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	<title>potassio - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Wed, 24 Dec 2025 12:55:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>potassio - Grano Italiano</title>
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	<item>
		<title>NATALE AVVELENATO PER L&#8217;UREA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/natale-avvelenato-per-l-urea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 23:42:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[CBAM]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>
		<category><![CDATA[nitrati]]></category>
		<category><![CDATA[potassio]]></category>
		<category><![CDATA[urea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa comporta il CBAM dal 2026 per il mercato dei fertilizzanti</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/natale-avvelenato-per-l-urea/">NATALE AVVELENATO PER L&#8217;UREA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">Gli Stati del Nord hanno chiesto e ottenuto sanzioni europee alla Russia, che produce fertilizzanti. La guerra ai nitrati russi però viene pagata dagli agricoltori europei, compresi quelli del Sud. In questo contesto, di cui abbiamo già segnalato per tempo gli errori strategici (<a href="https://granoitaliano.eu/speculazione-urea/" target="_blank" rel="noopener">leggi l&#8217;articolo</a>) piomba il Cbam, che è una gabella imposta dal 2026 agli importatori di fertilizzanti (e altro) per compensare le emissioni di CO2 incorporate nei prodotti importati dall&#8217;esterno dell&#8217;Europa. In pratica, la società deve acquistare certificati per importare nell&#8217;Ue e ciò genera un costo che verrà scaricato sull&#8217;acquirente, che sono le nostre aziende agricole nel caso dei concimi azotati.</div>
<div dir="ltr"></div>
<h2 dir="ltr">UN MECCANISMO SOFISTICATO</h2>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">«In realtà è un meccanismo sofisticato &#8211; ci dice Aldo Giglioli, importatore reggiano che opera sul porto di Ravenna &#8211; per drenare liquidità e finanziare un&#8217;economia che non è per niente economica (un&#8217;economia di guerra?). Non è una tassa, perché le tasse minano il consenso politico, e non è un dazio (poiché non ci si può permettere di rischiare dei contro-dazi), ma una misura che apparentemente dovrebbe controbilanciare le tasse sulle emissioni di anidride carbonica che le industrie che operano sul terreno europeo devono pagare. L&#8217;apparenza sta nel fatto che l&#8217;Europa non possiede le materie prime (in particolare il fosforo e il potassio) e non è autosufficiente nella produzione di ammoniaca: l&#8217;industria europea dei fertilizzanti deve dunque pagare due volte (emissioni proprie e CBAM sull&#8217;importazione) per fare il proprio mestiere. Di fatto una megatassa imposta all&#8217;inizio della filiera e controllata in dogana, ma destinata a propagarsi lungo la filiera con un aumento dei prezzi significativo. In realtà, nessuno è ad oggi in grado di certificare veramente quanto gli impianti extracomunitari (molto più nuovi e probabilmente moderni di quelli della vecchia Europa) siano meno sostenibili di quelli comunitari (non sono ancora stati identificati gli enti certificatori): ci si deve accontentare di valori di efficienza per Paese extra-ue, stabiliti proditoriamente dall&#8217;europa, tutti sistematicamente superiori ai benchmark europei. Come se il Cbam fosse progettato per durare solo qualche anno fino a quando i certificatori (ammesso e non concesso che vengano identificati dalla UE) non avranno verificato l&#8217;ovvio, e cioè che gli impianti in Nigeria, Egitto, Golfo Persico e Cina (solo per citarne alcuni) sono più moderni ed efficienti dei nostri: a quel punto la montagna si ridurrà a produrre topolini. Nel frattempo però avrà drenato denari e avrà portato i prezzi dei prodotti europei alle stelle, generando un&#8217;inflazione (anzi, una stagflazione) provocata dall&#8217;incremento dei prezzi delle materie prime che importiamo».</div>
<div dir="ltr"></div>
