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	<title>lema - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Sun, 09 Nov 2025 08:01:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>lema - Grano Italiano</title>
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	<item>
		<title>IL PERICOLOSO LEMA DEL GRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/il-pericoloso-lema-del-grano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 23:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[lema]]></category>
		<category><![CDATA[lotta biologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Crisomelidi, piccoli coleotteri, possono arrecare danni significativi</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/il-pericoloso-lema-del-grano/">IL PERICOLOSO LEMA DEL GRANO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il grano, ondeggiante nei campi baciati dal sole, è un simbolo di fertilità e abbondanza. Eppure, dietro questa immagine idilliaca si cela una sfida costante: la protezione delle colture da parassiti insidiosi. Tra questi, i Crisomelidi, piccoli coleotteri, possono arrecare danni significativi se non si interviene tempestivamente. In particolare, due specie meritano attenzione: <em>Oulema melanopus</em>, il comune Lema del grano, e <em>Lema cyanella</em>, riconoscibile per la sua brillante colorazione blu.</p>
<p>La presenza di questi insetti può manifestarsi in modo discreto, ma le conseguenze possono essere tutt&#8217;altro che trascurabili. Sia gli adulti che le larve si nutrono delle foglie del grano, erodendo il tessuto fogliare e compromettendo la capacità della pianta di fotosintetizzare. Questo processo, se prolungato e intenso, può ridurre significativamente la resa del raccolto.</p>
<h2>Il lema del grano: chi è</h2>
<p><em>Oulema melanopus</em> si distingue per il suo aspetto caratteristico: il pronoto arancione contrasta con le elitre blu metallico. Le larve, invece, adottano una strategia di difesa singolare, ricoprendosi di una secrezione vischiosa composta dai propri escrementi. Questa copertura non solo le protegge dai predatori, ma le aiuta anche a mimetizzarsi nell&#8217;ambiente circostante. Le erosioni causate da questa specie si manifestano come striature longitudinali sulle foglie, un segno inequivocabile della loro presenza.</p>
<p><em>Lema cyanella</em>, dal canto suo, si presenta con una colorazione blu metallico uniforme, che la rende facilmente distinguibile. Anche in questo caso, sia gli adulti che le larve contribuiscono al danno. Le larve, in particolare, scavano mine all&#8217;interno delle foglie, creando gallerie che ne compromettono la funzionalità. Queste gallerie, visibili in controluce, sono un altro indizio della presenza di questo parassita.</p>
<h2>La difesa in campo</h2>
<p>La gestione dei Crisomelidi richiede un approccio attento e mirato. Il monitoraggio costante delle colture è fondamentale per individuare tempestivamente i primi segni di infestazione. Si ricercano le caratteristiche erosioni fogliari, le larve e gli adulti. L&#8217;osservazione attenta delle piante permette di valutare l&#8217;entità del problema e di decidere se è necessario intervenire.</p>
<p>Esistono diverse strategie di difesa, che possono essere combinate per ottenere i migliori risultati. La prevenzione gioca un ruolo cruciale nella gestione dei Crisomelidi. Una corretta lavorazione del terreno, ad esempio, può contribuire a ridurre le popolazioni svernanti, interrompendo il ciclo biologico degli insetti. La rotazione delle colture, evitando di coltivare grano sullo stesso terreno per più anni consecutivi, può limitare la proliferazione dei parassiti. La scelta di varietà di grano più resistenti agli attacchi dei Crisomelidi può rappresentare un&#8217;ulteriore strategia preventiva.</p>
<h2>Metodi di lotta contro il lema del grano</h2>
<p>La lotta biologica offre un&#8217;alternativa ecologica e sostenibile alla lotta chimica. Si può favorire la presenza di insetti utili, come coccinelle e imenotteri parassitoidi, che si nutrono delle larve di Crisomelidi. Questi predatori naturali contribuiscono a mantenere sotto controllo le popolazioni dei parassiti, riducendo la necessità di interventi chimici. Si possono anche utilizzare prodotti a base di <em>Bacillus thuringiensis</em>, un batterio che produce tossine letali per le larve di Crisomelidi. Questi prodotti sono considerati a basso impatto ambientale e possono essere utilizzati anche in agricoltura biologica.</p>
