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	<title>malerbe - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Thu, 20 Mar 2025 08:56:57 +0000</lastBuildDate>
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	<title>malerbe - Grano Italiano</title>
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		<title>IL MANGIAGRANO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/mangiagrano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 12:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[erbicidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'avversità del mese: il Papavero</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">Il <b>papavero </b>(nome scientifico: <em>Papaver spp</em>), infestante tipica delle coltivazioni cerealicole,può causare danni significativi alle produzioni di grano in Italia da Nord a Sud sia nelle zone litoranee che quelle interne pianura o collina che siano. Questa pianta infestante <b>consuma molte risorse come azoto, acqua e spazio</b>, riducendo la resa dei raccolti (può arrivare a ridurre la produzione di oltre il 50%). Inoltre, la sua presenza può complicare le operazioni di raccolta e, sempre più frequentemente, diverse popolazioni di papavero hanno anche sviluppato resistenza agli erbicidi, in particolar modo quelli solfonilureici e in altri casi anche ormonici, che rendendo molto difficile il controllo della stessa malerba.</p>
<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">Per affrontare il problema, è fondamentale adottare strategie di <b>gestione integrata</b>, come la rotazione delle colture, l’alternanza delle tecniche di coltivazione (variare epoca di semina e di concimazione, tipo di lavorazioni) e l&#8217;uso di erbicidi totali in pre-semina (ad es. glifosate) oppure selettivi e specifici (ad es. erbicidi contenenti Arylex come <a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/zypar.html" target="_blank" rel="noopener">Zypar</a> e <a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Trezac.html" target="_blank" rel="noopener">Trezac</a> o <a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Eledura.html" target="_blank" rel="noopener">Eledura</a> molto efficaci su biotipi resistenti). Questi approcci aiutano a contenere la diffusione del papavero e a proteggere la produttività delle coltivazioni stesse.</p>
<h2 class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal"><b>Importanza e diffusione</b></h2>
<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">Il papavero, comunemente noto come papavero comune o rosolaccio, è una delle infestanti annuali più tipiche e dannose dei cereali a paglia, diffusa in tutti gli areali di coltivazione della penisola: da Nord a Sud, sia nelle area litorali che quelle più interne, sia in pianura che nelle aree collinari. Oltre a <em>Papaver rhoeas</em> sono in aumento anche altre specie simili come: il papavero spinoso (<i>P. Hybridum</i>), il papavero argemone (<em>Romaeria argemone</em>) e altre papaveracee. La diffusione del papavero in termini di numero di piante a metro quadro e in termini di vigoria è in progressivo aumento esercitando una forte competizione con la coltura.</p>
<h2 class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal"><b>Ecologia</b></h2>
<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">Il Papavero è una pianta infestante annuale, a ciclo invernale-primaverile strettamente allogama , ad impollinazione entomofila con un sistema di incompatibilità gametofitico. Fioritura in maggio-giugno. Specie diploide, 2n = 14. Specie molto prolifica: una pianta può potenzialmente produrre alcune decine di migliaia di semi mentre in competizione da 1000 a 5000 semi. Semi dotati di forte dormienza primaria, molto longevi (rimangono vitali nel terreno anche 10 anni), formano depositi nel terreno molto consistenti. Emergenza delle plantule principalmente autunnale (Fonte: <span lang="EN-US"><a href="http://gire.mlib.cnr.it/index.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">GIRE</span></a></span> e <span lang="EN-US"><a href="https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=501263" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="IT">ACTA PLANTARUM</span></a></span>).</p>
<h2 class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal"><b>Morfologia </b></h2>
<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">La plantula di papavero appena emersa ha foglie cotiledonari lanceolate-lineari corte. Le prime 2-4 foglioline vere sono decisamente lanceolate e a lamina intera; la forma cambia nelle foglie emesse successivamente, in quanto dapprima si presentano spatolate e successivamente con la lamina sempre più incisa sul bordo, fino a diventare più o meno settate nelle piante adulte. La pianta matura è completamente setolosa, ha portamento eretto e può raggiungere un’altezza di 90 cm, con fusto eretto e laticifero. I fiori sono isolati e hanno 4 petali rossi e hanno un  calice formato da 2 sepali che cadono precocemente. Il frutto è una capsula globosa, chiuso da un opercolo stimmatico e contenente una miriade di minuscoli semi scuri, alveolati e reniformi. I semi maturi vengono catapultati all’esterno attraverso fori appositi alla sommità della capsula, in virtù delle oscillazioni del lungo fusto sotto l’azione del vento. La germinazione avviene solo se i semi non sono interrati troppo profondamente (non oltre i 2 cm) in quanto hanno bisogno di uno stimolo luminoso per iniziare tale processo (Fonte SIRFI).</p>
