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	<title>puglia - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Dec 2025 10:33:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>puglia - Grano Italiano</title>
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		<title>PAROLA D’ORDINE: RIDURRE I COSTI</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/parola-dordine-ridurre-i-costi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 23:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<category><![CDATA[varietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Efficienza e siccità guidano le scelte dei cerealicoltori pugliesi, anche per le varietà: il racconto di SATA</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il panorama delle semine di frumento duro in Puglia è poco consolante: le aziende agricole che decidono di seminare sono spinte a ridurre i costi, rinunciando ad alcune operazioni di nutrizione della coltura. Nella scelta varietale, poi, l’adattamento al meteo sempre più siccitoso è spesso un imperativo</strong>, accanto alle logiche di filiera per quegli agricoltori che aderiscono ai contratti con l’industria. In questo caso, a guidare è la qualità, con parametri come il contenuto proteico della granella. Le testimonianze dalle campagne sono di Potito Gallo, tecnico sperimentatore di SATA per la Puglia.</p>
<h2><strong>Ridurre i costi di produzione</strong></h2>
<p>Con i prezzi ormai stabilitisi sui 28-29 euro/q.le, <strong>la tendenza dei cerealicoltori pugliesi è quella di ridurre i costi di produzione. Quindi, ci dice Potito Gallo, molte aziende agricole non adottano la concimazione in pre-semina, soprattutto se il frumento è in rotazione con colture orticole o leguminose</strong>. Si tende, in questi casi, a sfruttare la fertilità residua dalle colture che precedono, sfruttando le pratiche di rigenerazione del suolo in un’ottica di efficienza economica e ambientale. (Minima lavorazione oppure semina su sodo)</p>
<p>Nei terreni meno fertili in cui si pratica il ringrano, però, generalmente si impiegano concimi minerali o organo-minerali, principalmente a base di azoto e fosforo. “In alcuni casi” conclude Gallo “viene scelto un concime a lenta cessione per rilasciare progressivamente gli elementi nutritivi”.</p>
<h2><strong>Buone emergenze ma tante infestanti</strong></h2>
<p>Ad oggi, il tecnico di SATA ci testimonia che negli areali della Capitanata il grano è in fase di emergenza, con poche superfici in cui la coltura è allo stadio di due-tre foglie vere. “<strong>Lo stato vegetativo dei campi precoci è buono, non si riscontrano grosse problematiche, se non la presenza di infestanti nei campi che costringerà la parte agricola ad utilizzare erbicidi in epoca precoce</strong>”.</p>
<p>La previsione è di un buon accestimento, se le temperature non saranno eccessivamente elevate. L’accestimento è una fase particolarmente critica: nelle annate precedenti un andamento poco favorevole ha determinato la riduzione delle produzioni, con campi che presentavano poche spighe al metro quadro. Secondo Potito Gallo, “Le semine precoci a seguito delle precipitazioni verificatesi post-semina, potranno giovare di una maggiore riserva idrica nelle prime fasi del ciclo, permettendo loro di non andare precocemente in stress idrico. Al contrario, le semine tardive avranno bisogno di precipitazioni imminenti per garantire una buona emergenza uniforme della coltura e accestimento<em><u>”.</u></em></p>
<h2><strong>Varietà per la filiera della pasta</strong></h2>
<p><strong>La scelta varietale in Capitanata è solo in parte dettata dalla presenza di alcune filiere che impongono la semina di varietà ad alto contenuto proteico. Parliamo, ad esempio, di Aureo, Svevo, Marco Aurelio, Socrate, Redidenari, Farah e altre.</strong></p>
<p>Potito Gallo prosegue: “per le aziende agricole che non aderiscono a contratti di filiera, che sono la maggioranza, la varietà più seminata negli ultimi anni è l’Antalis. Varietà molto produttive stanno prendendo il sopravvento come Aventadur, Leondur, Fuego, Jasdur, Sherekhan e altre”. La tendenza, quindi, è quella di prediligere varietà più produttive rispetto a varietà più predisposte alla qualità, così come varietà più precoci in termini di spigatura. In questo caso, l’obiettivo è evitare problemi di ritorni di freddo in fase di fioritura. Infine, si scelgono anche varietà che si adattano meglio ad un clima che, in queste zone, si sta facendo sempre più siccitoso.</p>
<p data-start="3483" data-end="4087"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>RITARDO E SFIDUCIA IN PUGLIA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/ritardo-e-sfiducia-in-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 23:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[falsa semina]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potito Gallo di SATA ci spiega la complessa situazione della regione</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/ritardo-e-sfiducia-in-puglia/">RITARDO E SFIDUCIA IN PUGLIA</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono state semine ritardate, quelle del frumento duro per la stagione 2025-26 in Puglia. Le piogge hanno invogliato i cerealicoltori, già molto sfiduciati a causa del negativo andamento dei prezzi di mercato, ma anche dal costo dei fertilizzanti in aumento e dall’andamento climatico sempre più siccitoso in Capitanata.</strong> Il racconto a Grano Italiano dalla Capitanata è di Potito Gallo, tecnico sperimentatore di SATA per la Puglia.</p>
<h2><strong>Prezzo di mercato non sostenibile</strong></h2>
<p>In Puglia, ci dice Gallo,<strong> il prezzo di mercato del frumento duro si è ormai stabilito attorno a 28-29 euro/q.le, così che è venuto meno l’interesse di molte aziende agricole a coltivare.</strong> Questo accade soprattutto nelle zone aride e siccitose, nonché in terreni in cui gli avvicendamenti sono proibitivi e si pratica il ringrano. Secondo Potito Gallo, quindi, “è prevista una significativa riduzione delle superfici seminate come già avvenuto negli ultimi anni, nel 2024 c’è stato un calo del 15% rispetto l’anno precedente e solo al termine delle semine tardive potremmo quantificare il dato. La causa principale l’invasione del grano duro estero”.</p>
<h2><strong>Le piogge hanno spinto le semine </strong></h2>