<p>La lotta chimica, sebbene efficace, deve essere considerata come l&#8217;ultima risorsa. In caso di forti infestazioni, quando le altre strategie non sono sufficienti, si può ricorrere all&#8217;uso di insetticidi specifici. È fondamentale scegliere prodotti selettivi, che abbiano un impatto minimo sull&#8217;ambiente e sugli insetti utili. Si devono rispettare scrupolosamente le dosi e le modalità di applicazione indicate in etichetta, per evitare danni non desiderati.</p>
<p>In conclusione, la difesa del grano dai Crisomelidi richiede un approccio integrato, che combini pratiche preventive, lotta biologica e, se necessario, interventi chimici mirati. Solo così è possibile proteggere il raccolto, garantendo la produzione di un alimento essenziale per la nostra alimentazione. La sfida è quella di trovare un equilibrio tra la necessità di proteggere le colture e la responsabilità di preservare l&#8217;ambiente. Un impegno costante e una conoscenza approfondita dei parassiti e delle strategie di difesa sono fondamentali per raggiungere questo obiettivo. (Immagine creata con l&#8217;ausilio dell&#8217;intelligenza artificiale)</p>
<p><em>Autore: Paolo Bonivento (Trieste – Brescia – Roma – Napoli)</em><br />
<a href="https://mailto:p.bonivento@xyz-lab.it/" target="_blank" rel="noopener">p.bonivento@xyz-lab.it</a><br />
<a href="https://www.xyz-lab.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.xyz-lab.it/</a></p>
<p><em>Il Dr. Paolo Bonivento è un Perito Agrario impegnato in attività relative all&#8217;entomologia urbana ed agraaria. Effettua valutazioni d’impatto ambientale ed ecologico (terrestri, marine e aeree); si occupa della consulenza sull’impiego di strumenti scientifici e tecnici oltre all’identificazione ed al trattamento degli organismi infestanti nonché alla valutazione dei danni alle coltivazioni. </em><em>La sua attività include anche ambiti forensi con stime generali riguardanti contenziosi ed analisi dei danni.</em></p>
<p><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
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		<item>
		<title>FUSARIUM IN AGGUATO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/fusarium-agguato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 22:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[agricola 2000]]></category>
		<category><![CDATA[campo demo]]></category>
		<category><![CDATA[cimici]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fusarium]]></category>
		<category><![CDATA[lema]]></category>
		<category><![CDATA[ruggine]]></category>
		<category><![CDATA[septoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La situazione delle malattie e degli insetti nel campo di Piacenza in vista di Campo Demo Cereali granella</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">A Piacenza, nei campi di Cerzoo dedicati alle prove di Agricola 2000, l&#8217;andamento meteo un po&#8217; altalenante non consente ancora di definire quale sia l&#8217;effettiva pressione delle malattie, almeno per quanto riguarda la septorioriosi, fermatasi alle foglie basali. Si teme per la fusariosi, dal momento che la pioggia è stata abbondante durante la settimana della fioritura. Per quanto riguarda gli insetti, a parte una leggera presenza di lema ai primi di maggio, non si notano infestazioni rilevanti, a differenza di altri areali della Lombardia.</p>
<p>Capiamone di più con l&#8217;aiuto di Riccardo Crotti, GEP Fungicide Specialist di Agricola 2000, in vista di Campo Demo<em>® </em>Cereali granella che si terrà il 28 maggio prossimo. L&#8217;evento è dedicato alle <strong>prove varietali, di diserbo e fungicidi dei cereali da granella</strong>: ospita oltre 120 varietà tra orzi, frumenti e triticali, alla presenza di numerose società sementiere che avranno un’area per mostrare i materiali genetici. Anche quest’anno il campo ospita le prove varietali delle reti nazionali dedicate a frumento, orzo e triticale coordinate dal CREA.</p>