<h2 dir="ltr">ANDAMENTO DEI PREZZI</h2>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Ma facciamo quattro conti. Si calcola che il Cbam potrebbe far aumentare i prezzi oltre i 40 euro/t di azoto. Significherebbe un +8% per il prezzo già elevato dell&#8217;urea. Ancora peggio per i nitrati. Con l&#8217;aumento previsto, che è di 130 euro sui 350 attuali parliamo addirittura di oltre il 37%. Ricordiamo che, data la carenza di importazioni dalla Turchia, questi prodotti sono già aumentati di 35 euro a tonnellata nel giro delle ultime due settimane. Consideriamo che oltre il 50% dei fertilizzanti azotati, il 68% dei fosfati e l’85% del potassio provengono da Paesi terzi e capiamo perfettamente di essere alla vigilia di una mazzata per l&#8217;utente finale, che sono poi le nostre aziende agricole, su cui graverà l&#8217;effetto peggiore di un incremento dei prezzi che si potrebbe aggirare mediamente, per i produttori di fertilizzanti, tra 50 e 60 euro a tonnellata. Oggi l&#8217;urea egiziana si scambia intorno ai 500 euro a tonnellata (prima del Covid era 280) ed è probabile che in prima battuta il sovracosto sia assorbito dai produttori stessi, per contendersi il mercato con l&#8217;importazione, ma che venga prima o poi brutalmente scaricato sull&#8217;acquiente finale, ovvero le aziende agricole, e, in ultima istanza, sul consumatore finale costretto a spingere un carrello della spesa sempre più pesante. Insomma, l&#8217;Ue ci ha lasciato un pacco avvelenato sotto l&#8217;albero.</div>
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		<title>«CONCIMANDO IN PRESEMINA SALVO IL 20%»</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/concimando-in-presemina-salvo-il-20/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 23:56:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[concimazione]]></category>
		<category><![CDATA[fosforo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[potassio]]></category>
		<category><![CDATA[pre-semina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La testimonianza di un cerealicoltore veronese che coltiva grano tenero e duro</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">«A volte non capisco perché la gente continui a lamentarsi». Questa frase, in bocca a un cerealicoltore veronese, può sorprendere. Ma Enrico Soffiati, che coltiva frumento tenero in quel di Cerea, è un agricoltore ad alto tasso tecnico e allora si capisce perché trovi una soluzione anche in questi momenti difficili.</p>
<h2>Ci sono tecniche a basso costo</h2>
<p>«Proprio così. Ci sono tecniche di coltivazione dei cereali a paglia a basso costo ed innovative che possono portare lo stesso ad ottime produzioni, ma quasi nessuno le mette in pratica» ci spiega. Ha appena finito di leggere <a href="https://granoitaliano.eu/concimazione-di-fondo-dimenticata/" target="_blank" rel="noopener">un articolo di Granoitaliano.eu sulla concimazione in presemina</a>, che sui social ha fatto rumore. Lui coltiva sia grano tenero, che duro, così come orzo, colza, mais, sorgo e riso. «Negli ultimi anni mi sono specializzato nella tecniche di coltivazione dei cereali autunno vernini &#8211; ci racconta &#8211; facendo prove soprattutto di concimazione ed anche varietali. Ho imparato ad innovare abbandonando completamente la chimica e utilizzando solo prodotti pellettati organo minerali e fogliari».</p>
<p>Quanto influisce il clima? «Sicuramente influisce molto sugli aspetti quantitativi e qualitativi dei cereali la stessa stagione in cui li si coltiva, così come può influire il meteo: non si può approcciare ogni cultivar allo stesso modo e un vero imprenditore agricolo deve informarsi e formarsi per prendere decisioni giuste» risponde.</p>
<h2>Concimazione in presemina fondamentale</h2>
<p>Quanto alla concimazione presemina, secondo Soffiati è «importantissima perché fa il 50% del lavoro e &#8211; da prove fatte e pesate &#8211; la produzione senza concimazione alla semina è più bassa del 20%. Poi la tecnologia si è sviluppata oggi e in base alla stagione si possono utilizzare solo concimi fogliari e biostimolanti che con una spesa di circa 100 euro ad ettaro possono portare a produzioni di 80/90 quintali a ettaro» è la sua testimonianza. Che condivide coi colleghi: «A volte mi capita di parlare e dare consigli ad agricoltori che però non ascoltano e non vogliono provare queste tecnologie perché rispondono &#8220;io sono abituato a fare così&#8221;.</p>
<p>Ecco, dico che è una risposta che fa venire la pelle d&#8217;oca, perché così non si va da nessuna parte e il lamento ormai è sterile. Sicuramente il mercato non aiuta, è vero e dovremmo essere più rispettati come imprenditori per quello che facciamo, ma se ci fosse più collaborazione tra di noi le cose potrebbero migliorare» dichiara.</p>
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		<item>
