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	<title>esportazioni - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Aug 2026 11:53:38 +0000</lastBuildDate>
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	<title>esportazioni - Grano Italiano</title>
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		<title>IMPORT: GIU&#8217; IL DURO, SU IL TENERO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/import-giu-il-duro-su-il-tenero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 11:53:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi cinque mesi del 2026 diminuiscono le importazioni italiane di grano duro, mentre crescono quelle di tenero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/import-giu-il-duro-su-il-tenero/">IMPORT: GIU&#8217; IL DURO, SU IL TENERO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le importazioni italiane di cereali, semi oleosi e farine proteiche restano sostanzialmente stabili in volume nei primi cinque mesi del 2026, ma registrano una sensibile diminuzione in valore. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento di Anacer, elaborato sulla base dei dati provvisori Istat.</p>
<p>Tra gennaio e maggio sono entrate in Italia complessivamente <strong>10,83 milioni di tonnellate</strong>, lo 0,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Più marcata la flessione in valore: <strong>3,51 miliardi di euro</strong>, con una riduzione del 7,9%.</p>
<h2>Duro in calo, cresce il tenero</h2>
<p>Per il frumento le dinamiche sono differenti. Le importazioni di <strong>grano duro</strong> sono scese a <strong>1,255 milioni di tonnellate</strong>, circa 54 mila tonnellate in meno rispetto ai primi cinque mesi del 2025, pari a una contrazione del 4,1%.</p>
<p>Ancora maggiore la diminuzione in termini monetari: gli acquisti di duro sono passati da 423,1 a <strong>347,6 milioni di euro</strong>, con un calo del 18%.</p>
<p>Direzione opposta per il <strong>grano tenero</strong>. Le quantità importate raggiungono <strong>2,796 milioni di tonnellate</strong>, quasi 106 mila tonnellate in più su base annua, con una crescita del 3,9%. Anche in questo caso, tuttavia, diminuisce il valore complessivo degli acquisti: da 676,4 a <strong>628,4 milioni di euro</strong>, pari al -7,1%.</p>
<p>Tra gli altri principali cereali spicca il mais, le cui importazioni scendono del 7,6% in quantità, attestandosi poco sotto i 3 milioni di tonnellate.</p>
<h2>Export, meno granella ma più farina</h2>
<p>Nei primi cinque mesi dell’anno diminuiscono anche le esportazioni del comparto cerealicolo italiano: <strong>2,064 milioni di tonnellate</strong>, il 4,5% in meno rispetto al 2025, per un valore di 2,43 miliardi di euro (-2,5%).</p>
<p>Il calo riguarda in particolare i cereali in granella, con 70 mila tonnellate esportate in meno, delle quali circa <strong>41 mila tonnellate di grano duro e 25 mila di tenero</strong>.</p>
<p>Crescono invece le esportazioni di <strong>farina di grano tenero</strong>, salite del 13,5% circa in quantità, da 147 mila a quasi 167 mila tonnellate. Aumentano del 2,7% anche i volumi esportati di pasta alimentare, mentre il relativo valore diminuisce dell&#8217;1,2%.</p>
<h2>Si riduce il deficit commerciale</h2>
<p>La combinazione tra minori esborsi per le importazioni e una flessione più contenuta degli introiti dell’export porta a un miglioramento del saldo valutario del settore. Il deficit passa infatti da <strong>1,32 miliardi di euro nei primi cinque mesi del 2025 a 1,08 miliardi nel 2026</strong>, riducendosi di circa 238 milioni.</p>
<p>Anacer ricorda tuttavia che questi dati seguono l’anno solare: per valutare correttamente i flussi commerciali cerealicoli è necessario considerare la campagna di commercializzazione agricola, compresa tra <strong>1° luglio e 30 giugno</strong>.</p>
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		<title>IL TENERO FA LA MOSSA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/il-tenero-fa-la-mossa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 14:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[frumenti di forza]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[granaria]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[trade]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercati sempre depressi, ma il tenero potrebbe risvegliarsi</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/il-tenero-fa-la-mossa/">IL TENERO FA LA MOSSA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche dalla Granaria di Milano arrivano