<h2>Dopo un inizio difficile, le piante stanno bene</h2>
<p>Le semine ritardate, realizzate ormai il 6 dicembre, hanno sicuramente determinato un leggero ritardo nel ciclo fenologico del frumento nel campo di Piacenza: si tratta, però, di un ritardo di pochi giorni e recuperabile con il progressivo incremento delle temperature. Come ci dichiara Riccardo Crotti, infatti, l&#8217;inverno particolarmente mite ha favorito una buona emergenza e un accestimento regolare, il tutto completato da precipitazioni abbondanti durante la levata (a marzo) che hanno promosso lo sviluppo vegetativo. Dunque, in questa fase della stagione, quando le malattie possono pregiudicare il raccolto, le piante del campo godono di un buono stato di salute.</p>

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<h2>Bassa pressione di <em>Septoria</em> ma condizioni favorevoli per <em>Fusarium</em></h2>
<p>Riccardo Crotti conferma a Grano italiano che nel campo di Piacenza la pressione delle malattie fungine è generalmente bassa, soprattutto se si fa il paragone con la stagione passata, quando in questo periodo le condizioni ambientali avevano determinato una diffusione elevatissima di patologie fungine. Ci illustra più nel dettaglio la situazione: «i primi sintomi di <strong><em>Septoria tritici</em></strong> si sono visti tra la metà e la fine di aprile, in particolare sulle foglie basali. Poi, in particolare nei primi 10 giorni di maggio, la diffusione della malattia si è interrotta per il repentino abbassamento delle temperature e le ulteriori precipitazioni. Al momento i sintomi continuano ad essere circoscritti sulle foglie basali; vedremo quale sarà l&#8217;effettiva pressione della septoriosi in base a quanto accadrà nelle prossime due settimane, con le temperature previste in aumento».</p>
<p>A differenza di altri areali lombardi, poi, a Piacenza non sono stati rilevati sintomi di <strong>ruggine bruna</strong>, anche se i sintomi sono particolarmente visibili con temperature elevate, normalmente verso la fine del mese di maggio.</p>
<p>In merito alla <strong>fusariosi</strong>, invece, purtroppo le condizioni predisponenti si sono verificate. Come ci conferma Riccardo Crotti, «durante tutta la settimana della fioritura si sono avute precipitazioni molto intense: possiamo dire che ci sono le premesse per il manifestarsi della malattia in modo diffuso». Sulle strategie di difesa, conclude: «anche in questa stagione abbiamo previsto due trattamenti di difesa fungicida, uno durante la levata e uno all&#8217;inizio della fioritura, in particolare contro il <em>Fusarium</em>. Nell&#8217;ambito di questo schema, le aziende partecipanti hanno variato alcuni dettagli in termini di collocazione temporale degli interventi: in occasione di Camo Demo<em>® </em>potremo apprezzare gli effetti delle diverse strategie messe in atto».</p>
<h2>Pochi insetti fitofagi, tra lema e cimice</h2>
<p>A differenza di altri areali, Riccardo Crotti ci conferma che nel campo di Piacenza non si sta registrando una presenza diffusa di insetti come lema, cimici e afidi. Solo nei primissimi giorni di maggio, in corrispondenza di temperature elevate e superiori alla media, i tecnici avevano notato una leggera presenza di lema. In areali non molto lontani, ad esempio negli areali a sud di Milano, la presenza di lema è molto diffusa, invece.</p>
<p>In ogni caso, si vedrà come la situazione andrà ad evolvere, in parallelo all&#8217;aumento delle temperature: eventuali trattamenti insetticidi, poi, potranno essere effettuati solo alla chiusura completa della fioritura.</p>
<h2>Il programma di Campo Demo<em>®</em> Cereali da granella</h2>
<div><strong>9:00 – Registrazione partecipanti ed apertura area espositiva</strong></div>
<div></div>
<div><strong>10:00 – Saluti di apertura</strong></div>
<ul>
<li>Presentazione attività, Daniele Villa Presidente Agricola 2000</li>
<li>Saluti istituzionali, Prof. Trevisi &#8211; Presidente, Centro di ricerca per il bestiame e l&#8217;ambiente &#8211; CERZOO</li>
<li>Il sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura, Dott.ssa Motta &#8211; Responsabile Dipartimento Agricoltura &amp; Dott. Craveri &#8211; Funzionario Tecnico, ERSAF Regione Lombardia</li>
<li>Miglioramento genetico nei cereali a paglia, Dott. Tondelli &#8211; Ricercatore, CREA-GB</li>
