Intervista con Francesco Guzzini, (nella foto) iscritto Coldiretti, che coltiva grano duro nelle Marche
«Nella mia azienda, nelle ultime annate, sto seminando delle varietà ad alto contenuto proteico che sono quelle più richieste dal mercato per poter ottenere una semola di alta qualità per i pastifici». Francesco Guzzini agricoltore titolare di un’azienda agricola della dimensione di 90 Ha ubicata nel comune di Recanati (MC), ci spiega così la sua “lotta per la sopravvivenza”, in un momento drammatico per il grano duro, e fra le varietà coltivate cita: Achille, Antalis e Catone. L’ultima annata agraria 2024-2025 – continua Guzzini – è stata una stagione nella norma per quanto riguarda la produzione « io sono riuscito ad ottenere 60 q/Ha alcuni miei colleghi sono arrivati a punte anche di 80 q/Ha» conclude.
Rotazione necessaria
«Nella mia azienda pratico una rotazione con barbabietola da zucchero, mais, girasole e pisello da industria perchè partecipo al bando per l’agricoltura integrata della regione Marche che prevede l’uso della rotazione» afferma Guzzini. L’agricoltura integrata consente una gestione più sostenibile di suolo e acque rispettando disciplinari specifici regionali che stabiliscono norme tecniche specifiche per ogni coltura e che assicurano la sostenibilità ambientale e la sicurezza per il consumatore finale.
Le infestanti rappresentano sempre un problema
Le erbe infestanti rappresentano un grave problema per la cerealicoltura nelle regione Marche. Guzzini racconta: « nella mia azienda negli ultimi anni sto riscontrando gravi problemi causati da loietto che presenta ormai resistenze ad alcuni principi attivi, risulta essere sempre più complicato tenere il terreno libero da infestanti prosegue Guzzini spesso mi tocca intervenire con 2 interventi: uno in presemina ed un altro in primavera contro le altre infestanti a foglia larga (dicotiledoni)» conclude Guzzini.
Tra le infestanti a foglia larga tra le più importanti per il grano vale la pena ricordare: Vilucchio (Convolvulus arvensis), Stoppione (Cirsium arvense) Papavero (Papaver rhoeas) e Borsa del Pastore (Capsella bursa-pastoris). Guzzini conclude dicendo anche:« sto cominciando a riscontrare in campo anche qualche ceppo di avena resistente agli erbicidi ma al momento riesco a controllare le infestazioni con un unico passaggio».
Per quanto riguarda invece i parassiti terricoli invece Guzzini afferma: « nella regione Marche non rappresentano in grosso problema a causa dei danni limitati che causano a differenza delle malerbe anche se in alcune annate mi è capitato di dover effettuare un trattamento in fase di spigatura contro gli afidi»
Gestione aziendale
Le aziende agricole nella regione Marche sono sempre più professionali, con un aumento della superficie poderale che consente di svolgere la maggior parte dei lavori in autonomia. Guzzini dice:« io mi avvalgo della collaborazione di contoterzisti solo per la trebbiatura in quanto l’investimento per una mietitrebbia non è sostenibile economicamente per la mia azienda, tutte le altre operazioni colturali dalla semina alla concimazione ai trattamenti invece le svolgo autonomamente».
Serve la CUN
Il problema del prezzo del grano è un grosso problema per gli noi agricoltori dice Guzzini « i prezzi sono sotto il costo di produzione per quest’anno riesco a ridurre le perdite ma se dovessero rimanere questi prezzi anche in futuro non riuscirei più a gestire l’azienda» Il problema è di difficile soluzione. Guzzini suggerisce diverse soluzioni a partire dal superamento delle Borse Merci locali. Guzzini si augura «che entri presto in vigore la CUN (Commisione Unica Nazionale ) che porti al superamento delle Borse Merci locali dove oggi ci sono diversi attori che concorrono alla formazione del prezzo finale, con la CUN invece si dovrebbe avere un rapporto diretto tra l’agricoltore che fornisce il prodotto e l’utilizzatore finale molino o pastificio che sia il tutto nell’ottica di avere più trasparenza sul mercato e avere più forza contrattuale noi agricoltori» conclude Guzzini.
Un altro problema sottolineato da Guzzini è quello della concorrenza con il grano proveniente da paesi extra UE: l’accordo CETA tra l’UE è il Canada sta facendo parecchio male, dice Guzzini: «viene importato grano duro che non ha gli standard di qualità del nostro, sappiamo che in Canada il grano viene essiccato in pre – raccolta con prodotti che nell’UE non si possono utilizzare; se si firmano accordi commerciali e si importano prodotti che costano meno a dazi zero ma che non hanno gli stessi standard di qualità del grano italiano ed europeo si crea una concorrenza sleale, noi come Coldiretti non siamo contro il libero scambio ma questi accordi oltre a CETA anche MERCOSUR devono essere fatti rispettando tutte le parti in causa» conclude.
Autore: Alessandro Contini
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