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	<title>filiera corta - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
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	<title>filiera corta - Grano Italiano</title>
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		<title>GRANI ANTICHI: BISOGNA SAPERCI FARE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/grani-antichi-bisogna-saperci-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 22:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[filiera corta]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[grani antichi]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le varietà cosiddette "antiche" necessitano di adeguate tecniche agronomiche e sistemi economicamente sostenibili</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/grani-antichi-bisogna-saperci-fare/">GRANI ANTICHI: BISOGNA SAPERCI FARE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="742" data-end="1303">E&#8217; ormai noto, almeno nel pubblico di professionisti del settore, che i frumenti &#8220;antichi” offrano una interessante via d’integrazione agricola ed alimentare. Questo non in quanto siano migliori rispetto alle varietà attuali in ogni senso, ma perché <strong>rappresentano una scelta di varietà diversificate, spesso più adatte a sistemi agricoli sostenibili, oltre che a produzioni che valorizzano la qualità, il gusto e l’identità territoriale</strong>. <strong>È fondamentale, tuttavia, approcciarli con realismo</strong>: non sono la panacea per tutte le problematiche alimentari, né tanto meno sono adatte a soggetti affetti da celiachia: possono, però, contribuire a una dieta varia e a modelli agricoli più rispettosi del suolo. Come vedremo in questo articolo, infine, non basta che il frumento sia &#8220;antico&#8221; per ottenere risultati superiori: è importante che sia coltivato, macinato e trasformato con le tecniche più adeguate.</p>
<h2 data-start="742" data-end="1303">Composizione dei frumenti antichi</h2>
<p data-start="742" data-end="1303">Dal punto di vista dei composti chimici che possiamo ritrovare nella granella dei frumenti &#8220;antichi&#8221;, vi sono differenze rispetto alle varietà più attuali che, però, <strong data-start="785" data-end="801">non sono univoche</strong> e dipendono da specie, genotipo e condizioni ambientali. Ad esempio, in letteratura vi sono lavori che riportano la presenza di più composti bioattivi (carotenoidi, polifenoli) e micronutrienti in einkorn/emmer rispetto a frumenti moderni; trial clinici mostrano segnali su infiammazione e profili metabolici, ma il quadro non è definitivo. Vi è, sicuramente, un punto fermo relativo alle caratteristiche del glutine: seppure con un profilo diverso, esso è presente all&#8217;interno della granella, rendendo i derivati da questi frumenti altrettanto non adatti ai celiaci, così come per le cultivar attuali.</p>
<h2 data-start="742" data-end="1303">Qualità tecnologiche</h2>
<p data-start="1345" data-end="1827">Dal punto di vista tecnologico, in particolare nei grani duri moderni, il lavoro di selezione e le tecniche di gestione agronomica hanno progredito in ottica di aumento di resa e irrobustimento del glutine, <strong>per migliore tenuta e lavorabilità, quindi qualità costante della pasta</strong>. Le varietà antiche, invece, mostrano mediamente glutine meno tenace e proteine più variabili. Sono, quindi, ottime per prodotti come pane e pasta “di territorio”, in particolare se si procede ad adattare impasti (idratazione, lievitazioni lunghe) e moliture che preservano i pigmenti. Si tratta, quindi, non tanto di soluzioni migliori o peggiori, ma di stili di produzione e consumo differenti.</p>
<h2 data-start="1345" data-end="1827">Accortezze agronomiche</h2>
