<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>import - Grano Italiano</title>
	<atom:link href="https://granoitaliano.eu/tag/import/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://granoitaliano.eu/tag/import/</link>
	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Feb 2026 13:27:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>import - Grano Italiano</title>
	<link>https://granoitaliano.eu/tag/import/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>PRESSIONE RIBASSISTA SUL GRANO DURO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/pressione-ribassista-sul-grano-duro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 23:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[globale]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=8043</guid>

					<description><![CDATA[<p>Produzione 2026 stimata a 37 milioni di tonnellate contro una domanda di 35,5. Canada, Europa e Nord Africa riducono la tensione sugli approvvigionamenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/pressione-ribassista-sul-grano-duro/">PRESSIONE RIBASSISTA SUL GRANO DURO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="48" data-end="257">La partita è complessa. L’IGC quantifica il raccolto di durum del 2026 pari a 37 mln t, a fronte di una domanda di 35,5 mln t, ma il tutto si gioca su tre fronti: Nord America (Canada), Nord Africa e Italia.</p>
<h2 data-start="259" data-end="308">Canada: produzione record e mercato rallentato</h2>
<p data-start="310" data-end="998">Il Canada ha avuto il secondo raccolto più grande di sempre: una produzione tra i 7,2 e i 7,5 mln t. Ed è qui che, per effetto del raccolto europeo e nordafricano, si è creato il problema. Attualmente il mercato canadese è “spento”: dei cinque borsini di riferimento, da alcune settimane a quotare sono solo due, il borsino dell’Alberta con circa 178,00 euro/t all’agricoltore e il borsino del sud-ovest Sask. a circa 171,00 euro/t, sempre all’agricoltore. Questi prezzi si riferiscono al primo grado; per gradi inferiori e grandi volumi si quota anche meno. Va considerato che l’81% del raccolto canadese è compreso tra il primo e il terzo grado, quindi granella di qualità medio-alta.</p>
<p data-start="1000" data-end="1296">L’export canadese per la campagna commerciale 2025/26 ammonterebbe a poco più di 5,5 mln t. Al 31 dicembre 2025 l’export canadese ammonta a 2,7 mln t, ovvero il 6% in meno dello scorso anno, e lo stock ammonta a 5,4 mln t, ovvero il 18% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.</p>
<p data-start="1298" data-end="1882">Le esportazioni vanno al rilento e i canadesi rischiano di riportarsi sulla prossima campagna commerciale 2026/27 quasi 2 mln t. Questi dati, se da un lato sono preoccupanti per i produttori, dall’altro lato sono rassicuranti per gli importatori, ovvero per Paesi come l’Algeria e l’Italia, i principali importatori di duro al mondo, confortati anche dalle buone disponibilità interne, visto il buon raccolto algerino ed europeo. Le prime stime di semina per il futuro raccolto 2027 indicano un calo del 7% rispetto al 2025, pari a 180 mila ettari, ma comunque su 2,4 mln di ettari.</p>
<p data-start="1884" data-end="2074">Attualmente, dai certificati di esportazione canadesi risulta che l’Italia ha acquistato dal Canada ben 553 kt, di cui 55 kt di primo grado, 432 kt di secondo grado e 46 kt di terzo grado.</p>
<h2 data-start="2076" data-end="2146">Europa e Italia: disponibilità interna e ruolo nell’import extra-UE</h2>
<p data-start="2148" data-end="2436">Il raccolto italiano 2025 è valutato 3,5 mln t, ma in tutta Europa si è registrato un raccolto sopra la media, stimato in circa 8,5 mln t, a fronte di una domanda di circa 10 mln t. Questo fa sì che l’Italia, per la maggior parte dell’industria, si approvvigionerà dal raccolto europeo.</p>
<p data-start="2438" data-end="3079">Dai certificati doganali si evince che ad oggi l’Europa ha importato circa 1 mln t di duro, nell’ordine: 600 kt dal Canada, 161 kt dal Kazakhstan, 132 kt dagli USA (qui occorre precisare che dai certificati di esportazione americani risultano partenze per l’Italia pari a 181 kt; evidentemente le nostre dogane non aggiornano ancora i dati), 50 KT dalla Turchia e 14 kt dall’Ucraina (su questa origine mi riservo qualche dubbio, vista l’incognita sul raccolto russo, il quale, da quanto gravato da dazi, si muove nell’ombra senza punti di riferimento, laddove l’Ucraina storicamente non è mai stata un importante produttore di grano duro).</p>
