che ha risoluzione molto più accurata e ha molte più bande, una sorta di iperspettrale. A breve avremo indici molto più informativi rispetto all’NDVI».</p>
<p>Il cuore metodologico sta nella calibrazione dei modelli di intelligenza artificiale. «Definiamo le previsioni calibrando modelli di Intelligenza Artificiale attraverso le mappe di resa che ci forniscono gli agricoltori coinvolti  nel progetto. Le mappe di resa, realizzate attraverso i sensori delle mietitrebbie, rappresentano il dato reale con cui confrontiamo ciò che emerge dalle immagini satellitari. I modelli &#8220;apprendono&#8221; fino ad avvicinarsi ad un dato di previsione più vicino a quello che si realizzerà».</p>
<p>Per un territorio come il Tavoliere, dove le superfici sono ampie e la volatilità produttiva incide sulle dinamiche di mercato e di stoccaggio, disporre di una previsione affidabile con mesi di anticipo rappresenta uno strumento strategico per l’intera filiera.</p>
<h2><strong>Il nodo delle mappe di resa: tecnologia disponibile, ma poco richiesta</strong></h2>
<p>C’è però un punto critico che frena il pieno sviluppo dell’agricoltura digitale: la scarsa diffusione delle mappe di resa. «Per il progetto ci servono le mappe di resa ma molti agricoltori non le richiedono, quindi il contoterzista in genere non riceve questa richiesta». Le tecnologie sono già presenti sulle mietitrebbie, ma spesso non vengono utilizzate in modo sistematico. Il limite, più che tecnico, è culturale ed economico: «Molti agricoltori non hanno ancora ben presente quale possa essere la ricaduta di avere la mappa di resa dei loro campi anno per anno».</p>
<p>Anche la distribuzione a rateo variabile rimane poco applicata. «Sulla corretta interpretazione agronomica delle mappe di resa serve ancora molta ricerca: sta a noi il compito di far comprendere all’agricoltore quale sia il vantaggio economico collegato. Solo così si potranno diffondere maggiormente». Il tema è strategico soprattutto per le filiere più sensibili come quella cerealicola: senza una raccolta continuativa e strutturata dei dati reali di campo, modelli previsionali e strategie agronomiche di precisione rischiano di restare strumenti incompleti, incapaci di generare pieno valore per le aziende.</p>
<h2><strong>Dall’esperienza AdP4Durum alla misura SRA24</strong></h2>
<p>Grano.it si innesta su un’esperienza precedente, il progetto pilota AdP4Durum finanziato dalla Regione Puglia. «Il progetto è durato 2 anni, su 250 ettari gestiti sfruttando tutte le tecnologie disponibili». Sensoristica per la variabilità del suolo, immagini satellitari, yield monitor: un laboratorio a cielo aperto che ha prodotto indicazioni concrete anche per le politiche regionali. «Il bando della regione per finanziare l&#8217;agricoltura di precisione (SRA24) è stato definito anche grazie a questi risultati».</p>
<p>Oggi la sfida è ulteriore: «È molto facile finanziare l’acquisto, ma altrettanto complesso è finanziare il risultato dell&#8217;applicazione delle tecnologie di precisione». Una frase che sintetizza il passaggio necessario: dalle macchine agli esiti misurabili in termini di efficienza e sostenibilità.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>DALLA MAPPA DI RESA ALLA DECISIONE AGRONOMICA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/dalla-mappa-di-resa-alla-decisione-agronomica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 23:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura di precisione]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[mappe di resa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=8209</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le potenzialità delle tecnologie di precisione nel frumento duro: dibattito al CREA CI di Foggia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 febbraio 2026, presso la Sala Convegni del CREA Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia, si è svolta la giornata di studio “Tecnologie di precisione nel frumento duro – Dalla misurazione dei dati alla decisione agronomica: le mappe di resa”, evento realizzato nell’ambito del progetto Grano.it (in alto una foto dell&#8217;evento). Un appuntamento tecnico-scientifico che ha messo al centro un tema decisivo per la competitività della cerealicoltura pugliese: come trasformare il dato raccolto in campo in una scelta agronomica concreta.</p>