<p data-start="1856" data-end="2454">Cosa vuol dire saper coltivare bene i grani &#8220;antichi&#8221; e quali tecniche agronomiche è bene impiegare, perchè più adeguate e rispettose delle potenzialità di questi frumenti?. E&#8217; bene partire dal fatto che molti frumenti &#8220;antichi&#8221; sono <strong data-start="1884" data-end="1902">alti di taglia</strong>, quindi più esposti ad allettamento, e in grado di offrire <strong data-start="1938" data-end="1956">rese inferiori</strong>. In cambio, però, essi sono caratterizzati da una certa <strong data-start="1938" data-end="1956">rusticità e dall&#8217;adattamento a condizioni di input ridotti</strong>, quindi a regimi di coltivazione biologica o sistemi a basso apporto di azoto.</p>
<p data-start="1856" data-end="2454">Diventa chiave, quindi, la <strong>coerenza agro-ambientale</strong>: è fortemente consigliato alternare i cereali con altre colture (leguminose, erbacee da sovescio) per mantenere la fertilità del suolo e ridurre gli inoculi di patogeni e le infestanti. Ad esempio, vi sono filiere minori di grani antichi in cui viene richiesto un ciclo minimo triennale di rotazione. Anche la densità di semina è caratteristica, così come le concimazioni devono essere più mirate rispetto agli standard, in considerazione del genotipo con cui si sta lavorando e del microclima locale.</p>
<h2 data-start="1856" data-end="2454">La giusta strategia</h2>
<p data-start="1856" data-end="2454"><strong>Anche lavorazione e trasformazione sono peculiari</strong>. Poiché alcune varietà hanno glutine meno “forzato”, la trasformazione (macinazione, panificazione, estrusione per pasta) richiede attenzione. Le farine da grani antichi vanno spesso macinate a pietra o con tecnologie che preservano meglio i nutrienti e le caratteristiche organolettiche</p>
<p data-start="1856" data-end="2454">Il modello di coltivazione va quindi considerato come una <strong>opportunità in contesti pedoclimatici giusti e con prezzi adeguati</strong>, siano essi di filiera o derivanti dalla trasformazione e vendita in azienda. Va, quindi, sottolineato che l&#8217;equilibrio economico di un contesto molto legato ai grani antichi è più fragile ma può essere sostenibile con adeguate strategie di business, in sistemi ben progettati.</p>
<p data-start="1856" data-end="2454"><em>Nella foto in alto: grano Russello coltivato nel sud della Sicilia, 1939</em></p>
<p><em>Alcune fonti: </em><em>Shewry P.R. et al. “Do ancient types of wheat have health benefits compared with modern bread wheat?” (2018). <span class="" data-state="closed"><span class="ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]" data-testid="webpage-citation-pill"><a class="flex h-4.5 overflow-hidden rounded-xl px-2 text-[9px] font-medium transition-colors duration-150 ease-in-out text-token-text-secondary! bg-[#F4F4F4]! dark:bg-[#303030]!" href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5824670/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener"><span class="relative start-0 bottom-0 flex h-full w-full items-center"><span class="flex h-4 w-full items-center justify-between overflow-hidden"><span class="max-w-[15ch] grow truncate overflow-hidden text-center">PMC; </span></span></span></a></span></span>Mefleh M. et al. “From ancient to old and modern durum wheat varieties: interaction among cultivar traits, management and technological quality.” (2018/2019)<span class="" data-state="closed"><span class="ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]" data-testid="webpage-citation-pill">; </span></span></em><em>Dinu M. et al. “Ancient wheat species and human health: Biochemical and clinical implications.” (2018).</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>PASTA VENETA: SI ALLA FILIERA CORTA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/pasta-veneta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 07:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento]]></category>