</ul>
<p><strong>10:30 – Visita guidata alle prove sperimentali</strong></p>
<ul>
<li>Presentazione prove varietali, Giacomo Pedretti &#8211; Seed Trial Coordinator, Agricola 2000</li>
<li>Confronto tecnico con le società sementiere</li>
<li>Rete nazionale orzo e triticale, Dott.ssa Faccini &#8211; Collaboratrice Tecnico Enti di Ricerca, CREA – GB</li>
</ul>
<p><strong>11:30</strong></p>
<ul>
<li>Presentazione prove erbicida e fungicida, Davide Fantini &#8211; GEP Project Coordinator &amp; Riccardo Crotti &#8211; GEP Fungicide Specialist, Agricola 2000</li>
<li>Confronto con le aziende produttrici di mezzi tecnici</li>
</ul>
<p><strong>12:30 – Pranzo</strong></p>
<p>Per maggiori informazioni visita <a href="https://www.campodemo.com/edizione/cereali-granella/" target="_blank" rel="noopener">https://www.campodemo.com/edizione/cereali-granella/</a></p>
<p>Per l’iscrizione visita <a href="https://forms.gle/5p8rEpSQqkj2m7BA6" target="_blank" rel="noopener">https://forms.gle/5p8rEpSQqkj2m7BA6</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScnR9M4Ln23KzFN9XxLQmz2K-zm7pj_12G2Au4cI5YFBS780w/viewform" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-5612" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/ad5573cf-cbaa-4f6d-bd03-4b0d0d4cd7f9-724x1024.jpeg" alt="" width="724" height="1024" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/ad5573cf-cbaa-4f6d-bd03-4b0d0d4cd7f9-724x1024.jpeg 724w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/ad5573cf-cbaa-4f6d-bd03-4b0d0d4cd7f9-212x300.jpeg 212w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/ad5573cf-cbaa-4f6d-bd03-4b0d0d4cd7f9-768x1086.jpeg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/ad5573cf-cbaa-4f6d-bd03-4b0d0d4cd7f9-1086x1536.jpeg 1086w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/ad5573cf-cbaa-4f6d-bd03-4b0d0d4cd7f9-370x523.jpeg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/ad5573cf-cbaa-4f6d-bd03-4b0d0d4cd7f9-270x382.jpeg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/ad5573cf-cbaa-4f6d-bd03-4b0d0d4cd7f9-570x806.jpeg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/ad5573cf-cbaa-4f6d-bd03-4b0d0d4cd7f9-740x1047.jpeg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/05/ad5573cf-cbaa-4f6d-bd03-4b0d0d4cd7f9.jpeg 1131w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></p>
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<p><em>Foto di Agricola 2000</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p>Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/diserba-campo-demo/" target="_blank" rel="noopener">SI DISERBA A CAMPO DEMO CEREALI</a></p>
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		<title>TRIAZOLI E &#8220;BIOLOGICALS&#8221;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/triazoli-biologicals/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 22:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[afide]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[fusariosi]]></category>
		<category><![CDATA[lema]]></category>
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		<category><![CDATA[trattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stato dei frumenti teneri e duri in Veneto e le scelte degli agricoltori in questa fase cruciale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il nostro viaggio tra le regioni italiane per fare il punto sulle malattie della coltura. Grano italiano ha raccolto le testimonianze dai campi del Polesine, seminati sia a frumento tenero che a frumento duro. Qual è lo stato delle piante ad oggi? Si registra la presenza di parassiti? Che trattamenti sono previsti e con quali principi attivi? Capiamone di più.</p>
<h2>Siamo in una fase fenologica fondamentale</h2>
<p>Come ci testimoniano i contatti della zona, ad oggi nell’areale del Delta del Po e del Basso Polesine i cereali vernini si trovano tra la fase 58 (80% di spighe emerse ) e 65 (50% antere mature &#8211; piena fioritura ) della scala BBCH. Si tratta di una fase fenologica cruciale per il mantenimento della sanità della granella e per garantire un buon livello produttivo. Il rischio, in questa fase, è quello dell&#8217;insediamento e dello sviluppo dei patogeni responsabili della fusariosi della spiga.</p>
