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	<title>foggia - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Jan 2026 17:44:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>foggia - Grano Italiano</title>
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		<title>COME CAMBIA IL GRANO IN CAPITANATA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/cambia-il-grano-in-capitanata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 23:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varietà]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[minima lavorazione]]></category>
		<category><![CDATA[minimum tillage]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tecniche colturali, scelte varietali: nuovi scenari di redditività in provincia di Foggia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="2628" data-end="3087"><strong>Il calo delle semine di frumento duro in Capitanata non sarebbe così drastico</strong> come ci si sarebbe aspettati, visto l&#8217;andamento dei prezzi sui mercati degli ultimi mesi. <strong>Un ruolo chiave nel mantenere le superfici è giocato dalle filiere. A spiegarcelo è Michele De Santis (DAFNE – Università di Foggia)</strong>: «l’incentivo ministeriale ha rappresentato il principale motivo che ha spinto gli agricoltori a continuare ad investire sul frumento duro», nella speranza di una migliore remunerazione. Parallelamente, in provincia di Foggia si osserva «una forte spinta verso la riduzione dell’intensità delle lavorazioni, sempre più verso il <em>minimum tillage</em>, più per motivi di bilancio che tecnici».</p>
<p data-start="2628" data-end="3087"><strong>Questa contrazione dei costi ha, però, un prezzo: «la coltivazione vede un depauperamento della pratica agronomica, con la concimazione spesso sacrificata, soprattutto quella in pre semina (fosforo)»</strong>. La volatilità dei fertilizzanti e «l’incertezza relativa alla disponibilità di concimi ureici (effetto CBAM o speculazione?)» potrebbero pesare nelle fasi di accestimento e levata.</p>
<h2 data-start="3474" data-end="3519">Scelte varietali orientate alla stabilità</h2>
<p data-start="3520" data-end="3991">In un contesto di marcato rischio, anche la genetica viene gestita con prudenza. <strong>«Questo scenario sembra portare ad una minore attenzione verso la scelta varietale», ci dice Michele De Santis, con aziende che preferiscono «genotipi che hanno mostrato una maggiore stabilità negli ultimi anni»</strong>, riservando «una minima quota verso l’esplorazione di nuove varietà potenzialmente più adattabili». Si tratta, quindi, di una vera e propria strategia difensiva, coerente con l’obiettivo di ridurre l’esposizione economica e preservare un minimo di redditività.</p>
<h2 data-start="3993" data-end="4036">Andamento meteo e prospettive di annata</h2>
<p data-start="4037" data-end="4435"><strong>Guardando all’evoluzione della campagna in corso, «al momento, i terreni, pur non essendo al 100% dell’invaso (ovvero alla capacità idrica di campo), non si trovano in deficit idrico»</strong>. Questo potrebbe consentire «un primo momento di concimazione sfruttando le discrete condizioni attuali». Le basse temperature invernali «non sembrano un problema» e, anzi, «rallentano l’attività delle specie infestanti», spesso favorite dagli inverni miti.</p>
<p data-start="4437" data-end="4990" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Sulle rese, la prudenza è d’obbligo: «è difficile, in questo momento, fare previsioni», perché «ci si trova in una condizione ambientale intermedia per cui tutto può accadere». L’auspicio è che «il 2026 porti a condizioni termo-pluviometriche favorevoli che possano rendere il management più favorevole», in particolare dopo anni di siccità. <strong>L’obiettivo condiviso dai cerealicoltori appare chiaro: «efficienza agronomica ed economica, ossia produrre il più possibile minimizzando gli input»</strong>, mentre «le spinte verso la qualità della filiera potranno essere assecondate solo dalle aziende più strutturate» e in presenza di condizioni ambientali favorevoli. La ricerca, infine, per De Santis gioca un ruolo chiave, in particolare per migliorare l&#8217;adattabilità e la sostenibilità della coltivazione del frumento in uno scenario sempre più complesso per la cerealicoltura italiana.</p>
<p class="ydp3ef8836cyiv3574906327MsoNormal"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>A FOGGIA -40% DI SEMINE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/a-foggia-40-di-semine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 23:10:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il racconto di un agricoltore della zona sulla disperata ricerca di alternative al grano duro</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le semine procedono in Puglia, dove nel Foggiano abbiamo raccolto la testimonianza di Leonardo Di Stefano, cerealicoltore e terzista di Ascoli Satriano. Si continua a seminare, ci dice Di Stefano, ma meno grano duro: i motivi sono legati ai prezzi bassi dei cereali ma anche ai concimi che costano sempre di più. Nella zona le semine sono state condotte &#8220;in economia&#8221;, senza effettuare concimazione alla semina, con il rischio di penalizzare la produttività e la qualità della granella.</p>
<h2>Orzo e colza, al risparmio</h2>
