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	<title>infestanti - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Mar 2026 09:09:37 +0000</lastBuildDate>
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	<title>infestanti - Grano Italiano</title>
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		<title>LAZIO ALLE PRESE CON IL FUSARIUM</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/lazio-alle-prese-con-il-fusarium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Contini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 23:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[confagricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[filiera]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fusarium]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come gestire le malattie del grano nel Lazio: intervista con Antonio Parenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/lazio-alle-prese-con-il-fusarium/">LAZIO ALLE PRESE CON IL FUSARIUM</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esperienza dei cerealicoltori del centro Italia.</p>
<p>Come abbiamo visto nel precedente articolo (<a href="https://granoitaliano.eu/il-lazio-si-affida-alle-rotazioni/" target="_blank" rel="noopener">Il Lazio si affida alle rotazioni</a>), l&#8217;aumento dei costi di produzione ha un forte impatto anche sulla lotta alle infestanti e alle fitopatie. Perciò è importante una gestione virtuosa delle risorse. Ne parliamo con Antonio Parenti presidente Confagricoltura Lazio.</p>
<p>Antonio Parenti presidente di Confagricoltura Lazio e titolare di un&#8217;azienda multidisciplinare con annesso agriturismo nel comune di Montalto di Castro (VT) delle dimensioni di circa 160 Ha ci dice: « Nella regione Lazio il grano viene coltivato soprattutto nella fascia tirrenica e in alcune zone interne nella parte centro-nord della regione. Ciò avviene in presenza di zone a giacitura collinare nelle province di Rieti e Viterbo. Inoltre, questa coltivazione interessa naturalmente anche la provincia di Roma.</p>
<p>Nella mia zona le malerbe che danno più problemi sono quelle a foglia stretta che sono più veloci nella crescita. Tendono ad “affogare” il grano nella fase di botticella prima della spigatura. Io così come tutti i miei colleghi del viterbese negli ultimi anni siamo diventati molto più ”virtuosi” e tendiamo ad utilizzare pochissimo concime e quando possibile eliminiamo i diserbi. Queste due voci di costo sono infatti molto impattanti sulla coltivazione.</p>
<p>Perciò si tende a seminare un po&#8217; più tardi, facciamo una lavorazione in più del terreno. Inoltre, utilizziamo sovesci con leguminose che apportano azoto in maniera naturale ai terreni. Il tutto per poter contenere i costi e cercare di rendere sostenibile la coltivazione del grano». spiega Parenti<br />
Tra le malerbe a foglia stretta che danno problemi alla coltivazione del grano ci sono quelle appartenenti alla famiglia delle graminacee classe monocotiledoni.</p>
<p>Tra queste sicuramente quella che riveste più importanza è il loietto (Lolium spp) per i danni economici che può causare. Tra le altre infestanti graminacee meritevoli di considerazione si possono citare le specie appartenenti ai generi Avena, Phalaris, e Poa.</p>
<h2>IL CAMBIAMENTO CLIMATICO IMPATTA SULLO SVILUPPO SULLE FITOPATIE</h2>
<p>«la fascia tirrenica a parte gli ultimi anni è sempre stata caratterizzata da un clima abbastanza arido. Questo tipo di clima non permette di avere le condizioni climatiche ideali per lo sviluppo di malattie. Allo stesso tempo la scarsità di precipitazioni non consente di ottenere rese molto elevate. Rispetto ad altri territori qui si raggiungono rese di 35 q/Ha» osserva l&#8217;agricoltore laziale. Che ci racconta problematiche analoghe a quelle che abbiamo incontrato in Sardegna<br />
(<a href="https://granoitaliano.eu/infestanti-sardegna/">Come combatto le infestanti</a>)<br />
Un altro problema temibile per i cerealicoltori laziali è quello del fusarium: abbiamo studiato il problema l&#8217;anno scorso a Piacenza. In quell&#8217;occasione, abbiamo partecipato ai campi prova organizzati da Agricola 2000 (<a href="https://granoitaliano.eu/fusarium-agguato/">Fusarium  in agguato</a>)<br />
«In quest&#8217;annata caratterizzata da una piovosità elevata con un alto tasso di umidità presente nell&#8217;aria sicuramente avremo problemi di malattie fungine. In particolare, si prevedono problematiche di fusarium, mal del piede e oidio. Un aspetto importante da considerare è l&#8217;assenza da qualche anno a questa parte del vento freddo di Tramontana che caratterizzava il periodo delle semine. Quest&#8217;ultimo è stato sostituito da un vento proveniente da sud che porta umidità. Ciò favorisce l&#8217;insorgenza di fitopatie. Afidi e altri parassiti terricoli invece non hanno mai storicamente causato danni rilevanti nella zona» spiega Parenti.</p>
<h2>UNA FILIERA NON OPPORTUNAMENTE VALORIZZATA: UN ULTERIORE PROBLEMA</h2>
<p>«Oltre ai problemi derivanti dagli elevati costi di produzione e dalla bassa remunerazione del cereale, nella regione Lazio abbiamo il grosso problema della mancanza di una filiera produttiva in grado di valorizzare a livello nazionale il grano prodotto nella regione: non abbiamo centri di stoccaggio del cereale idonei, ci sono solo commercianti con piccoli centri di stoccaggio che poi vendono il prodotto ad aziende di trasformazione quali molini o pastifici fuori regione, in altre regioni come la Puglia la presenza di strutture adeguate che sono in grado di valorizzare la filiera fa si che queste ultime riescono a vendere il loro grano a prezzi decisamente superiori rispetto a quello laziale a parità di qualità visto che possono permettersi di contenere i costi di produzione avendo una capillare rete di trasformazione molini e pastifici diffusa sul territorio» conclude Parenti.</p>
<p><em>Autore: Alessandro Contini</em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SI FA PRESTO A PARLARE DI DISERBO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/si-fa-presto-a-parlare-di-diserbo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 23:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lotta alle infestanti passa anche attraverso l'uso accorto degli strumenti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settimana abbiamo intervistato due esperti in materia di malerbe (o erbe avventizie come alcuni preferiscono definirle, per riconoscerne il ruolo che svolgono negli agroecosistemi): la professoressa Silvia Fogliatto dell’Università di Torino, malerbologa, e l’agronomo e malerbologo Giovanni Campagna, collaboratore dell’azienda agraria dell&#8217;università di Bologna. Abbiamo chiesto lumi riguardo alle migliori pratiche, a cosa prestare particolare attenzione -soprattutto riguardo ai macchinari-, e a quali conseguenze si può andare incontro se il diserbo di post-emergenza sul grano non è eseguito a regola d’arte. Sul fronte normativo, vale la pena ricordare che il tema della manutenzione e dell&#8217;efficienza dei macchinari si intreccia con un recente aggiornamento legislativo.</p>