<p>Lasciare i terreni incolti, vuole dire mancato reddito dell’imprenditore agricolo, pertanto le precipitazioni verificatesi dal 20 novembre all’8 dicembre hanno invogliato i cerealicoltori a seminare, slittando in avanti le operazioni di semina rispetto la programmazione iniziale, ci testimonia il tecnico di SATA. “<strong>In Capitanata si è partiti con le semine di frumento duro dal 15 novembre, interrotte dalle precipitazioni e riprese a pieno ritmo dal 10 dicembre, periodo di maggior concentrazione</strong>”.</p>
<h2><strong>Complesso gestire le infestanti</strong></h2>
<p><strong>La gestione delle infestanti del frumento è sempre più complessa in areali come quelli pugliesi della Capitanata</strong>, in cui numerosi sono anche i casi di resistenze (si veda il caso del loietto e papavero). In questi casi la corretta gestione delle buone pratiche colturali, lavorazioni del terreno e applicazione di erbicidi di pre o di post emergenza precoce sono fondamentali per ridurre la pressione delle infestanti in campo.</p>
<p>Tra le pratiche utilizzate troviamo la Falsa semina, pratica normalmente impiegata che, però, richiede un periodo di riposo del terreno e condizioni meteorologiche tali da far emergere la flora infestante dopo la prima lavorazione del terreno, prima della semina del frumento. In periodi di prolungata siccità, ciò potrebbe non avvenire e le infestanti rischiano di manifestarsi massicciamente alla prima pioggia, dopo la semina del frumento.</p>
<h2><strong>Niente falsa semina: tante infestanti in campo</strong></h2>
<p><strong>Le osservazioni dei campi seminati precocemente mostrano, dopo l’emergenza, una buona presenza di infestanti. L’assenza di piogge estive, infatti, non ha consentito di eseguire operazioni colturali di preparazione dei terreni come la falsa semina.</strong> “Tali campi si presentano in buono stato vegetativo, in virtù dei 70-80 mm di pioggia verificatosi dopo la semina”. Invece, poiché si sono abbassate le temperature, i campi seminati tardivamente ritarderanno l’emergenza della coltura secondo quanto previsto da Potito Gallo.</p>
<p><em>Nella foto in alto: emergenze in campi seminati precocemente (foto di Potito Gallo, SATA)</em></p>
<p data-start="3483" data-end="4087"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<item>
		<title>A FOGGIA -40% DI SEMINE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/a-foggia-40-di-semine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 23:10:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il racconto di un agricoltore della zona sulla disperata ricerca di alternative al grano duro</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le semine procedono in Puglia, dove nel Foggiano abbiamo raccolto la testimonianza di Leonardo Di Stefano, cerealicoltore e terzista di Ascoli Satriano. Si continua a seminare, ci dice Di Stefano, ma meno grano duro: i motivi sono legati ai prezzi bassi dei cereali ma anche ai concimi che costano sempre di più. Nella zona le semine sono state condotte &#8220;in economia&#8221;, senza effettuare concimazione alla semina, con il rischio di penalizzare la produttività e la qualità della granella.</p>
<h2>Orzo e colza, al risparmio</h2>
<p>Le stesse condizioni di semina sono state applicate ad altre colture che, sempre più, stanno sostituendo il frumento duro. Si parla, ci dice il cerealicoltore, in particolare di orzo e colza. I commercianti della zona, infatti, hanno cominciato ad occuparsi anche di prodotti differenti dal frumento, inserendosi in altri mercati. Nel Foggiano, insomma, «si fa quello che si può per continuare a coltivare» chiude Di Stefano.</p>
<p>La prospettiva dei cerealicoltori locali è che la coltivazione del frumento duro verrà abbandonata a breve, così come è stato in queste zone per il tabacco e la barbabietola da zucchero. La responsabilità è di politiche sbagliate e di quella che viene definita come una vera e propria concorrenza sleale, a scapito di una coltura che fa parte della storia della Puglia. Il nodo è quello della redditività, con la granella di duro che oggi viene pagata sui 26-27 euro/q.lee i prezzi dei derivati che non calano. Nel frattempo, il potere d&#8217;acquisto dei consumatori, è sceso, fa notare Di Stefano.</p>
<h2>Meno 40% di semine di grano duro</h2>
<p>Abbiamo chiesto al cerealicoltore qual è la superficie persa nelle semine di quest&#8217;anno, in favore di riposo o altre colture. Sui suoi terreni, Leonardo Di Stefano ha ridotto gli ettari a grano duro di circa il 40%, una percentuale davvero rilevante. Nella zona, prosegue, «un po&#8217; tutti hanno fatto lo stesso, per paura di perdere ancora soldi. C&#8217;è troppo grano duro estero, senza misura! Lo spopolamento, in queste condizioni, assumerà probabilmente proporzioni esagerate fra i giovani».</p>
<p>Tra le prospettive future, la CUN del grano duro sembra essere una proposta positiva, ci dice Di Stefano. Il vantaggio sarebbe quello di superare i localismi delle Camere di Commercio in cui la voce degli agricoltori non viene valorizzata, in favore degli interessi di commercianti e industriali. Uno strumento utile, conclude Di Stefano, sarebbe prendere come riferimento anche il prezzo dei derivati prodotti con 100% grano italiano.</p>
<p data-start="1459" data-end="1955" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><em>Foto di Leonardo Di Stefano</em></p>
<p data-start="3483" data-end="4087"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>«SEMINE DI DURO IN RITARDO»</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/semine-di-duro-in-ritardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 23:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[ritardo]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fernando Di Chio (Sis) lancia l'allarme</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">«Anche quest&#8217;anno si sta riscontrando un forte ritardo nelle semine di grano duro a causa della mancanza di acqua come, purtroppo, è di norma nelle ultime annate». Fernando Di Chio (Sis Sementi) è preoccupato. L&#8217;assenza di interventi strutturali importanti, come quello del bacino del Liscione in Molise, per rifornire di acqua la diga di Occhito sul fiume Fortore, quanto mai necessari, si associano al fatto di avere prezzi sempre più bassi sul mercato che non riescono a coprire i costi di produzione. Lo osserva il tecnico della società sementiera. E ricordiamo che la rete idrica pugliese arriva a perdere fino al 40 % di acqua . Periodi siccitosi prolungati stanno portando oltre ad una riduzione degli ettari coltivati ad un progressivo spopolamento delle campagne. Con conseguenti danni, non solo economici ma anche al tessuto sociale della regione Puglia.</div>