<p>Anche garantire il corretto apporto nutrizionale alle piante è fondamentale, per abbattere lo stress e consentire un buon riempimento della cariosside. Gli agricoltori, infatti, stanno chiudendo in programma nutrizionale apportando le ultime unità di azoto, anche per via fogliare. Si sta anche concludendo il programma di difesa fitosanitaria: i target numero uno, quest&#8217;anno, sono parassiti come afide e lema che si sono rivelati particolarmente presenti nella zona</p>
<h2>Triazoli ma anche &#8220;biologicals&#8221;</h2>
<p>Pasqualino Simeoni, cerealicoltore e tecnico che lavora nell&#8217;areale, relativamente alle strategie aziendali, ci ricorda: «arrivano con più serenità a questa fase le aziende che hanno intrapreso un percorso tecnico/gestionale più accorto : scelta varietale, tipo di concia della semente (almeno C4 ma, meglio, se C5) , eventuale trattamento fungino per le septorie/ ruggini ad Aprile , frazionamento degli apporti azotati , al fine di fare in modo che la “ fitness “ della coltura in campo sia la migliore possibile e meno in balia degli stress biotici/abiotici della stagione».</p>
<p>Abbiamo chiesto a Pasqualino Simeoni quali principi attivi sono più selezionati in questa fase nel suo areale: «la scelta per la maggior parte delle aziende ricade su prodotti sistemici appartenenti alla famiglia dei Triazoli e, tra questi, il Protioconazolo , in abbinamento ad altri principi attivi che completino lo spettro di difesa».</p>
<p>E completa: «è il caso di ricordare che le aziende più attente e “innovatrici&#8221; stanno impiegando specialità che il mondo della ricerca ci ha messo a disposizione negli ultimi anni, dandoci la possibilità di ricorrere ai cosi detti “biologicals”. Si tratta di prodotti nutrizionali/corroboranti che migliorano le performance, proteggono e stimolano il potenziale produttivo che la genetica e la tecnica colturale ci mettono a disposizione e ci permettono anche di aumentare la naturale resistenza alle avversità. Tra questi prodotti spiccano, in particolare, le specialità che concorrono alla fissazione dell’azoto e gli acceleratori dello sviluppo/fotosintesi. E’ indubbiamente la nuova frontiera da percorrere, se vogliamo fare un percorso di maggior sostenibilità e minore e più ragionato impiego della chimica».</p>
<p>Leggi anche: <a href="https://granoitaliano.eu/rischio-alto/" target="_blank" rel="noopener">IL GRANO STA BENE MA IL RISCHIO E&#8217; ALTO</a></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>DIFESA INTEGRATA CONTRO I FITOFAGI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/integrata-fitofagi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2024 22:02:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
		<category><![CDATA[fitofagi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[insetti]]></category>
		<category><![CDATA[lema]]></category>
		<category><![CDATA[nematodi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le norme della Regione Emilia Romagna</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si conclude il percorso attraverso le norme per la difesa nell&#8217;agricoltura integrata definite dall&#8217;Emilia Romagna: in questo articolo parliamo della gestione degli insetti fitofagi come Afidi e Lema, oltre ai Nematodi. Avevamo già affrontato le fitopatie del frumento<a href="https://granoitaliano.eu/ruggini-septoria/" target="_blank" rel="noopener"> (leggi l&#8217;ultimo articolo)</a>.</p>
<p>Le norme per la difesa sono disponibili sul sito della Regione Emilia Romagna a questo indirizzo: <a href="https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale" target="_blank" rel="noopener">https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale</a></p>
<p>Ricordiamo che, in generale, non è ammessa la concia del seme con prodotti insetticidi.</p>
<h2>Afidi (Rhopalosiphum padi, Metopolophium dirhodum, Sitobion avenae)</h2>
<p>Le norme riportano la soglia di intervento, ovvero l&#8217;80% dei culmi deve presentare afidi a fine fioritura. Le procedure per i controlli indicano che essi devono essere effettuati a partire dalla spigatura fino all&#8217;inizio della maturazione lattea, su un campione di 200 spighe/ha. Queste devono essere controllate a gruppi di 10 spighe in 20 siti scelti a caso nel campo.</p>