<h2 class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal"><b>Tipo di resistenza agli erbicidi</b></h2>
<p class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal">Sono molto diffuse popolazioni resistenti di papavero agli enzimi inibitori dell’ALS (Gruppo B o Gruppo 2), in particolare alle solfoniluree ma anche alle triazolo pirimidine. Il primo caso è stato registrato nel 1998. Sono presenti anche popolazioni resistenti agli erbicidi auxino simili e al 2,4-D (Gruppo O o Gruppo 4). Vedi mappa nel sito del GIRE (<a href="http://gire.mlib.cnr.it/index.php?sel=schedeSpecie/Papaver" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://gire.mlib.cnr.it/index.php?sel=schedeSpecie/Papaver</a>).</p>
<h2 class="xmprfx_ydp3c0630adyiv7827388769MsoNormal"><b>Soluzioni Erbicide </b></h2>
<p dir="ltr" data-setdir="false">Attualmente la miglior soluzione disponibile oggi sul mercato sono gli erbicidi a base <b>Arylex</b> (<a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/zypar.html" target="_blank" rel="noopener"><b>Zypar</b></a>, <b><a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Trezac.html" target="_blank" rel="noopener">Trezac</a> </b>e <a href="https://www.corteva.it/prodotti-e-soluzioni/crop-protection/erbicidi/Eledura.html" target="_blank" rel="noopener"><b>Eledura</b></a>) che consentono di controllare efficacemente e velocemente le popolazioni infestanti di papavero sia sensibile che resistente. Gli ottimi risultati conseguiti con questi erbicidi permettono di poter ottenere risultati produttivi eccellenti.</p>
<p dir="ltr" data-setdir="false"><em>Autore: Mirko Guarise, Corteva</em></p>
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		<item>
		<title>SI AL DISERBO PRECOCE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/diserbo-precoce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 23:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corteva]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo precoce]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Novità sulla difesa fitosanitaria dalla Regione Emilia Romagna: strategie di diserbo precoce </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 20 febbraio 2025, il <em>Settore Fitosanitario e difesa delle produzioni</em> della Regione Emilia-Romagna ha organizzato un evento per presentare le novità sul mercato per la difesa fitosanitaria nel 2025. L&#8217;appuntamento è ormai una tradizione e presenta nuove soluzioni e strategie nella difesa dalle infestanti e dai parassiti, non dimenticando le pratiche più innovative per una sempre maggiore sostenibilità ambientale ed economica per le aziende agricole. In questo articolo presentiamo la strategia proposta da Corteva per il diserbo di post-emergenza precoce nei cereali a paglia come frumento tenero e duro, orzo, segale e triticale.</p>
<h2>I vantaggi del diserbo post-emergenza</h2>
<p>Ricordiamo che le strategie di diserbo devono sempre più essere integrate e prendere in considerazione la valorizzazione di pratiche agronomiche, meccaniche e chimiche, in particolare nell&#8217;ottica della lotta alle resistenze. Per ridurre la pressione delle infestanti resistenti e di sostituzione, infatti, bisogna prevedere una rotazione colturale corretta, preparare il terreno in maniera anticipata, non seminare troppo presto, effettuare lavorazioni meccaniche con applicazione di erbicidi ad azione totale.</p>
<p>In tutto questo, ha un ruolo importante anche il diserbo preventivo che riduce la carica iniziale delle malerbe e prepara la strada per uno sviluppo più agevole per la coltura. Un ulteriore vantaggio è la maggiore flessibilità nell’effettuazione del diserbo primaverile, viste le condizioni meteorologiche sempre più variabili. Il diserbo primaverile, per esempio, può essere posticipato e associato al trattamento fungicida per il controllo di septoria e ruggine gialla.</p>
<h2>La proposta di Corteva</h2>
<p>All&#8217;evento della Regione Emilia Romagna Corteva ha presentato Eledura, un prodotto che presenta una composizione di Prosulfocarb (667 g/l), Diflufenican (14 g/l), Arylex (1,33 g/l) e Cloquintocet mexyl 1,33 g/l, ideale per integrare programmi di diserbo in due interventi, senza restrizioni e a rapida degradazione. Si applica nell&#8217;ambito di un intervento precoce, per un controllo ottimale e ad ampio spettro delle infestanti</p>
<p>Lo spettro di azione copre le graminacee come Coda di topo (Alopecurus myosuroides),  Cappellini dei campi (Apera spica venti), Giunco annuale (Juncus bufonius) Loglio (Lolium perennis) Fienarola (Poa annua) e Lolium Rigidum.</p>
<p>La copertura è efficace anche contro le infestanti a foglia larga come Borsa del pastore (Capsella bursa pastoris), Fiordaliso (Centaurea cyanus), Fumaria (Fumaria officinalis), Attaccamani (Galium aparine), Geranio a foglie strette (Geranium dissectum), Falsa ortica purpurea (Lamium purpureum), Camomilla (Matricaria camomilla), Papaver rhoeas (Papaver rhoeas), Centocchio (Stellaria media), Erba storna (Thlaspi arvense), Veronica a foglie d’edera (Veronica hederifolia), Veronica comune (Veronica persica), Viola (Viola arvensis), Veccia comune (Vicia cracca).</p>
<h2>Programma di diserbo a 2 interventi</h2>
<p>Eledura si integra in un programma di diserbo su frumento tenero e duro, orzo, segale e triticale che prevede 2 passaggi: il primo a fine autunno-inizio inverno, il secondo a fine inverno-inizio primavera.</p>
<p>Il primo passaggio, in particolare, è quello effettuato con Eledura alla dose di  3,0 l/ha, in fase di post-emergenza precoce, quindi da 1 a 3 foglie vere. Il controllo è efficace sulle graminacee precoci e sulle infestanti a foglia larga.</p>