<p>Le stesse condizioni di semina sono state applicate ad altre colture che, sempre più, stanno sostituendo il frumento duro. Si parla, ci dice il cerealicoltore, in particolare di orzo e colza. I commercianti della zona, infatti, hanno cominciato ad occuparsi anche di prodotti differenti dal frumento, inserendosi in altri mercati. Nel Foggiano, insomma, «si fa quello che si può per continuare a coltivare» chiude Di Stefano.</p>
<p>La prospettiva dei cerealicoltori locali è che la coltivazione del frumento duro verrà abbandonata a breve, così come è stato in queste zone per il tabacco e la barbabietola da zucchero. La responsabilità è di politiche sbagliate e di quella che viene definita come una vera e propria concorrenza sleale, a scapito di una coltura che fa parte della storia della Puglia. Il nodo è quello della redditività, con la granella di duro che oggi viene pagata sui 26-27 euro/q.lee i prezzi dei derivati che non calano. Nel frattempo, il potere d&#8217;acquisto dei consumatori, è sceso, fa notare Di Stefano.</p>
<h2>Meno 40% di semine di grano duro</h2>
<p>Abbiamo chiesto al cerealicoltore qual è la superficie persa nelle semine di quest&#8217;anno, in favore di riposo o altre colture. Sui suoi terreni, Leonardo Di Stefano ha ridotto gli ettari a grano duro di circa il 40%, una percentuale davvero rilevante. Nella zona, prosegue, «un po&#8217; tutti hanno fatto lo stesso, per paura di perdere ancora soldi. C&#8217;è troppo grano duro estero, senza misura! Lo spopolamento, in queste condizioni, assumerà probabilmente proporzioni esagerate fra i giovani».</p>
<p>Tra le prospettive future, la CUN del grano duro sembra essere una proposta positiva, ci dice Di Stefano. Il vantaggio sarebbe quello di superare i localismi delle Camere di Commercio in cui la voce degli agricoltori non viene valorizzata, in favore degli interessi di commercianti e industriali. Uno strumento utile, conclude Di Stefano, sarebbe prendere come riferimento anche il prezzo dei derivati prodotti con 100% grano italiano.</p>
<p data-start="1459" data-end="1955" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><em>Foto di Leonardo Di Stefano</em></p>
<p data-start="3483" data-end="4087"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<item>
		<title>«SEMINE DI DURO IN RITARDO»</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/semine-di-duro-in-ritardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 23:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[ritardo]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fernando Di Chio (Sis) lancia l'allarme</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">«Anche quest&#8217;anno si sta riscontrando un forte ritardo nelle semine di grano duro a causa della mancanza di acqua come, purtroppo, è di norma nelle ultime annate». Fernando Di Chio (Sis Sementi) è preoccupato. L&#8217;assenza di interventi strutturali importanti, come quello del bacino del Liscione in Molise, per rifornire di acqua la diga di Occhito sul fiume Fortore, quanto mai necessari, si associano al fatto di avere prezzi sempre più bassi sul mercato che non riescono a coprire i costi di produzione. Lo osserva il tecnico della società sementiera. E ricordiamo che la rete idrica pugliese arriva a perdere fino al 40 % di acqua . Periodi siccitosi prolungati stanno portando oltre ad una riduzione degli ettari coltivati ad un progressivo spopolamento delle campagne. Con conseguenti danni, non solo economici ma anche al tessuto sociale della regione Puglia.</div>
<div></div>
<h2>Una coltivazione strategica</h2>
<div class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">La coltivazione di grano duro rappresenta per tutti gli areali agricoli dell&#8217;Italia meridionale e, in particolare, per la Puglia una voce importante, sia dal punto di vista agronomico che da quello economico. La regione Puglia, infatti, da sola copre circa il 20 % della produzione nazionale di grano duro. Nell&#8217;areale Pugliese la stagione 2024-2025 ha visto 294.000 Ha seminati, con un calo di circa il 13,1 % rispetto agli Ha seminati nella stagione 2023-2024 (fonte : ISTAT). «Le semine, a causa della carenza idrica, sono iniziate in forte ritardo e, in alcuni casi, si sono protratte fino al mese di dicembre, quando l&#8217;arrivo di alcune piogge ha permesso di procedere alle semine previste. Nei mesi di gennaio e febbraio 2025, invece, abbiamo avuto una scarsità di precipitazioni il che ha limitato fortemente l&#8217;accestimento delle giovani piantine con ripercussioni negative sulla produzione» osserva il tecnico foggiano.</div>
<div></div>
<h2>Una stagione eterogenea</h2>
<p class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">In generale, si può affermare che è stata una stagione molto eterogenea. Nel foggiano in alcune zone la caduta anche di pochi mm di precipitazioni ha fatto la differenza in positivo sulla resa, rispetto ad altre zone dove questo non è avvenuto, utilizzando le medesime varietà e la medesima tecnica colturale. E&#8217; piovuto molto di più nelle zone più vicine all&#8217;Appennino Dauno. Qui si sono raggiunti picchi fino a 500 mm di pioggia durante tutta l&#8217;annualità agraria, invece nelle zone più aride e prossime al mare si è arrivati a stento a 200 mm.</p>