<p data-start="3081" data-end="3338">La buona disponibilità europea e acquisti mirati da parte dell’Italia ci confermano che siamo il vero attore dell’import extra-UE di grano duro: su 1 mln di import, ben 833 kt sono arrivati in casa nostra e stiamo contribuendo a frenare l’export canadese.</p>
<h2 data-start="3340" data-end="3379">Semine italiane e scelte agronomiche</h2>
<p data-start="3381" data-end="3783">L’Istat ha appena pubblicato le prime osservazioni sulle semine italiane a duro: ci sarebbe una contrazione dello 0,2% rispetto al 2025, quasi a testimoniare che gli agricoltori, pur insoddisfatti del prezzo attuale del duro, o per abitudine o per mancanza di alternative (molto più per il secondo motivo), continuano a investire su questa cultivar malgrado anche gli elevati costi dei mezzi tecnici.</p>
<p data-start="3785" data-end="4435">Giova ricordare, su questo punto, che, visto il delicato contesto, anche se il costo dei fertilizzanti è aumentato, pur gestendo la concimazione con parsimonia, non ha molto senso risparmiare strenuamente su questo passaggio agronomico, essenziale per avere una granella di qualità, particolare che inciderà non poco per la definizione del prezzo del prossimo raccolto. Altro passaggio fondamentale è il diserbo in post-emergenza: fatto in modo mirato sia nei tempi sia nelle tecniche, evita la dispersione dei fertilizzanti in favore delle infestanti e migliora la qualità della granella. Insomma, i prezzi bassi si combattono con la produttività.</p>
<h2 data-start="4437" data-end="4485">Nord Africa e Maghreb: meno domanda di import</h2>
<p data-start="4487" data-end="4829">Ma vediamo cosa avviene in Nord Africa. Dopo anni di siccità le rese dei raccolti dell’area del Maghreb sono tornate a salire, allentando così la domanda verso l’import, per cui l’Algeria, che è il primo importatore di duro al mondo insieme all’Italia, ha allentato la pressione sul raccolto canadese contribuendo a rallentare quell’export.</p>
<p data-start="4831" data-end="5186">Quindi sia il contesto europeo sia quello nordafricano hanno messo in difficoltà il raccolto di duro più grande al mondo, quello canadese, prevalentemente dedicato all’export. E se si ferma la domanda sul primo raccolto del mondo, tutto il mercato mondiale del duro ne risente: ecco spiegata la pressione ribassista su tutti i listini mondiali del duro.</p>
<h2 data-start="5188" data-end="5246">Situazione prezzi e semine nei principali Paesi europei</h2>
<p data-start="5248" data-end="5487">Intanto in Spagna il prezzo medio del duro è 240,00 euro a tonnellata, con previsione di semine al ribasso del 15%, e in Francia il prezzo del duro partenza porto è 235,00 euro a tonnellata, con previsione delle semine al ribasso del 2%.</p>
<p data-start="5489" data-end="5778">Situazione complessa in Grecia, con listini bassi (220/230,00 euro/t) e difficoltà del settore a investire sulla cultivar per mancanza di liquidità da parte degli agricoltori, visto il blocco dei fondi PAC per irregolarità interne. Difficile quantificare il volume prossimo delle semine.</p>
<h2 data-start="5780" data-end="5846">Turchia: produzione inferiore alle attese e impatto sull’export</h2>
<p data-start="5848" data-end="6132">In Turchia attualmente, al cambio, il primo grado di durum turco vale circa 280,00 euro/t centro stoccaggio, ma il raccolto è stato inferiore al previsto, con 3,6 mln di tonnellate a fronte di una stima iniziale di 4,3 mln t. Questo fa sì che ci sia poca disponibilità per l’export.</p>
<p data-start="6134" data-end="6457">Va ricordato che i turchi, dopo l’Italia, sono i secondi produttori di pasta al mondo e l’elevato costo del grano interno fa sì che molti industriali turchi integrino la disponibilità interna con miscela di grano tenero o di origine kazaka/russa per fare pasta e così liberare qualche partita verso l’Italia o il Maghreb.</p>
<h2 data-start="6459" data-end="6517">Stati Uniti: produzione, export e politiche commerciali</h2>
<p data-start="6519" data-end="6842">La produzione di duro americano è di circa 2,3 mln t. Contano di esportarne circa 600 mila t, a fronte di un import di 1,4 mln t; ad oggi hanno esportato 480 kt, esportazioni più toniche rispetto all’anno precedente. Le politiche trumpiane devono far bene all’export americano; i prezzi sono in linea con quelli canadesi.</p>