<p>Il secondo passaggio è effettuato, poi, con Floramix + Zypar (o Columbus), in fase di post-emergenza, ovvero accestimento-levata. Con questo intervento il controllo è sulle altre infestanti a nascita più tardiva, ovvero avena e altre graminacee o altre infestanti a foglia larga.</p>
<p><em>Fonte: sito Regione Emilia Romagna</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<item>
		<title>PELARGONICO IN FALSA SEMINA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/pelargonico-falsa-semina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 22:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[acido pelargonico]]></category>
		<category><![CDATA[falsa semina]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ferrero spiega quando usarlo sul grano</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<div>
<p>Come abbiamo scritto (<a href="https://granoitaliano.eu/acido-pelargonico/" target="_blank" rel="noopener">leggi l&#8217;articolo</a>), sono stati approvati due prodotti a base di acido pelargonico per il grano. Le applicazioni di questa sostanza si estendono a diverse colture, tra cui tabacco, patata e frutteti. Ma per quanto concerne il grano, secondo il malerbologo Ferrero il miglior tipo di impiego per questo composto sarebbe durante la cosiddetta “falsa semina”.</p>
<div>«Quando faccio una ‘falsa semina’ vuol dire che preparo il terreno &#8211; spiega Ferrero &#8211; aspetto che nascano le malerbe, intervengo e poi magari un giorno dopo, o due giorni dopo, semino».</div>
</div>
<div></div>
<div>
<h2 dir="ltr">Il problema dei costi</h2>
<p>Un compito in cui l’acido pelargonico potrebbe eccellere, se non fosse per un altro problema: i costi. Rispetto ai competitor sul mercato, il costo di un trattamento con acido pelargonico (anche e soprattutto rispetto alla durata dell’effetto post-trattamento) è molto elevato, anche se lo stesso Ferrero racconta che rispetto ai primi anni di commercio del prodotto, i prezzi hanno iniziato una lieve discesa, aprendo la strada a future applicazioni nei prossimi anni. «Però queste dovranno essere utilizzate in etichetta» conclude Ferrero, avvertendo gli agricoltori nell’agire sempre con la dovuta prudenza nei confronti di una sostanza per come è stata normata dalle autorità competenti.</p>
<p>L’impiego corretto di questo prodotto, insomma, può fare la differenza nella gestione delle erbe infestanti, specialmente durante le fasi di preparazione, mettendo la pianta dall’inizio nella condizione di non avere competizione interna al terreno coltivato.</p>
<h2>Perchè l&#8217;acido pelargonico</h2>
<p>L&#8217;acido pelargonico, per ricapitolare, è utilizzato come erbicida non selettivo. È efficace in particolare contro le infestanti soprattutto nelle fasi giovanili, consentendo alle colture come il grano di prosperare senza concorrenza. La sua azione rapida e la capacità di biodegradarsi riducono il rischio di residui persistenti nel suolo, favorendo l’adozione in pratiche agricole biologiche e sostenibili. Si stima che il settore agricolo abbia rappresentato circa 96 milioni di dollari del valore del mercato dell&#8217;acido pelargonico nel 2023. Un dato destinato a raggiungere i 136 milioni di dollari entro il 2032.</p>
<p><em>Autore: Ivan Torneo</em></p>
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</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ACIDO PELARGONICO È UNA FALCE CHIMICA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/acido-pelargonico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 22:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[acido pelargonico]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approvati due prodotti commerciali con questa importante molecola</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<div>
<div dir="ltr">Negli ultimi anni l’agricoltura ha visto un crescente interesse verso soluzioni più ecologiche e sostenibili per la gestione delle colture e il controllo delle infestanti. Tra le soluzioni innovative che hanno guadagnato popolarità troviamo l&#8217;acido pelargonico, per cui una settimana fa, il 17 settembre 2024, il Ministero della Salute ha approvato l’utilizzo di due prodotti commerciali. Un fenomeno che va avanti già da tempo, per un composto organico che è presente naturalmente in molte piante, incluso il geranio (da cui prende il nome). L&#8217;acido pelargonico è particolarmente interessante per il suo profilo ambientale favorevole e la sua capacità di agire come erbicida. Vediamolo più da vicino.</div>
<div dir="ltr"></div>
</div>
</div>
<div dir="ltr">
<div>
<h2><b>Cos’è l’acido pelargonico</b></h2>
<p>«Di fatto si tratta di un disseccante per sua natura. E ha un&#8217;azione tutta particolare, a differenza di altri diserbanti, che non penetra» spiega in un’intervista sul tema il malerbologo Aldo Ferrero, specializzato in agronomia e coltivazioni erbacee.</p>
<p>Come il professor Ferrero precisa, si tratta di «un prodotto d&#8217;azione totale», che «non è selettivo per le piante utili». Un punto in comune con uno dei più famosi e discussi prodotti, il glifosate, per il quale però Ferrero afferma categoricamente che «non si può fare una comparazione. Sono due prodotti totalmente diversi».</p>