<div></div>
<h2>Una coltivazione strategica</h2>
<div class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">La coltivazione di grano duro rappresenta per tutti gli areali agricoli dell&#8217;Italia meridionale e, in particolare, per la Puglia una voce importante, sia dal punto di vista agronomico che da quello economico. La regione Puglia, infatti, da sola copre circa il 20 % della produzione nazionale di grano duro. Nell&#8217;areale Pugliese la stagione 2024-2025 ha visto 294.000 Ha seminati, con un calo di circa il 13,1 % rispetto agli Ha seminati nella stagione 2023-2024 (fonte : ISTAT). «Le semine, a causa della carenza idrica, sono iniziate in forte ritardo e, in alcuni casi, si sono protratte fino al mese di dicembre, quando l&#8217;arrivo di alcune piogge ha permesso di procedere alle semine previste. Nei mesi di gennaio e febbraio 2025, invece, abbiamo avuto una scarsità di precipitazioni il che ha limitato fortemente l&#8217;accestimento delle giovani piantine con ripercussioni negative sulla produzione» osserva il tecnico foggiano.</div>
<div></div>
<h2>Una stagione eterogenea</h2>
<p class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">In generale, si può affermare che è stata una stagione molto eterogenea. Nel foggiano in alcune zone la caduta anche di pochi mm di precipitazioni ha fatto la differenza in positivo sulla resa, rispetto ad altre zone dove questo non è avvenuto, utilizzando le medesime varietà e la medesima tecnica colturale. E&#8217; piovuto molto di più nelle zone più vicine all&#8217;Appennino Dauno. Qui si sono raggiunti picchi fino a 500 mm di pioggia durante tutta l&#8217;annualità agraria, invece nelle zone più aride e prossime al mare si è arrivati a stento a 200 mm.</p>
<p class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">La produzione totale si è attestata sui 20-25 q/Ha nella parte centro-meridionale del foggiano con picchi di 35 q/Ha dove si sono riscontrate più precipitazioni e nei momenti giusti. Nella parte settentrionale del Tavoliere e nelle zone vicino all&#8217;Appenino Dauno, dove piove sempre di più, si sono raggiunte produzioni unitarie di 45-50 q/Ha. Con punte di 70 nelle zone più vicine al confine con il Molise. Nella Fossa Bradanica e nelle Murge, invece, l&#8217;annata particolarmente siccitosa associata ad alcune gelate nei mesi di marzo-aprile ha impedito un accestimento ottimale delle piantine e lo sviluppo delle spighe. Nella Fossa Bradanica, caratterizzata da terreni più fertili, si è arrivati ad una produzione unitaria di 35-40 q/Ha. Nell&#8217;alta Murgia, invece, caratterizzata da terreni più poveri si è arrivati al massimo ad una produzione di 30 q/Ha, in entrambi i casi al di sotto delle rese attese.</p>
<h2>Temperature alte</h2>
<p class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">Accanto alla carenza idrica si può aggiungere un andamento termico anomalo che ha accelerato fortemente la fenologia. In circa 30 giorni si è passati dalla fase di accestimento a quella dell&#8217;emissione della foglia “bandiera” con alcuni grani che hanno spigato addirittura alla metà di febbraio. Le varietà che vengono principalmente impiegate per la coltivazione del grano duro nella regione Puglia sono Marco Aurelio, Beltorax, Antalis, Monastir e Aventadur. Sono tutte varietà dall&#8217;elevato potenziale produttivo e tolleranti alle basse temperature e alle principali fitopatie che colpiscono il frumento.</p>
<div>
<h2 class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">Le fitopatie in Puglia</h2>
<p class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">Secondo Di Chio, nell&#8217;ultima annata agraria non ci sono state le condizioni climatiche favorevoli per lo sviluppo delle principali fitopatie del grano duro in Puglia. Le condizioni climatiche descritte in precedenza &#8211; ci dice &#8211; se, da un lato, non sono state favorevoli per poter ottenere elevate produzioni, dall&#8217;altro non sono state favorevoli nemmeno per lo sviluppo delle principali fitopatie. Normalmente, negli anni passati, nella granicoltura pugliese si riscontrano diverse fitopatie. Il mal del piede, causato da alcuni funghi che attaccano le radici e la parte basale dei culmi (da qui il nome). L&#8217;oidio, causato dal fungo <em>Erysiphe graminis,</em> colpisce le parti epigee della pianta. Le ruggini, infine, sono causate da diversi funghi del genere Puccinia e vengono distinte sulla base della diversa colorazione e disposizione delle pustole che formano sugli organi aerei dell&#8217;ospite:</p>
<ul>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof"><i>P. striiformis</i> causa ruggine gialla</li>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof"><i>P. recondita</i> causa ruggine bruna</li>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof"><i>P.graminis</i> causa ruggine nera</li>
</ul>
<h2>Il parere di Di Chio</h2>
<p dir="ltr">«In particolare, la ruggine nera ha fatto la comparsa negli ultimi 5-6 anni in maniera sempre più anticipata e aggressiva, già alla prima decade di maggio. Poi il complesso della septoriosi<i>, con Septoria tritici </i>che colpisce le foglie e <i>Septoria nodorum </i>che colpisce prevalentemente il culmo e le spighe. Infine, la carie, causata da vari funghi del genere <i>Tilletia </i>molto presente in aziende biologiche, dove viene impiegato seme non certificato o non adeguatamente trattato. Oppure in quelle aziende dove vengono seminate vecchie varietà per cui spesso si richiede di passare ad una coltivazione convenzionale per “risanare” la semente e, poi, ritornare ad un regime biologico. Ciò, considerato che al momento non risultano soluzioni alternative in grado di risolvere il problema in agricoltura biologica» osserva Di Chio.</p>
<p dir="ltr">Meritevole di considerazione è anche la fusariosi invernale causata dal fungo <i>Microdochium nivale.</i> L&#8217;annata 2024-2025 ha visto un incremento di segnalazioni soprattutto nel foggiano che ha portato alla comparsa di diradamenti e giallumi. Questi, tuttavia, sono stati spesso attribuiti ad altre cause.</p>