<h2 data-start="6844" data-end="6897">Desert Durum: una nicchia tra California e Arizona</h2>
<p data-start="6899" data-end="7292">Desert Durum. Questa produzione si ottiene nel deserto tra California e Arizona, essenzialmente in irrigazione. La produzione del 2025 è stata di 212.580 t, di cui 167.580 in Arizona e 45.000 in California. La produzione media per ettaro è stata di 7,5 t: una granella che per qualità è paragonabile al nostro “fino”, per caratteristiche alla produzione marchigiana in una stagione ottimale.</p>
<p data-start="7294" data-end="7593">Trattasi di un prodotto di nicchia che i residenti hanno saputo valorizzare dandogli un loro marchio, appunto Desert Durum, trasformandolo in pane e pasta di qualità, del tutto insufficiente a soddisfare la domanda interna; per cui in Italia, quando arriva, se arriva, trattasi di quantità infime.</p>
<p data-start="7595" data-end="7942">Quest’anno è previsto un aumento delle semine pari al 15%. Le condizioni di semina vengono prestabilite attraverso contratti di conferimento, poiché trattasi di una cultivar che va in rotazione con gli ortaggi o in alternativa al cotone. Il prezzo è leggermente superiore alle condizioni di mercato comune, ma non trattasi di cifre astronomiche.</p>
<h2 data-start="7944" data-end="7979">Conclusioni e prospettive future</h2>
<p data-start="7981" data-end="8451" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In definitiva, all’orizzonte non c’è nulla di edificante per il mercato del grano duro. Le semine, seppur in ribasso in tutti gli areali mondiali del durum, non fanno temere una débâcle produttiva e, salvo stravolgimenti climatici futuri, ad oggi le semine vernine godono di ottima salute. Il futuro potrebbe essere ancora più funesto; ovviamente c’è tanta strada da fare e, con il cambiamento climatico che viviamo, tra qualche mese potremmo parlare di scenari diversi.</p>
<p data-start="7981" data-end="8451" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><em>Autore: Domenico De Francesco, cerealicoltore di Atessa</em></p>
<p data-start="7981" data-end="8451" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="19">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-vendor="60">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/pressione-ribassista-sul-grano-duro/">PRESSIONE RIBASSISTA SUL GRANO DURO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL CBAM E IL CONVITATO DI PIETRA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/cbam-convitato-di-pietra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:42:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[CBAM]]></category>
		<category><![CDATA[concimi]]></category>
		<category><![CDATA[dazio]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=8015</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nessuna sospensione per il dazio-tassa. Capiamo perché</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/cbam-convitato-di-pietra/">IL CBAM E IL CONVITATO DI PIETRA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv2666208422MsoNormal">A gennaio il ministro Lollobrigida ha annunciato trionfante che il Cbam sarebbe stato sospeso perché era stato raggiunto un accordo in tal senso. Ovviamente, la notizia è passata inosservata ai più: la gente non ha la minima idea di cosa sia il Cbam. Quindi nessuno si è insospettito per il silenzio che ne è seguito. A oltre un mese da quell&#8217;annuncio pare chiaro che non c&#8217;è nessuna sospensione in vista.</p>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">Che la decisione sia importante lo sappiamo tutti, visto che impatta sui costi dei fertilizzanti, voce di spesa che incide tra il 15% e il 30% nel budget delle aziende agricole e che, come ha ammesso il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, il costo dei medesimi oggi è maggiore del 60% rispetto al 2020. L&#8217;unica cosa certa è che il 16 dicembre scorso la Commissione Europea ha votato il CBAM, ma non l’emendamento per regolarne eventuali sospensioni (il 27/2). Anche volendo sospendere il CBAM, oggi non esistono strumenti normativi per farlo. Qualora l’emendamento dovesse essere votato, andrebbe poi investigato e bisognerebbe capire se, in base alla normativa vigente, esistano i presupposti per una sospensione del CBAM: per eccessivo aumento dei prezzi? se sì, in base a quale riferimento? e in base a quale nesso con la normativa?