<p>Si stima che il valore del mercato degli erbicidi biologici possa superare i 3 miliardi di dollari entro il 2025, con una parte di questo segmento attribuibile proprio agli erbicidi naturali come l’acido pelargonico. Una crescita sostenuta sia da normative più stringenti sull’uso di prodotti chimici in Europa e Nord America, sia dall’interesse dei consumatori verso prodotti coltivati senza l’impiego di pesticidi tradizionali.</p>
<p>«Si tratta di un prodotto che viene presentato come naturale. In realtà c&#8217;è tanta chimica nella fabbricazione dell&#8217;acido pelargonico. Non è che si faccia una spremitura di semi oleosi quali quelli del cardo selvatico» evidenzia Ferrero. Una definizione evocativa del malerbologo durante l’intervista è quella di vedere l’acido pelargonico come «una falce chimica, perché l’efficacia è la stessa della falce in un terreno, ma senza la manodopera. E proprio come la falce, anche l’acido pelargonico non circola dentro la pianta e non raggiunge gli organi radicali. Quindi la vegetazione ricresce e occorre riutilizzare la falce chimica».</p>
<h2><b>Come funziona</b></h2>
<p>L’acido pelargonico, come già detto, è usato come erbicida non selettivo, efficace nel controllo delle erbe infestanti che competono con le colture per risorse come acqua, luce e nutrienti. «Il prodotto ha la capacità di eliminare, diciamo in termini propri o tecnicamente, di sciogliere la parte cerosa che riveste la vegetazione delle piante infestanti» sottolinea Ferrero, anche se il prodotto essendo non selettivo può danneggiare anche la pianta utile. «Elimina la protezione della vegetazione esterna, che è una superficie cerosa, molto sottile, e di conseguenza la vegetazione e le foglie si disidratano rapidamente, cioè la membrana delle cellule vive, che è protetta da questa superficie cerosa, venendo disciolta, eliminata, la pianta si secca» commenta Ferrero.</p>
<p>«La caratteristica di questo prodotto è che l&#8217;azione è visibile in tempi abbastanza rapidi». Di quanto parliamo? «Gli effetti dovrebbero essere visibili già entro le prime 24 ore dall’applicazione dell’acido pelargonico» conferma Ferrero.</p>
<p>Il composto, quindi, agisce distruggendo le cellule delle piante bersaglio, causando la disidratazione delle foglie e portando alla morte della pianta. Il che lo rende apprezzabile per il suo profilo di biodegradabilità, che lo rende una scelta preferibile rispetto a molti erbicidi di sintesi, i quali possono persistere nel suolo o persino contaminare le falde acquifere.</p>
<p>Domani approfondiremo l&#8217;effetto del prodotto sul frumento.</p>
<p><em>Autore: Ivan Torneo<br />
</em></p>
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		<item>
		<title>DIFENDERE IL GRANO? CONTROLLO INTEGRATO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/difendere-il-grano-controllo-integrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2024 00:02:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[controllo integrato]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovanni Campagna ci ha illustrato la rilevanza delle strategie integrate di controllo alle malerbe del frumento</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il controllo delle malerbe su frumento, soprattutto in questa epoca di cambiamento climatico, non può prescindere dal considerare e attuare strategie integrate, affiancate da pratiche agronomiche a scopo di ottimizzazione: ne abbiamo parlato con Giovanni Campagna, agronomo malerbologo.</p>
<h2><strong>La flora infestante</strong></h2>
<p>Il nostro Paese &#8211; ci racconta &#8211; presenta una grande variabilità di condizioni pedoclimatiche a partire dai differenziati areali del Sud e del Nord: questo, in particolare in successione a colture erbacee o a rottura di prati, medicai o impianti arborei, determina altrettanta variabilità anche nella flora infestante del frumento, come dei cereali a paglia in generale.<br />
In tutti gli areali sono molto temute le graminacee <em>Avena sterilis</em> e <em>Lolium</em> spp. che includono popolazioni resistenti, oltre alla <em>Poa</em> spp. che ha maggiore rilevanza dopo la rottura di medicai. Infestazioni di <em>Alopecurus myosuroides</em> e di <em>Apera spica-venti</em> sono più localizzate, in particolare nell’arco occidentale sul versante della Francia, mentre quelle di <em>Bromus</em> spp. non sono da sottovalutare soprattutto in caso di lavorazioni ridotte (semina su sodo) o nei pressi di aree abbandonate. Al Centro-Sud e verso la Pianura Padana, invece, preoccupano le infestazioni di <em>Phalaris</em> spp., in particolare <em>P. paradoxa</em>.<br />
Guardando alle dicotiledoni annuali, poi, <em>Papaver rhoeas</em> e <em>Sinapis arvensis</em> sono ormai le più diffuse nei cereali a paglia, preoccupanti per le popolazioni resistenti della papaveracea al Centro-Sud e in Pianura Padana e, anche se in misura ridotta, della crucifera in Sicilia, Lazio e Toscana.<br />
Oltre alle specie resistenti, preoccupa gli agricoltori la flora di sostituzione selezionata con il ricorso continuo agli erbicidi solfonilureici, tra cui le più ricorrenti infestazioni di <em>Veronica</em>, <em>Geranium dissectum</em> e composite. Tra queste i cardi selvatici e le più ricorrenti infestazioni di <em>Matricaria</em> <em>chamomilla</em> e altre; particolarmente diffuse risultano anche le grandi crucifere e le ombrellifere.<br />
Notevole impegno richiedono anche le infestazioni perennanti di <em>Rumex</em> spp. (soprattutto in successione a prati e medicai e nelle aree zootecniche), <em>Convolvulus arvensis</em>, <em>Cirsium arvense</em>, <em>Equisetum</em> spp., ecc., nonché i ricacci di medica da considerare come perennante a emergenza ritardata nelle strategie di lotta; con questo obiettivo bisogna considerare la rinascita delle colture precedenti, tra cui vi sono anche quelle ALS-resistenti come girasole, colza e barbabietola da zucchero.</p>
