La campagna del frumento tenero nel Nord Italia entra nella fase cruciale delle concimazioni di fine inverno in un contesto economico particolarmente complesso. L’aumento dei costi dei mezzi tecnici, unito a prezzi del grano in calo, sta mettendo sotto pressione la redditività aziendale e ha già prodotto una contrazione delle superfici seminate. In questo scenario, la gestione della concimazione da gennaio in avanti assume un ruolo centrale per difendere rese, qualità e competitività del frumento italiano.
Superfici in calo e crisi di fiducia nelle filiere
Secondo le indicazioni di mercato, la superficie a frumento tenero nel Nord Italia risulta in diminuzione tra l’8 e il 10%. «Sono due anni che il frumento non dà reddito e nelle zone svantaggiate molti hanno scelto di non seminare», osserva Diego Guarise di ICL Italy Milano. Le aziende strutturate si sono concentrate sulle aree più vocate di pianura, mentre collina e appezzamenti marginali sono stati abbandonati. Anche le filiere, pur ancora presenti, non riescono più a compensare i costi aggiuntivi: «Il differenziale di prezzo rispetto al listino di Milano ormai è minimo, mentre le regole di filiera costano sempre di più». Questo ha generato disaffezione e riduzione dell’offerta nazionale.
Prima concimazione: azoto indispensabile, ma dosi sotto osservazione
Dal punto di vista agronomico, le semine sono state regolari e i frumenti si presentano in buone condizioni. Tuttavia, la concimazione di fondo è stata spesso sacrificata. «In autunno non si è praticamente concimato e, da adesso, si proseguirà solo con azotati», spiega Guarise. La prima concimazione in uscita dall’inverno, tra gennaio e fine accestimento, avverrà prevalentemente con nitrato ammonico o urea, con dosi orientative di 250-300 kg/ha, variabili in base a epoca di semina e condizioni pedoclimatiche. Il rischio, però, è una concimazione al ribasso: «se si risparmia troppo sull’azoto, calano rese e qualità e si rischia di perdere il premio dal mulino».
Efficienza azotata e sostenibilità: il ruolo di Agromaster
Anche nelle concimazioni successive, in levata e per i frumenti di forza anche in pre-botticella, diventa fondamentale massimizzare l’efficienza dell’azoto distribuito. In questo contesto si inseriscono le soluzioni di ICL Italia come Agromaster N40 e Agromaster N35,5, formulazioni che combinano urea rivestita e solfato ammonico. «I vantaggi sono legati alla maggiore efficienza della concimazione azotata e a un minore impatto ambientale», sottolinea Guarise. La copertura dell’urea consente di ridurre le perdite per volatilizzazione e di rendere più efficace ogni unità di azoto, aspetto decisivo in un’annata in cui contenere i costi senza compromettere la qualità è una priorità assoluta.
Autore: Azzurra Giorgio
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