		<category><![CDATA[filiera corta]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[rovigo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La strategia di Enrico Toso, giovane imprenditore agricolo della provincia di Rovigo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico Toso, imprenditore agricolo di Lusia (Rovigo) e Presidente dei Giovani di Confagricoltura della provincia, da circa 10 anni gestisce il progetto della Corte dei Sapori e conduce l&#8217;omonima azienda agricola insieme al padre. L&#8217;attività principale dell&#8217;azienda è l&#8217;allevamento dei suini, arrivati nel tempo a circa 500 capi, affiancata dalla coltivazione di una ventina di ettari di terra. Le colture sono destinate in parte all&#8217;impiego nell&#8217;allevamento interno e, in parte, alle filiere interne: l&#8217;obiettivo di Enrico Toso è di arrivare a chiudere il ciclo aziendale nel prossimo futuro, anche grazie al progetto di una linea di birra a marchio proprio.</p>
<h2>Una filiera interna completa</h2>
<p>«Corte dei Sapori è un&#8217;azienda giovane», ci dice Enrico Toso, «e che si sta evolvendo nel tempo. Abbiamo una filiera per la vendita diretta grazie a due punti vendita e un sito di e-commerce. La filiera produttiva della pasta realizzata con il nostro frumento duro sarà affiancata dalla produzione di birra a marchio interno, prodotta sempre con il nostro orzo». I progetti per la prossima stagione sono di ricoprire circa metà dell&#8217;azienda con cereali autunno vernini, tra frumento duro e orzo: tutti i prodotti sono destinati ai canali di vendita aziendali, negozi fisici e online. Questa strategia è premiante in un momento di grande difficoltà dei mercati, con i prezzi del frumento in discesa e fenomeni meteorologici che penalizzano le produzioni dell&#8217;areale.</p>
<p>E conclude: «le varietà di frumento duro che selezioneremo sono quelle particolarmente precoci, in quanto impieghiamo i terreni per le semine di soia di secondo raccolto. Anche il contenuto proteico che la varietà può raggiungere è fondamentale per noi, per poter produrre una pasta di buona qualità con il nostro marchio».</p>
<h2>La stagione 2024-25</h2>
<p>La stagione 24-25, ci racconta Enrico Toso, non è stata particolarmente positiva. Nella zona le rese di frumento duro si sono assestate sui 55-60 quintali/ettaro; anche l&#8217;orzo non ha dato soddisfazioni, non tanto per la produttività ma per il peso specifico basso. Nell&#8217;azienda dell&#8217;agricoltore le problematiche non sono state tanto nei ritardi delle semine, quanto nelle piogge che hanno reso complesso l&#8217;ingresso in campo per le operazioni colturali. «Sia nel mese di febbraio che in primavera»  ci racconta, «abbiamo avuto difficoltà ad entrare in campo nelle finestre giuste: non solo per le concimazioni ma anche per i diserbi e i trattamenti contro le patologie fungine. Il grano ha sofferto anche per le piogge di fine stagione, particolarmente intense e inattese. I diserbi, poi, non sono più efficaci come una volta, con i pochi principi attivi che abbiamo a disposizione».</p>
<h2>Le strategie dei giovani a Rovigo</h2>
<p>Abbiamo chiesto a Enrico Toso quali strategie stanno mettendo in atto i giovani cerealicoltori della provincia di Rovigo per sostenere le loro aziende in un momento di difficoltà, tra andamenti meteorologici complessi e mercati che non premiano i produttori. «Solitamente i giovani si appoggiano ai consorzi locali: sono poche le realtà che vedono in azienda una filiera di produzione e vendita interna come la nostra. Diversi sono i casi di adesione a contratti di filiera con la grande industria alimentare nazionale. Anche in questo caso, però, le aziende spesso finiscono per trovarsi in difficoltà: sebbene i prezzi promessi siano più alti, si presentano spesso criticità quando le produzioni sono più basse o le caratteristiche del prodotto si discostano da quelle esattamente stabilite nei contratti».</p>
<p>Secondo l&#8217;agricoltore, infatti, con la variabilità stagionale degli ultimi anni anche le aziende guidata da giovani fanno presto ad andare in crisi. E&#8217; vero che la filiera promossa dalla grande industria sta spingendo sulla produzione di frumento nel Veneto ma è altrettanto vero, secondo Enrico Toso, che gli agricoltori, una volta fatti i conti a fine stagione, non si dichiarano sempre soddisfatti.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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