<figure id="attachment_344" aria-describedby="caption-attachment-344" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-344 size-medium" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-1024x768.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-768x576.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-1536x1152.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-2048x1536.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-570x428.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-740x555.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-1-1320x990.jpg 1320w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-344" class="wp-caption-text">Autore: Giovanni Campagna</figcaption></figure>
<h2><strong>Integrare le strategie di intervento</strong></h2>
<p>Come ci sottolinea Giovanni Campagna, «soprattutto la lotta alle graminacee richiede che le pratiche di contenimento delle malerbe siano integrate, sebbene ad oggi, con la revoca degli erbicidi a meccanismo d’azione differenziato, questo valga anche per le dicotiledoni se non viene adottata una strategia che preveda l’alternanza del diserbo preventivo. Oramai per le graminacee la scelta degli erbicidi è ridotta a soli due meccanismi d’azione monosito, ovvero inibizione dell’enzima ALS (solfoniluree, triazoloni, triazolopirimidine) e ACCasi (Arilossifenossipropionati/ fop e Fenilpirazoline/DEN). Per le dicotiledoni, invece, è limitata al gruppo B che inibisce l’enzima ALS e al gruppo O delle auxine sintetiche. In sintesi, i meccanismi d’azione degli erbicidi fogliari per gli interventi in post-emergenza sono tre, di cui solo il gruppo O è meno soggetto alla comparsa di popolazioni resistenti rispetto ai gruppi A e B». E’ importante ricordare, poi, che dal 2023 la transizione della classificazione dei meccanismi d’azione è in corso di implementazione, con il passaggio da A a 1, da B a 2 e da O a 4, anche se ci sarà una coesistenza delle codifiche per alcuni anni.</p>
<h2><strong>Considerare la gestione agronomica</strong></h2>
<p>E’ fondamentale, per una corretta gestione delle infestanti, mettere in atto pratiche integrative rispetto alle applicazioni erbicide, con l’obiettivo di ottimizzare la gestione complessiva. Tra queste ricordiamo:</p>
<ul>
<li>un corretto avvicendamento colturale con la rotazione di specie diverse e l’alternanza di colture a ciclo autunno-primaverile ed estivo;</li>
<li>la periodica aratura (ogni 4-5 anni) per interrare i semi poco longevi delle graminacee, in particolare per quelli delle popolazioni resistenti, ma anche delle problematiche infestazioni legate a pratiche di agricoltura conservativa come quelle di <em>Bromus</em>;</li>
<li>una appropriata gestione dei terreni nei periodi intercolturali per ridurre il potenziale di disseminazione (in particolare per le infestazioni di composite);</li>
<li>un’epoca di semina ritardata su terreni preparati anticipatamente, oltre all’impiego di sementi selezionate, per devitalizzare il maggior numero di piante resistenti di <em>Avena</em>, <em>Lolium</em>, <em>Phalaris</em> e <em>Alopecurus</em>, nonché di <em>Papaver</em> e <em>Sinapis</em>, comprese le più difficili infestazioni di sostituzione (come <em>Bromus</em>, <em>Veronica</em>, <em>Geranium</em>) e tutte le malerbe a emergenza anticipata e di difficile gestione tramite gli erbicidi preventivi, come <em>Galium</em> <em>aparine</em>;</li>
<li>l’alternanza di erbicidi residuali multisito per contrastare le infestazioni più difficili da contenere e per le popolazioni resistenti;</li>
<li>modalità di intervento appropriate con i prodotti fogliari monosito di post-emergenza per ottimizzare le potenzialità erbicide, ovvero l’uso di irroratrici ben tarate e funzionanti, con sufficiente volume di acqua o con l’ausilio della manica d’aria in caso di manto vegetativo denso, evitando di intervenire su coltura e malerbe non troppo sviluppate per eliminare l’effetto “schermatura” o “ombrello”.</li>
</ul>
<h2><strong>La scelta dei prodotti</strong></h2>
<figure id="attachment_346" aria-describedby="caption-attachment-346" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-346 size-medium" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-300x225.jpg 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-1024x768.jpg 1024w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-768x576.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-1536x1152.jpg 1536w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-2048x1536.jpg 2048w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-370x278.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-270x203.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-570x428.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-740x555.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-80x60.jpg 80w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/Diserbo_integrato_frumento-2-1320x990.jpg 1320w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-346" class="wp-caption-text">Autore: Giovannni Campagna</figcaption></figure>
<p>La gestione delle malerbe dicotiledoni annuali e perennanti dei cereali vernini può essere effettuata mediante due grandi gruppi di prodotti dicotiledonicidi:</p>
<ul>