<p class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">La produzione totale si è attestata sui 20-25 q/Ha nella parte centro-meridionale del foggiano con picchi di 35 q/Ha dove si sono riscontrate più precipitazioni e nei momenti giusti. Nella parte settentrionale del Tavoliere e nelle zone vicino all&#8217;Appenino Dauno, dove piove sempre di più, si sono raggiunte produzioni unitarie di 45-50 q/Ha. Con punte di 70 nelle zone più vicine al confine con il Molise. Nella Fossa Bradanica e nelle Murge, invece, l&#8217;annata particolarmente siccitosa associata ad alcune gelate nei mesi di marzo-aprile ha impedito un accestimento ottimale delle piantine e lo sviluppo delle spighe. Nella Fossa Bradanica, caratterizzata da terreni più fertili, si è arrivati ad una produzione unitaria di 35-40 q/Ha. Nell&#8217;alta Murgia, invece, caratterizzata da terreni più poveri si è arrivati al massimo ad una produzione di 30 q/Ha, in entrambi i casi al di sotto delle rese attese.</p>
<h2>Temperature alte</h2>
<p class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">Accanto alla carenza idrica si può aggiungere un andamento termico anomalo che ha accelerato fortemente la fenologia. In circa 30 giorni si è passati dalla fase di accestimento a quella dell&#8217;emissione della foglia “bandiera” con alcuni grani che hanno spigato addirittura alla metà di febbraio. Le varietà che vengono principalmente impiegate per la coltivazione del grano duro nella regione Puglia sono Marco Aurelio, Beltorax, Antalis, Monastir e Aventadur. Sono tutte varietà dall&#8217;elevato potenziale produttivo e tolleranti alle basse temperature e alle principali fitopatie che colpiscono il frumento.</p>
<div>
<h2 class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">Le fitopatie in Puglia</h2>
<p class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">Secondo Di Chio, nell&#8217;ultima annata agraria non ci sono state le condizioni climatiche favorevoli per lo sviluppo delle principali fitopatie del grano duro in Puglia. Le condizioni climatiche descritte in precedenza &#8211; ci dice &#8211; se, da un lato, non sono state favorevoli per poter ottenere elevate produzioni, dall&#8217;altro non sono state favorevoli nemmeno per lo sviluppo delle principali fitopatie. Normalmente, negli anni passati, nella granicoltura pugliese si riscontrano diverse fitopatie. Il mal del piede, causato da alcuni funghi che attaccano le radici e la parte basale dei culmi (da qui il nome). L&#8217;oidio, causato dal fungo <em>Erysiphe graminis,</em> colpisce le parti epigee della pianta. Le ruggini, infine, sono causate da diversi funghi del genere Puccinia e vengono distinte sulla base della diversa colorazione e disposizione delle pustole che formano sugli organi aerei dell&#8217;ospite:</p>
<ul>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof"><i>P. striiformis</i> causa ruggine gialla</li>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof"><i>P. recondita</i> causa ruggine bruna</li>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof"><i>P.graminis</i> causa ruggine nera</li>
</ul>
<h2>Il parere di Di Chio</h2>
<p dir="ltr">«In particolare, la ruggine nera ha fatto la comparsa negli ultimi 5-6 anni in maniera sempre più anticipata e aggressiva, già alla prima decade di maggio. Poi il complesso della septoriosi<i>, con Septoria tritici </i>che colpisce le foglie e <i>Septoria nodorum </i>che colpisce prevalentemente il culmo e le spighe. Infine, la carie, causata da vari funghi del genere <i>Tilletia </i>molto presente in aziende biologiche, dove viene impiegato seme non certificato o non adeguatamente trattato. Oppure in quelle aziende dove vengono seminate vecchie varietà per cui spesso si richiede di passare ad una coltivazione convenzionale per “risanare” la semente e, poi, ritornare ad un regime biologico. Ciò, considerato che al momento non risultano soluzioni alternative in grado di risolvere il problema in agricoltura biologica» osserva Di Chio.</p>
<p dir="ltr">Meritevole di considerazione è anche la fusariosi invernale causata dal fungo <i>Microdochium nivale.</i> L&#8217;annata 2024-2025 ha visto un incremento di segnalazioni soprattutto nel foggiano che ha portato alla comparsa di diradamenti e giallumi. Questi, tuttavia, sono stati spesso attribuiti ad altre cause.</p>
<h2 dir="ltr">Attenti alle malattie</h2>
<p dir="ltr">I fattori agronomici principali che favoriscono l&#8217;insorgenza delle malattie sono :</p>
<ul>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">l&#8217;impiego di varietà particolarmente suscettibili,</li>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">la monocoltura (ringrano),</li>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">le abbondanti concimazioni azotate</li>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">l&#8217;elevata densità di semina.</li>
</ul>
<p class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">I mezzi di difesa del seme &#8220;diretti&#8221; sono: la “concia“ ossia il trattamento delle sementi con prodotti anticrittogamici. Bisogna effettuare i trattamenti chimici in campo, quindi, tenendo in considerazione le condizioni ambientali, più o meno favorevoli all&#8217;insorgenza delle malattie, e al grado di resistenza della varietà impiegata. Per cui, i trattamenti non vanno generalizzati ma programmati di volta in volta in funzione dei fattori citati sopra.</p>
</div>