<h2 dir="ltr">Attenti alle malattie</h2>
<p dir="ltr">I fattori agronomici principali che favoriscono l&#8217;insorgenza delle malattie sono :</p>
<ul>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">l&#8217;impiego di varietà particolarmente suscettibili,</li>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">la monocoltura (ringrano),</li>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">le abbondanti concimazioni azotate</li>
<li class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">l&#8217;elevata densità di semina.</li>
</ul>
<p class="yiv0649680247ydp8df928ebyiv1774277020elementToProof">I mezzi di difesa del seme &#8220;diretti&#8221; sono: la “concia“ ossia il trattamento delle sementi con prodotti anticrittogamici. Bisogna effettuare i trattamenti chimici in campo, quindi, tenendo in considerazione le condizioni ambientali, più o meno favorevoli all&#8217;insorgenza delle malattie, e al grado di resistenza della varietà impiegata. Per cui, i trattamenti non vanno generalizzati ma programmati di volta in volta in funzione dei fattori citati sopra.</p>
</div>
<p><em>Autore: Alessandro Contini</em></p>
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		<item>
		<title>IL &#8220;TUBONE&#8221; PORTERA&#8217; ACQUA ALLA PUGLIA</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/tubone-portera-acqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 17:52:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[crisi idrica]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[Liscione]]></category>
		<category><![CDATA[molise]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stanziati i fondi per collegate il Liscione con il nodo di Finocchito: l'annuncio del Consorzio della Capitanata</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="143" data-end="753">La siccità degli ultimi anni ha messo in ginocchio le colture del Tavoliere, colpendo duramente anche il frumento duro, cardine dell’economia agricola pugliese. La carenza d’acqua ha già portato all’abbandono del pomodoro da industria e a drastici cali produttivi su fruttiferi, orticole e foraggi, con effetti a cascata sui costi aziendali.<strong> In questo contesto arriva una svolta attesa da decenni: sono stati finalmente stanziati oltre 160 milioni di euro per il collegamento idrico Molise–Puglia, opera strategica per garantire continuità irrigua al comparto cerealicolo e alle altre produzioni del Tavoliere.</strong></p>
<h2 data-start="760" data-end="804"><strong data-start="764" data-end="804">160 milioni per un&#8217;opera attesa da tempo</strong></h2>
<p data-start="805" data-end="1385">Il Consorzio di Bonifica della Capitanata annuncia la copertura economica dell’interconnessione tra il bacino del Liscione in Molise e il nodo idraulico di Finocchito in Puglia. L’intervento sarà finanziato con 41 milioni gestiti dal Commissario Straordinario per la scarsità idrica, altri 100 milioni dal Fondo Investimenti della Presidenza del Consiglio e 23 milioni a carico della Regione Puglia per completare il tratto di collettore. A gennaio partirà la progettazione dell’infrastruttura, definita «attesa da decenni» dal direttore generale del Consorzio, Francesco Santoro.</p>
<h2 data-start="805" data-end="1385">I timori restano</h2>
<p>Restano, in ogni caso, i timori degli agricoltori della zona che, ormai da anni, subiscono direttamente i danni della siccità e della carenza di infrastrutture destinate a distribuire la risorsa idrica. Leonardo Di Stefano, cerealicoltore e contoterzista di Ascoli Satriano (Foggia) ci ha dichiarato la sua reazione alla notizia: «l&#8217;opera verrà forse realizzata, è vero, ma i lavori devono ancora cominciare. Il problema è proprio questo: quando sarà ultimata?». L&#8217;incertezza, quindi, rimane sovrana nel settore cerealicolo, a partire dalla condizioni di mercato. «Ci vorranno tempo e soldi&#8221; prosegue Di Stefano «intanto, fiumi e torrenti non scorrono e il deficit idrico resta notevole».</p>
<h2 data-start="1392" data-end="1458"><strong data-start="1396" data-end="1458">La crisi idrica è nazionale</strong></h2>
<p data-start="1459" data-end="1955" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Per ANBI si tratta di un passaggio storico. Il presidente Francesco Vincenzi sottolinea che la collaborazione fra territori è oggi la sola risposta possibile alla crisi climatica e alla crescente scarsità idrica che minaccia redditi agricoli e tenuta sociale. Il direttore generale Massimo Gargano richiama inoltre l’urgenza di accelerare gli altri interventi previsti dal Piano Invasi ANBI–Coldiretti, per portare acqua dove ce n’è bisogno e rafforzare la resilienza dell’agricoltura italiana.</p>
<p data-start="1459" data-end="1955" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><em>Nella foto, l&#8217;invaso di Occhito; fonte: ANBI</em></p>
<p data-start="3483" data-end="4087"><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
<p data-start="3483" data-end="4087"><strong><em>Puoi seguirci anche sui social, siamo su <a href="https://www.facebook.com/granoitaliano1" target="_blank" rel="noopener">Facebook</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/granoitaliano" target="_blank" rel="noopener">Linkedin</a> e <a href="https://www.instagram.com/granoitaliano.eu/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2">Instagram</a></em></strong></p>
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		<title>LA PIAZZA CHIEDE LA CUN</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/la-piazza-chiede-la-cun/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 12:42:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[semine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Centinaia di agricoltori in piazza a Foggia per difendere il grano duro italiano</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="194" data-end="560"><strong>Tra i 500 e i 600 agricoltori si sono radunati oggi davanti alla Camera di Commercio di Foggia per chiedere misure urgenti a sostegno del comparto cerealicolo</strong>. La manifestazione, definita “trasversale” e non legata a una singola sigla di categoria, ha visto la partecipazione di Liberi Agricoltori Puglia insieme a vari movimenti e associazioni del mondo agricolo.</p>