<p>Con un emendamento al decreto Milleproroghe (D.L. 200/2025), approvato il 18 febbraio 2026, sono stati ridefiniti i termini per la revisione obbligatoria delle macchine agricole prevista dal D.M. 20 maggio 2015. Le nuove scadenze variano in base all&#8217;anno di immatricolazione: i mezzi più datati, immatricolati entro il 1983, dovranno essere revisionati entro il 31 dicembre 2026; quelli immatricolati tra il 1984 e il 1996 avranno tempo fino al 2027; le macchine tra il 1997 e il 2023 fino al 2028; mentre per i nuovi veicoli immatricolati dal 2024 in poi la revisione scatterà al quinto anno, entro il mese di prima immatricolazione. Una proroga che dà alle aziende agricole più tempo per programmare gli adempimenti ed evitare sanzioni — ma che non deve diventare un pretesto per rimandare la manutenzione ordinaria, come ricordano i nostri esperti.</p>
<h2>Barre, botti e irroratrici</h2>
<p><strong><em>A quali parametri bisogna prestare particolare attenzione a livello di macchine per il diserbo (barre, botti, e strumenti per il diserbo meccanico) per evitare problemi?</em></strong></p>
<p>«Per quanto riguarda le <strong>barre irroratrici </strong>-spiega la professoressa Fogliatto- è fondamentale una <strong>corretta taratura</strong>, verificando la reale portata degli ugelli e la pressione di esercizio. Gli errori di taratura possono portare a sottodosaggi, con controllo parziale delle infestanti e <strong>rischio di selezione di popolazioni resistenti</strong>, oppure a sovradosaggi, con maggiori costi, rischi di fitotossicità e maggior <strong>impatto ambientale</strong>. È altrettanto importante garantire <strong>uniformità di distribuzione</strong>, controllando lo stato degli ugelli e la corretta sovrapposizione delle passate. Altezza della barra, scelta degli ugelli, volumi d’acqua e velocità di avanzamento incidono direttamente sull’efficacia del trattamento. Nel <strong>diserbo meccanico</strong> è necessario effettuare la lavorazione con un’<strong>adeguata velocità</strong> <strong>di avanzamento</strong>, assicurando un allineamento preciso alla fila e profondità costante per evitare danni alla coltura.</p>
<h2>La regolazione</h2>
<p>Una regolazione imprecisa può portare a uno scarso controllo delle malerbe e danneggiare l’apparato radicale della coltura. Nei trattamenti meccanici, inoltre, l’<strong>epoca di intervento</strong> è fondamentale per ottenere un buon controllo delle infestanti, agendo con infestanti <strong>ai primi stadi di sviluppo</strong> e con terreno in tempera per favorire la completa estirpazione». Sono inoltre da evitare, se possibile, interventi meccanici quando sono previste piogge a breve distanza dall’intervento, che potrebbero ridurre l’efficacia favorendo il riattecchimento di parte delle piante.</p>
<p>Le tecnologie di <strong>diserbo di precisione</strong>, sia nei trattamenti chimici sia in quelli meccanici, grazie a sistemi di guida assistita, controllo automatico delle sezioni e gestione sito-specifica dell’intervento, permettono di migliorare accuratezza e uniformità, riducendo sovrapposizioni, sprechi di prodotto e danni alla coltura. L’agronomo Campagna raccomanda in particolare che «le <strong>irroratrici</strong> debbono essere efficienti e <strong>ben</strong> <strong>tarate</strong>, da utilizzare in modo ottimale per <strong>uniformità</strong> e qualità di lavoro.  Grande attenzione va riposta nei <strong>lavaggi</strong> passando da coltura a coltura con utilizzo di erbicidi fitotossici per le colture successive».</p>
<h2>Gli errori</h2>
<p><strong><em>Quali sono gli errori più frequenti che vede in campagna, quando si parla di diserbo?</em></strong></p>
<p>L’agronomo Campagna racconta che uno dei principali problemi che sta emergendo è la riduzione di <strong>finestre di intervento ridotte</strong> a causa dei cambiamenti climatici, in cui spesso si rincorrono i lavori perdendo l obiettivo della <strong>tempestività di intervento</strong>.</p>
<p>Secondo la professoressa, gli errori più frequenti nella gestione del diserbo del frumento sono gli <strong>interventi eseguiti tardivamente</strong>, quando le infestanti sono già sviluppate e hanno già esercitato competizione con la coltura. Inoltre, l’<strong>esecuzione ripetuta negli anni di trattamenti erbicidi con gli stessi meccanismi di azione</strong>, in particolare ALS-inbitori e ACC-asi inibitori, può portare all’insorgenza di popolazioni resistenti. L’esecuzione di <strong>trattamenti con colture in stress</strong> inoltre è un errore comune che porta a riduzioni di efficacia e possibile fitotossicità. Infine, <strong>troppo spesso la gestione delle malerbe viene affidata esclusivamente al diserbo chimico, senza l’integrazione di altri mezzi e non ricorrendo a strategie agronomiche come rotazioni colturali, falsa semina e controllo delle infestanti che si sviluppano nel periodo intercolturale</strong>.</p>
<h2>I rischi</h2>
<p><strong><em>Quali sono I rischi e le conseguenze di un diserbo post emergenza mal eseguito sulla qualità e quantità della resa? </em></strong></p>
<p>«Un diserbo di post-emergenza mal eseguito, ci dice la professoressa Fogliatti, può determinare due principali tipologie di problemi:</p>
<p>&#8211;<strong><em>competizione precoce delle infestanti</em></strong>: il diserbo di post-emergenza si basa su pochi meccanismi di azione e, se si interviene in ritardo o con miscela inadeguata, alcune graminacee come <em>Avena</em> spp. e <em>Alopecurus</em> spp. possono entrare in <strong>forte competizione</strong> con la coltura per l’azoto e per l’acqua. Questo può comportare una <strong>riduzione</strong> dell’accestimento e <strong>del numero di culmi</strong> fertili, con conseguente calo produttivo e peggioramento della qualità (minore peso ettolitrico e minore contenuto proteico).</p>
<p>&#8211; <strong>fitotossicità e stress della coltura</strong>: un diserbo mal gestito, soprattutto se effettuato su coltura che è in stress a causa del freddo, del ristagno idrico o per carenze può provocare anche un <strong>ulteriore stress alla coltura</strong> con conseguente rallentamento vegetativo e fenomeni di fitotossicità che possono portare a <strong>ridotte rese</strong> produttive».</p>
<p>Il diserbo, continua Campagna, «è fondamentale per massimizzare rese e qualità, che possono venire seriamente compromesse qualora la strategia ottimale e la tempestività di intervento venissero trascurati».</p>
<h2>Banca semi delle malerbe</h2>
<p><strong><em>E sulla gestione della banca semi/popolazione delle malerbe in campo nel lungo termine?</em></strong></p>
<p>«Il diserbo è fondamentale per ridurre le problematiche per gli anni successivi nelle colture in rotazione, come disseminazione e aumento difficoltà di contenimento, in particolare per le popolazioni resistenti», ci dice Campagna. Spiega poi la professoressa Fogliatti che una gestione non corretta del diserbo comporta soprattutto una ridotta efficacia e la <strong>selezione di popolazioni resistenti</strong> agli erbicidi: «Un diserbo mal eseguito comporta una ridotta efficacia con piante infestanti solo in parte danneggiate ma non completamente devitalizzate. In questo modo vengono selezionati gli individui meno sensibili, con un progressivo aumento delle popolazioni resistenti e un <strong>arricchimento della banca semi</strong> del suolo.</p>
<p>Questo comporta una maggiore complessità nella gestione del diserbo negli anni successivi. La diffusione di popolazioni resistenti riguarda soprattutto le graminacee resistenti agli erbicidi ALS-inibitori e ACCasi- inibitori, ma anche specie a foglia larga come <em>Papaver rhoeas</em> e <em>Sinapis</em> spp. Viene inoltre a formarsi una flora di sostituzione meno sensibile ai meccanismi di azione più utilizzati, con specie come <em>Veronica</em> spp., <em>Fumaria officinalis</em>, <em>Viola</em> spp. e <em>Geranium </em>spp. Risulta quindi importante adottare una strategia integrata che includa l’uso periodico di erbicidi residuali, la rotazione dei meccanismi di azione, l’avvicendamento delle colture e l’integrazione del diserbo chimico con altre pratiche agronomiche per evitare la selezione delle specie resistenti e il conseguente accumulo di queste nella banca semi».</p>