<p><em>Autore: Alessandro Contini</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>MINIMA LAVORAZIONE CONTRO LA SICCITA&#8217;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/minima-lavorazione-siccita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 22:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[minima lavorazione]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=6527</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Foggia cambiano le pratiche agricole per adeguarsi alle nuove condizioni ambientali </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella provincia di Foggia si prova a combattere la siccità che, anche nella stagione 2024-25, ha colpito numerosi areali. La testimonianza che ci arriva da Castelluccio dei Sauri è quella di Giuseppe Nigro, agricoltore che gestisce una azienda di circa 75 ettari nella zona. Il raccolto 2025 per il cerealicoltore è stato di buona qualità, con rese medie di circa 35 quintali/ ettaro. L&#8217;investimento a frumento duro è stato su circa 40 ettari, seminato in epoca classica, tra l&#8217;8 e il 25 dicembre.</p>
<h2>Le infestanti non mollano</h2>
<p>I problemi principali affrontati da Giuseppe Nigro nel corso della stagione 24-25 sono comuni a numerosi agricoltori della regione: da un lato ci sono le infestanti che non mollano. Nonostante le piogge carenti, le malerbe riescono a germinare e manifestano resistenze in numerosi casi. Ricordiamo che in questi areali papavero e loietto sono tra le specie che più ostacolano la coltivazione del frumento duro e mettono alla prova le operazioni di difesa messe in atto dai cerealicoltori.</p>
<h2>Minima lavorazione contro la siccità</h2>
<p>Dall&#8217;altro lato, poi, c&#8217;è la siccità, con precipitazioni stagionale che non sono mai state abbondanti, né sufficienti per recuperare la carenza idrica che deriva dagli anni passati nella regione. Giuseppe Nigro ci riferisce che nei suoi terreni le precipitazioni nel corso dell&#8217;annata sono state all&#8217;incirca di 200 mm. Contro questa problematica, ormai cronica, si stanno cambiando le pratiche colturali per provare a trattenere nel suolo il massimo dell&#8217;umidità possibile, in vista delle semine.</p>
<p>Sono, infatti, ormai lontani i tempi delle arature profonde, una pratica ormai consolidata in questi areali. Il cerealicoltore ci dice che la minima lavorazione è diventata uno standard, arrivando a lavorare al massimo 20 cm di suolo. E&#8217; una soluzione che da effetti relativamente evidenti ma è l&#8217;unica disponibile, soprattutto in terreni che non dotati di fonti per eventuali irrigazioni di soccorso.</p>
<h2>Prezzo ostacolo alle semine</h2>
<p>Il quadro del futuro, per Giuseppe Nigro, non è roseo: la previsione è che la coltivazione del frumento duro andrà sempre più a ridursi in provincia di Foggia, con le condizioni siccitose diventate ormai &#8220;normali&#8221; e con i prezzi troppo bassi per incentivare gli agricoltori dal punto di vista economico. Il prezzo, secondo il cerealicoltore, è l&#8217;ostacolo principale che bloccherà le semine della prossima stagione.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Alcune immagini del raccolto di Giuseppe Nigro</em></p>

<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto.jpg'><img fetchpriority="high" decoding="async" width="740" height="1316" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-740x1316.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-740x1316.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-169x300.jpg 169w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-576x1024.jpg 576w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-768x1365.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-864x1536.jpg 864w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-370x658.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-270x480.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-570x1013.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto.jpg 1080w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto di Giuseppe Nigro.</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<item>
		<title>ACQUA POCA, PROBLEMI TANTI&#8230;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/acqua-poca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 22:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[raccolto]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il racconto dei problemi dell'annata 24-25 in Capitanata, a partire dalla carenza idrica</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Capitanata, quest&#8217;anno, ci si aspettava una produttività maggiore per il frumento duro. La crescita rispetto allo scorso anno, di circa il 20%, è una buona notizia: ma la media di 25-30 quintali/ ettaro nelle zone di pianura non soddisfa appieno i cerealicoltori. La carenza di precipitazioni, infatti, oltre a non aver aiutato la coltura ha anche messo in difficoltà le aziende per l&#8217;esecuzione di alcune operazioni. Chi ha potuto, poi, è stato costretto ad irrigare anche il frumento. Raccontiamo alcuni tratti salienti di questa annata difficile, a partire dai risultati del raccolto, con l&#8217;aiuto di Silvana Roberto, imprenditore agricolo della zona.</p>
<h2>La siccità ha ridotto le rese</h2>
<p>La mancanza d&#8217;acqua ha ridotto le rese soprattutto sulle stoppie, mentre la produttività maggiore si è avuta sulle maggesi, con picchi di 40 quintali/ ettaro in pianura. In molti si sono trovati costretti a ripristinare pozzi realizzati anni fa o ad impiegarli anche sulle colture vernine: spesso, però, dalle falde si recupera acqua con un elevato grado di salinità a causa del cuneo salino che, ormai, avanza verso l&#8217;entroterra.</p>
