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GIANANGELI (CIA ANCONA): CATTIVE PREVISIONI PER IL GRANO DURO

Intervista sul raccolto del grano duro 2024 a Franco Gianangeli, neopresidente CIA Ancona

Franco Gianangeli è stato eletto presidente di CIA-Agricoltori Italiani della Provincia di Ancona. Gli abbiamo chiesto come è andato il raccolto del 2024. Le Marche sono infatti una regione che si colloca tra i primi posti per la produzione di grano duro, con i suoi circa 110mila ettari destinati a questa coltura, assumendo un ruolo determinante e contribuendo a circa il 12-13% della produzione nazionale.

Il neopresidente provinciale viene dal mondo dello sport: è uno stimato allenatore e dirigente di calcio, un aspetto «che mi aiuterà a lavorare di squadra con gli uffici della CIA Marche e con i nostri agricoltori, per vincere la partita comune del sostegno al reddito, dell’accesso alla terra, della sburocratizzazione». Con un’attenzione particolare verso le nuove generazioni. «Sono abituato, grazie allo sport, a dialogare con giovani, che sono il nostro futuro, specie in campagna. Avvierò un percorso di ascolto nei territori, per capire lo stato di salute delle aziende agricole e per raccogliere le istanze dei nostri iscritti, per poterle portare sui tavoli della politica, nella nostra importante attività sindacale quotidiana».

Come stanno andando le semine?  State seminando grano duro o tenero? In che percentuali?

Le semine sono andate bene, nonostante il periodo di piogge intermittenti avute nel periodo. Si semina maggiormente grano duro rispetto al tenero: circa un buon 60-65%.

Cosa state seminando oltre al grano duro?

Oltre al grano duro, abbiamo chi, in bassa percentuale rispetto agli anni passati, continua con sorgo e girasoli (nonostante i danni arrecati da cinghiali) e chi sta provando con ceci, pisello e lenticchia, con quest’ultima soprattutto nelle aree interne e collinari.

Qual è stato il raccolto del 2024? Quali sono i problemi maggiori che avete riscontrato?

Il raccolto del 2024 è stato un raccolto molto importante in termini di resa e di qualità. La resa media è stata stimata in circa 60/65 quintali per ettaro con punte di 80/85 quintali per ettaro. Buon peso specifico, tra 82-88, ed ottimo valore proteico, 12,5/13,5.

Chiaramente, la resa per ettaro può variare sensibilmente in dipendenza di diversi fattori, tra cui principalmente l’andamento climatico stagionale e la rotazione colturale effettuata. Senza tralasciare poi i danni arrecati dai cinghiali, problematica sempre più significativa.

Le rese poi scendono a causa della siccità, sono diminuite le superfici coltivate ed in picchiata la redditività per i nostri cerealicoltori. Insomma, diminuisce tutto tranne i costi di produzione. Le previsioni purtroppo non sembrano rosee per quanto riguarda il prezzo del grano duro.

 

 

Autore: Rachele Callegari

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Rachele Callegari

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