<h2><strong>Il progetto </strong><strong>Grano.it</strong><strong> e l’innovazione di filiera</strong></h2>
<p>Il programma dei lavori ha visto, tra gli interventi, la presentazione del progetto Grano.it da parte di Fabio Fania (CREA-CI Foggia) e una relazione di Bruno Basso (Michigan State University) sulle mappe di stabilità di resa.</p>
<p>Il messaggio del progetto è chiaro: le mappe di resa non sono un semplice output della mietitrebbia, ma uno strumento decisionale. Consentono di:</p>
<ul>
<li>analizzare la variabilità intra-aziendale;</li>
<li>individuare aree a diversa produttività;</li>
<li>valutare l’efficienza delle pratiche agronomiche;</li>
<li>pianificare concimazioni e semine a rateo variabile;</li>
<li>ottimizzare costi e margini.</li>
</ul>
<p>Il vero salto, come emerso nel dibattito, è passare dalla “misurazione” alla “decisione”.</p>
<h2><strong>Tavola rotonda: politiche regionali e criticità operative</strong></h2>
<p>La tavola rotonda, moderata da Pasquale De Vita (responsabile della sede del CREA-CI di Foggia), ha visto la partecipazione di rappresentanti della Regione Puglia, del mondo agromeccanico, dei tecnici e delle organizzazioni di produttori.  Obiettivo del dibattito è stato portare il confronto anche sulla misura SRA24 del Complemento di Sviluppo Rurale della Regione Puglia, quindi sulle opportunità offerte dalla programmazione regionale per l’agricoltura di precisione. Su questo punto, infatti, resta un nodo strutturale: finanziare l’acquisto delle tecnologie è relativamente semplice; verificare l’effettiva applicazione e misurarne i risultati è molto più complesso.</p>
<p>Come sottolineato dallo stesso De Vita intervistato da Grano Italiano «oggi il tema non è più se adottare l’agricoltura di precisione, ma come renderla ordinaria, accessibile e realmente utile per le aziende». Per questo motivo, la giornata di studio ha rappresentato un momento di dialogo operativo tra ricerca, istituzioni e operatori.</p>
<h2><strong>Una sfida culturale prima che tecnologica</strong></h2>
<p>Il frumento duro rappresenta un pilastro dell’identità agricola pugliese. Oggi però competiamo in un contesto internazionale dove efficienza, sostenibilità e capacità di leggere i dati fanno la differenza. Le tecnologie ci sono. Le competenze anche. La domanda è: il sistema è pronto a fare un salto di scala? Per esempio, le mietitrebbie dotate di <em>yield monitor</em> (sensori di flusso per la misurazione della variabilità delle rese in campo) sono già presenti sul territorio, ma le mappe di resa spesso non vengono richieste dagli agricoltori. Senza questo dato reale, la costruzione di mappe di stabilità, piani di concimazione mirata e modelli previsionali perde efficacia.</p>
<p>La digitalizzazione, dunque, non è solo un tema di hardware o software, ma di consapevolezza economica. Occorre dimostrare che l’uso sistematico delle mappe di resa e delle immagini satellitari può generare un vantaggio competitivo misurabile, in termini di efficienza tecnica e riduzione dei costi.</p>
<p>La giornata del 23 febbraio ha ribadito proprio questo: la cerealicoltura del futuro sarà sempre più data-driven. La sfida non è raccogliere dati, ma interpretarli e trasformarli in decisioni agronomiche sostenibili e profittevoli. E per il Tavoliere, cuore del frumento duro italiano, questo passaggio non è più rimandabile.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<item>
		<title>I CONTROLLI PAC SI FARANNO COI DRONI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/controlli-pac-coi-droni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 23:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[AGEA]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partito il protocollo ENAC-AGEA per il controllo delle superfici agricole ai fini dei pagamenti PAC</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="263" data-end="699"><strong>I controlli sulle superfici agricole ammissibili ai pagamenti PAC entrano in una nuova fase. Con l’avvio operativo del protocollo tra AGEA ed ENAC, anche i droni diventano strumenti ufficiali di monitoraggio, affiancando i sistemi satellitari e digitali già in uso.</strong> L’obiettivo è rendere più rapidi, puntuali e oggettivi i controlli, soprattutto in aree complesse, migliorando al contempo la tempestività dei pagamenti agli agricoltori. Prosegue il percorso di digitalizzazione ed evoluzione dell&#8217;attività di AGEA, a partire dall&#8217;introduzione della Carta Nazionale dei Suoli (CNS).</p>