		<title>NON RISPARMIARE IN PRE-SEMINA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/non-risparmiare-in-pre-semina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 22:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[fosforo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La concimazione in pre-semina può giocare un ruolo fondamentale sul reddito: SATA ci spiega su cosa basare le scelte</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/non-risparmiare-in-pre-semina/">NON RISPARMIARE IN PRE-SEMINA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="2208" data-end="2586"><strong>La concimazione di pre-semina del frumento richiede oggi un equilibrio tra efficacia agronomica e sostenibilità economica. È una scelta che incide sul bilancio dell’azienda, ma anche sulla qualità finale del raccolto.</strong> <strong data-start="2426" data-end="2457">Alessandro Costanzo, Key account manager di SATA</strong>, Centro di Saggio, spiega a Grano Italiano come una strategia oculata consenta di ottimizzare le risorse e migliorare la redditività complessiva della coltura.</p>
<h2 data-start="2208" data-end="2586">Valorizzare i reflui per la fertilità</h2>
<p data-start="2588" data-end="3045">Nelle aziende del Nord Italia, <strong>dove la disponibilità di reflui zootecnici è maggiore, la valorizzazione di queste risorse rappresenta la soluzione più efficiente</strong>. Digestati e reflui consentono di restituire al suolo nutrienti preziosi e sostanza organica, favorendo una fertilità stabile nel medio periodo. L&#8217;impiego in pre-semina è ottimale. Dove tali risorse mancano, i concimi organici e organo-minerali restano un’ottima alternativa, garantendo un rilascio graduale di azoto, fosforo e potassio.</p>
<p data-start="3047" data-end="3527"><strong>In contesti più vincolati</strong> — come le zone vulnerabili ai nitrati o quelle soggette a disciplinari di produzione integrata — <strong>può risultare vantaggioso orientarsi verso prodotti a basso tenore di azoto minerale, o concimi ternari NPK con azoto in forme non immediatamente disponibili</strong>. L’obiettivo è fornire alla pianta fosforo e potassio nelle fasi iniziali; l’apporto azotato può essere concentrato in occasione delle concimazioni di copertura, a partire da quella in uscita dall&#8217;inverno, che restano decisive per la qualità finale della granella.</p>
<p data-start="3529" data-end="3988"><strong>La marginalità ridotta della coltura non deve scoraggiare investimenti mirati</strong>, come conferma Alessandro Costanzo. Una concimazione bilanciata, calibrata su analisi del suolo e obiettivi produttivi realistici, migliora il contenuto proteico, il peso ettolitrico e le caratteristiche tecnologiche del grano. Iniziare a concimare prima della semina, infatti, è una scelta che premia nel tempo e che consente di andare oltre &#8220;il minimo indispensabile&#8221; nelle rese. Contribuendo, infatti, non solo a mantenere la competitività dell’azienda ma anche a preservare la salute dei terreni, vero capitale produttivo dell’agricoltura.</p>
<h2 data-start="3529" data-end="3988">Urea vietata dal 2028</h2>
<p data-start="3529" data-end="3988">A complicare il quadro sul frumento arriva, ci ricorda Costanzo, il divieto all&#8217;impiego dell&#8217;urea. <strong>Essendo una coltura non irrigua, non è agevole pilotare il rilascio e l&#8217;assorbimento da parte della pianta dell&#8217;azoto</strong>, come invece avviene in colture come il mais. Servirà, quindi, impiegare altre forme di inibizione del nutriente, cosa che avrà ovviamente riflessi importanti sui costi dei mezzi tecnici delle aziende agricole. Vedremo, a breve, quali incentivi verranno proposti dal legislatore.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>CHI BEN COMINCIA&#8230;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/chi-ben-comincia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 22:10:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[azoto]]></category>
		<category><![CDATA[fosforo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[potassio]]></category>
		<category><![CDATA[sostanza organica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ruolo fondamentale della concimazione in pre-semina del frumento</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="259" data-end="709">La concimazione in pre-semina rappresenta il primo passo per impostare una coltura di frumento equilibrata e produttiva. <strong>Spesso considerata secondaria rispetto alle concimazioni di copertura, in realtà gioca un ruolo determinante nella vitalità iniziale della pianta e nella fertilità del terreno</strong>. Ne abbiamo parlato con <strong data-start="580" data-end="611">Alessandro Costanzo, Key Account Manager di Sata</strong>, Centro di Saggio, che ha condiviso la sua esperienza sulle scelte più efficaci in questa fase.</p>