<p>La siccità ha creato problemi anche allo svolgimento di alcune pratiche colturali: un esempio è la concimazione con urea che, in uscita dall&#8217;inverno, Silvana Roberto non è riuscita ad effettuare per la mancanza di umidità e piogge. Ha dovuto attendere maggio, quando si è verificata qualche precipitazione, per distribuire nitrato e solfato che hanno sostenuto il tenore proteico della granella.</p>
<h2>Remunazione sempra bassa</h2>
<p>Il problema ancora persistente, in ogni caso, è quello della ridotta remuneratività della granella, pur se con altri livelli proteici. Rese di 20 quintali/ ettaro con un prezzo di 30 euro/ quintale portano ad un reddito di 600 euro/ ettaro, ben più basso dei costi di 900 euro/ ettaro. Questo, senza considerare i costi del lavoro e dell&#8217;usura delle macchine che, sommati, portano le spese a 1200 euro/ ettaro: il doppio del ricavo ottenibile.</p>
<p>L&#8217;acqua, in Capitanata, manca anche per le colture orticole: pomodori, meloni ed altre colture tipicamente coltivate in questi areali  nel periodo estivo sono in sofferenza. Tanti agricoltori hanno deciso di lasciare i terreni vuoti questa estate, dopo l&#8217;annuncio da parte del Consorzio di bonifica che, ormai mesi fa, dichiarava che la risorsa idrica proveniente dalla diga di Occhito non avrebbe potuto essere destinata ad usi agricoli. Anche le colture arboree, dai frutteti agli oliveti, soffrono, nonostante possano avere la priorità rispetto alle orticole.</p>
<p>In questo inizio di luglio, a Foggia si soffre ancora il caldo torrido, con i temporali che non arrivano. Durante l&#8217;ondata di caldo tra la fine di giugno e l&#8217;inizio di luglio, il terreno aveva raggiunto temperature intorno ai 50 ° C e le piante, letteralmente, cuocevano. Tra gli agricoltori c&#8217;è grande preoccupazione per la stagione estiva e l&#8217;avvio della prossima stagione cerealicola: intanto, le infrastrutture non arrivano, neanche nei piani delle istituzioni. E&#8217; tempo, da anni, per pensare al territorio pugliese come ad un areale con una strutturale carenza idrica e rafforzare il sistema di derivazione e distribuzione delle acque per l&#8217;irrigazione e gli usi civili, oltre a sanare le numerose falle che sono ormai note ai più.</p>
<p><em>Foto di Silvana Roberto</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>LE SFIDE DEL DURO A FOGGIA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/sfide-foggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 22:03:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[fungicidi]]></category>
		<category><![CDATA[prove varietali]]></category>
		<category><![CDATA[SATA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le strategie di difesa del frumento duro nel campo sperimentale di SATA in provincia di Foggia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p >Come ogni anno, anche per la stagione 24-25 SATA ha organizzato le sue giornate dimostrative dei campi sperimentali di Foggia e Alessandria. Con l&#8217;aiuto di Potito Gallo, tecnico sperimentatore di SATA per la Puglia, abbiamo ripercorso le prove sperimentali e le strategie messe in atto per la difesa del frumento duro in entrambi i campi.</p>
<h2 >Foggia: grano duro per la Filiera Connessa</h2>
<p >Il campo di Foggia si è sviluppato grazie al lavoro condiviso tra aziende, tecnici e soggetti della filiera (tra cui stoccatori e mulini), sotto il nome di <em>Filiera Connessa</em>. La piattaforma è una vetrina operativa per il confronto varietale e di strategie di difesa, diserbo e nutrizione, localizzata presso l&#8217;azienda agricola Loffredo di Ascoli Satriano (Foggia).</p>
<p >In termini di andamento meteorologico, nella zona si sono verificate precipitazioni successivamente alla semina, il che ha permesso una buona emergenza e un buon accestimento, diversamente da quanto avvenuto nel 2024. Nel corso della stagione le temperature minime sono rimaste al di sopra dei 5 °C, al netto di alcuni cali termici nella prima decade di gennaio e nella seconda di marzo. Si sono, poi, verificate precipitazioni frequenti, anche se non particolarmente abbondanti, per un totale di 242 mm dalla semina fino alla metà di aprile. Le diverse strategie sono state applicate sulla varietà Secolo, seminata il 19/11/24 con una densità di 210 kg/ha, su minima lavorazione e in successione al peperone.</p>
<h2 >Diserbo tra le sfide più complesse per il duro</h2>
<p >Le prove di diserbo, ci dice il tecnico di SATA, sono state particolarmente complesse, anche se molto interessanti: nel frumento duro, infatti, il controllo delle malerbe è una delle sfide principali, in particolare a causa del crescente fenomeno della resistenza ai meccanismi d&#8217;azione ALS e ACCASe. All&#8217;interno del campo sperimentale, inoltre, si è provveduto ad una semina artificiale di <em>lolium multiflorum</em> per incrementare la naturale presenza, a scopo sperimentale. A maggio, in ogni caso, si notava in campo la presenza di diverse specie di infestanti, graminacee e dicotiledoni, come <em>lolium</em>, fumaria, papavero, avena e senape selvatica.</p>
<p >Le strategie messe a confronto con le società partecipanti sono di diserbo in post-emergenza precoce, strategie combinate e in post-emergenza, applicate in due fasi distinte: nello specifico il 3 gennaio (fase 3-4 foglie vere) e il 13 febbraio (levata).</p>