<li>Il gruppo degli ALS-inibitori che è rappresentato dalle solfoniluree (tribenuron-metile, tifensulfuron-metile, metsulfuron-metile, tritosulfuron e bensulfuron) e dalla triazolopirimidina florasulam. Quest’ultima ha una maggiore attività verso <em>Galium</em> e una minor influenza negativa nei confronti dei ritorni di freddo. Tutti si applicano precocemente per esaltare la secondaria azione radicale (dalla 3a foglia-inizio accestimento dei cereali, meglio se entro il mese di marzo).</li>
<li>Il gruppo dei fitormonici, cosiddetti ormonici (2,4 D, MCPA, MCPP-P, diclorprop-P) e ormonosimili (fluroxipir, clopiralid, dicamba, aminopiralid e la più recente sostanza attiva Arylex Activ, ovvero halauxifen- metile, appartenente alla nuova famiglia chimica degli Aril-picolinati). Questi prodotti sono più adatti a partire dalla fase di accestimento (in genere da marzo), con temperature miti e in caso di malerbe annuali (comprese le popolazioni resistenti di <em>Papaver rhoeas</em> e <em>Sinapis arvensis</em>) e perennanti (<em>Cirsium</em>, <em>Convolvulus</em>, <em>Rumex</em>, <em>Equisetum</em>). Le miscele di halauxifen-metile con florasulam (Zypar), f luroxipir (Tekken) e aminopiralid (nuovo formulato Trezac) consentono di differenziare la disponibilità erbicida per il contenimento delle specie di sostituzione, tra cui Chrysantemum segetum, Centaurea napifolia, Anethum graveolens, ecc., oltre alle popolazioni ALS-resistenti come Papaver e Sinapis.</li>
</ul>
<p>Inoltre, dallo stadio di terza foglia – inizio accestimento, si possono utilizzare prodotto graminicidi del Gruppo HRAC A ad azione inibitoria dell’enzima ACCasi), oltre alle solfoniluree più spiccatamente graminicide, dei triazoloni e della triazolopirimidina piroxsulam, soprattutto nelle semine su sodo e in seguito a per la buona azione nei confronti di <em>Lolium</em>, <em>Poa</em> e <em>Bromus</em>. Questi prodotti permettono di agire anche sulle infestanti a foglia larga, in funzione della composizione dei formulati.<br />
Ricordiamo che al fine di ottimizzare il grado di azione erbicida è bene controllare le condizioni pedoclimatiche, ovvero con malerbe in pieno turgore vegetativo e temperature diurne di almeno 6-7 °C, e valutare l’addizione degli specifici bagnanti, tra cui Biopower per i formulati di Atlantis, Adigor per Serrate e Wetting Plus per Senior.</p>
<h2>&#8220;Cross Spectrum&#8221;</h2>
<p>Giovanni Campagna conclude: «questi erbicidi in condizioni di limitata e sensibile presenza di specie dicotiledoni possono essere considerati “cross spectrum”, in quanto agiscono congiuntamente verso specie a foglia larga e stretta. Qualora abbondino malerbe a foglia larga è necessario ricorrere alle più specifiche soluzioni “cross spectrum”, propriamente definite “one pass” per il contenimento in un unico passaggio delle principali specie a foglia larga e graminacee (annuali e perennanti)».</p>
<p>Foto: Giovanni Campagna (vietata qualsiasi riproduzione)</p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
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			</item>
		<item>
		<title>FERMARE LE INFESTANTI DEL FRUMENTO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/interventi-indiretti-per-il-controllo-delle-infestanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 10:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[avvicendamento]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[lavorazioni]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
		<category><![CDATA[scelta varietale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come intervenire in modo indiretto per evitare i danni al raccolto</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella gestione della flora infestante del frumento è possibile intervenire in modo indiretto, con tattiche e pratiche agronomiche in grado di ridurre i danni dovuti alla presenza delle malerbe. Di seguito vediamo i principali interventi possibili.</p>
<h2><strong>Avvicendamento</strong></h2>
<p>Avvicendare diverse colture consente di mettere in atto pratiche agronomiche differenziate evitando fenomeni di selezione e mantenendo un equilibrio di popolazione di malerbe, fattore che consente di ridurre l’intervento chimico di controllo delle infestanti.</p>
<h2><strong>Lavorazioni del terreno</strong></h2>
<p>Le lavorazioni consentono di estirpare e interrare la vegetazione infestante già sviluppata oltre a contribuire a interrare quote di banca semi presente nel terreno. Alternare la profondità di aratura, aumentandola in annate con più forte disseminazione e riducendola poi tanto più a lungo quanto minore è il tasso annuo di decremento della specie. Trascorso questo periodo, si potrà tornare all’aratura abituale.</p>
<h2><strong>Epoca e modalità di semina</strong></h2>
<p>E’ possibile ritardare l’epoca di semina per sfavorire la nascita di malerbe ad emergenza autunnale, così come ridurre la larghezza dell’interfila per limitare la quantità di luce che raggiunge il suolo e contenere la germinazione delle malerbe.</p>
<h2><strong>Scelta varietale</strong></h2>
<p>Si basa sulla semina di varietà con elevato vigore precoce, da un’alta capacità di accestimento e da lamina fogliare espansa sono in grado di essere maggiormente competitive nei confronti della flora infestante.</p>
<h2><strong>Pulizia delle macchine</strong></h2>
<p>In particolare per i contoterzisti che lavorano su ampi territori, inclusi areali in cui si sono sviluppate resistenze ad erbicidi, si richiede una accurata pulizia delle macchine di raccolta per evitare la diffusione di organi di propagazione delle malerbe.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