</p>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">Domande cui non è chiaro se sia possibile e soprattutto se si voglia dare una risposta&#8230; Giova ricordare che questa misura, nominalmente tesa a favorire l&#8217;evoluzione sostenibile della produzione chimica planetaria, impatta ferocemente sulle manifatture europee. Ossia, in un momento critico, con la globalizzazione a pezzi e alcune guerre ai nostri confini, noi europei imponiamo una tassa che è un dazio e un dazio che è una tassa perché vogliamo salvare il pianeta. E come conseguenza moltiplichiamo i costi della produzione europea che dipende proprio dalla importazioni di commodities tassate dal CBAM. Cosa succeda al settore dei fertilizzanti l&#8217;ha spiegato benissimo Mariano Alessio Vernì, vicepresidente di  SILC Fertilizzanti, <a href="https://granoitaliano.eu/inganno-del-cbam/" target="_blank" rel="noopener">in questo articolo</a>.</p>
<h2>Parla l&#8217;importatore</h2>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">Facciamo un passo avanti sentendo Aldo Giglioli, uno dei maggiori importatori di urea e nutrienti, il quale ci spiega che «l&#8217;effetto del Cbam non è trasversale ma colpisce solo i prodotti d&#8217;importazione, gravandoli del costo della CO2 rilasciata nell&#8217;atmosfera durante il processo produttivo. Peraltro, c&#8217;è gran confusione sui valori assegnati a ogni prodotto e ad ogni Paese, due fattori che intervengono nel calcolo di questo balzello attraverso una formula complicata, poiché tali valori vengono stabiliti “per legge” sulla base di stime fatte dalla UE; tuttavia, qualora si cerchi di utilizzare i dati forniti dai produttori esteri, la legge prevede in molti casi (ad esempio per l’urea) un aggravio rispetto al dato di default del Paese d’origine, nonostante la produzione di CO2 fornita dal produttore estero sia inferiore rispetto a quella stimata dalla UE; più che complicato, perverso».</p>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">In un ginepraio di regole e di formule che sembra pensato apposta per impedire qualsiasi sospensione, l’UE ha comunque messo balzelli sulla CO2 che graveranno anche sui suoi (pochi) produttori&#8230; e qui c&#8217;è una sorpresa. I grandi produttori europei di fertilizzanti sono favorendoli all’entrata a regime del meccanismo (che avverrà in modo completo nel 2034). La produzione interna all’Europa diviene così una specie di convitato di pietra in questa intricata vicenda: trarrebbe inizialmente beneficio da questa misura, subendone effetti concreti negativi solo a partire dai prossimi anni, ma avrebbe già preso le sue contromisure per evitare la sospensiva.</p>
<h2 class="yiv2666208422MsoNormal">Come funziona</h2>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">Ma vediamo come funziona questo dazio-tassa sulle importazioni di fertilizzanti. Quello che segue è lo schema di applicazione all&#8217;urea.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8018" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam.jpg" alt="" width="2425" height="1113" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam.jpg 2425w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-300x138.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-1024x470.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-768x352.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-1536x705.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-2048x940.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-370x170.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-270x124.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-570x262.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-740x340.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-1320x606.jpg 1320w" sizes="(max-width: 2425px) 100vw, 2425px" /></p>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">Cercando di semplificare, il CBAM in termini di euro a tonnellata è pari al costo della CO2 (che oggi vale 85 euro a tonnellata) moltiplicato per valore di default fissato dall&#8217;Ue per singolo Stato e per singolo prodotto (che ad esempio per l’urea e per l’Egitto vale circa 1,4) che viene ridotto del benchmark europeo per quel prodotto (per l’urea pari a circa 0,9) a sua volta ridotto di un coefficiente che oggi vale (100%-2,5%) ovvero 97,5% e che a tendere si annullerà entro il 2034: per l’urea si parla di circa 44 euro a tonnellata che l’importatore dovrà versare l’anno prossimo nelle casse dell’UE (tramite i nostri riscossori locali) sulle importazioni di quest’anno. Dove si troveranno questi 44 euro a tonnellata?