<p >Per il controllo ottimale del <em>lolium</em> è fondamentale utilizzare delle strategie di controllo delle infestanti che prevedono l’impiego di diserbi di pre-emergenza o di pre-emergenza precoci; questi prodotti sono gli unici rimasti per contrastare l’annoso problema delle resistenze. Sul diserbo di <em>lolium</em> e papavero resistenze, in particolare, SATA ha effettuato una sperimentazione della durata di 2 anni, per il confronto di diverse soluzioni che includono anche pratiche di lavorazione del terreno.</p>
<h2 >Biostimolanti per un frumento più reattivo</h2>
<p >Nel campo sperimentale sono state realizzate anche prove con biostimolanti, prodotti in grado di agire sulla fisiologia della pianta per ridurre gli effetti di stress abiotici e incrementare l&#8217;efficienza d&#8217;uso dell&#8217;azoto e di altri elementi nutritivi. In particolare, SATA ha testato le diverse soluzioni in tre momenti chiave, ovvero fine accestimento, levata e foglia bandiera. La tesi di confronto, rispetto a quelle delle società partecipanti, ha consistito nell&#8217;impiego di un fisioattivatore a base di idrolizzato proteico, con aggiunta di microelementi e acidi fulvici.</p>
<p ><em>Alcune foto dell’evento vetrina di Aprile (foto di SATA Srl).</em></p>

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<h2 >Difesa per la qualità alla filiera</h2>
<p >L&#8217;obiettivo delle strategie di difesa del frumento duro è quello di proteggere la coltura dalle principali malattie fogliari e della spiga, oltre a garantire una qualità della granella elevata, in particolare in linea con gli standard richiesti dalle filiere. Si tratta, in ogni caso, di una sfida non semplice e sulla quale è sempre bene restare aggiornati.</p>
<p >SATA ha messo in pratica le sue strategie di difesa con due momenti di intervento, la levata ( il 6 marzo) e la spigatura (il 10 aprile). Già a partire dalla levata (prima decade di marzo), infatti, in campo si è presentato l&#8217;oidio, favorito dalle particolari condizioni meteorologiche.</p>
<p >Oltre alle strategie delle società partecipanti, i tecnici hanno inserito alcune tesi di confronto che includessero diversi meccanismi d&#8217;azione delle famiglie chimiche disponibili sul mercato. Tra queste: applicazione in levata di una miscela di 2 SDHI (BiXAFEN e Fluopyram) e 1 triazolo (Protioconazolo), in spigatura di una miscela di protioconazolo e spiroxamina. Applicazione in levata di una miscela di strobirulina + triazolo, in spigatura di una miscela di 2 triazoli (difenoconazolo + prothioconazolo). Nella tesi più semplice, applicazione di trazoli (tetraconazolo) in levata e Tebuconazolo in spigatura. Infine, applicazione in levata di una strobirulina (azoxystrobin) e in spigatura di una miscela di triazolo (protio) e un SDHI (benzovindiflupir).</p>
<p >Come ci ricorda Potito Gallo, sebbene lo sviluppo di resistenze nell&#8217;ambito dei fungicidi siano meno preoccuparti rispetto a quello degli erbicidi, è sempre buona norma mettere in atto strategie che coinvolgono meccanismi d&#8217;azione diversi.</p>
<p ><strong>Sulle pagine di Grano italiano potremo avere anche una visione dei risultati del campo, una volta che saranno completati il raccolto e le attività di analisi del prodotto.</strong></p>
<p >Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/filiera-connessa/" target="_blank" rel="noopener">A ROVIGO LA FILIERA E’ CONNESSA</a></p>
<p ><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/sfide-foggia/">LE SFIDE DEL DURO A FOGGIA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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		<title>O SI CAMBIA O SI CHIUDE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/cambia-chiude/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 07:50:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[CUN]]></category>
		<category><![CDATA[filiera]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[importazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'esperienza del grano duro di Silvana Roberto in Capitanata: perchè serve una filiera fatta bene</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p >In tanti hanno già iniziato a trebbiare in provincia di Foggia, cuore pulsante del frumento duro italiano. E&#8217; qui che raggiungiamo Silvana Roberto, imprenditore agricolo e Vicepresidente di CIA Capitana; oltre ad essere cerealicoltore, è anche Commissario in Borsa Merci a Foggia e all&#8217;interno della CUN, la Commissione Unica Nazionale, ancora in fase sperimentale. L&#8217;azienda, che oggi produce cereali vernini, soprattutto frumento duro, e ortaggi, sorge nelle terre che un tempo erano del Senatore Cappelli: «sono nata nel grano», ci dice Silvana Roberto, «mio padre aveva adottato l&#8217;indirizzo cerealicolo-zootecnico ma, dopo numerosi periodi di crisi, abbiamo deciso di diversificare e oggi gestiamo anche colture orticole. Abbiamo anche un asparageto».</p>
<h2 >Tanti cambiamenti</h2>