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		<title>CONTRATTACCO ALLE INFESTANTI DEL FRUMENTO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/interventi-diretti-per-il-controllo-delle-infestanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 09:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come intervenire in modo indiretto per difendere il raccolto</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella gestione della flora infestante del frumento si può intervenire in modo diretto, con strumenti in grado di ridurre con grande impatto i danni dovuti alla presenza delle malerbe. Di seguito vediamo i principali interventi possibili distinti per categoria.</p>
<p><strong>Interventi meccanici<br />
</strong>Questi interventi possono essere applicati in combinazione con la falsa semina o su coltura in atto attraverso la strigliatura; nel primo caso, si rischia di stimolare la nascita di nuove malerbe in concomitanza con lo sviluppo della coltura. Al fine di ottenere migliori risultati, conviene 2 o 3 passaggi di erpice strigliatore a distanza di 15-20 giorni tra fine accestimento e inizio levata. I migliori risultati si ottengono con le dicotiledoni</p>
<p><strong>Interventi fisici</strong><br />
Il metodo più utilizzato è quello della copertura del terreno con residui vegetali, tecnica che prevede la semina di una cover crop (spesso una leguminosa) e la sua terminazione, lasciando poi la biomassa in superficie con funzione pacciamante. In questo modo lo strato di biomassa contiene l’emergenza delle malerbe, contribuisce al rilascio di nutrienti e talvolta anche di sostanze allopatiche inibenti la germinazione dei semi di infestanti.</p>
<p><strong>Interventi chimici</strong></p>
<ul>
<li><strong>Pre-semina</strong>: con questa pratica si interviene con erbicidi ad azione totale, non residuali che consentono la semina già il giorno successivo al trattamento; si applica a tecniche di falsa semina o a semina su sodo</li>
<li><strong>Pre-emergenza</strong>: questa pratica si basa sull’utilizzo di erbicidi ad azione residuale, dagli anni ’80 ha perso la sua importanza per il ritiro dal mercato di principi attivi validi. Sta, però, assumendo una crescente rilevanza nei programmi di lotta integrata e per la comparsa di resistenze per prodotti impiegati in post-emergenza.</li>
<li><strong>Post-emergenza</strong>: è la pratica più adottata, grazie alla buona disponibilità di erbicidi che possono consentire anche il controllo di buona parte delle malerbe in un unico intervento.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong><u>Strategie di applicazione del diserbo chimico nel frumento</u></strong></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-87 aligncenter" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento.png" alt="Diserbo chimico frumento" width="672" height="330" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento.png 943w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-300x147.png 300w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-768x377.png 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-370x182.png 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-270x133.png 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-570x280.png 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2023/12/diserbo_chimico_frumento-740x363.png 740w" sizes="(max-width: 672px) 100vw, 672px" /></p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CAMPI DI GRANO INFESTATI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/le-infestanti-del-frumento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 08:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[diserbo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[malerbe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=79</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'elenco dei nemici del frumento</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La diffusione di piante infestanti determina un danno nella coltivazione di frumento che si stima mediamente sul 30% della produzione, sulla base di evidenze sperimentali, questo sia per perdite di quantità che di caratteristiche qualitative della granella.</p>
<p>I danni si determinano sia direttamente, a causa della competizione per la luce, l’acqua e i nutrienti, sia indirettamente, a causa della limitazione dell’efficienza delle operazioni colturali e per la diffusione di malattie e parassiti.</p>
<p>Negli ultimi anni l’evoluzione della flora infestante ha visto una diffusione di specie di sostituzione (in relazione agli interventi di diserbo) e di specie favorite da particolari condizioni ecologiche dipendenti da pratiche colturali di avvicendamenti, lavorazioni semplificate, posticipazione dell’epoca di semina e condizioni climatiche sfavorevoli.</p>
<h2><strong>Principali piante infestanti del frumento, codice Eppo e ciclo</strong></h2>
<table style="height: 670px;" width="996">
<tbody>
<tr>
<td width="123"><strong>Nome scientifico</strong></td>
<td width="122"><strong>Nome comune<br />
</strong><strong>Dicotiledoni</strong></td>
<td width="122"><strong>Codice Eppo</strong></td>
<td width="107"><strong>Ciclo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Centaurea Cyanus</td>
<td width="122">Fiordaliso</td>
<td width="122">CENCY</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Chrysantemun segetum</td>
<td width="122">Crisantemo campestre</td>
