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	<title>politica europea - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
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		<title>PROTESTA ITALIANA IL 30</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/proseguono-le-proteste-degli-agricoltori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 10:26:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli agricoltori scendono in strada, ecco cosa succederà </p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/proseguono-le-proteste-degli-agricoltori/">PROTESTA ITALIANA IL 30</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono le proteste degli agricoltori contro le scelte della politica europea e nazionale nel settore agricolo, i troppi vincoli e la burocrazia e la tirannia dei mercati (ne abbiamo parlato qui <a href="https://www.risoitaliano.eu/protesta-in-risaia/" target="_blank" rel="noopener">https://www.risoitaliano.eu/protesta-in-risaia/</a>). Gruppi spontanei di agricoltori hanno proseguito a organizzare raduni e cortei da Torino a Pescara, da Venezia ad Avellino, con grossi disagi anche in autostrada, dove sabato 27 gennaio il casello dell’A1 di Orte è stato chiuso.</p>
<p>Intanto, in Europa, grossi disagi in Belgio e in Francia, dove la protesta è stata molto più dura e gli agricoltori minacciano di paralizzare Parigi con 600 trattori. Nel nostro paese i gruppi promotori della protesta restano nella legalità: sono sorti in maniera spontanea in tante province e diffondono le comunicazioni attraverso messaggi e post sui social. Per ora i sindacati si mostrano cauti rispetto alle mobilitazioni.</p>
<p>Questa settimana sono ancora attivi i presidi partiti nei giorni scorsi e nuovi raduni sono convocati: <em>Riscatto Agricolo</em>, ad esempio, ha mobilitato per il 30 gennaio gli agricoltori lombardi, toscani, umbri e sardi in numerose province. Poi, altre iniziative locali ci saranno a Novara e Roma.</p>
<h2>Settimana di protesta ad Alessandria</h2>
<p>Abbiamo parlato con Roberto Gavio, agricoltore di Alessandria, che ci ha raccontato della protesta che sabato 27 gennaio ha portato 250 trattori in zona Orti, un raduno promosso dal <em>Coordinamento Agricoltori Autonomi di Alessandria e Asti</em> e programmato fino al prossimo 3 febbraio. «Sono presenti anche rappresentanti provenienti da Torino, Novara e Vercelli e tanti cittadini si dimostrano interessati alle nostre istanze» ci dice e prosegue: «mercoledì 31 è previsto un <em>sit in</em> e un corteo che attraverserà la città di Alessandria e passerà davanti alla prefettura, con un possibile incontro con le istituzioni».</p>
<h2>Le motivazioni della protesta</h2>
<p>Roberto Gavio ci ricorda che le motivazioni sono innanzitutto legate al problema della «redditività delle aziende agricole che ormai non esiste più: si lavora in perdita, o si fallisce o si chiude. In tutti i settori, non solo nel grano, i prezzi pagati agli agricoltori sono tanto distanti da quelli che pagano i consumatori, questo a fronte di costi in aumento da anni. Noi agricoltori non decidiamo mai sui prezzi, né nell’acquisto dei mezzi tecnici né nella vendita dei nostri prodotti». E prosegue: «un altro punto dolente sono le importazioni incontrollate e senza criterio: le nostre porte sono aperte a prodotti da ogni parte del mondo a prezzi bassissimi, cosa che ci abbatte i redditi e su cui si inserisce la speculazione». Roberto Gavio conclude: «poi c’è la burocrazia e la politica europea che non comprende la nostra realtà, impone vincoli che aumentano i costi e non hanno una razionalità. E’ importante riequilibrare la catena del valore per la sopravvivenza del settore, il rischio è diventare sempre più dipendenti dall’estero con tutti i problemi che ne conseguono per l’economia del paese».</p>
<h2>Un po&#8217; di considerazione</h2>
<p>Anche i nostri lettori ci contattano per far sentire la loro voce. Giuseppe Baldini, allevatore di bovine da latte di Reggio Emilia per la produzione di Parmigiano Reggiano, ci scrive: «l&#8217;agitazione degli agricoltori a mio avviso non ha solo radici economiche, noi siamo una categoria che è consapevole che non si arricchirà, facciamo un lavoro e una vita per passione: ci basta vivere dignitosamente per noi e per le nostre famiglie cercando eventuali opportunità per le generazioni future. È sulla dignità che mi soffermo, troppo spesso siamo accusati di essere inquinatori e di maltrattare i nostri animali, di erodere risorse naturali e questo mi crea una sensazione di profonda ingiustizia. Lavoriamo e viviamo con la natura e con i nostri animali tutti i giorni per una vita intera, convinti di essere importanti per la collettività e l&#8217;unica cosa che chiediamo, a parte il giusto compenso, è un po&#8217; di considerazione».</p>
<p>Autore: Azzurra Giorgio</p>
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