<p >Come ci racconta Silvana Roberto, l&#8217;agricoltura è un settore che tanto si è dovuto adeguare ai numerosi cambiamenti intercorsi negli ultimi decenni: da quelli del mercato a quelli climatici, oltre alle novità della ricerca che produce varietà con potenziali produttivi sempre maggiori, in grado di combattere le nuove avversità. «Il clima che cambia ha portato nuove avversità contro le quali dobbiamo difenderci: si pensi alla fusariosi, ad esempio, che solo 20 anni fa non c&#8217;era nelle nostre zone. Oggi, invece, dobbiamo effettuare trattamenti fitosanitari fondamentali per la salubrità delle produzioni&#8221; dichiara, e conclude: «dobbiamo anche selezionare con attenzione i fungicidi, perchè ci sono filiere a cui distribuiamo che richiedono specifici formulati, in grado di garantire l&#8217;assenza di residuo di prodotti fitosanitari in granella».</p>
<p >Secondo Silvana Roberto questo incrementa di molto la complessità, in quanto aumentano sempre di più le spese, a fronte di prezzo di vendita che non sale: «ad oggi bisogna spendere circa 1.800€ ad ettaro per coltivare per bene e, con la variabilità meteorologica, non si è comunque sicuri di avere delle produzioni adeguate».</p>
<h2 >Rese incerte</h2>
<p >In questa zona le rese del frumento duro si aggirano sui 35-40 quintali ad ettaro, con annate eccezionali in cui si raggiungono i 60 quintali, ad esempio in rotazione su maggese. Nella scorsa stagione, però, nei terreni di Silvana Roberto non si sono superati i 20 quintali ad ettaro, seppur con una altissima qualità: la gravissima siccità ha determinato un calo drastico, pur su terreni particolarmente fertili grazie alla rotazione con colture orticole tra cui pomodoro, broccolo e cavolo. L&#8217;areale dell&#8217;azienda è servito dalla risorsa idrica, per la presenza della diga di Occhito: irrigare il grano, in ogni caso, non sarebbe conveniente dal punto di vista economico, considerando le condizioni di mercato. Questo anche in caso di presenza di un pozzo, i cui costi di gestione sono molto elevati.</p>
<h2 >Serve un piano idrico nazionale</h2>
<p >Quell0 dell&#8217;acqua è un problema molto grave in tutti gli areali italiani, secondo Silvana Roberto, che ci dichiara: «nelle nostre zone il problema è la carenza idrica e la scarsa disponibilità della risorsa, anche in presenza di impianti come la diga di Occhito che, quest&#8217;anno, riserverà l&#8217;acqua solo ad uso civile. Abbiamo, infatti, richiesto di poter deviare il flusso del fiume Liscione che scorre in Molise, con una condotta lunga 10 km, per poter ricevere l&#8217;acqua che, altrimenti, andrebbe in mare. In altri areali del Nord, invece, il problema è l&#8217;eccesso di acqua, con piogge molto intense che creano danni e impediscono di svolgere le operazioni colturali: in ogni caso, serve una pianificazione nazionale per la risorsa idrica che, a tutt’oggi, manca».</p>
<h2 >Gli strumenti di mercato devono cambiare</h2>
<p >In un contesto difficile per le condizioni ambientali, neanche la situazione del mercato è semplice per i cerealicoltori: secondo Silvana Roberto, se non si distribuisce il plusvalore del prodotto finito su tutti gli operatori della filiera, a partire dagli agricoltori, la cerealicoltura della Capitanata è destinata a chiudere. Il frumento <em>made in Italy</em> deve essere valorizzato adeguatamente, così come la granella importata dall&#8217;estero che viene impiegata per prodotti particolari, di nicchia. Ne è un esempio il grano australiano, impiegato per formati di pasta speciali, che viene remunerato oggi intorno ai 60€ al quintale.</p>
<p >«La forbice della filiera si deve allargare» ci dice Silvana Roberto, «e questo può avvenire anche attraverso strumenti che leghino i valori offerti dai contratti di filiera con i prezzi della CUN, un riferimento nazionale unico: si tratta di una soluzione che abbiamo proposto e per cui abbiamo chiesto un tavolo tecnico per discutere e agire di conseguenza&#8221;. E conclude &#8220;noi non siamo contro le importazioni ma non possiamo accettare quelle selvagge, soprattutto in assenza di obblighi di reciprocità per quanto riguarda le caratteristiche della granella, in particolare quelle di salubrità».</p>
<p ><em>Foto dell&#8217;azienda di Silvana Roberto</em></p>
<p ><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p >Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/grano-duro-diminuisce-la-superficie-coltivata/" target="_blank" rel="noopener">GRANO DURO: DIMINUISCE LA SUPERFICIE COLTIVATA</a></p>
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		<title>ECCO COSA E&#8217; EMERSO AI DURUM DAYS</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/durum-days/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 22:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[durum days]]></category>
		<category><![CDATA[filiera]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VIDEO: parlano i protagonisti della manifestazione di Foggia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I protagonisti della filiera del grano duro parlano ai microfoni di Granoitaliano.eu in occasione dei Durum Days 2025 di Foggia. Da Pasquale De Vita (Crea) che analizza la produzione attesa, a Gianludovico Ceccaroni (Confcooperative) che segnala le sofferenze climatiche di alcune aree anche quest&#8217;anno, da Mirko Guarise (Corteva) che segnala i nuovi agrofarmaci in arrivo a tanti altri interpreti del presente e del futuro del grano duro prendono posizione in questo video.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Durum Days 2025" width="770" height="433" src="https://www.youtube.com/embed/rQLMJ_SJxdc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi anche <a href="https://granoitaliano.eu/duro-21/" target="_blank" rel="noopener">GRANO DURO: +21%</a></p>