<h2>Ricapitolando</h2>
<p>Le principali cose a cui fare attenzione, dal punto di vista pratico sono:</p>
<ul>
<li>La corretta taratura ed un accurato lavaggio delle botti e delle barre, integrando l’uso dei mezzi chimici come uno dei diversi elementi all’interno di strategie integranti mezzi meccanici, agronomici e chimici.</li>
<li>Una velocita’ di avanzamento adeguata e una particolare attenzione all’allineamento delle passate del macchinario per il diserbo meccanico.</li>
<li>In ogni caso, il tempismo è determinante: intervenire tempestivamente consente di colpire le malerbe quando sono vulnerabili (ovvero nei primi stadi di sviluppo), limitando la competizione con la coltura ed evitando di selezionare popolazioni resistenti.</li>
</ul>
<p>E laddove questa attenzione venisse a mancare, le conseguenze possono essere:</p>
<ul>
<li>Riduzione delle rese, e della qualità.</li>
<li>Spreco di mezzi tecnici (e quindi aumento dei costi), che riduce la sostenibilità economica ed ambientale dell’azienda.</li>
<li>Aumento della banca semi e selezione di popolazioni resistenti, che aumentano sensibilimente la difficolta’ ed il costo del controllo nelle annate successive.</li>
</ul>
<p>Il messaggio fondamentale che il lettore può portarsi a casa è questo: le malerbe sono selezionate dai mezzi usati per combatterle. E’ quindi fondamentale ricordare che il diserbo, anche se oggi abbiamo parlato esclusivamente di quello in post emergenza, deve essere concepito e trattato come una gestione continuativa da applicarsi 365 giorni l’anno. Alternare mezzi agronomici, meccanici e chimici, ponendo attenzione al controllo delle malerbe durante tutto l’anno e tutte le fasi di vita delle stesse, è l’unica strategia in grado di garantire un controllo efficace nel tempoe che consente di ridurre i costi e le problematiche associate nel lungo periodo.</p>
<p><em>Autore: Lorenzo Pozzi</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>DOVE VAI SE L&#8217;ERPICE NON CE L&#8217;HAI?</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/dove-vai-se-lerpice-non-ce-lhai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 23:10:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo meccanico]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'evoluzione delle attrezzature per il diserbo meccanico nella cerealicoltura</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" data-setdir="false">Torniamo a parlare di diserbo post emergenza e delle soluzioni offerte dalla meccanica. Abbiamo visto (articolo precedente) i problemi posti dalle resistenze e l&#8217;importanza del timing e del clima, soffermandoci sui sistemi di distribuzione dei prodotti chimici e sull&#8217;importanza dei sensori, ma va detto che il diserbo meccanico, tradizionalmente legato all&#8217;agricoltura biologica, sta conoscendo un rinnovato interesse anche in quella convenzionale come strumento per gestire le resistenze e ridurre l&#8217;input chimico. I produttori di attrezzature hanno sviluppato soluzioni sempre più sofisticate ed efficaci.</div>
<div dir="ltr" data-setdir="false">
<div dir="ltr" data-setdir="false">
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Erpici strigliatori: evoluzione continua</i></p>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">L&#8217;erpice strigliatore rappresenta l&#8217;attrezzatura principale per il diserbo meccanico dei cereali. Ogni dente è dotato di molla individuale che mantiene una pressione uniforme regolabile dall’operatore, indipendentemente dal terreno. I sistemi a doppia regolazione (pressione al suolo e inclinazione dei denti) come l’Arcadia di Kverneland ampliano poi significativamente la finestra di lavoro, permettendo di operare anche nelle fasi più delicate della coltura. Grazie alla loro semplicita’, al peso contenuto, e alla varieta’ di modelli disponibili, sono compatibili anche con trattori di medie e piccole dimensioni.</p>
<h3 class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Timing e strategie d&#8217;intervento</i></h3>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">Su terreni particolarmente infestati, uno schema efficace puo’ vedere una strigliatura in pre-semina seguita da tre interventi in post-emergenza: a inizio accestimento, a fine accestimento e ad inizio levata. La tempestività è fondamentale: la strigliatura è pienamente efficace su malerbe allo stadio iniziale, ma diventa inefficace oltre lo stadio di plantula a 2-3 foglie vere.</p>
<h2 class="x_ydpaeb130MsoNormal"><b>Approcci agronomici integrati</b></h2>
<div>A conclusione dei queste riflessioni, dobbiamo riconoscere che seminare più densamente permette di ottimizzare la copertura del terreno e creare un ambiente più competitivo contro le infestanti, soprattutto nelle interfile (CREA). L’utilizzo poi di varietà antiche ad alta taglia come il Senatore Cappelli, permettono di avere una chioma ancora più competitiva, ma la selezione della varietà va pesata attentamente anche in funzione delle aspettative di resa e delle suscettibilità delle stessa.</div>
<div></div>
<h2 class="x_ydpaeb130MsoNormal"><b>Il diserbo oggi deve usare un approccio integrato</b></h2>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">L&#8217;emergenza di resistenze e la crescente pressione normativa verso la riduzione degli input chimici, rendono necessario un approccio integrato che combini strategie chimiche, meccaniche, e agronomiche nel diserbo del grano.</p>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">I produttori di macchine agricole ci aiutano con diverse innovazioni: dalle barre irroratrici dotate di telecamere e IA capaci di riconoscere e trattare selettivamente le infestanti, ai sistemi di modulazione dell&#8217;impulso che garantiscono precisione estrema nella distribuzione, fino agli erpici strigliatori di nuova generazione con sofisticate regolazioni idrauliche. Parallelamente, per i pionieri che desiderano provarle, le tecnologie robotiche aprono scenari interessanti, ma richiedendo ancora del tempo per divenire disponibili su larga scala.</p>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">La chiave del successo oggi risiede nell&#8217;integrazione di queste soluzioni tecnologiche con pratiche agronomiche consolidate: rotazioni ampie, varietà competitive, investimenti ottimizzati, falsa semina, e interventi tempestivi. Solo un approccio sistemico può garantire la sostenibilità economica e ambientale delle operazioni di diserbo sul grano, preservando l&#8217;efficacia degli strumenti disponibili per le generazioni future.</p>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">Chi saprà integrare tecnologie di precisione, diserbo meccanico, e strategie agronomiche adeguate, potrà affrontare con maggiore sicurezza le sfide che il presente ci pone, mantenendo competitività e redditività nel lungo termine.</p>
<p data-start="5130" data-end="5626"><em>Autore: Lorenzo Pozzi</em></p>
