«E’ un ottimo viatico: auspichiamo che presto ci siano delle conversioni di queste prime istanze, presentate in forma di vision, in atti concreti normativi e legislativi». Queste le parole di auspicio di Paolo Tassani, Presidente di Federchimica Agrofarma, in merito alla nuova Vision for Agriculture and Food presentata dalla Commissione Europea. E conferma: «la vision si sta spostando nella giusta direzione, nel riconoscere all’agricoltore l’importante ruolo di tutela del territorio, permettendogli, tuttavia, lo stesso di continuare a produrre per sostentare l’agricoltura e il consumatore italiano». Guarda il video della dichiarazione sul nostro canale Youtube e in fondo a questo articolo.
L’occasione è quella della presentazione, tenutasi oggi a Bologna, del nuovo report dell’Osservatorio Agrofarma, creato per diffondere dati e informazioni per testimoniare e raccontare lo sviluppo dell’agricoltura nazionale. Agrofarma, l’associazione che rappresenta 31 imprese italiane nel comparto degli agrofarmaci, lo ha creato avvalendosi delle competenze di Aretè (The Agri-food intelligence company), così da mettere a disposizione del pubblico un contenitore dove reperire informazioni valide sul settore.
Una vision raggiungibile
Enrica Gentile, Presidente e Founder di Aretè, ha presentato alla platea i risultati della IV wave dell’Osservatorio Agrofarma, sottolineando come l’agritech sia cresciuto negli ultimi anni, nonostante una flessione nel valore del mercato stimata per il 2024. Una crescita sostanziale, invece, è quella delle superfici dedicate alle coltivazioni biologiche, con un salto a 2,5 mln ha, pari al 20,4% della SAU nazionale, quasi il doppio della media europea. Digitale e Bio, per Enrica Gentile, sono centrali nella nuova vision presentata dalla Commissione Europea sull’Agri-food: in questo quadro, l’industria dei prodotti fitosanitari accoglie positivamente l’intenzione di accelerare l’introduzione sul mercato di strumenti per il biocontrollo e il riconoscimento del ruolo centrale delle TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita).
Positive sono anche ritenute le intenzioni di lavorare in ottica di allineamento delle normative sull’impiego di principi attivi per i prodotti agricoli importati e di restrizione all’importazione per quelli su cui si impiegano trattamenti non ammessi in Europa.
Anche Paolo Bruni, Presidente di CSO Italy (Centro Servizi Ortofrutticoli) che siede alla tavola rotonda, ritiene che le parole della nuova vision siano condivisibili ma che è «bene che a queste seguano i fatti». Per Bruni la Commissione Europea ha segnato una discontinuità ponendosi degli obiettivi raggiungibili, mentre l’impostazione del Green Deal era puramente ideologica e irraggiungibile. A proposito dell’allineamento delle regola di applicazione dei principi attivi, conclude: «noi siamo bravissimi a portare nelle nostre tavole prodotti agricoli sui quali sono state impiegate sostanze che, da decenni, abbiamo abbandonato in Europa: serve la reciprocità».
Passano 5 anni dopo l’autorizzazione di una nuova sostanza
Nella tavola rotonda, infatti, è Paolo Tassani, Presidente di Federchimica Agrofarma, a sottolineare quanto sia importante recuperare velocità nella distribuzione di nuovi prodotti fitosanitari sul mercato: «ad oggi” dichiara «dopo l’approvazione di una nuova sostanza possono trascorrere mediamente da 3,5 a 5 anni», con il rischio che le innovazioni arrivino sul mercato e nelle mani degli agricoltori anche 10 anni dopo lo sviluppo dell’industria. L’auspicio, condiviso da tutto il tavolo, è che la nuova vision della Commissione Europea si concretizzi in un cronoprogramma e, poi, in atti concreti adatti alle esigenze degli agricoltori.
Le imprese italiane del comparto degli agrofarmaci, però, non hanno mai smesso di investire in innovazione, arrivando oggi a dedicare il 3% del fatturato (30-35 milioni di euro) agli investimenti in ricerca e sviluppo, sottolinea Tassani, che aggiunge: «tutto poi viene calato nell’ambito di una serie di collaborazioni con centri di saggio, servizi fitosanitari e altre istituzioni» per mettere a terra le nuove soluzioni da portare agli agricoltori. E conclude che gli investimenti previsti per gli agrofarmaci da impiegare nel biologico ne sono una conferma: «come dimostra il protocollo siglato con FederBio, non c’è antitesi con il biologico: l’agricoltura integrata e quella biologica sono sempre più convergenti: le produzioni di entrambe devono essere protette dai rischi, in primis del cambiamento climatico, con innovazione digitale, tecniche di precision farming e anche agrofarmaci».