<p data-start="562" data-end="835">Si tratta di una mobilitazione di agricoltori liberi, uniti dalla stessa preoccupazione per il futuro del grano duro, ha spiegato Mimmo Viscanti, Presidente di Liberi Agricoltori Puglia, che ha stimato la presenza in piazza tra i 500 e i 600 partecipanti.</p>
<p data-start="837" data-end="1112">Il malcontento nasce da una crisi che si protrae ormai da anni. «Gli agricoltori non vogliono più seminare – ha dichiarato Viscanti – stanchi di un continuo aumento dei costi di produzione e di un prezzo del grano in caduta inarrestabile, che rende la coltivazione antieconomica».</p>
<p data-start="1114" data-end="1501">Dal presidio di Foggia arriva una richiesta chiara: <strong>l’attivazione immediata della CUN definitiva del grano duro</strong>, per garantire quotazioni che riflettano i reali costi sostenuti dalle aziende agricole. Senza interventi rapidi, temono i promotori, le superfici coltivate potrebbero ridursi ulteriormente, mettendo a rischio una delle eccellenze simbolo dell’agricoltura italiana.</p>
<p data-start="1503" data-end="1612">La manifestazione promulga un appello condiviso: <strong>salvare il grano duro, prima che sia troppo tardi</strong>.</p>
<p data-start="1503" data-end="1612"><em>Alcune foto della manifestazione invate alla Redazione da Mimmo Viscanti.</em></p>

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		<item>
		<title>LA PUGLIA HA ANCORA SETE</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/puglia-sete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 15:55:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ANBI]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Semine autunnali a rischio e colture orticole destinate a scomparire: allarme desertificazione nella regione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="183" data-end="590">L’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche lancia l’ennesimo allarme:<strong> la Capitanata rischia la desertificazione</strong> se l’autunno non porterà precipitazioni abbondanti. Nei bacini foggiani restano poco più di 58 milioni di metri cubi d’acqua, un volume assolutamente insufficiente per una delle aree agricole più produttive d’Italia.</p>
<p data-start="592" data-end="999"><strong>Gli invasi della Basilicata hanno visto un calo dei volumi di quasi 9 milioni di metri cubi</strong>, come in piena estate, con un deficit di oltre 27 milioni rispetto al già critico 2024. In Sicilia, tra agosto e settembre, le riserve sono diminuite di 46 milioni di metri cubi: meglio dello scorso anno, ma comunque con un deficit del 30% rispetto alla media degli ultimi 15 anni. Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI, avverte sulla necessità di realizzare trasferimenti d’acqua fra territori, completare gli schemi idrici e concludere le opere incompiute, come il bacino di Campolattaro in Campania.</p>
<p data-start="1355" data-end="1808">Sembra paradossale ma i grandi laghi delle regioni settentrionali riportano livelli sopra la media, mentre la situazione al meridione si è cronicizzata. Il Mediterraneo torna a registrare temperature elevate, fino a 2 gradi C sopra la norma in alcune zone: questo fattore è sintomo di un rischio aumentato di eventi atmosferici estremi con l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;autunno.</p>
<h2 data-start="1355" data-end="1808">A rischio le semine autunnali</h2>
<p data-start="1810" data-end="2236">Gli agricoltori della Capitanata sono attoniti, di fronte ad una siccità che è diventata ordinaria: questo, però, li costringe a sacrificare produzioni pregiate e simbolo del territorio. Ce lo conferma Silvana Roberto, imprenditrice agricola della zona e Vice Presidente di Cia Capitanata: «<strong>il perdurare della carenza di pioggia ormai si prolunga da 5 mesi</strong>. Dopo pochi temporali registrati nei mesi precedenti che han colpito solo alcuni areali ma non risolutivi, questa carenza idrica preoccupa anche la popolazione per gli usi civici. Pur avendo disponibilità per altri 7 mesi servirebbe iniziare a fare un uso più accorto di questa riserva».</p>
<p data-start="1810" data-end="2236">Silvana Roberto ci descrive una situazione preoccupante anche in vista delle prossime semine: «il perdurare di <strong>questa situazione non ci permetterà di effettuare le semine autunnali, già destinate ad essere ridotte per il mancato reddito da cereali</strong>, in quanto i costi superano i ricavi. Inoltre, si perderà l&#8217;80% delle coltivazioni orticole con un impoverimento economico di tutto il nord pugliese».</p>
<h2 data-start="1810" data-end="2236">Bisogna intervenire</h2>
<p data-start="1810" data-end="2236">Servono interventi rapidi per assicurare ai territori la risorsa idrica che potrebbe provenire da altri areali invece di essere destinata al mare. Anche Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI, ricorda che «in attesa di provvedimenti globali sulla mitigazione, <strong>servono interventi immediati di adattamento per rendere resilienti i territori</strong>». Si attende una risposta dal primo stralcio del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza del Settore Idrico: oltre 957 milioni già firmati dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.</p>
<h3 data-start="101" data-end="138">Alcuni dati dell&#8217;emergenza idrica al Sud Italia</h3>
<div class="_tableContainer_1rjym_1">
<div class="group _tableWrapper_1rjym_13 flex w-fit flex-col-reverse" tabindex="-1">
<table class="w-fit min-w-(--thread-content-width)" style="height: 326px;" width="1123" data-start="140" data-end="1372">
<thead data-start="140" data-end="286">
<tr data-start="140" data-end="286">
<th data-start="140" data-end="156" data-col-size="sm"><strong data-start="142" data-end="153">Regione</strong></th>
<th data-start="156" data-end="238" data-col-size="lg"><strong data-start="158" data-end="173">Dati chiave</strong></th>
</tr>
</thead>
<tbody data-start="435" data-end="1372">
<tr data-start="435" data-end="651">
<td data-start="435" data-end="461" data-col-size="sm"><strong data-start="437" data-end="460">Puglia (Capitanata)</strong></td>
<td data-start="461" data-end="596" data-col-size="lg">&#8211; Acqua residua nei bacini foggiani: <strong data-start="500" data-end="513">58 mln mc</strong><br />
&#8211; Estate con piogge scarse<br />
&#8211; Prima decade di settembre: <strong data-start="576" data-end="595">0 mm di pioggia</strong></td>
</tr>
<tr data-start="652" data-end="814">