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</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>IL PESO DELLA CHIMICA NEL POST</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/il-peso-della-chimica-nel-post/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 23:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[post emergenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=8058</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla gestione delle resistenze alle innovazioni meccaniche e digitali: come affrontare le problematiche del diserbo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">Con la fine dell’inverno e la ripresa vegetativa, si risvegliano le colture, e anche le malerbe. Parliamo quindi di diserbo post-emergenza: un’operazione fondamentale nel controllo delle infestanti del grano. Date le sfide poste da popolazioni resistenti e le limitazioni legali sui principi attivi utilizzabili, e’ necessario adottare strategie che integrino mezzi chimici, meccanici, e agronomici per ottenere risultati soddisfacenti riducendo al contempo l’impatto ambientale di questa operazione. Vediamo quali sono le principali problematiche di cui tenere conto, e come affrontarle.</p>
<h2 class="x_ydpaeb130MsoNormal"><b>Le principali problematiche da affrontare</b></h2>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Il problema principale: le resistenze agli erbicidi</i></p>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">La selezione di popolazioni resistenti costituisce la sfida più urgente. Questo fatto, unito alla ridotta differenziazione dei meccanismi d&#8217;azione disponibili, impone l’adozione di strategie di controllo diversificate e che integrino il diserbo chimico a quello meccanico, mentre le soluzioni agronomiche adeguate permetterano di avere una coltura vigorosa e competitiva.</p>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">Infestanti problematiche del grano (da CREA):</p>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">Specie più critiche con segnalazioni di resistenza agli erbicidi:</p>
<ul>
<li class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Lolium</i> e <i>Avena spp.</i>: resistenze a graminicidi fogliari e solfoniluree</li>
<li class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Papaver rhoeas</i>: popolazioni resistenti ad ALS-inibitori</li>
</ul>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">Infestanti di sostituzione in espansione:</p>
<ul>
<li class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Veronica</i> spp.</li>
<li class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Viola arvensis</i></li>
<li class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Fumaria officinalis</i></li>
<li class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Stellaria media</i></li>
</ul>
<h3 class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Timing critico e competizione precoce</i></h3>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">Per ridurre le uscite in campo, il diserbo viene spesso abbinato ai trattamenti fungicidi, portando a interventi tardivi ben oltre la fase di accestimento. Questo comportamento, seppur conveniente dal punto di vista pratico, espone il grano a una prolungata competizione con le infestanti per acqua, nutrienti e luce, proprio durante la fase critica dell’accestimento. Ne consegue una riduzione della produzione reale, rispetto al potenziale genetico. Inoltre, trattare su malerbe già sviluppate e’ meno efficace, favorendo nel lungo periodo la selezione di popolazioni ancora piu’ tolleranti o resistenti.</p>
<h3 class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Condizioni climatiche avverse</i></h3>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">Nella maggiorparte della penisola, le abbondanti precipitazioni autunnali nel 2025 hanno causano ritardi nelle semine (CREA). L&#8217;impossibilità di effettuare lavorazioni meccaniche di affinamento o trattamenti con prodotti totali ormai proibiti e comunque meno efficaci a cousa delle popolazioni resistenti poi, porta a rilevanti presenze di malerbe già prima dell&#8217;emergenza delle colture, che quinid avvengono spesso contro popolazioni di malerbe gia’ ben stabilite.</p>
<h2 class="x_ydpaeb130MsoNormal"><b>Diserbo chimico, sempre piu’ tecnologia, sempre piu’ precisione</b></h2>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">I produttori di botti e barre irroratrici hanno risposto alle sfide del diserbo con innovazioni tecnologiche significative, orientate alla precisione, all’uniformita’ dei trattamenti, e alla riduzione della deriva, ottimizzando cosi’ dell&#8217;uso degli agrofarmaci. Al loro fianco, produttori indipendenti di sensoristica ed elettronica di controllo come Demetronic suppliscono aiutando a chiudere i punti ciechi e migliorando il controllo delle macchine e l’uniformita’ dei trattamenti.</p>
<h3 class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Sistemi di distribuzione a dose variabile</i></h3>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">Le moderne irroratrici integrano tecnologie avanzate per modulare la distribuzione in tempo reale. I sistemi basati sulla modulazione dell&#8217;intervallo di impulso (PWM &#8211; Pulse Width Modulation, come sulla Deltis 2 di Khun), frazionano il flusso in microimpulsi mantenendo gocce di dimensioni uniformi indipendentemente dalla velocità. Il sistema poi regola la distribuzione da un lato all&#8217;altro della barra in base alla sua velocità, assicurando che ogni segmento riceva la quantità corretta di prodotto.</p>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">Laddove pero’ si vogliano ammodernare barre gia’ possedute, o migliorare il controllo e l’uniformita’ del trattamento, si possono installare dei sensori quali i flussometri come l’FFA (Fluid Flow Alert). Questo sistema permette un controllo più granulare del flusso di prodotto nella barra, con un sistema di allerta istantaneo non appena si registrano deviazioni. In questo modo previene applicazioni disomogenee che possono portare a danneggiare la coltura o compromettere il risultato dell’operazione.</p>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">«Come già avvenuto con AFA System per il controllo delle seminatrici pneumatiche e con LFA System per la localizzazione dei concimi liquidi, anche questa volta &#8211; spiegano ad esempio in Demetronic -, seguendo la medesima filosofia orientata alla prevenzione degli inconvenienti in lavorazione, siamo impegnati nello sviluppo di una soluzione dedicata al controllo di tutti i macchinari che impiegano trattamenti con tecniche spray. Il sistema, sviluppato insieme agli agricoltori, consente un controllo più granulare del flusso lungo la barra e genera un’allerta immediata in caso di deviazioni, prevenendo applicazioni disomogenee che potrebbero danneggiare la coltura o compromettere l’efficacia del trattamento».</p>
<h3 class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Sensori ottici, controllo georeferenziato, e IA per il diserbo selettivo</i></h3>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">L&#8217;integrazione dei sistemi di guida automatica e georeferenziazione permette di automatizzare l&#8217;apertura e la chiusura del flusso a sezioni di barra o ai singoli ugelli, evitando sovrapposizioni e trattamenti su aree già diserbare. L&#8217;evoluzione più recente invece arriva dai sistemi basati su telecamere e intelligenza artificiale. Questi riconoscono in tempo reale le infestanti presenti nella coltura, distinguendo tra Green-on-Brown (vegetazione su terreno nudo) e Green-on-Green (infestanti tra la coltura). Una volta riconosciute le malerbe, il sistema le colpisce con getti di diserbante estremamente precisi, riducendo drasticamente l&#8217;uso di erbicidi, sistemi come questo sono sviluppati e gia’ acquistabili ad esempio da Ecorobotix.</p>