<p data-start="711" data-end="1306">Alessandro Costanzo ricorda come fornire al suolo una dotazione di nutrienti completa già prima della semina consente di garantire alle radici uno sviluppo regolare. In particolare, <strong>fosforo e potassio sono fondamentali in queste prime fasi:</strong> il primo stimola la crescita dell’apparato radicale e favorisce l’assorbimento dei nutrienti, mentre il secondo sostiene la pianta nel rafforzamento dei tessuti e nella resistenza agli stress. L’azoto, invece, dovrebbe essere somministrato in forme a lento rilascio, organiche o organo-minerali, per evitare perdite e assicurare una disponibilità costante nelle prime settimane.</p>
<h2 data-start="711" data-end="1306">SOS sostanza organica</h2>
<p data-start="1308" data-end="1654">Nelle aziende con sistemi zootecnici o impianti di biogas/ biometano, l’impiego di reflui e digestati consente di integrare la sostanza organica e, di fatto, mantenere, se non addirittura aumentare, la fertilità del suolo. È una pratica che unisce efficienza e sostenibilità, mantenendo vivo il suolo (microbioma). Anche qui la tecnologia ha fatto passi da gigante grazie ad alcuni prodotti che, addizionati ai reflui, possono migliorare l’efficienza dell’azoto.</p>
<p data-start="1656" data-end="2113">La concimazione di fondo assume<strong> particolare importanza in particolare nelle aree del Sud Italia, dove il clima più caldo accelera la degradazione della sostanza organica</strong>. Qui la fertilità tende a calare più rapidamente e diventa essenziale monitorare il suolo con analisi periodiche. Alessandro Costanzo sottolinea l&#8217;importanza della pratica delle analisi del suolo: con un investimento minimo, si ottiene una fotografia chiara della disponibilità dei nutrienti e della tendenza evolutiva del terreno, elemento chiave per ogni scelta agronomica successiva.</p>
<h2 data-start="1656" data-end="2113">Se il suolo è alcalino</h2>
<p>Un caso in cui la concimazione in pre-semina è <strong>importante è quello di suoli con pH elevati, dove è complesso smobilizzare il fosforo per renderlo disponibile alle piantine</strong>. Costanzo suggerisce, in queste condizioni, di <strong>considerare interventi di nutrizione con miscela dei prodotti in tramoggia o con un microgranulatore</strong>. Con queste soluzioni, prodotti specifici, con apporto contenuto all&#8217;ettaro, offrono fosforo prontamente disponibile e molto assimilabile, in grado di dare una spinta alle giovani piantine dopo la germinazione.</p>
<p>Normalmente, il nutriente in forma micronizzata si inserisce in una tramoggia dedicata, se la seminatrice ne è dotata, distribuendolo in maniera più o meno localizzata. L&#8217;alternativa è miscelare il prodotto direttamente nella tramoggia con il seme; si tratta di una situazione subottimale per i problemi di stratificazione che si possono venire a creare.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<item>
		<title>CONCIMAZIONE DI FONDO DIMENTICATA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/concimazione-di-fondo-dimenticata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 22:10:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[fosforo]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[potassio]]></category>
		<category><![CDATA[pre-semina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il quadro della preparazione alle semine di Diego Guarise: quali sono i rischi?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="418" data-end="843">Le semine di grano e orzo sono partite presto quest’anno, già da metà ottobre nel Nord Italia. “Il terreno è in condizioni ottimali – spiega <strong data-start="559" data-end="596">Diego Guarise di ICL Italy Srl Milano</strong> – e molti agricoltori hanno approfittato del bel tempo per partire prima delle piogge autunnali”. La paura è che arrivino le piogge intense e che, come nella scorsa stagione, si finisca per seminare nel fango. Al Sud, invece, la siccità blocca ancora tutto: tra Puglia, Lucania, Marche e Abruzzo, soprattutto in caso di suoli argillosi, i terreni sono troppo duri per essere lavorati.</p>
<h2 data-start="418" data-end="843">Non si concima più in pre-semina</h2>
<p data-start="845" data-end="1343">Ma il vero tema, sottolinea Guarise, è che “anche dove si semina, quasi nessuno concima in presemina”. Dopo due annate difficili sul fronte dei prezzi e delle rese, gli agricoltori scelgono di risparmiare: niente fosforo e niente potassio. “Eppure chi l’anno scorso ha usato anche solo il <strong data-start="1141" data-end="1164">perfosfato</strong> o una miscela con <strong data-start="1230" data-end="1253">cloruro di potassio</strong> e fosforo, ha visto un grano nettamente più vigoroso in uscita dall’inverno”, racconta. Questo, nonostante l&#8217;abbondante umidità dei terreni.</p>
