Torniamo a parlare degli agricoltori che seguono la linea dell’associazione Altragricoltura (leggi anche Redditi bassi se vuoi grano naturale). Tra loro c’è Mario Vena, titolare di un’ azienda agricola sita nel comune di Jelsi (CB) della dimensione di 300 Ha: possiede terreni che variano come altitudine dai 350 ai 700 m slm. Nella sua azienda attua una rotazione con girasole, coriandolo, colza per l’estrazione di olio; non coltiva erbai in quanto afferma che la zootecnia nel distretto produttivo molisano è quasi del tutto scomparsa e quindi il fieno non ha mercato. Coltiva grano duro delle varietà President, Claudio, Marco Aurelio, Santograal varietà dall’elevato tenore proteico che sono quelle richieste maggiormente dal mercato.
Tuttavia, aggiunge Vena, per poter ottenere grani dall’elevato contenuto proteico occorre spingere molto con la concimazione azotata, con il costo dei concimi azotati sempre più elevato diventa sempre più difficile sostenere la produzione. Per ottenere una buona resa di granella sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo (soprattutto il tenore proteico) occorre programmare con cura la concimazione.
La concimazione del grano
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Proprietà chimico – fisiche e biologiche del suolo (tessitura, struttura, pH ecc)
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Ordinamento colturale (leguminose in successione a grano apportano azoto al terreno)
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Varietà di grano coltivate ( in varietà a taglia alta più soggette ad allettamento la concimazione azotata va moderata)
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L’andamento climatico stagionale (piogge abbondanti dilavano via i concimi nitrici al contrario siccità prolungata non rende disponibili quelli somministrati).
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Concimazione a base di fosforo in presemina. Il fosforo sostiene lo sviluppo dell’apparato radicale e rende le piante più resistenti alle malattie. Alla concimazione in presemina si può aggiungere una quota di azoto utilizzando un concime binario tra quelli che esistono in commercio.
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Prima concimazione azotata “in copertura” alla fase fenologica dell’accestimento quando la pianta ha il picco di assorbimento dell’azoto
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Seconda concimazione azotata “in copertura” alla fase fenologica della levata.
Siamo sicuri di quello che mangiamo?
Un’ altra questione sottolineata da Vena è quella della qualità del grano duro prodotto. «Con i cambiamenti climatici in atto il grano duro viene prodotto in diverse parti del mondo e il grano importato non sempre possiede la qualità del grano italiano. L’utilizzo di principi attivi di sintesi che siano essi diserbanti o prodotti fitosanitari che nell’UE sono stati messi al bando da diversi anni ormai ma che in paesi extra UE vengono impiegati normalmente rappresenta un grosso problema per la granicoltura.
Un’altra criticità riscontrata da Vena riguarda la pratica in alcuni paesi come il Canada dove non ci sono le condizioni climatiche ottimali per l’essicazione del grano; viene usata la cosiddetta tecnica del “Preharvest”: consiste nel trattare la coltura in pieno campo per far seccare le piante per poter avere meno umidità possibile in fase di trebbiatura: per fare tutto ciò viene largamente utilizzato il principio attivo “Glifosate” per l’essiccazione del grano. Questa tecnica non è utilizzata in Italia dove normalmente la semina avviene in autunno e la trebbiatura in estate ma è largamente utilizzata in Canada dove la presenza di basse temperature invernali obbliga gli agricoltori a seminare nel periodo primaverile e a raccogliere poi a fine estate, per scongiurare l’arrivo del freddo viene essiccato circa 2 settimane prima della raccolta così facendo questa tecnica porta ad avere valori qualitativi più alti (soprattutto proteine)» racconta.
Autore: Alessandro Contini
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