<h3 class="x_ydpaeb130MsoNormal"><i>Riduzione della deriva</i></h3>
<p class="x_ydpaeb130MsoNormal">La manica d&#8217;aria rappresenta una tecnologia consolidata ma ancora sottoutilizzata che riduce significativamente la deriva. Essa indirizza in modo mirato i fitofarmaci sulle colture riducendo al minimo il contatto con aree circostanti non target, ne e’ un esempio il sistema <span lang="EN-US">OKTOPUS Boom Pro di Nobili s.p.a</span>. Complementare è la tecnologia di carica elettrostatica, come quella</p>
<p data-start="5130" data-end="5626"><em>Autore: Lorenzo Pozzi</em></p>
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		<title>«ECCO COME RISPARMIO CONCIME E DISERBO»</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/come-risparmio-concime-e-diserbo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Contini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 23:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La strategia dei costi di Massimo Michelini, cerealicoltore di Coldiretti Marche, comprende anche scelte attente di concimazione e diserbo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torniamo nelle Marche per capire come far tornare i conti del grano duro. Massimo Michelini agricoltore di Ostra (AN), ci racconta: « Sono titolare di un&#8217;azienda della dimensione di circa 250 Ha, nelle mia azienda coltivo principalmente grano duro per circa le metà della superficie aziendale e nell&#8217;ultima annata sono riuscito ad ottenere una resa di circa 60 q/Ha di granella. Le varietà seminate sono Farah, Odisseo, Achille e Iride. Inoltre nella mia azienda coltivo anche: girasole, coriandolo e erba medica e un po&#8217; di grano tenero.»</p>
<h2>Come risparmio concime e diserbo</h2>
<p>«Nella mia azienda effettuo una concimazione localizzata alla semina con lo scopo di risparmiare il più possibile concime apportando macroelementi come fosforo e potassio e un 3 % di azoto sia organico che minerale ma la tendenza della mia azienda è quella valutare in base a come reagisce la coltura di sostituire progressivamente la concimazione minerale con quella organica.» Ci racconta Michelini. La concimazione localizzata alla semina offre diversi vantaggi sia di tipo agronomico che economico ed ambientale quali:<br />
Assicurare un maggiore e uniforme sviluppo della coltura</p>
<p>Con bassi dosaggi si è in grado di ottenere le stesse prestazioni di una concimazione tradizionale con un notevole risparmio economico.Bassi dosaggi consentono di ridurre gli sprechi mitigando quindi l&#8217;impatto ambientale.</p>
<p>Per quanto riguarda la concimazione di copertura Michelini ci racconta: « nella mia azienda effettuo 2 passaggi il primo apportando azoto e zolfo e il secondo apportando solo azoto, in una parte dell&#8217;azienda sto sperimentando una prima concimazione con solfato ammonico e una seconda con un concime organico a lenta cessione»</p>
<h2>Malattie del grano</h2>
<p>Il clima poco piovoso nell&#8217;ultima fase del ciclo colturale in prossimità della maturazione ha consentito di ottenere un prodotto dall&#8217;elevata qualità, dice Michelini.</p>
<p>«Nella mia azienda faccio un intervento fungicida a base di zolfo all&#8217;incirca al mese di marzo se si è in presenza di una primavera molto piovosa, altrimenti mi limito a fare un unico intervento fungicida nella prima decade di maggio in fase di spigatura con il quale riesco a tenere sotto controllo le principali malattie fungine: oidio, ruggini, fusariosi, septoriosi»</p>
<p>Michelini conclude dicendo che «la prima concimazione in copertura a base di zolfo indirettamente cura anche il mal del piede»</p>
<p class="ydp3ef8836cyiv3574906327MsoNormal"><em>Autore: Alessandro Contini</em></p>
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		<title>RITARDO E SFIDUCIA IN PUGLIA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/ritardo-e-sfiducia-in-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 23:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[falsa semina]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potito Gallo di SATA ci spiega la complessa situazione della regione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono state semine ritardate, quelle del frumento duro per la stagione 2025-26 in Puglia. Le piogge hanno invogliato i cerealicoltori, già molto sfiduciati a causa del negativo andamento dei prezzi di mercato, ma anche dal costo dei fertilizzanti in aumento e dall’andamento climatico sempre più siccitoso in Capitanata.</strong> Il racconto a Grano Italiano dalla Capitanata è di Potito Gallo, tecnico sperimentatore di SATA per la Puglia.</p>
<h2><strong>Prezzo di mercato non sostenibile</strong></h2>
<p>In Puglia, ci dice Gallo,<strong> il prezzo di mercato del frumento duro si è ormai stabilito attorno a 28-29 euro/q.le, così che è venuto meno l’interesse di molte aziende agricole a coltivare.</strong> Questo accade soprattutto nelle zone aride e siccitose, nonché in terreni in cui gli avvicendamenti sono proibitivi e si pratica il ringrano. Secondo Potito Gallo, quindi, “è prevista una significativa riduzione delle superfici seminate come già avvenuto negli ultimi anni, nel 2024 c’è stato un calo del 15% rispetto l’anno precedente e solo al termine delle semine tardive potremmo quantificare il dato. La causa principale l’invasione del grano duro estero”.</p>
<h2><strong>Le piogge hanno spinto le semine </strong></h2>
<p>Lasciare i terreni incolti, vuole dire mancato reddito dell’imprenditore agricolo, pertanto le precipitazioni verificatesi dal 20 novembre all’8 dicembre hanno invogliato i cerealicoltori a seminare, slittando in avanti le operazioni di semina rispetto la programmazione iniziale, ci testimonia il tecnico di SATA. “<strong>In Capitanata si è partiti con le semine di frumento duro dal 15 novembre, interrotte dalle precipitazioni e riprese a pieno ritmo dal 10 dicembre, periodo di maggior concentrazione</strong>”.</p>
<h2><strong>Complesso gestire le infestanti</strong></h2>
<p><strong>La gestione delle infestanti del frumento è sempre più complessa in areali come quelli pugliesi della Capitanata</strong>, in cui numerosi sono anche i casi di resistenze (si veda il caso del loietto e papavero). In questi casi la corretta gestione delle buone pratiche colturali, lavorazioni del terreno e applicazione di erbicidi di pre o di post emergenza precoce sono fondamentali per ridurre la pressione delle infestanti in campo.</p>
<p>Tra le pratiche utilizzate troviamo la Falsa semina, pratica normalmente impiegata che, però, richiede un periodo di riposo del terreno e condizioni meteorologiche tali da far emergere la flora infestante dopo la prima lavorazione del terreno, prima della semina del frumento. In periodi di prolungata siccità, ciò potrebbe non avvenire e le infestanti rischiano di manifestarsi massicciamente alla prima pioggia, dopo la semina del frumento.</p>
<h2><strong>Niente falsa semina: tante infestanti in campo</strong></h2>
