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	<title>incolti - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
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		<title>«L&#8217;EUROPA NON CANCELLA IL 4%»</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/leuropa-non-cancella-il-4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 19:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[PAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confagricoltura boccia il compromesso</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/leuropa-non-cancella-il-4/">«L&#8217;EUROPA NON CANCELLA IL 4%»</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Nonostante i miglioramenti ottenuti rispetto alla proposta iniziale, il provvedimento licenziato dalla Commissione non risponde alle esigenze degli agricoltori italiani». È critica la valutazione espressa dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in merito al regolamento pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale della Ue, sulla deroga all’obbligo di mantenere parte dei <em>terreni</em> agricoli incolti o improduttivi.</p>
<h2>La Commissione</h2>
<p>Oggi la Commissione europea ha adottato ufficialmente un regolamento che concede una parziale esenzione agli agricoltori europei dalla regola della condizionalità sui terreni incolti. Ciò fa seguito alla proposta dell&#8217;esecutivo europeo presentata il 31 gennaio e alle discussioni con gli Stati membri durante le riunioni del comitato. Il regolamento entrerà in vigore il 14 febbraio e si applicherà retroattivamente dal 1° gennaio per un anno, ovvero fino al 31 dicembre 2024. L&#8217;esenzione parziale accoglie le diverse richieste di maggiore flessibilità per rispondere meglio alle sfide che gli agricoltori dell&#8217;Unione europea devono affrontare.</p>
<h2>Colture azotofissatrici</h2>
<p>Invece di tenere i terreni a riposo o di mantenere elementi improduttivi sul 4% dei loro seminativi, gli agricoltori che trattano colture azotofissatrici o intercalari senza prodotti fitosanitari sul 4% dei loro seminativi saranno considerati in grado di soddisfare il cosiddetto requisito Gaec 8. Gli agricoltori che decidono di farlo possono comunque continuare a soddisfare il requisito con terreni incolti o con caratteristiche non produttive. L&#8217;uso di colture azotofissatrici e intercalari comporta una serie di benefici ambientali per la salute del suolo, tra cui la biodiversità e la limitazione della lisciviazione dei nutrienti. Gli Stati membri che desiderano applicare la deroga a livello nazionale devono notificarlo alla Commissione entro 15 giorni dall&#8217;entrata in vigore del regolamento, in modo che gli agricoltori possano esserne informati al più presto.</p>
<h2>Il commento di Confagricoltura</h2>
<p>«La Commissione ha previsto una lista eccessiva di condizioni, che riducono fortemente l’efficacia della misura. Ciò è dimostrato anche dal voto contrario della delegazione italiana – prosegue Giansanti –. Il nostro obiettivo è quello di eliminare l’obbligo della destinazione non produttiva dei terreni dalla normativa in vigore sulla PAC, ma è necessaria una proposta legislativa della Commissione che sarebbe impossibile approvare prima della conclusione della legislatura europea». Ecco perché si è resa necessaria una misura regolamentare che, però, sta dando risultati non soddisfacenti. «Da parte nostra, comunque, non rinunciamo a migliorare la situazione per gli agricoltori italiani. A tal fine – conclude il presidente di Confagricoltura – avanzeremo le nostre proposte alla Commissione in vista della presentazione del “pacchetto” sulla semplificazione che sarà licenziato per la riunione del Consiglio Agricoltura in programma il 26 febbraio, a Bruxelles».</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/leuropa-non-cancella-il-4/">«L&#8217;EUROPA NON CANCELLA IL 4%»</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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