<td data-start="652" data-end="669" data-col-size="sm"><strong data-start="654" data-end="668">Basilicata</strong></td>
<td data-start="669" data-end="761" data-col-size="lg">&#8211; Volumi persi in 7 giorni: <strong data-start="699" data-end="712">–9 mln mc</strong><br />
&#8211; Deficit rispetto al 2024: <strong data-start="744" data-end="760">–27,5 mln mc</strong></td>
</tr>
<tr data-start="815" data-end="1009">
<td data-start="815" data-end="831" data-col-size="sm"><strong data-start="817" data-end="828">Sicilia</strong></td>
<td data-start="831" data-end="960" data-col-size="lg">&#8211; Calo tra agosto e settembre: <strong data-start="864" data-end="878">–46 mln mc</strong><br />
&#8211; Rispetto al 2024: <strong data-start="902" data-end="916">+63 mln mc</strong><br />
&#8211; Rispetto alla media 15 anni: <strong data-start="951" data-end="959">–30%</strong></td>
</tr>
<tr data-start="1010" data-end="1178">
<td data-start="1010" data-end="1026" data-col-size="sm"><strong data-start="1012" data-end="1024">Campania</strong></td>
<td data-start="1026" data-end="1120" data-col-size="lg">&#8211; Opera incompiuta: <strong data-start="1048" data-end="1074">bacino di Campolattaro</strong><br />
&#8211; Urgenza di completare gli schemi idrici</td>
</tr>
<tr data-start="1179" data-end="1372">
<td data-start="1179" data-end="1206" data-col-size="sm"><strong>Temperature marine e interne</strong></td>
<td data-start="1206" data-end="1310" data-col-size="lg">&#8211; Temperature mare: <strong data-start="1228" data-end="1236">+2°C</strong> sopra la media<br />
&#8211; Temperature interne al Sud: <strong data-start="1285" data-end="1296">30–35°C</strong> in settembre</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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			</item>
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		<title>MINIMA LAVORAZIONE CONTRO LA SICCITA&#8217;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/minima-lavorazione-siccita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 22:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[infestanti]]></category>
		<category><![CDATA[minima lavorazione]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://granoitaliano.eu/?p=6527</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Foggia cambiano le pratiche agricole per adeguarsi alle nuove condizioni ambientali </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella provincia di Foggia si prova a combattere la siccità che, anche nella stagione 2024-25, ha colpito numerosi areali. La testimonianza che ci arriva da Castelluccio dei Sauri è quella di Giuseppe Nigro, agricoltore che gestisce una azienda di circa 75 ettari nella zona. Il raccolto 2025 per il cerealicoltore è stato di buona qualità, con rese medie di circa 35 quintali/ ettaro. L&#8217;investimento a frumento duro è stato su circa 40 ettari, seminato in epoca classica, tra l&#8217;8 e il 25 dicembre.</p>
<h2>Le infestanti non mollano</h2>
<p>I problemi principali affrontati da Giuseppe Nigro nel corso della stagione 24-25 sono comuni a numerosi agricoltori della regione: da un lato ci sono le infestanti che non mollano. Nonostante le piogge carenti, le malerbe riescono a germinare e manifestano resistenze in numerosi casi. Ricordiamo che in questi areali papavero e loietto sono tra le specie che più ostacolano la coltivazione del frumento duro e mettono alla prova le operazioni di difesa messe in atto dai cerealicoltori.</p>
<h2>Minima lavorazione contro la siccità</h2>
<p>Dall&#8217;altro lato, poi, c&#8217;è la siccità, con precipitazioni stagionale che non sono mai state abbondanti, né sufficienti per recuperare la carenza idrica che deriva dagli anni passati nella regione. Giuseppe Nigro ci riferisce che nei suoi terreni le precipitazioni nel corso dell&#8217;annata sono state all&#8217;incirca di 200 mm. Contro questa problematica, ormai cronica, si stanno cambiando le pratiche colturali per provare a trattenere nel suolo il massimo dell&#8217;umidità possibile, in vista delle semine.</p>
<p>Sono, infatti, ormai lontani i tempi delle arature profonde, una pratica ormai consolidata in questi areali. Il cerealicoltore ci dice che la minima lavorazione è diventata uno standard, arrivando a lavorare al massimo 20 cm di suolo. E&#8217; una soluzione che da effetti relativamente evidenti ma è l&#8217;unica disponibile, soprattutto in terreni che non dotati di fonti per eventuali irrigazioni di soccorso.</p>
<h2>Prezzo ostacolo alle semine</h2>
<p>Il quadro del futuro, per Giuseppe Nigro, non è roseo: la previsione è che la coltivazione del frumento duro andrà sempre più a ridursi in provincia di Foggia, con le condizioni siccitose diventate ormai &#8220;normali&#8221; e con i prezzi troppo bassi per incentivare gli agricoltori dal punto di vista economico. Il prezzo, secondo il cerealicoltore, è l&#8217;ostacolo principale che bloccherà le semine della prossima stagione.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Alcune immagini del raccolto di Giuseppe Nigro</em></p>

<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1316" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-740x1316.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-740x1316.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-169x300.jpg 169w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-576x1024.jpg 576w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-768x1365.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-864x1536.jpg 864w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-370x658.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-270x480.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto-570x1013.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>
<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1316" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1-740x1316.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1-740x1316.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1-169x300.jpg 169w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1-576x1024.jpg 576w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1-768x1365.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1-864x1536.jpg 864w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1-370x658.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1-270x480.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1-570x1013.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_1.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>