brutte notizie per il grano duro, che perde altri euro, mentre ne guadagna il frumento tenero. Purtroppo l&#8217;apprezzamento non avviene per una ripresa della domanda ma per l&#8217;effetto combinato dei costi della logistica e di quelli valutari. Insomma, una mossa più che un reale movimento del prezzo. Scarica il <a href="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/listino-della-granaria-del-19-maggio-2026.pdf">listino della granaria del 19 maggio 2026</a>. Qualche movimento è atteso proprio sul fronte del tenero nelle prossime giornate, mentre per il duro si guarda ai raccolti internazionali. Da Foggia, la società di analisi Areté fa sapere, in occasione dei Durum Day, che continua a pesare l&#8217;aumento produttivo registrato dai principali paesi produttori nello scorso anno e in generale il surplus di scorte che hanno depresso i prezzi.</p>
<p>La produzione europea è prevista in calo, mentre quella italiana è stimata in aumento (<a href="https://granoitaliano.eu/produzione-di-duro-5/" target="_blank" rel="noopener">leggi l&#8217;articolo</a>). Si attende un aumento produttivo in Nord Africa e un calo  in Nord America per via di minori aree e di rese inferiori ai livelli elevati 2025/26, ma si teme soprattutto un aumento produttivo in Turchia grazie a rese favorevoli che più che compensano il calo delle superfici. Insomma, resta abbondanza di durum sui mercati e quindi di ribassi nelle quotazioni.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9111" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato.jpg" alt="" width="960" height="540" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato.jpg 960w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-300x169.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-768x432.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-370x208.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-270x152.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-570x321.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-740x416.jpg 740w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9112" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-2.jpg" alt="" width="960" height="540" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-2.jpg 960w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-2-300x169.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-2-768x432.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-2-370x208.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-2-270x152.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-2-570x321.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/05/Arete_DurumDays_2026_05_19_FINAL3-trascinato-2-740x416.jpg 740w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Intanto, Italmopa, sempre da Foggia, fa sapere che «il confronto permanente e costruttivo tra le parti appare ormai indispensabile per una filiera che opera in un contesto aperto, globale e pertanto fortemente concorrenziale dal quale non si può in alcun modo prescindere o derogare attraverso ipotesi avventurose” ha evidenziato Martinelli “In questo contesto, appare prioritario l’obiettivo della crescita della competitività dell’intera filiera nazionale e di tutti gli attori che la compongono attraverso risposte concrete a quelle che sono le criticità strutturali del sistema che ci portiamo dietro da decenni. A fronte di queste criticità, sono state sinora privilegiate risposte estemporanee &#8211; e che, come prevedibile, non hanno raggiunto gli scopi che esse si prefiggevano &#8211; piuttosto che un approccio organico e condiviso da tutte le parti.</p>
<p>Questioni di assoluta rilevanza, quale quello del necessario miglioramento della qualità media della produzione nazionale nell’ottica di una valorizzazione della stessa, sono state, infatti, sempre colpevolmente sottovalutate o addirittura negate da importanti componenti della filiera. La quotazione, nella CUN recentemente istituita, del grano duro fino proteico e alto proteico, proposta formulata e fortemente voluta da Italmopa, costituisce indubbiamente una prima risposta a questa esigenza» dichiara il presidente Vincenzo Martinelli.</p>
<p class="p1">«In ogni modo” conclude il Presidente Italmopa «la nostra Associazione e le nostre Aziende, così come nel passato, sono particolarmente interessate a promuovere ogni iniziativa che possa, in maniera pragmatica, rilanciare una filiera che è e deve rimanere un simbolo del Made in Italy alimentare».<i></i></p>
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