<td width="122">CHYSE</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Cirsium arvense</td>
<td width="122">Stoppione</td>
<td width="122">CIRAR</td>
<td width="107">P</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Cirsium vulgare</td>
<td width="122">Cardo asinino</td>
<td width="122">CIRVU</td>
<td width="107">B</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Capsella bursa-pastoris</td>
<td width="122">Borsa del pastore</td>
<td width="122">CAPBP</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Cychorium intybus</td>
<td width="122">Cicoria comune</td>
<td width="122">CICIF</td>
<td width="107">B-P</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Lactuca serriola</td>
<td width="122">Lattuga selvatica</td>
<td width="122">LACSE</td>
<td width="107">B</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Convolvolus arvensis</td>
<td width="122">Convolvolo</td>
<td width="122">CONAR</td>
<td width="107">P</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Fallopia convolvolus</td>
<td width="122">Correggiola</td>
<td width="122">POLCO</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Fumaria officialis</td>
<td width="122">Fumaria</td>
<td width="122">FUMOF</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Galium aparine</td>
<td width="122">Attaccaveste</td>
<td width="122">GALAP</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Matricaria chamomilla</td>
<td width="122">Camomilla</td>
<td width="122">MATCH</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Papaver rhoeas</td>
<td width="122">Papavero</td>
<td width="122">PAPRH</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Polygonum aviculare</td>
<td width="122">Poligono convolvolo</td>
<td width="122">POLAV</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Raphanus raphanistrum</td>
<td width="122">Rapanello selvatico</td>
<td width="122">RAPRA</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Sinapis arvensis</td>
<td width="122">Senape selvatica</td>
<td width="122">SINAR</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Sylibum marianum</td>
<td width="122">Cardo mariano</td>
<td width="122">SLYMA</td>
<td width="107">B</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Stellaria media</td>
<td width="122">Stellaria</td>
<td width="122">STEME</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Veronica spp.</td>
<td width="122">Veronica</td>
<td width="122">VERSS</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">Vicia spp.</td>
<td width="122">Veccia</td>
<td width="122">VICSS</td>
<td width="107">A</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="height: 584px;" width="999">
<tbody>
<tr>
<td width="124"><strong>Nome scientifico</strong></td>
<td width="125"><strong>Nome comune<br />
</strong><strong>Monocotiledoni</strong></td>
<td width="125"><strong>Codice Eppo</strong></td>
<td width="109"><strong>Ciclo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Alopecurus spp.</td>
<td width="125">Coda di volte</td>
<td width="125">ALOSS</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Apera spica-venti</td>
<td width="125">Cappellino dei prati</td>
<td width="125">APESV</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Avena barbata</td>
<td width="125">Avena barbata</td>
<td width="125">AVEBA</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Avena fatua</td>
<td width="125">Avena folle</td>
<td width="125">AVEFA</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Avena ludoviciana</td>
<td width="125">Avena ludoviciana</td>
<td width="125">AVELU</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Avena sterilis</td>
<td width="125">Avena maggiore</td>
<td width="125">AVEST</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Lolium multiflorum</td>
<td width="125">Loietto italico</td>
<td width="125">LOLMU</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Lolium perenne</td>
<td width="125">Loglio perenne</td>
<td width="125">LOLPE</td>
<td width="109">P</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Lolium rigidum</td>
<td width="125">Loglio rigido</td>
<td width="125">LOLRI</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Phalaris brachystachys</td>
<td width="125">Scagliola comune</td>
<td width="125">PHABR</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Phalaris minor</td>
<td width="125">Scagliola minore</td>
<td width="125">PHAMI</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Phalaris paradoxa</td>
<td width="125">Scagliola sterile</td>
<td width="125">PHAPA</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Poa annua</td>
<td width="125">Fienarola annuale</td>
<td width="125">POAAN</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Poa trivialis</td>
<td width="125">Fienarola comune</td>
<td width="125">POATR</td>
<td width="109">P</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Bromus hordaceus</td>
<td width="125">Forasacco peloso</td>
<td width="125">BROMO</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Bromus inermis</td>
<td width="125">Forasacco senza reste</td>
<td width="125">BROIN</td>
<td width="109">P</td>
</tr>
<tr>
<td width="124">Bromus sterilis</td>
<td width="125">Fosaracco sterile</td>
<td width="125">BROST</td>
<td width="109">A</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/le-infestanti-del-frumento/">CAMPI DI GRANO INFESTATI</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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	</channel>
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