Agricoltura digitale: per davvero
La centralità dell’adozione di strumenti digitali è confermata anche Ivano Valmori, CEO di Image Line, che porta al tavolo la sua esperienza nell’agritech. Valmori sottolinea come gli agricoltori italiani stiano impiegando sempre più strumenti digitali, sebbene oggi tanta tecnologia sia «una scatola vuota, non utilizzata» per mancanza di interesse reale o di competenze. Il digitale, per Valmori, è però fondamentale perchè consente di tenere sotto controllo tutti i processi aziendali in modo che siano aderenti alle richieste della normativa; ne è un esempio il quaderno di campagna digitale che dovrà contenere anche dati legati alle fertilizzazioni, alle irrigazioni, alla localizzazione dei magazzini e altro. E aggiunge: «gli oneri regolatori e gli obblighi di raccolta dati porteranno ad una diffusione degli strumenti digitali più realistica di quella attuale».
Con uno sguardo al futuro, Valmori è convinto che «dovrà necessariamente concretizzarsi l’interoperabilità tra le tante soluzioni digitali presenti sul mercato: anche l’agricoltura deve avere un dizionario comune di tutti i dati. L’Italia è un ottimo punto di partenza, perchè gestisce oltre 350 specie agrarie in 20 regioni differenti».
Sostenibilità ambientale, sociale ed economica
Innovazione vuol dire anche fornire supporti nuovi, accessibili e sempre più efficaci agli agricoltori, come fa il Settore Fitosanitario e difesa delle produzioni della Regione Emilia Romagna, il cui responsabile, Paolo Boncompagni, siete alla tavola rotonda. Nelle sue parole: «oggi il nostro ruolo è di mettere a disposizione degli agricoltori i supporti di cui hanno bisogno: già oggi produciamo oltre 200 bollettini settimanali che derivano dal confronto con oltre 200 tecnici di produzione integrata, sotto la guida della sostenibilità, non solo ambientale ma anche sociale ed economica». E prosegue: «abbiamo guardato oltre e stiamo sperimentando soluzioni innovative come una applicazione per il riconoscimento precoce dei sintomi della flavescenza dorata sulla vite, oppure la realizzazione di trattamenti fitosanitari con drone in casi di emergenza ed inaccessibilità al campo”. Boncompagni conclude: “certamente una nostra aspettativa è la fast lane per le biosoluzioni: gli agricoltori hanno bisogno di più soluzioni».
Non dimentichiamo le TEA
Fondamentali, poi, le nuove tecniche genomiche che potrebbero contribuire alla difesa delle piante, seppur in modo indiretto. Lo ricorda la Prof.ssa Marina Collina, docente di Patologia vegetale all’Università di Bologna, che aggiunge: «fondamentale è anche impiegare le tecniche dell’agronomia che lavorano in sinergia con le soluzioni fornite dall’industria chimica e dall’innovazione digitale».
La rinnovata attenzione alle TEA da parte dell’Europa è ricordata anche da Stefano Bonaccini, membro della Commissione AGRI del Parlamento Europeo, che ha inviato alla platea un videomessaggio da Bruxelles. Bonaccini sottolinea la volontà di «aumentare i finanziamenti per ricerca e innovazione per l’agricoltura di precisione, le TEA, il bio-controllo, l’uso della robotica e dei droni, strumenti utili per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici». E coglie l’occasione per ricordare che la commissione in cui siede ha approvato un testo sul futuro quadro finanziario poliennale in cui si richiede, tra l’altro, l’indicizzazione all’inflazione dei fondi per la PAC, la revisione automatica in caso di accesso di nuovi paesi in UE e nuovi strumenti finanziari per la gestione delle crisi. E conclude sottolineando come, nella nuova visione della Commissione Europa, finalmente «gli agricoltori siano protagonisti e non imputati».
Autore: Azzurra Giorgio
Puoi seguirci anche sui social, siamo su Facebook, Instagram e Linkedin