<p><strong>Le osservazioni dei campi seminati precocemente mostrano, dopo l’emergenza, una buona presenza di infestanti. L’assenza di piogge estive, infatti, non ha consentito di eseguire operazioni colturali di preparazione dei terreni come la falsa semina.</strong> “Tali campi si presentano in buono stato vegetativo, in virtù dei 70-80 mm di pioggia verificatosi dopo la semina”. Invece, poiché si sono abbassate le temperature, i campi seminati tardivamente ritarderanno l’emergenza della coltura secondo quanto previsto da Potito Gallo.</p>
<p><em>Nella foto in alto: emergenze in campi seminati precocemente (foto di Potito Gallo, SATA)</em></p>
<p data-start="3483" data-end="4087"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<item>
		<title>LE INFESTANTI DELLA PROSSIMA STAGIONE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/infestanti-prossima-stagione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 22:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[patologie]]></category>
		<category><![CDATA[problemi]]></category>
		<category><![CDATA[resistenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le preoccupazioni dei cerealicoltori italiani sulla difesa del frumento seminato nella prossima stagione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cosa preoccupa di più i cerealicotori per la prossima stagione del frumento</strong>, in particolare sul fronte della difesa? Nell&#8217;attuale situazione di contesto, preservare produttività e qualità è fondamentale, per poter massimizzare i ricavi a prezzi decisamente poco incentivanti. Abbiamo ascoltato cerealicoltori dal Nord al Sud Italia e, in questo articolo, riportato le testimonianze significative che ci danno un&#8217;idea di quanto i contesti dei sistemi cerealicoli italiani siano variegati e complessi. <strong>Dalla variabilità meteorologica, alle infestanti resistenti agli erbicidi</strong>, le problematiche vanno affrontate con professionalità e investimenti in tecniche, prodotti e mezzi. Vediamo qualche esempio dal Piemonte alla Sicilia, passano per le Marche.</p>
<h2>I grattacapi di Alessandria</h2>
<p>Roberto Gavio, cerealicoltore della provincia di Alessandria, ci conferma che nella prossima campagna del frumento tenero investirà una superficie ridotta rispetto al solito, inferiore a quella della campagna scorsa. I motivi sono sempre quelli legati alla redditività che il frumento, secondo Gavio, non riesce più a garantire.</p>
<p>In questo contesto, l&#8217;agricoltore ci dice che<strong> l&#8217;andamento meteorologico sarà fondamentale sul fronte delle patologie e degli insetti parassiti</strong>, perchè ogni anno è diverso dall&#8217;altro. Nella scorsa stagione, ad esempio, non ci sono state particolari criticità perchè il clima è stato relativamente fresco e ventilato quasi fino alla fine del ciclo vegetativo. Gli interventi fungicidi e insetticidi effettuati correttamente e nei tempi canonici, ci dice, hanno controllato efficacemente laddove era necessario. Per la prossima campagna si vedrà come si svilupperanno malattie fogliati e insetti parassiti: è tutto molto imprevedibile a causa della estrema <strong>variabilità meteorologica</strong> attuale. Sul fronte insetti, nella zona <strong>ci si può aspettare la presenza della cimice</strong> che, seppur con intensità altalenante, è sempre stata rilevata negli ultimi anni.</p>
<p>Una ulteriore preoccupazione, conclude Roberto Gavio, è legata alle <strong>piogge</strong>: le precipitazioni insistenti sono state causa di dilavamento dell&#8217;azoto del terreno, dal un lato, e hanno impedito l&#8217;ingresso in campo per le operazioni programmate, dall&#8217;altro.Le piogge, quindi, si rivelano un elemento critico per garantire efficacia ed efficienza delle pratiche agronomiche, in cui l&#8217;innovazione può giocare un ruolo determinante.</p>
<h2>Resistenze anche nelle Marche</h2>
<p>Andiamo nelle Marche, con la testimonianza di Andrea Pettinari, della Società Agricola Costa, che gestisce un’azienda di circa 600 ha in provincia di Macerata. Il cerealicoltore esce da una stagione particolarmente positiva, con rese medie oltre i 70 quintali/ ettaro su una estensione di 280 ettari seminati a frumento duro.</p>
<p>Le problematiche che ci segnala Andrea Pettinari rispetto al suo areale sono in primo luogo legate al <strong>fenomeno, estremamente diffuso, delle infestanti resistenti</strong>. Tra le malerbe più preoccupanti ci sono il loietto ma anche il papavero. Le soluzioni che l&#8217;agricoltore applica per combattere la problematica sono una strategia con Diflufenican e Clortoluron in pre-emergenza o post-emergenza precoce e la pratica dell&#8217;aratura in fase di preparazione dei terreni.</p>
<p>Una ulteriore criticità è quella della <strong>ricomparsa, nella zona, delle virosi</strong>: in questo senso, gli agricoltori locali mantengono le date di semina non troppo anticipate, affinchè le patologie non si presentino.</p>
<h2>La Sicilia si difende bene grazie al clima</h2>
<p>Giovanni Giacone Starrabba, cerealicoltore e Dirigente di Confagricoltura Agrigento, ha una azienda a Santa Margherita di Belice (Agrigento) in cui dedica il 60% delle superfici a cereali, in particolare frumento duro. Gli altri terreni sono coltivati a lenticchie, ceci e altre colture azotofissatrici utili anche nell’avvicendamento colturale.</p>
<p>Nella prossima stagione, le semine di grano duro nelle sue terre sono destinate a ridursi a causa del prezzo del grano eccessivamente basso. <strong>La redditività è sicuramente una criticità</strong> importante in questo particolare momento congiunturale, che desta più preoccupazioni della difesa dalle malattie. Questo anche perchè il clima dell&#8217;isola è particolarmente favorevole, con regimi secchi nelle fasi in cui le patologie hanno più probabilità di emergere.</p>
<p>L&#8217;agricoltore ci conferma che anche <strong>le infestanti non destano eccessivi problemi</strong>: tipiche della zona sono l&#8217;avena fatua e l&#8217;aneto, ma con un trattamento eseguito nel momento opportuno, si scongiurano i danni alla coltura. Piogge primaverili inattese potrebbero ridare vigore alle malerbe ma si tratta di una possibilità remota.</p>
<p>Per coloro che non possono effettuare diserbi, come gli agricoltori in regime biologico, Giacone Starrabba ci racconta che si riesce a sopperire attraverso la scelta di varietà a taglia alta, &#8220;antiche&#8221;, con una capacità di levata più rapida rispetto alle infestanti. In tal modo, il frumento ha la meglio nella competizione per le risorse, avvantaggiandosi e togliendo luce, spazio e nutrienti alle malerbe.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In alto: immagine generata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.</em></p>
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		<item>
		<title>MINIMA LAVORAZIONE CONTRO LA SICCITA&#8217;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/minima-lavorazione-siccita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 22:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[minima lavorazione]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=6527</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Foggia cambiano le pratiche agricole per adeguarsi alle nuove condizioni ambientali </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella provincia di Foggia si prova a combattere la siccità che, anche nella stagione 2024-25, ha colpito numerosi areali. La testimonianza che ci arriva da Castelluccio dei Sauri è quella di Giuseppe Nigro, agricoltore che gestisce una azienda di circa 75 ettari nella zona. Il raccolto 2025 per il cerealicoltore è stato di buona qualità, con rese medie di circa 35 quintali/ ettaro. L&#8217;investimento a frumento duro è stato su circa 40 ettari, seminato in epoca classica, tra l&#8217;8 e il 25 dicembre.</p>