<p>E&#8217; possibile agire con sali potassici di acidi grassi e tau-fluvalinate: per quest&#8217;ultimo caso, il numero massimo di interventi, indipendetemente dall&#8217;avversità, è 1. Inoltre, prima di effettuare l&#8217;intervento, è necessario valutare la presenza, l&#8217;entità dei limitatori e la loro potenziale capacità nel contenimento dello sviluppo della popolazione degli afidi.</p>
<p>Gli interventi agronomici sono evitare le semine fitte e effettuare concimazioni azotate equilibrate.</p>
<p>Le norme riportano anche indicazioni relative alla lotta biologica. In particolare, si ricorda che nelle aree dell&#8217;Emilia Romagna sono presenti predatori naturali che possono essere numerosi e limitare fortemente le infestazioni. Si fa riferimento a Ditteri sirfidi, Coccinella septempunctata, Propylaea quatuordecimpunctata, Crisope e Imenotteri. Sono efficaci anche parassitoidi (con processo di mummificazione) e i funghi entomopatogeni (entomoftoracee), specialmente in caso di clima umido e piovoso.</p>
<h2>Lema(Oulema melanopus)</h2>
<p>Le norme sottolineano come questo insetto arrechi solo raramente danni rilevanti. Contro la lema, in ogni caso, è possibile agire selezionando varietà resistenti.</p>
<h2>Nematodi (Pratylenchus thornei)</h2>
<p>Contro i nematodi si agisce con interventi agronomici: le norme sottolineano come le indicazioni di concimazioni di azoto e fosforo consigliate dei disciplinari di produzione integrata abbiano dimostrato di non favorire attacchi del nematode nel caso di coltivazioni avvicendate.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>FERMARE GLI INSETTI NEI CAMPI DI GRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/controllo-degli-insetti-dannosi-in-campo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 13:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
		<category><![CDATA[cimici]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[fitofagi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[lema]]></category>
		<category><![CDATA[piretroidi]]></category>
		<category><![CDATA[spinosad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come fermare gli insetti con la lotta agronomica, l'uso di insetticidi e la lotta integrata</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il frumento è messo a rischio in campo da numerose specie di insetti dannosi che possono essere controllati con metodi diversificati. In questo articolo spieghiamo come poterlo fare, attraverso la lotta agronomica, l&#8217;uso di insetticidi e la lotta integrata.</p>
<p><strong>Lotta preventiva o agronomica<br />
</strong>Le tecniche agronomiche possono rappresentare interventi indiretti in grado di controllare i danni da insetti dannosi: tra questi, l’epoca di semina anticipata riduce i rischi di attacchi di afidi con trasmissione di virosi, mentre un ritardo può favorire la presenza di elateridi. La minima lavorazione, in particolare la semina su sodo, possono favorire gli attacchi di elateridi, così come l’avvicendamento al prato per l’abbondante sostanza organica disponibile in superficie. Una equilibrata concimazione, poi, previene i danni a carico dell’apparato fogliare favoriti da un eccessivo ingentilimento dei tessuti.</p>
<p><strong>Lotta diretta con insetticidi<br />
</strong>La lotta diretta non è più consentita attraverso la concia del seme; si può, quindi, intervenire con applicazione di insetticidi in previsione o in presenza di forti infestazioni e rischio di danni produttivi rilevanti. Nella pratica, si interviene in presenza di adifi o di lema quando si supera la soglia economica di danno. Nel caso della cimice i danni economici possono essere di maggiore impatto: è richiesta una accurata osservazione per la rilevazione del grado di infestazione, anche perché il comportamento dell’insetto la rende più difficoltosa.<br />
Ad oggi per il frumento i soli insetticidi registrati fanno parte del gruppo chimico dei piretroidi il che, nonostante l’ampio spettro di azione, non consente di mettere in atto adeguate pratiche di rotazione per ridurre l’insorgenza di resistenze.<br />