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		<item>
		<title>GRANO DURO: +21%</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/duro-21/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 22:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[CREA]]></category>
		<category><![CDATA[durum days]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=5531</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati del Crea-Dc diffusi ai Durum Days 2025</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La produzione di grano duro italiana aumenterà del 21% rispetto al deludentissimo 2024. Lo attesta il Crea DC. Il dirigente Pasquale De Vita ha illustrato i dati ai Durum Days, ieri a Foggia. Si continua a seminare frumento duro (+9,5%) e potremmo avere un raccolto di oltre 4,2 milioni di tonnellate, cioè il 12 per cento più del quinquennio e il 21 più del 2024, quando ci si è fermati a 3,5 milioni, dato Istat contestato da alcuni esperti perché sarebbe troppo generoso sulle rese siciliane. Al momento, la siccità ha fatto la sua comparsa solo in Puglia ma la variabile clima è ben presente. «Tutto dipende da cosa succederà nelle prossime settimane &#8211; ha detto Pasquale De Vita, dirigente del Crea di Foggia &#8211; perché eccessiva umidità e piogge intense potrebbero compromettere la produzione sia al sud che al nord».<span class="Apple-converted-space"> Di seguito la relazione De Vita e il video dell&#8217;intervento del dirigente Crea.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="relazione de vita al durum days 2025" width="770" height="433" src="https://www.youtube.com/embed/xuamKfpC6lM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="LA PRODUZIONE DI GRANO DURO AUMENTERA&#039; DEL 21%" width="770" height="433" src="https://www.youtube.com/embed/DB8T0qFD55k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>MANCA L&#8217;ACQUA IN PUGLIA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/manca-acqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 23:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuove testimonianze dal Sud Italia: invasi a secco e fonti sotterranee in esaurimento</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Puglia e dalla Basilicata arrivano a Grano italiano testimonianze allarmanti sulla carenza di acqua: gli invasi hanno raccolto scarsissime precipitazioni e anche le fonti sotterranee di risorsa idrica danno segni di esaurimento. Leonardo Di Stefano, agricoltore e contoterzista basato ad Ascoli Satriano (FG), ci ha fornito alcune testimonianze tra foto e racconti di esperienze dei suoi clienti e colleghi. La stagione è iniziata sotto il segno del pessimismo, tra le difficoltà finanziare che arrivano da almeno due annate siccitose e i ristori che rischiano di non fornire un aiuto agli areali realmente danneggiati dalla mancanza di acqua.</p>
<h2>Invasi a secco</h2>
<p>Le difficoltà per gli agricoltori della zona sono prima di tutto finanziare, essendo rimasti a secco dal pessimo raccolto della stagione precedente: i ristori tardano ad arrivare ma alcuni comuni colpiti sono stati addirittura esclusi da quelli oggetto del contributo, come ci riporta Leonardo Di Stefano. Le voci che corrono tra le aziende agricole, poi, prospettano una stagione in cui i consorzi di bonifica di Potenza e della Capitanata non saranno in grado di erogare acqua neanche per le colture orticole la cui stagione si avvierà tra pochi mesi. Pare che la diga di Occhito, nel foggiano, possa appena soddisfare i requisiti di acqua potabile.</p>
<p>Seguono alcune foto che mostrano lo stato della diga San Pietro sull&#8217;Osento ad inizio Febbraio.</p>

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<h2>Le fonti sotterranee si riducono</h2>
<p>Un altro segnale della carenza della risorsa idrica è visibile nella gestione dei pozzi o dei vasconi che tante aziende della zona hanno a disposizione. Ne è un esempio quella di Leonardo Di Stefano, nei cui pozzi le pompe, che prima si collocavano a circa 60 m di profondità, sono adesso localizzate addirittura a 100 m per poter pescare acqua. L&#8217;agricoltore, inoltre, ci conferma: &#8220;i vasconi collegati a sorgenti, che impiego anche per le colture orticole, non si sono riempiti di acqua come normalmente avviene in questa fase della stagione. Con questa carenza di piogge, non penso che quest&#8217;anno potranno mai riempirsi&#8221;.</p>
<p>Leonardo di Stefano ci ha inviato una foto dello stato di uno dei suoi vasconi che potete vedere qui di seguito.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4763 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/LeonardoDistefano_vascone.png" alt="" width="335" height="462" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/LeonardoDistefano_vascone.png 335w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/LeonardoDistefano_vascone-218x300.png 218w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/02/LeonardoDistefano_vascone-270x372.png 270w" sizes="auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px" /></p>
<p><em>Foto di Leonardo Di Stefano.</em></p>
<p>Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/puglia-ancora-a-secco/" target="_blank" rel="noopener">PUGLIA ANCORA A SECCO</a></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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