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	<title>principi attivi - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Oct 2026 18:31:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>FRUMENTO, LA SFIDA DELLE RESISTENZE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/frumento-la-sfida-delle-resistenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 23:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[erbicidi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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		<category><![CDATA[principi attivi]]></category>
		<category><![CDATA[resistenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Loietto, papavero e infestanti resistenti complicano il diserbo del frumento. Le indicazioni di Giovanni Campagna su rotazioni, pratiche agronomiche e strategie di controllo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/frumento-la-sfida-delle-resistenze/">FRUMENTO, LA SFIDA DELLE RESISTENZE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>diserbo del frumento</strong> si confronta con una flora infestante che cambia rapidamente, mentre si riducono le possibilità di intervento con principi attivi caratterizzati da meccanismi d&#8217;azione differenti. Per i cerealicoltori, alle prese con le semine della campagna 2026-2027, diventa, quindi, indispensabile pianificare il controllo delle infestanti prima ancora dell&#8217;emergenza della coltura.</p>
<p>È quanto emerso dall&#8217;intervento dell&#8217;agronomo e malerbologo <strong>Giovanni Campagna</strong> al webinar organizzato da SATA nell&#8217;ambito di <em>Filiera Connessa</em>, iniziativa che riunisce aziende agricole, tecnici, imprese dei mezzi tecnici e operatori della trasformazione.</p>
<h2>Loietto, papavero e senape: le resistenze avanzano</h2>
<p>Tra le graminacee che destano maggiore preoccupazione figurano <strong>loietto (</strong><em><strong>Lolium</strong></em><strong> spp.) e avena (</strong><em><strong>Avena</strong></em><strong> spp.)</strong>, mentre tra le dicotiledoni sono particolarmente problematici il papavero (<em>Papaver rhoeas</em>) e, in alcuni areali del Centro-Sud, la senape selvatica (<em>Sinapis arvensis</em>).</p>
<p>Il loietto rappresenta una delle criticità principali, anche per la presenza di popolazioni resistenti agli erbicidi inibitori dell&#8217;ALS e dell&#8217;ACCasi. A differenza dell&#8217;avena, che tende a diffondersi più lentamente, il loietto può trasmettere attraverso il polline i caratteri di resistenza, accelerandone la diffusione sul territorio.</p>
<p>Anche il papavero presenta popolazioni resistenti agli ALS e, in alcuni casi, a erbicidi con altri meccanismi d&#8217;azione. Campagna ha richiamato l&#8217;attenzione sulla senape selvatica, particolarmente competitiva e già problematica in alcune zone meridionali.</p>
<h2>La flora cambia anche senza resistenze</h2>
<p>«Se tendiamo ad utilizzare sempre i medesimi principi attivi, andranno ovviamente a permanere sempre più le infestanti che sono meno sensibili», ha spiegato Campagna.</p>
<p>La ripetizione degli stessi trattamenti determina, infatti, una progressiva selezione delle specie meno sensibili. Non si tratta necessariamente di resistenza acquisita: alcune infestanti risultano naturalmente più tolleranti a determinate sostanze attive.</p>
<p>È il caso delle <strong>veroniche</strong>, soprattutto <em>Veronica hederifolia</em>, generalmente meno sensibili alle sulfoniluree rispetto ad altre specie dello stesso genere. Anche viole, cardi selvatici e alcune composite possono essere favorite dalla applicazione ripetuta dei medesimi erbicidi.</p>
<p>Contribuiscono all&#8217;evoluzione della flora anche i cambiamenti climatici e le lavorazioni del terreno. La riduzione delle lavorazioni e le semine su sodo possono favorire specie capaci di germinare in superficie, mentre temperature autunnali più miti possono modificare le epoche di emergenza e lo sviluppo delle infestanti.</p>
<h2>Pochi meccanismi d&#8217;azione per il post-emergenza</h2>
<p>Campagna ha evidenziato un limite importante della disponibilità di erbicidi: nonostante il numero ancora significativo di sostanze attive, <strong>i principali meccanismi d&#8217;azione impiegati in post-emergenza sui cereali sono soltanto tre</strong>.</p>
<p>Parliamo dell&#8217;impiego degli inibitori dell&#8217;ACCasi (gruppo HRAC 1), degli inibitori dell&#8217;ALS (gruppo 2) e degli erbicidi auxinici, comunemente definiti ormonici (gruppo 4).</p>
<p>Questo significa che cambiare prodotto commerciale non equivale necessariamente a cambiare meccanismo d&#8217;azione. Un problema particolarmente rilevante quando si affrontano infestanti resistenti.</p>
<p>Gli erbicidi residuali impiegati in pre-emergenza e post-emergenza precoce consentono, invece, di diversificare la strategia, sfruttando anche i gruppi HRAC 3, 5, 12 e 15. Tra le sostanze attive ricordate da Campagna figurano pendimetalin, clortoluron, diflufenican, prosulfocarb e triallate.</p>
<h2>Rotazioni e falsa semina contro la banca semi</h2>
<p>«La base della rotazione è, sicuramente, una premessa molto importante per la gestione delle infestanti», ha sottolineato Campagna.</p>
<p>L&#8217;avvicendamento tra colture autunno-vernine ed estive permette di modificare i periodi di intervento e utilizzare differenti strumenti di controllo. Anche la <strong>falsa semina</strong> può contribuire a ridurre le emergenze successive, favorendo la germinazione delle infestanti prima dell&#8217;insediamento della coltura.</p>
<p>Le lavorazioni meccaniche devono essere scelte in funzione delle specie presenti. Per alcune graminacee, caratterizzate da semi con longevità relativamente limitata, un&#8217;aratura periodica può contribuire al contenimento delle popolazioni.</p>
<p>Fondamentale anche la gestione degli incolti e del periodo successivo alla trebbiatura: impedire la disseminazione significa evitare di alimentare la banca semi e ridurre la pressione sulle colture degli anni successivi.</p>
<p>Il danno, infatti, non riguarda soltanto la competizione per acqua, luce e nutrienti. Specie come il galio possono ostacolare le operazioni di raccolta, mentre le infestanti sfuggite al controllo possono disseminare e compromettere le annate successive.</p>
<h2>Scouting e tempestività per la nuova campagna</h2>
<p>Per Campagna la strategia deve partire dal riconoscimento delle infestanti presenti e dalla storia dell&#8217;appezzamento. Lo scouting deve proseguire anche dopo i trattamenti, per distinguere eventuali popolazioni resistenti da mancate efficacie dovute a condizioni meteorologiche, stadio delle infestanti o problemi applicativi.</p>
<p>La scelta degli erbicidi deve, quindi, considerare lo spettro d&#8217;azione, il meccanismo, il momento di applicazione e il corretto dosaggio previsto dall&#8217;etichetta.</p>
<p>La conclusione è chiara: <strong>il controllo delle infestanti non può essere affidato soltanto al diserbo primaverile</strong>. Rotazioni, falsa semina, lavorazioni, gestione della banca semi e diversificazione degli erbicidi devono concorrere a una strategia integrata, soprattutto negli appezzamenti dove le resistenze sono già presenti.</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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