<a class="gridlove-popup" href='https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="1316" src="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2-740x1316.jpg" class="attachment-gridlove-single size-gridlove-single" alt="" srcset="https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2-740x1316.jpg 740w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2-169x300.jpg 169w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2-576x1024.jpg 576w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2-768x1365.jpg 768w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2-864x1536.jpg 864w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2-370x658.jpg 370w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2-270x480.jpg 270w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2-570x1013.jpg 570w, https://granoitaliano.eu/wp-content/uploads/2025/08/nigro_raccolto_2.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto di Giuseppe Nigro.</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>L&#8217;ACQUA STA FINENDO DI NUOVO</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/acqua-finendo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 07:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[crisi idrica]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[frumento tenero]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[riserve idriche]]></category>
		<category><![CDATA[risorsa idrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cattive notizie da ANBI sullo stato delle riserve idriche: le testimonianze da Puglia e Sicilia </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="225" data-end="752">Il caldo torrido che soffocava l&#8217;Italia dalla fine del mese di giugno ha concesso una tregua ma, nello stesso periodo, il nostro paese è stato segnato da eventi meteorologici estremi. In dieci giorni si sono verificati ben 162 fenomeni violenti tra tornado, nubifragi e grandinate. Il calo delle temperature ha temporaneamente raffreddato le acque del Mediterraneo occidentale che, nel mese di giugno, avevano toccato valori altissimi, sicuramente record, e con anomalie superiori ai +5°C. Senza il solito effetto mitigatore marino, quindi, l’Europa ha vissuto un giugno bollente, con picchi di 46°C registrati nella penisola iberica.</p>
<p data-start="808" data-end="1176">Questa tregua, però, sta volgendo al termine: nel prossimo fine settimana sono attesi oltre 40°C nel Materano e nel Foggiano, con punte fino a 44°C in Sardegna e Sicilia orientale. Anche le acque marine torneranno a scaldarsi, toccando i 30°C. L&#8217;allarme è lanciato dall’<strong data-start="1039" data-end="1060">Osservatorio ANBI</strong> che segnala condizioni climatiche inedite, dalle conseguenze ancora sconosciute sull&#8217;agricoltura, l&#8217;ambiente e la salute.</p>
<h2 data-start="808" data-end="1176"><strong data-start="1183" data-end="1218">L&#8217;acqua sta finendo: Puglia in crisi</strong></h2>
<p data-start="1220" data-end="1729">Ne abbiamo parlato più volte sulle nostre pagine: in Capitanata, nel cuore della <strong data-start="1223" data-end="1233">Puglia granaio d&#8217;Italia</strong>, la stagione irrigua non è nemmeno partita a causa della carenza di acqua. l’invaso di Occhito è sotto i minimi storici e le risorse idriche rimaste sono destinate solo all’uso potabile. Il Consorzio di Bonifica lo aveva detto già mesi fa e, come ci confermano le nostre fonti locali, sono tanti gli agricoltori che hanno deciso di ridurre drasticamente le superfici coltivate a pomodoro in questa estate. Anche in <strong data-start="1429" data-end="1443">Basilicata avanza la crisi idrica</strong>, con i bacini che trattengono 33 milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno scorso. i nostri contatti locali ci dicono che sono in grande difficoltà dighe come quella di San Pietro e quella di Conza.</p>
<p data-start="1220" data-end="1729">Leonardo Di Stefano, agricoltore e terzista di Ascoli Satriano (Foggia) ci presenta una situazione drammatica. Le condizioni sono molto critiche per chi ha una attività di coltivazione di orticole nel territorio. Anche chi ha deciso di mantenerle, perchè aveva un pozzo, deve fare i conti con la falda che si abbassa e con il cuneo salino, soprattutto se le terre sono più spostate verso il mare. Dopo le dichiarazioni di stop da parte del Consorzio di Bonifica c&#8217;è stata una corsa a fare pozzi ma, dopo almeno 2 anni di siccità, di certo le risorse sotterranee non sono in salute. Le temperature sono ancora molto alte, le piante sono in difficoltà. I valori termici in campo raggiungono i 38-40 gradi: anche gli incendi proliferano, con la vegetazione estremamente secca.</p>
<p data-start="1220" data-end="1729">Le temperature elevate hanno portato ad una stagione molto anticipata, con trebbiature chiuse intorno al 6-7 luglio. Anni fa si terminava intorno al 20 luglio. Almeno le rese, nei terreni sui Monti Dauni, hanno dato soddisfazioni: alcuni hanno fatto rese medie di 50 quintali/ ettaro. In pianura, però, dove le temperature sono state meno fresche, le medie di produttività non superano i 25 quintali/ ettaro. La speranza è che riprendano le attività per creare nuove infrastrutture per le risorse idriche, come potrebbe essere la derivazione delle acque del Liscione, corso d&#8217;acqua molisano. Ma non ci sono novità importanti: gli agricoltori possono solo aspettare.</p>
<h2 data-start="1220" data-end="1729">Il deficit resta alto in Sicilia</h2>
<p data-start="1220" data-end="1729">In <strong data-start="1528" data-end="1539">Sicilia</strong> il deficit resta alto (-48%), mentre in <strong data-start="1580" data-end="1592">Sardegna</strong> alcune aree, come la Nurra e l’Alto Cixerri, hanno bacini al 15% della capacità. In controtendenza l’Ogliastra, con invasi oltre il 90%.</p>
<p data-start="1220" data-end="1729">Dalla provincia di Caltanissetta ci arriva la testimonianza di Marco Dilena, cerealicoltore, che ci conferma di aver avuto precipitazioni durante la stagione del frumento ma di avere ancora segnali di crisi idrica, soprattutto per l’abbeveraggio degli animali. Purtroppo nella zona l’acqua che arriva dai consorzi di bonifica è poca e spesso insufficiente per coprire le necessità della zootecnia; sotto questo punto di vista Marco Dilena ci ricorda che la Regione aveva pubblicato un bando, con scadenza il 30 settembre, per sostenere le aziende agricole nella realizzazione di pozzi, vasche, serbatoi e altre attrezzature utili a migliorare la gestione idrica. Ad oggi non c&#8217;è stato ancora nessun decreto, ci dice.</p>
