La meccanizzazione agricola resta una leva strategica per la cerealicoltura italiana, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, mercati in ridefinizione e necessità di aumentare produttività e sostenibilità. Da un lato, il comparto delle macchine agricole registra segnali di ripresa, pur in modo non uniforme tra i diversi comparti; dall’altro, EIMA International 2026 parte con un boom di prenotazioni che conferma il ruolo centrale dell’innovazione tecnologica per il futuro dell’agricoltura e del frumento.
Mercati agromeccanici: nuove geografie e riflessi per i cerealicoltori
Il 2025 si chiude con segnali contrastanti per la meccanica agricola. Le variabili economiche e geopolitiche incidono negativamente sui mercati storici, mentre emergono nuove aree di crescita, come l’India, dove le vendite superano il milione di unità. Questo scenario impone ai cerealicoltori una riflessione sulle strategie di investimento in macchine e tecnologie, sempre più orientate all’efficienza operativa, alla riduzione dei costi e all’uso razionale degli input. Se pensiamo a questo obiettivo, allora la meccanizzazione diventa uno strumento chiave per affrontare le sfide della cerealicoltura moderna, dal contenimento dei costi energetici alla gestione di suoli e colture in condizioni climatiche sempre più variabili.
EIMA International 2026: innovazione, prove in campo e visione strategica
Ma qual è la risposta del settore? Se guardiamo alle informazioni che ci giungo da EIMA International 2026, organizzato da FederUnacoma e in programma a Bologna dal 10 al 14 novembre, emerge come si tratti di un grande successo, con le richieste di spazio che hanno già superato la capienza del quartiere fieristico. L’impianto della fiera resta quello consolidato, con 14 settori di specializzazione e cinque Saloni tematici, affiancati da EIMA Extend ed EIMA Campus, oltre alle prove dinamiche e all’arena REAL dedicata a robot e automazione avanzata.
Come ha spiegato Simona Rapastella, Direttore Generale di FederUnacoma, “la rassegna mantiene i suoi elementi distintivi ma evolve continuamente in termini di contenuti, di organizzazione degli spazi e dei servizi”. Un’evoluzione che passa anche dal nuovo padiglione 35 di BolognaFiere e da un rafforzamento dei servizi e delle aree dimostrative.
Il programma dei convegni, con circa 150 eventi, affronterà temi tecnici, politici ed economici di interesse diretto per i cerealicoltori. “Ciò consentirà di mettere a fuoco le problematiche e le politiche di settore su scala internazionale – ha aggiunto Rapastella – e questo è un aspetto molto qualificante per una rassegna che vede crescere costantemente il numero di operatori esteri, che accoglie delegazioni ufficiali ICE da più di 80 Paesi, e che ospita organismi di respiro internazionale come il Club of Bologna”.
La missione di EIMA resta chiara e fortemente legata al futuro delle colture cerealicole: “Il compito della meccanizzazione agricola è rendere possibili quelle strategie di produttività e sostenibilità che sono ormai vitali per il futuro del pianeta – ha concluso Rapastella – e la missione di EIMA è contribuire a tracciare le linee guida dello sviluppo agricolo, così come recita la campagna scelta per questa edizione: ‘Design the Agricultural Future’”.
Autore: Azzurra Giorgio
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