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RISCHI IN AGRICOLTURA: LE NOVITA’ DEL PGRA 2026

Francesco Martella ci illustra le nuove regole introdotte dal Piano di Gestione dei Rischi in Agricoltura

Con l’approvazione del Piano di Gestione dei Rischi in Agricoltura (PGRA) 2026 entrano in vigore nuove regole che incidono in modo diretto sulla tutela del reddito agricolo. A fare il punto sul nuovo impianto normativo è Francesco Martella, Dottore Agronomo e Direttore del CESAR (Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale) di Perugia (nella foto), che ci illustra il funzionamento del Fondo AgriCat e le differenze operative tra aziende assicurate e non assicurate. Martella spiega come, con l’approvazione del Piano, entrino in vigore le nuove regole: “tre le novità principali vi sono il meccanismo di intervento di AgriCat e la polizza semplificata”.

Il Fondo AgriCat

Come approfondisce Francesco Martella, “AgriCat è il fondo di mutualità nazionale, giunto al quarto anno di operatività, che copre i danni da avversità catastrofali (alluvione, gelo – brina e siccità), che interviene quando i danni superano il 20% (soglia) della produzione media annua dell’agricoltore. Il fondo copre esclusivamente danni da mancata resa. L’adesione a questo fondo è automatica per tutte le aziende agricole beneficiarie dei pagamenti diretti PAC e, quindi, in possesso di un fascicolo aziendale.”

Il funzionamento del fondo è differente a seconda che l’azienda agricola abbia sottoscritto o meno una polizza assicurativa per danni da avversità catastrofali: vediamo come, nel dettaglio illustratoci da Martella.

“Per le aziende che non si assicurano, in caso di danni da avversità catastrofali, il fondo:

  • indennizza un massimo di 35 punti percentuali,

inoltre

  • il valore della produzione sulla quale sono calcolati gli indennizzi è il Valore Indice, (un valore ridotto rispetto al Valore Standard);
  • il limite di indennizzo (lordo franchigia) è pari a 55%, ciò significa che i danni per la quota eccedente il 55% non saranno indennizzati;
  • la franchigia è pari al 20%, significa che i danni fino al 20% non saranno indennizzati.

Per le aziende che si dotano di polizza assicurativa con copertura delle avversità catastrofali, il meccanismo di liquidazione di AgriCat cambia:

  • il valore della produzione sulla quale saranno calcolati gli indennizzi è il valore standard per chi sottoscrive polizza tradizionale, il valore indice per chi sottoscrive una polizza semplificata;
  • il limite di indennizzo (lordo franchigia) sarà pari alla franchigia pervista dalla polizza;
  • la franchigia AgriCat: è determinata in funzione del limite di indennizzo della polizza; in questo caso la franchigia si modula per garantire un livello di compensazione di almeno 30 punti”.

Come funziona il fondo: un esempio pratico

Francesco Martella ci ha riportato un esempio pratico del meccanismo di funzionamento di AgriCat, in base alla presenza o meno di una copertura assicurativa per le avversità catastrofali. Capiamone di più.

“Vediamo due diverse ipotesi, nel caso di una perdita di produzione in termini di resa del 60% dovuta a siccità e/o alluvione e/o gelo.

Prima ipotesi, l’agricoltore non è assicurato.

  • Limite di indennizzo AgriCat: 55%
  • Franchigia: 20%
  • Danno liquidato: 35%
  • Valore considerato: valore indice.

Seconda ipotesi, l’agricoltore è assicurato con polizza tradizione che copre le avversità catastrofali.

  • Franchigia polizza: 40%
  • Limite di indennizzo AgriCat: 40%
  • Franchigia AgriCat: 10%
  • Danno liquidato da polizza: 20%
  • Danno liquidato da AgriCat: 30%
  • Danno liquidato totale: 20% (polizza) + 30% (AgriCat) = 50%
  • Valore considerato: valore standard.

Terza ipotesi, l’agricoltore è assicurato con polizza semplificata. Il meccanismo è identico alla seconda ipotesi ma differisce il valore della produzione: non sarà il valore standard ma il valore indice”.

La polizza semplificata

Diverse sono le combinazioni di garanzie assicurative previste dal PGRA approvato per il 2026, come illustra Francesco Martella:

  • A: copertura per l’insieme delle avversità catastrofali (alluvione, gelo, brina, siccità), di frequenza (grandine, eccesso di pioggia, eccesso di neve, venti forti) e accessorie (colpo di sole, vento caldo e ondata di calore, sbalzi termici).
  • B: copertura per l’insieme delle avversità catastrofali e almeno una delle avversità di frequenza, con possibilità di aggiungere anche le avversità accessorie.
  • C: copertura di una o più avversità di frequenza, con possibilità di includere le avversità accessorie.
  • D: copertura per l’insieme delle avversità catastrofali.
  • E: garanzia index-based, combinabile con una delle altre combinazioni (A, B, C, D) relative alle avversità climatiche. La polizza index based, (combinazione E) copre la perdita di produzione per danni di quantità e/o qualità causati da un andamento climatico avverso, identificato tramite uno scostamento positivo o negativo rispetto a un indice biologico e/o meteorologico

Queste combinazioni, ad esclusione della formulazione C (che non copre le avversità catastrofali), possono essere sottoscritte nella formula tradizionale o nella formula semplificata.

Martella ci spiega come il Piano 2026 “ha, di fatto, ridisegnato la polizza semplificata introdotta lo scorso anno. La polizza semplificata, in particolare, ha le seguenti caratteristiche:

  • per le avversità catastrofali (alluvione, gelo – brina, siccità) copre esclusivamente la perdita di resa (danno quantitativo);
  • il valore per ettaro coperto è il Valore Indice, lo stesso adottato da AgriCat;
  • il limite di indennizzo dovrà essere almeno pari all’80% (lordo franchigia);
  • può essere adottata per tutte le colture.

Il valore indice rappresenta una quota del ricavo medio unitario statistico pluriennale per coltura vegetale, potenzialmente sufficiente a coprire i costi variabili di produzione ad ettaro sostenuti dalle aziende agricole per produrre la coltura”.

Autore: Azzurra Giorgio

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