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«COME COMBATTO LE INFESTANTI»

Salvatore Pau ci racconta la quotidiana lotta contro le malerbe in Sardegna

Torniamo in Sardegna e parliamo con Salvatore Pau, cerealicoltore iscritto a Coldiretti Sardegna, su come affronta quotidianamente il problema delle infestanti grano duro. Salvatore Pau, titolare di un’azienda agricola delle dimensioni di circa 90 Ha ubicata nel comune di Sanluri coltivatore di grano duro e erba medica, soprattutto ci dice che «in Sardegna il problema principale è rappresentato dal loietto; se non arrivano in commercio nuove molecole in grado di superare le resistenze che si sono ormai create, bisogna pensare di ritornare a fare un’agricoltura di tipo tradizionale con aratura dei campi. Invece di mettere in pratica tecniche più moderne come la semina su sodo o la minima lavorazione, le altre infestanti a foglia larga, invece, riesco a tenerle molto bene sotto controllo». Dice Pau.

La minima lavorazione (in inglese minimun tillage) consiste in lavorazioni meccaniche che riguardano solo i primi 10 cm di suolo. I residui colturali rimangono in superficie e ne viene facilitata la degradazione. Di conseguenza si creano le migliori condizioni del terreno per la semina e le prime fasi di sviluppo dell’apparato radicale. Inoltre riduce le perdite di acqua per evaporazione.

La semina su sodo (in inglese sod seeding o zero tillage) consiste, invece, nel seminare direttamente su terreni che non hanno subito alcuna lavorazione. Così consente una riduzione dei consumi di carburante e una minor usura delle macchine operatrici. Si ha anche una conseguente riduzione dei costi colturali per ettaro.

L’irrigazione aiuta ad avere una buona resa

«A partire dagli anni 90 nella mia azienda riesco ad avere una resa di circa 29 q/Ha di media naturalmente varia da annata ad annata: qui in Sardegna di passa da annate molto siccitose ad altre come l’attuale dove è da quest’autunno che non smette di piovere. In anni siccitosi quando non ci sono restrizioni idriche alcuni campi riesco ad irrigarli spostando i “pivot” dai campi di erba medica a quelli di grano. Per cui su questi appezzamenti riesco ad arrivare anche ad una resa di 55 q/Ha» afferma Pau.

Le malattie del grano non sono quasi mai un problema

«Nella mia azienda coltivo principalmente le varietà Shardana e Gibraltar, varietà molto resistenti alle fitopatie che difficilmente creano problemi, anche a causa del clima con stagioni primaverili molto siccitose che non consentono di avere le condizioni ideali per lo sviluppo di infezioni fungine. Anche parassiti terricoli, quali afidi o lema, non sono mai stati presi in considerazione a causa dei pochi danni causati» conclude Pau.

Autore: Alessandro Contini

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Alessandro Contini

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