Cosa può significare impiegare ammendanti e gessi derivati da fanghi depurazione nella coltivazione dei cereali? Quali sono i risultati osservabili sulla coltura e sul suolo? Una attività sperimentale pluriennale sull’impiego agronomico di queste matrici è stata condotta dal DISTAL (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro Alimentari) dell’Università di Bologna. Le prove, svolte in pieno campo, hanno fornito indicazioni concrete sull’efficacia di queste matrici nei sistemi cerealicoli, in particolare nella coltivazione di frumento tenero e mais.
Metodo sperimentale e contesto pedoclimatico
Il team di ricerca ha realizzato le prove presso l’Azienda sperimentale F.lli Navarra, in provincia di Ferrara, su suoli caratterizzati da bassi livelli di fosforo disponibile e di carbonio organico, condizioni diffuse in molte aree cerealicole della Pianura Padana. Il disegno sperimentale ha confrontato la concimazione minerale convenzionale con diversi prodotti organici, ovvero ammendanti compostati e gessi da fanghi. Questi erano utilizzati sia come unica fonte di azoto sia in combinazione con fertilizzanti minerali, secondo un modello misto. La successione colturale era articolata su 4 anni (prevedendo frumento tenero – mais da granella – mais da granella – frumento tenero) e ha consentito di valutare le rese, l’efficienza nutrizionale e la fertilità residua successiva.
Risultati produttivi e uso dell’azoto nel frumento
Nel frumento, i risultati hanno mostrato produzioni in linea con la concimazione minerale. Ciò, in particolare, quando i fertilizzanti organici sono stati integrati con una quota di azoto minerale. Il modello misto ha garantito una maggiore regolarità nell’efficienza di utilizzo dell’azoto e del fosforo, permettendo anche una riduzione complessiva dell’apporto di azoto minerale. Le analisi della granella non hanno evidenziato criticità legate ai metalli pesanti, con valori ampiamente al di sotto dei limiti normativi.
Effetti sul suolo e fertilità nel medio periodo
Oltre alle rese, le prove hanno messo in luce effetti positivi sul suolo. Gli apporti di matrici organiche hanno determinato un incremento del contenuto di carbonio organico totale e labile, con un miglioramento degli indici di gestione del carbonio e della funzionalità biologica del suolo. I dati di fertilità residua indicano che l’alternanza tra fertilizzanti organici e minerali può sostenere nel tempo la produttività dei sistemi cerealicoli, riducendo la dipendenza dai concimi di sintesi.
Fonte: Chimica Verde-Bionet
Autore: Azzurra Giorgio
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