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	<title>norme tecniche - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
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		<title>AGRICOLTURA INTEGRATA: LE NORME</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 22:02:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura integrata]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le norme tecniche agronomiche della Regione Emilia Romagna</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/integrata-norme/">AGRICOLTURA INTEGRATA: LE NORME</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il percorso attraverso l&#8217;agricoltura integrata nella coltivazione del frumento. Iniziamo a vedere nel dettaglio le norme tecniche definite dalla Regione Emilia Romagna, specifiche per il grano tenero e il grano duro. In questo articolo partiremo dalla scelta dell&#8217;ambiente e la scelta varietale, passando per la sistemazione del suolo e la semina.</p>
<p>I disciplinari sono disponibili sul sito della Regione:  <a href="https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale" target="_blank" rel="noopener">https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale</a></p>
<h2><strong>Scelta dell&#8217;ambiente di coltivazione e vocazionalità</strong></h2>
<p>Non vi sono specifici vincoli, è sufficiente seguire gli indirizzi generali e consigli inclusi nelle &#8220;Norme Generali&#8221; al cap. 3.</p>
<h2><strong>Mantenimento dell&#8217;agroecosistema naturale</strong></h2>
<p>Vi è il vincolo di non utilizzare principi attivi e feritlizzanti negli spazi naturali e semi naturali all&#8217;interno dell&#8217;azienda agricola, ovvero siepi, aree boscate, capezzagne ed altre. E&#8217;, poi, necessario seguire i vincoli, gli indirizzi egenrali e i consigli presenti nelle &#8220;Norme Generali&#8221; al cap. 4.</p>
<h2><strong>Scelta varietale e materiale di moltiplicazione</strong></h2>
<p>Vi è il divieto di utilizzare materiale vegetale modificato geneticamente. La Regione consiglia di fare riferimento alla Lista varietale raccomandata allegata al documento (clicca qui). Inoltre, la semente deve obbligatoriamente essere certificata, ovvero corredata da certificazione ufficiale rilasciata dal Centro di sperimentazione e certificazione delle sementi CREA-SCS. Valgono sempre gli indirizzi generali e i consigli  presenti nelle &#8220;Norme Generali&#8221; al cap. 5.</p>
<h2><strong>Sistemazione e preparazione del suolo all&#8217;impianto e alla semina</strong></h2>
<p>Non vi sono vincoli specifici e si fa riferimento alle &#8220;Norme generali&#8221; al cap. 6.</p>
<h2><strong>Avvicendamento colturale</strong></h2>
<p>Nel caso del frumento duro non è ammesso il ristoppio, dunque la coltura non può seguire un cereale autunno-vernino. Nel caso in cui il frumento segua un cereale a ciclo primaverile-estivo, allo scopo di ridurre il rischio di fusariosi è necessario interrare i residui della coltura in precessione attraverso una lavorazione che produca il rivoltamento del terreno. Infine, per calcolare il numero di colture nel quinquennio, il grano duro non è differenziato dal tenero, dal farro e triticale, apaprtenendo tutte al medesimo genere botanico.</p>
<p>Nel caso del frumento tenero il ristoppio è possibile e può essere realizzato una volta sola nei cinque anni. Il grano tenero può essere successivo ad avena, farro, grano duro, otzo, segale e triticale ma si considera come ristoppio. Infine, per calcolare il numero di colture nel quinquennio, il grano tenero non è differenziato dal duro, dal farro e dal triticale, appartenendo tutte al medesimo genere botanico.<br />
Gli indirizzi generali e i consigli sono presenti nelle &#8220;Norme Generali&#8221; al cap. 7.</p>
<h2><strong>Semina, trapianto, impianto</strong></h2>
<p>Le semine dovrebbero essere effettuate a partire dalla seconda quindicina d’ottobre per evitare l’incidenza del mal del piede, oltre ad un eccessivo lussureggiamento della pianta. La densità di semina dovrebbe, poi, essere tale da evitare semine troppo fitte che penalizzano il risultato produttivo e predispongono maggiormente la pianta al rischio di fitopatie. Infine, una volta definita la densità, la quantità di seme deve essere calcolata seguendo le indicazioni incluse nell&#8217;Allegato &#8220;Dose di semina grano tenero e duro&#8221;. Non vi sono vincoli specifici e valgono gli indirizzi generali e i consigli presenti nelle &#8220;Norme Generali&#8221; al cap. 8.</p>
<h2><strong>Gestione del suolo e pratiche agronomiche per il controllo delle infestanti</strong></h2>
<p>Vi è un vincolo per le lavorazioni e le sistemazioni negli appezzamenti con pendenza superiore al 10%; si fa riferimento alle &#8220;Norme generali&#8221; al cap. 9.</p>
<h2><strong>Altri metodi di produzione e aspetti particolari</strong></h2>
<p>Si raccomandano gli agricoltori all&#8217;osservazione delle &#8220;Linee guida cereali autunno-vernini&#8221; predisposte dalla Regione Emilia-Romagna per evitare l&#8217;insorgenza di micotossine. Non è possibile impiegare fitoregolatori. Gli indirizzi generali e i consigli sono presenti nelle &#8220;Norme Generali&#8221; al cap. 10.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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