In agricoltura biologica si possono usare formulati a base di piretro o di spinosad (estratto dal metabolismo di colture artificiali di attinomiceti): in questi casi sia l’efficacia che la persistenza sono ridotte, richiedendo la ripetizione del trattamento dopo 10 giorni circa.</p>
<p><strong>Lotta integrata<br />
</strong>Si intende la combinazione di metodi di lotta preventiva e di lotta diretta: questa non si rivela molto efficace contro i parassiti che colpiscono stelo, foglie e spiga di frumento a causa della loro elevata mobilità. E’ più conveniente ed efficace combattere afidi, lema e tignola attraverso una preventiva riduzione degli stressa abiotici per la pianta, applicando insetticidi solo in caso di assoluta necessità. Per le cimici, invece, gli interventi preventivi non sono efficaci, di nuovo per la loro elevata mobilità.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
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		<item>
		<title>UN ESERCITO DI INSETTI CONTRO IL FRUMENTO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/gli-insetti-dannosi-del-frumento-in-campo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 12:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[afidi]]></category>
		<category><![CDATA[cimici]]></category>
		<category><![CDATA[elateridi]]></category>
		<category><![CDATA[fitofagi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[lema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=102</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le specie di insetti che infestano il frumento</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/gli-insetti-dannosi-del-frumento-in-campo/">UN ESERCITO DI INSETTI CONTRO IL FRUMENTO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Numerosi sono gli insetti che possono danneggiare parti della pianta di frumento per azione di erosione (lepidotteri, coleotteri, ditteri), lesione (emitteri, acari) o suzione (omotteri) con perdite anche ingenti di una parte delle coltura in casi gravi. Vediamo i principali di questi:</p>
<h2><strong>Afidi</strong></h2>
<p>Le specie più diffuse sono <em>Sitobion avenae</em>, <em>Rhopalosiphum padi</em>, <em>Rhopalosiphum maidis</em>, <em>Schizaphis graminum</em>, <em>Metopolpium dirthodum</em> che possono presentarsi anche in autunno per poi proliferare in primavera. Le infestazioni sono favorite da temperature miti in inverno e clima fresco e umido in primavera, soprattutto in presenza di graminacee nelle bordure dei campi. I danni principali sono determinati da trasmissioni di virosi in autunno e da sottrazione di linfa in primavera, con perdite che possono superare anche il 10% in casi gravi.</p>
<h2><strong>Lema</strong></h2>
<p>La larva del coleottero <em>Lema melanopus</em> infesta le graminacee e si nutre sulle lamine delle foglie di frumento, concentrandosi dal mese di maggio, determinando erosioni longitudinali e perdita di tessuto fotosintetizzante. I danni sono molto evidenti all’occhio ma non superano in genere il 5% in termini di perdite di produzione.</p>
<h2><strong>Cimici</strong></h2>
<p>In Europa meridionale e centrale sono diverse le specie che determinano attacchi molto diffusi, tra queste troviamo <em>Aelia rostrata</em> e <em>Eurigaster maura</em>. Le uova deposte sulla pagina inferiore delle foglie danno vita a soggetti che si nutrono pungendo foglie, culmi, rachide della spiga e cariossidi in maturazione. Queste ultime sono l’organo che subisce il danno maggiore, in quanto con la saliva sono iniettate proteasi che alterano radicalmente le proprietà delle proteine del glutine: oltre il 5% di granella danneggiata la farina non è più idonea alla panificazione.</p>
<h2><strong>Elateridi</strong></h2>
<p>Detti anche ferretti (<em>Agriotes</em> spp.), sono insetti terricoli che allo stadio larvale erodono apparato radicale e colletto della pianta, tra inizio autunno e fine inverno, favoriti da buona disponibilità idrica e temperature non estreme. I danni maggiori si hanno quando la pianta non riesce a svilupparsi adeguatamente perché attaccata in fase di germinazione o accestimento.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/gli-insetti-dannosi-del-frumento-in-campo/">UN ESERCITO DI INSETTI CONTRO IL FRUMENTO</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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