</p>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">Logicamente nel prezzo dell’urea, a meno che i produttori europei di urea non siano in grado di mantenere prezzi bassi a sufficienza da mettere l’importazione in condizione di perdere (prelevando comunque il CBAM dalle proprie eventuali riserve).</p>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">Comunque vada, per come il CBAM è stato scritto ed approvato, dal 2034, ad ogni tonnellata di urea importata andrà aggiunto il costo di tutta la CO2 associata alla propria produzione: in sostanza, dando per buoni i valori dei default europei, nel 2034 il CBAM andrebbe a valere 85&#215;1,4=120 eur/ton per l’urea egiziana; ma se parlassimo di urea cinese si andrebbe dagli odierni già proibitivi 85x(2,88-97,5%x0,9)=170 eur/ton agli 85&#215;2,88=245 eur/ton. E tutto questo senza considerare che anche il valore della CO2 non è un valore fermo, ma si muove col mercato (e tanto più una cosa è richiesta dal mercato, tanto più il suo valore è destinato ad aumentare).</p>
<h2>Non è finita qui</h2>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">Il meccanismo del CBAM non finisce qui: se infatti si decide di utilizzare un valore di CO2 prodotta per unità di prodotto fornito direttamente dal produttore, (ad esempio 1,11, nel caso della Nigeria), la norma prevede di utilizzare come benchmark lo 0,053 di Column A, 17 volte inveriore allo 0,9 previsto da column B: questo rende svantaggioso utilizzare i valori reali forniti dalle fabbriche extra-europee, poiché il meccanismo in questo caso va ad eliminare gli effetti positivi di riduzione del CBAM grazie al BANCHMARK di Column B».</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8019" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea.jpg" alt="" width="1948" height="629" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea.jpg 1948w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea-300x97.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea-1024x331.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea-768x248.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea-1536x496.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea-370x119.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea-270x87.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea-570x184.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea-740x239.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/cbam-urea-1320x426.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1948px) 100vw, 1948px" /></p>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">Peraltro, questa discrepanza tra column A e column B non si ha dappertutto. Anzi, per l’ammoniaca ad esempio si hanno gli stessi valori tra column A e column B: questo sembra suggerire che, siccome l’ammoniaca è una materia prima anche per l’industria europea, e quel settore sa difendersi, il CBAM sia artificiosamente direzionato con approccio protezionistico, così da ridurre l’impatto sulle materie prime, massacrando invece i prodotti finiti, qualora si cerchi di utilizzare valori diversi dai default imposti dalla stima Ue».</p>
<p class="yiv2666208422MsoNormal">In questo momento, il CBAM incide non poco, ma in prospettiva potrebbe rendere proibitive le importazioni di fertilizzanti. «Se avessimo una produzione interna non deficitaria e realizzata da diversi player questa misura non comporterebbe necessariamente problema al sistema UE, ma, non essendo la produzione europea autosufficiente, si rischia non solo un aumento violento dei prezzi, ma anche una mancanza di prodotto per tutti con le conseguenze che ognuno può vedere sull&#8217;agricoltore» osserva Giglioli. Per il mercato dell&#8217;urea, che già oscilla intorno ai 600 euro a tonnellata c&#8217;è poco da star sereni.</p>
<p><em>Autore: Paolo Viana</em></p>
