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	<title>sete - Grano Italiano</title>
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	<description>Il giornale dei cerealicoltori</description>
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		<title>IL GRANO DURO HA SETE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo.viana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 22:02:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[frumento duro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Situazione drammatica in Puglia: Crea e CCIAA di Foggia fanno il punto il 16 aprile</p>
<p>L'articolo <a href="https://granoitaliano.eu/il-grano-duro-ha-sete/">IL GRANO DURO HA SETE</a> proviene da <a href="https://granoitaliano.eu">Grano Italiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Puglia ha sete, il grano duro ha sete. Il Tavoliere è tra le zone del Mezzogiorno &#8211; con la Sicilia &#8211; a patire le conseguenze di un inverno siccitoso e caldo, che ha portato un anticipo di maturazione di almeno 20-25 giorni. Questo significa poco accestimento, piante basse e spighe piccole. Se si considera che la superficie di grano duro quest&#8217;anno è calata del 10%, una flessione della resa sotto i 20-25 quintali a ettaro, nelle aree cerealicole tradizionali, provocherà un crollo della disponibilità vendibile, senza per questo risollevare i prezzi, che risentono dei mercati internazionali. Se ne parlerà il 16 aprile a Foggia, durante il convegno &#8220;Le innovazioni Crea per la cerealicoltura&#8221; che si terrà dalle 15 alle 18 presso la sede della Camera di Commercio di via Protano 7, a Foggia, nell&#8217;ambito del <a title="Progetto MIR sito ufficiale" href="https://mir.unioncamere.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer" shape="rect">Progetto MIR</a>.</p>
<h2>Il grano duro ha sete</h2>
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<p>«Pluviometro e termometro non ci danno scampo: sarà una brutta campagna, se nei prossimi quindici giorni non succederà il miracolo &#8211; ammette Pasquale De Vita, responsabile della sede Crea di Foggia -. Abbiamo avuto gennaio e febbraio caldissimi, più tre gradi in media, ed una costante penuria d&#8217;acqua. Chi ha pozzi e vasconi li sta svuotando in queste ore, ma il 20 maggio, al rilascio delle acque dei consorzi di bonifica, si sovrapporrà la domanda irrigua del grano duro a quella del pomodoro&#8230;»</p>
<h2>E in Sicilia&#8230;</h2>
<p>In Sicilia stanno anche peggio. De Vita ammette che la gestione agronomica, in questi casi, può fare la differenza ma non salvare completamente la campagna: «minima lavorazione e semina su sodo conservano l&#8217;umidità del terreno e permettono di strappare qualche giornata in più, ma la situazione resta drammatica e gli agricoltori debbono fare di tutto per assicurarsi, oggi e soprattutto nei prossimi anni, strutture di stoccaggio della risorsa idrica. Siamo entrati in una nuova fase climatica e non ci si può più permettere di regalare acqua al mare» commenta De Vita.</p>
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<h2>Innovazioni per il grano duro</h2>
<p>Il 16 aprile si parlerà anche delle innovazioni promosse dal Crea, come la nuova seminatrice <a href="https://granoitaliano.eu/seminbio-per-combattere-le-infestanti/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer" shape="rect">Seminbio</a>, messa a punto per coniugare i vantaggi della semina a spaglio e della semina a righe, e si cercherà di capire come la ricerca possa aiutare gli agricoltori in difficoltà. A spiegare come si connettono imprese e ricerca saranno proprio gli esponenti del Crea, da Pasquale de Vita, che parlerà di innovazioni genetiche ed agronomiche per la filiera del grano duro, a Massimo Montanari, che affronterà il tema delle Brassiche minori e delle innovazioni genetiche per le filiere della canapa industriale, da Clara Fares e Valeria Menga, chiamate a intervenire sulle potenzialità nutrizionali e funzionali della pasta simbiotica a Alfio Spina, che affronterà le innovazioni di prodotto nel settore pane di grano duro.</p>
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