<h2>Le infestanti non mollano</h2>
<p>I problemi principali affrontati da Giuseppe Nigro nel corso della stagione 24-25 sono comuni a numerosi agricoltori della regione: da un lato ci sono le infestanti che non mollano. Nonostante le piogge carenti, le malerbe riescono a germinare e manifestano resistenze in numerosi casi. Ricordiamo che in questi areali papavero e loietto sono tra le specie che più ostacolano la coltivazione del frumento duro e mettono alla prova le operazioni di difesa messe in atto dai cerealicoltori.</p>
<h2>Minima lavorazione contro la siccità</h2>
<p>Dall&#8217;altro lato, poi, c&#8217;è la siccità, con precipitazioni stagionale che non sono mai state abbondanti, né sufficienti per recuperare la carenza idrica che deriva dagli anni passati nella regione. Giuseppe Nigro ci riferisce che nei suoi terreni le precipitazioni nel corso dell&#8217;annata sono state all&#8217;incirca di 200 mm. Contro questa problematica, ormai cronica, si stanno cambiando le pratiche colturali per provare a trattenere nel suolo il massimo dell&#8217;umidità possibile, in vista delle semine.</p>
<p>Sono, infatti, ormai lontani i tempi delle arature profonde, una pratica ormai consolidata in questi areali. Il cerealicoltore ci dice che la minima lavorazione è diventata uno standard, arrivando a lavorare al massimo 20 cm di suolo. E&#8217; una soluzione che da effetti relativamente evidenti ma è l&#8217;unica disponibile, soprattutto in terreni che non dotati di fonti per eventuali irrigazioni di soccorso.</p>
<h2>Prezzo ostacolo alle semine</h2>
<p>Il quadro del futuro, per Giuseppe Nigro, non è roseo: la previsione è che la coltivazione del frumento duro andrà sempre più a ridursi in provincia di Foggia, con le condizioni siccitose diventate ormai &#8220;normali&#8221; e con i prezzi troppo bassi per incentivare gli agricoltori dal punto di vista economico. Il prezzo, secondo il cerealicoltore, è l&#8217;ostacolo principale che bloccherà le semine della prossima stagione.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Alcune immagini del raccolto di Giuseppe Nigro</em></p>

<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto.jpg'><img fetchpriority="high" decoding="async" width="740" height="1316" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-740x1316.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-740x1316.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-169x300.jpg 169w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-576x1024.jpg 576w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-768x1365.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-864x1536.jpg 864w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-370x658.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-270x480.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-570x1013.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto.jpg 1080w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto di Giuseppe Nigro.</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
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		<title>NUOVE ARMI CONTRO LE GRAMINACEE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/armi-graminacee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 10:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Corteva Agriscience]]></category>
		<category><![CDATA[Fencade]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[graminacee]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[loietto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=5840</guid>

					<description><![CDATA[<p>Velocità di azione e spettro ampio, tattica vincente contro le infestanti graminacee: la novità di Corteva per la stagione 25-26</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/armi-graminacee/">NUOVE ARMI CONTRO LE GRAMINACEE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p >Le infestanti graminacee sono le specie più pericolose per la coltura del frumento e degli altri cereali a paglia: da un lato sono in grado i provocare danni maggiori, dall&#8217;altro sono tra le malerbe più difficili da controllare. Si tratta, infatti, di specie molto simili al frumento dal punto di vista botanico, sono molto competitive e presentano numerose popolazioni resistenti agli erbicidi. Tra le infestanti più importanti vi sono sicuramente loietto, avena, falaride, coda di volpe, bromo, poa e apera: queste sono presenti, seppur con diversa intensità di diffusione, in tutte le aree del territorio nazionale coltivate a cereali a paglia.</p>
<h2 >Graminacee: l&#8217;evoluzione della flora infestante nella stagione 24-25</h2>
<p >Nell&#8217;annata 24-25, che si è rivelata piovosa e leggermente fredda negli areali del Nord, abbastanza calda e siccitosa in quelli del Sud, nella flora infestante si è notata una diffusione particolarmente accentuata del bromo in alcuni areali. E&#8217; possibile che questa tendenza sia dovuta non solo all&#8217;andamento meteorologico stagionale ma anche alla normale ciclicità della presenza delle infestanti, magari trascurate negli anni precedenti e, quindi, diffusesi in maniera più accentuata in alcune zone. Loietto e avena, però, sono sicuramente più rilevanti in termini di diffusione territoriale e pressione sulle coltivazioni di cereali a paglia: questo è particolarmente vero negli areali del centro nord, dove queste due infestanti sono sempre più diffuse e aggressive.</p>
<p >Al centro sud, invece, si è notato un aumento di presenza delle falaridi e la presenza, in diverse zone, della coda di volpe, più tipica del centro nord. Negli areali meridionali l&#8217;evoluzione della flora infestante è imputabile sia a fenomeni legati al cambiamento climatico, sia alle pratiche messe in atto dagli agricoltori, ad esempio le lavorazioni ridotte.</p>
<h2 >Diserbo non senza difficoltà</h2>
<p >Le operazioni di diserbo nella stagione 24-25 si sono svolte con discreto successo, sebbene ci siano state difficoltà determinate dalle piogge tardive che hanno causato ricacci e rinascite. Al Nord per le semine tardive e al Sud per un andamento meteo siccitoso, il frumento ha accestito poco, motivo per cui la luce ha potuto filtrare e colpire il terreno. Con poca competizione e una buona risorsa luminosa, le malerbe hanno avuto spazio e risorse per crescere e proliferare.</p>
<p >I graminicidi di Corteva Agriscience, in queste condizioni, sono stati in grado di lavorare bene: la gamma comprende <strong>Floramix</strong>, <strong>Broadway</strong> e <strong>Senior</strong>, tutti a base di Pyroxsulam. Nella stagione 25-26 sarà disponibile anche <strong>Fencade</strong> un nuovo graminicida per frumento tenero e duro, registrato nel mese di giugno. Si tratta di una soluzione più efficace, selettiva e veloce, costituita da una miscela di Pyroxsulam e Mesosulfuron.</p>
<p >Questo formulato ha dimostrato in campo caratteristiche di grande rapidità, oltre ad essere particolarmente attivo sul bromo: l&#8217;impiego è possibile in post-emergenza, da inizio accestimento fino a inizio levata (BBCH 21-32), tra fine inverno e inizio primavera. Fencade, poi, ha uno spettro d&#8217;azione molto ampio, essendo attivo su bromo, poa, apera, loietto, avena e falaride. Con Fencade, si possono controllare le infestanti sin da subito, in modo che facciano meno danni possibile.</p>