<figure id="attachment_8022" aria-describedby="caption-attachment-8022" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-8022" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/unnamed.jpg" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/unnamed.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-300x300.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-150x150.jpg 150w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-768x768.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-370x370.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-270x270.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-570x570.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-740x740.jpg 740w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-8022" class="wp-caption-text">Il caso Cbam visto dall&#8217;intelligenza artificiale</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/cbam-convitato-di-pietra/">IL CBAM E IL CONVITATO DI PIETRA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>+1,2 MLN DI TONNELLATE DI GRANO DURO DALL&#8217;ESTERO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/12-mln-di-ton-di-grano-duro-dallestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 10:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=521</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il grano duro guida la crescita dell'import di cereali in Italia nei primi 10 mesi del 2023.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/12-mln-di-ton-di-grano-duro-dallestero/">+1,2 MLN DI TONNELLATE DI GRANO DURO DALL&#8217;ESTERO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Crescono nei primi dieci mesi del 2023 le importazioni di cereali, semi oleosi e farine proteiche in Italia, lo dice Anacer (Associazione Nazionale Cerealisti): in particolare i cereali in granella crescono del 9% (oltre 1 mln di tonnellate), con un controvalore di +94,6 mln€, +2,3%.</p>
<p><strong>Questa crescita si deve in particolare agli arrivi dall&#8217;estero di frumento, soprattutto di grano duro, in aumento di ben +1,2 mln ton rispetto al corrispondente periodo del 2022</strong>; crescono anche le importazioni di grano tenero di 0,5 mln ton. Tra gli altri cereali, invece, le importazioni di granturco, orzo, avena e altri cereali minori si riducono.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-522 size-full" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_import_cereali_23.png" alt="Il grano duro guida la crescita dell'import di cereali in Italia nei primi 10 mesi del 2023." width="659" height="422" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_import_cereali_23.png 659w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_import_cereali_23-300x192.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_import_cereali_23-370x237.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_import_cereali_23-270x173.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_import_cereali_23-470x300.png 470w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_import_cereali_23-570x365.png 570w" sizes="auto, (max-width: 659px) 100vw, 659px" /></p>
<p>Le esportazioni dal nostro paese dei principali prodotti del settore calano del 7,4%, pur crescendo del 4% in valore. Nei primi dieci mesi del 2023 sono calate soprattutto le vendite all&#8217;estero di pasta alimentare (-54.000 ton), dei cereali in granella (-179.000 ton) e dei prodotti trasformati (-99.000 ton). Le vendite di farina di grano tenero e di semola di grano duro, invece, sono aumentate rispettivamente di +6.800 ton e +11.300 ton.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-525 aligncenter" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_export_cereali_23.png" alt="Il grano duro guida la crescita dell'import di cereali in Italia nei primi 10 mesi del 2023." width="660" height="279" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_export_cereali_23.png 660w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_export_cereali_23-300x127.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_export_cereali_23-370x156.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_export_cereali_23-270x114.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2024/01/anacer_export_cereali_23-570x241.png 570w" sizes="auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/12-mln-di-ton-di-grano-duro-dallestero/">+1,2 MLN DI TONNELLATE DI GRANO DURO DALL&#8217;ESTERO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