<h2 data-start="706" data-end="761">ENAC-AGEA: al via l’uso dei droni nei controlli PAC</h2>
<p data-start="763" data-end="1265"><strong>Il 16 gennaio si è svolta la prima riunione operativa del protocollo d’intesa tra <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura)</span></span> ed <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">ENAC (Ente Nazionale per l&#8217;Aviazione Civile)</span></span>, finalizzato all’impiego dei droni nel monitoraggio delle superfici agricole ammissibili agli aiuti della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">PAC</span></span></strong>.<br data-start="1080" data-end="1083" />L’iniziativa si inserisce nel percorso di innovazione già avviato da AGEA, che comprende la Carta Nazionale dell’Uso dei Suoli, l’Area Monitoring System (AMS) e il sistema di geotag.</p>
<p data-start="1267" data-end="1679">Inizialmente, i droni saranno utilizzati per supportare i ristori in caso di calamità naturali, per la mappatura di aree a rischio di illeciti ambientali e per i controlli legati alla Condizionalità. Quelle aree, come i pascoli montani, caratterizzate da una elevata complessità morfologica, riceveranno particolare attenzione. E&#8217; il caso anche di situazioni in cui sono da monitorare specifici interventi colturali, come le potature, oppure in cui le colture sono da monitorare in momenti specifici, ad esempio prima della raccolta.</p>
<h2 data-start="1686" data-end="1729">Dati più precisi e pagamenti più rapidi</h2>
<p data-start="1731" data-end="2055"><strong>Il progetto prevede la creazione di un polo interno dedicato ai droni all&#8217;interno dell&#8217;Agenzia, con formazione standardizzata a cura di ENAC. Centrale sarà anche l’integrazione tra la cartografia geospaziale sviluppata da AGEA e sistemi automatizzati, basati su intelligenza artificiale, applicati alle immagini raccolte dai droni.</strong></p>
<p data-start="2057" data-end="2548">«Questo incontro rappresenta un passaggio concreto verso la piena operatività dell’ultimo tassello tecnologico nel quadro del monitoraggio continuo delle superfici agricole nel SIAN &#8211; quale i droni &#8211; e si inserisce nel più ampio percorso di innovazione avviato da AGEA per rafforzare l’efficacia della mappatura continua del territorio e tempestività dei ristori, assicurando al contempo un utilizzo sempre più efficiente delle risorse pubbliche», afferma il direttore di AGEA, Fabio Vitale.</p>
<p data-start="2550" data-end="2999">Anche ENAC sottolinea il valore strategico dell’iniziativa. Il direttore generale Alexander D’Orsogna evidenzia: «L’avvio operativo della collaborazione ENAC–AGEA rappresenta un concreto passo in avanti nell’utilizzo regolato dei droni per finalità di interesse pubblico. L’impiego di mezzi a pilotaggio remoto nel monitoraggio agricolo non è una semplice sperimentazione tecnologica, ma un modello replicabile di cooperazione interistituzionale».</p>
<h2 data-start="3006" data-end="3070">Uso dei droni in agricoltura: cosa prevede oggi la normativa</h2>
<p data-start="3072" data-end="3471"><strong>In Italia l’impiego dei droni in ambito agricolo è regolato da ENAC in attuazione della normativa europea.</strong> Per pilotarli è necessario conseguire un attestato di competenza, con requisiti che variano in base al peso del mezzo e allo scenario operativo. Questi mezzi aerei possono essere utilizzati per rilievi in campo, monitoraggi colturali, mappature di vario tipo, anche a supporto alle decisioni agronomiche. A questi scopi, i droni possono essere dotati di telecamere che sono in grado di rilevare segnali e restituirli anche sotto forma di indici di vegetazione, con il vantaggio di una risoluzione maggiore rispetto alle immagini rilevate dai satelliti.</p>
<p data-start="3473" data-end="3817" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La distribuzione di prodotti in campo e sulle colture, invece, è soggetta a regole più stringenti: è ammessa solo in scenari specifici autorizzati, con valutazioni del rischio, mezzi certificati e operatori adeguatamente formati. Un ambito in evoluzione, che vede nei droni uno strumento promettente, ma ancora fortemente regolamentato.</p>
<p data-start="3473" data-end="3817" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Autore: Azzurra Giorgio</p>
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