<p data-start="1220" data-end="1729">Marco Dilena e altri agricoltori come lui sono in attesa degli aiuti straordinari destinati ai seminativi. Ad oggi l’unico contributo arrivato è stato il bonus foraggio, concesso lo scorso anno. E conclude: «in pratica, ci stiamo riprendendo da soli, con molta fatica. I prezzi di mercato, soprattutto nei seminativi, sono spesso sotto i costi di produzione, e dove le rese non superano i 40 quintali per ettaro diventa impossibile coprire le spese. Senza interventi rapidi e concreti, tante aziende rischiano di non farcela». La fatica di andare avanti con questi prezzi è un sentimento comune anche ad altri cerealicoltori che abbiamo sentito sul tema della crisi idrica. Quasi a testimoniare che, ormai, la carenza di acqua sia un elemento cronico con cui fare i conti.</p>
<h2 data-start="1220" data-end="1729"><strong data-start="1736" data-end="1795">Il resto d&#8217;Italia non è messo meglio</strong></h2>
<p data-start="1797" data-end="2138">Come va nel centro Italia? Nel <strong data-start="1801" data-end="1810">Lazio</strong>, i laghi Albano e Nemi continuano a calare. In <strong data-start="1865" data-end="1875">Umbria</strong> il lago Trasimeno è sceso di un metro e mezzo sotto lo zero idrometrico. Le portate dei fiumi sono in crescita solo in alcune zone. In <strong data-start="2011" data-end="2022">Abruzzo</strong>, il lago di Penne ha perso oltre 2,7 metri in due settimane, riducendo ulteriormente le risorse per gli agricoltori.</p>
<p data-start="2204" data-end="2660">In <strong data-start="2207" data-end="2224">Valle d’Aosta</strong> e <strong data-start="2227" data-end="2239">Piemonte</strong>, scarse precipitazioni e temperature sopra la media hanno fatto crollare le portate di Dora Baltea e altri fiumi. Tra i laghi, solo il <strong data-start="2381" data-end="2399">Benaco (Garda)</strong> tiene; i laghi di <strong data-start="2414" data-end="2422">Como</strong>, <strong data-start="2424" data-end="2436">Maggiore</strong> e <strong data-start="2439" data-end="2447">Iseo</strong> sono sotto le medie. In <strong data-start="2472" data-end="2485">Lombardia</strong>, le riserve idriche sono inferiori del 14% alla media. In <strong data-start="2544" data-end="2554">Veneto</strong>, dopo un giugno secco, i nubifragi di luglio hanno riportato temporaneamente in equilibrio alcuni bacini. Anche il <strong data-start="2725" data-end="2737">fiume Po è in affanno</strong>, con un flusso ridotto del 46% nella zona del Delta.</p>
<p data-start="2204" data-end="2660">
<p data-start="2204" data-end="2660"><em>Nella foto in alto: il lago di Occhito</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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		<title>+20% A FOGGIA? NON PROPRIO&#8230;</title>
		<link>https://granoitaliano.eu/20-foggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 22:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Appennino Dauno]]></category>
		<category><![CDATA[Capitanata]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[raccolto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le rese salgono in Capitanata, a paragone con la difficile annata 23-24</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo il punto sul raccolto del frumento duro in provincia di Foggia, a campagna conclusa ormai da tempo, così da avere un punto di vista completo e non costruito su facili entusiasmi. E&#8217; certo che si sia avuto un incremento di resa rispetto alla scorsa stagione, di circa un 20% secondo gli operatori locali. L&#8217;annata 23-24, però, è stata straordinariamente povera nei raccolti a causa della perdurante siccità, come ricorderanno bene i nostri lettori. Silvana Roberto, imprenditore agricolo della Capitanata, che ci fa da testimone per questo articolo, ci ricorda infatti come lo scorso anno la Puglia abbia prodotto circa 1 mln di ton in meno di frumento duro, presa nella morsa della siccità. Ma vediamo bene alcuni dettagli dei risultati raggiunti quest&#8217;anno.</p>
<h2>Meglio dello scorso anno</h2>
<p>Chiusa la campagna 24-25, Silvana Roberto ci conferma che in Capitanata, nell&#8217;areale della pianura, si sono avute rese medie tra i 25 e i 30 quintali/ettaro: nulla di eccezionale, quindi, seppure in crescita rispetto alla sfortunata stagione precedente. La qualità, però, si è confermata ottima: in termini di peso specifico si sono raggiunti valori intorno ad 80, con un tenore proteico superiore al 15% e punte sul 17-18%. Buoni risultati, quindi, nonostante la carenza di acqua si sia fatta sentire anche quest&#8217;anno: in primavera sono caduti solo 35 mm di pioggia e, chi poteva, ha dovuto ricorrere ad irrigazioni.</p>
<p>Una produttività maggiore si è avuta, invece, nelle zone più alte sul livello del mare, quelle del subappennino Dauno: qui la carenza idrica ha avuto un impatto minore grazie alle temperature più fresche. In queste zone le medie di resa registrate sono intorno ai 45 quintali/ ettaro e la qualità si conferma buona, con pesi specifici tra 79 e 80 e un tenore proteico tra il 12 e il 13 %. Niente male, insomma, pur parlando ancora di dati non ufficiali.</p>
<h2>Ci aspettavamo di più&#8230;</h2>
<p>Con riferimento alla sua azienda, Silvana Roberto ci dichiara: &#8220;abbiamo realizzato un raccolto di elevata qualità anche nelle mie terre, con 82 di peso specifico e il 17% di proteine. In termini di rese, però, ci aspettavamo di più. La qualità ormai per noi facilmente raggiungibile, anche in contesti di siccità, perchè abbiamo consolidato tecniche agronomiche efficaci. Per fare un esempio, posso citare la concimazione con nitrato e solfato. L&#8217;annata, comunque, non è stata semplice per la siccità: in alcune delle mie terre abbiamo dovuto realizzare delle irrigazioni&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>

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<p><em>Foto di Silvana Roberto</em></p>
<p><em>Autore: Azzurra Giorgio</em></p>
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