<h2 >Armi contro le graminacee resistenti</h2>
<p >Come agire contro le infestanti graminacee resistenti? Il consiglio di Corteva Agriscience è di procedere con una strategia di doppia applicazione. Con un trattamento in post-emergenza precoce (tra fine autunno e inizio inverno) con <strong>Eledura</strong> e uno a fine accestimento-inizio levata (tra fine inverno e inizio primavera) con <strong>Fencade</strong>, si riescono ad avere ottimi risultati anche contro le malerbe resistenti. Questa strategia è particolarmente efficace negli areali dove più si registrano fenomeni di resistenza, come quelli delle Murge in Puglia, nell&#8217;alessandrino in Piemonte e nel Sud della Toscana, nei territori di Grosseto.</p>
<p ><em><strong>Nelle foto seguenti: le prove di Cerealiamo &#8211; Campagna cereali 2024/2025 da Nord a Sud (Veneto, Emilia Romagna Puglia e Sicilia). In campo le prove con le nuove soluzioni Corteva per il diserbo dei cereali a paglia.</strong></em></p>

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<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="555" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-740x555.jpeg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-740x555.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-300x225.jpeg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-1024x768.jpeg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-768x576.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-1536x1152.jpeg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-370x278.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-270x203.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-570x428.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-80x60.jpeg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3-1320x990.jpeg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/06/Prove-Sicilia-3.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>

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		<title>SI DISERBA A CAMPO DEMO CEREALI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/diserba-campo-demo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 22:03:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[agricola 2000]]></category>
		<category><![CDATA[campo demo]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=5283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le strategie di diserbo di Agricola 2000</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La stagione prosegue nei campi prova di Piacenza, prezzo Cerzoo dell&#8217;Università Cattolica. Qui, il 28 maggio si svolgerà <strong>Campo Demo® Cereali</strong>, l&#8217;evento di Agricola 2000 dedicato alle prove varietali, di diserbo e fungicidi dei cereali da granella. Nell&#8217;edizione di quest&#8217;anno i partecipanti potranno osservare più di 120 varietà di cereali destinati alla produzione di granella, tra frumenti teneri e duri, orzi e triticali (<a href="https://www.campodemo.com/edizione/cereali-granella/" target="_blank" rel="noopener">visita il sito</a>) .</p>
<p>Davide Fantini, GEP Project Coordinator &#8211; Herbicide di Agricola 2000, racconta a Grano italiano le strategie di controllo delle infestanti messe in atto nel campo, dichiarandoci una buona efficacia degli interventi in post emergenza precoce e in post-emergenza classico: vediamo di seguito maggiori dettagli.</p>
<h2>Davide Fantini, come avete organizzato le strategie di diserbo?</h2>
<p>«Per quanto riguarda gli interventi di diserbo, a Campo Demo Cereali 2025 è stata settata <strong>una prova con sette diverse strategie di diserbo</strong>, compreso il testimone non trattato. Le strategie sono state randomizzate e replicate tre volte. Nello specifico, sono state utilizzate strategie fornite dalle aziende produttrici di mezzi tecnici che hanno partecipato, insieme ad alcune tesi sperimentali sviluppate da Agricola 2000».</p>
<h2>Di quali strategie stiamo parlando?</h2>
<p>«Delle strategie citate, alcune sono state applicate <strong>in post-emergenza precoce</strong> della coltura (fase fenologica di 1-2 foglie vere). In seguito ai recenti rilievi, queste strategie <strong>hanno mostrato un&#8217;ottima efficacia</strong> contro le principali malerbe presenti. Le<strong> altre strategie, invece, sono state applicate in post-emergenza classico, durante il pieno accestimento</strong> della coltura. <strong>Sebbene l’applicazione sia recente, l’efficacia di questi prodotti promette bene</strong>, considerazione evidenziata dai primi rilievi di efficacia effettuati».</p>
<p><em>Di seguito, una foto del campo scattata ad inizio Aprile 2025.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5284 size-large" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-768x1024.jpg" alt="diserba campo demo" width="768" height="1024" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-768x1024.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-225x300.jpg 225w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-1152x1536.jpg 1152w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-1536x2048.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-370x493.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-270x360.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-570x760.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-740x987.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-1320x1760.jpg 1320w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/04/a-1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Nel 2025 Campo Demo<span data-huuid="5913954618747719608">®</span> Cereali avrà anche un&#8217;edizione dedicata completamente alle prove varietali dei cereali autunno-vernini da foraggio che si terrà il 16 maggio a Carpenedolo (Brescia, Gruppo Nodari): qui saranno visionabili oltre 160 varietà in prova, di cui una trentina di frumento, oltre a orzo, segale, triticale, loietto, avena e miscugli con leguminose. 18, poi, sono le società sementiere che partecipano alle due giornate di Campo Demo<span data-huuid="5913954618747719608">®</span>, ciascuna con un’area dedicata in cui mostrerà 20 dei materiali genetici, selezionati per gli agricoltori e i tecnici in visita. Anche quest’anno,  i campi ospitano le prove varietali delle reti nazionali dedicate a frumento, orzo e triticale coordinate dal CREA.</p>
<p><strong>Visita i link dedicati a Campo Demo<span data-huuid="5913954618747719608">®</span> Cereali 2025 contenenti la location e il form di iscrizione per partecipare</strong></p>
<p>Edizione dedicata alla granella: <a id="m_-4947058290633377493LPlnk405961" href="https://www.campodemo.com/edizione/cereali-granella/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.campodemo.com/edizione/cereali-granella/&amp;source=gmail&amp;ust=1743005641151000&amp;usg=AOvVaw2BB9Jam1Flue_d98yBR1a_"> https://www.campodemo.com/<wbr />edizione/cereali-granella/</a></p>
<p>Edizione dedicata ai foraggi: <a href="https://www.campodemo.com/edizione/cereali-foraggio/" target="_blank" rel="noopener">https://www.campodemo.com/edizione/cereali-foraggio/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto di Agricola 2000</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p>Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/malerbe-manuale/" target="_blank" rel="noopener">MALERBE DA MANUALE</a></p>
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