<p data-start="1345" data-end="1644">La tendenza a rinviare tutto alla primavera, puntando solo su <strong data-start="1407" data-end="1427">nitrato ammonico</strong>, <strong data-start="1429" data-end="1437">urea</strong> o<strong> altre </strong><strong data-start="1440" data-end="1461">soluzioni azotate</strong>, non paga alla trebbiatura. Come ci ricorda Diego Guarise, una buona concimazione di fondo garantisce una radicazione più vigorosa e profonda, accestimento più abbondante e resistenza agli stress, specie nei terreni compatti o soggetti a ristagni.</p>
<p data-start="1646" data-end="2158">Guarise sottolinea che dal 2022, dopo l’impennata dei prezzi dei fertilizzanti, molti hanno smesso di concimare in autunno e la perdita si è vista nei campi. “Oggi le condizioni meteo sarebbero ideali: chi prepara il terreno con i giusti nutrienti avrà una partenza più omogenea e piante più forti”.<br data-start="1945" data-end="1948" />Anche il tema del <strong data-start="1966" data-end="1985">divieto di urea</strong> resta aperto: “Il Ministero sembra abbia compreso la complessità di applicazione del provvedimento, limitato solo al bacino padano. Tutto dipenderà dai decreti attuativi previsti entro febbraio 2026”.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>CONCIMARE PER BENE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/concimare-per-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 14:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[azoto]]></category>
		<category><![CDATA[concimazione]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[fosforo]]></category>
		<category><![CDATA[potassio]]></category>
		<category><![CDATA[zolfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le esigenze della pianta sul piano nutrizionale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una buona concimazione aggiunge all&#8217;approccio empirico, di osservazione delle condizioni del campo, quello basato sul bilancio degli elementi nutrizionali e, più di recente, le misure dirette e indirette della concentrazione degli elementi nella coltura oltre alle tecniche di applicazione a rateo variabile con strumenti di agricoltura di precisione.</p>
<p>A livello operativo bisogna conoscere la dose totale, il frazionamento con cui viene distribuita e la forma dell&#8217;elemento da apportare alla coltura, applicando poi il metodo più conveniente e adeguato alle condizioni contingenti. Al fine di evitare carenze nutrizionali in grado di ridurre la produttività della coltura, è bene conoscere le esigenze nutritive del frumento in funzione della fase fenologica, elemento per elemento: la pianta di frumento assorbe gli elementi necessari soprattutto dall&#8217;accestimento alla fioritura, mentre fino all&#8217;emissione della terza foglia sono le riserve del seme a soddisfare i fabbisogni.</p>
<h2><strong>Esigenze nutrizionali</strong></h2>
<p>Poiché gli elementi nutrizionali (potassio, fosforo, azoto, microelementi, calcio, magnesio e zolfo) hanno differenti cicli e dinamiche sia nel corso delle fasi fenologiche che nell&#8217;ambito del sistema suolo-pianta, è bene conoscerli in modo dettagliato per poter redigere un piano di concimazione efficiente ed efficace, anche in base alla destinazione produttiva della nostra coltura.</p>
<h2><strong>Azoto e Zolfo</strong></h2>
<p>L&#8217;azoto (N) ha una maggiore influenza sulla crescita del frumento, preso singolarmente, e la sua disponibilità ha impatto prima di tutto sullo sviluppo dell&#8217;apparato vegetativo, l&#8217;indice di superficie fogliare, la capacità di intercettare la radiazione e, quindi, sulla capacità fotosintetica della pianta. Per il frumento è fondamentale anche lo zolfo (S), in quanto è parte delle proteine vegetali e dei pigmenti clorofilliani: carenze in questo elemento, infatti, si confondono con quelle in N e hanno effetti di maggiore sensibilità alle malattie fungine e di minore qualità tecnologica del glutine.</p>
<h2><strong>La dose totale</strong></h2>
<p>La quantità di unità di fertilizzante che deve essere distribuita secondo il piano di concimazione può essere individuata con il <strong>metodo del Bilancio previsionale</strong> che si fonda sugli asporti della coltura e il livello produttivo obiettivo dell&#8217;agricoltore, arricchito dal calcolo di tutte le voci in entrata e in uscita degli elementi nutrizionali (tra cui gli apporti delle piogge e da mineralizzazione della sostanza organica, o le perdite per lisciviazione e volatilizzazione). Il <strong>metodo della Dose standard</strong>, poi, è un approccio che mira a razionalizzare gli apporti di fertilizzanti per ridurre gli impatti ambientali su suolo e corpi idrici.</p>
<p><em>Fonte: Coltivazioni erbacee, Vol. 1 – Cereali e colture industriali, a cura di G. Mosca e A. Reyneri, Edagricole, 2023.</em></p>
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