Wopke Hoekstra
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IL GOVERNO DIFENDE IL CBAM

Urso e Bruxelles a favore mentre i costi lievitano

Mettiamoci una bella pietra sopra alle speranze di sospendere il Cbam. La promessa del ministro Lollobrigida è sfumata ieri quando il suo collega al made in Italy Adolfo Urso ha detto che il Cbam va difeso e il commissario europeo al Clima ha dichiarato che non ci pensa proprio a sospenderlo. Il ministro delle Imprese e del made in Italy al Forum Ministeriale italo-francese con ministro francese per l’Industria, Sébastien Martin, ha detto testualmente: «ci impegniamo a difendere l’industria automobilistica e le imprese energivore» con il rafforzamento del meccanismo Cbam per la tassazione del carbonio alle frontiere e la riforma sostanziale degli Ets, il sistema di scambio delle emissioni.

Europa pro Cbam

Nello stesso momento, su Linkedin, il commissario al Clima, Wopke Hoekstra (nella foto), è tornato  a difendere il Cbam come strumento essenziale per evitare il dumping ambientale e garantire condizioni di concorrenza eque tra produttori europei e concorrenti extra-Ue. Il meccanismo – come ricorda ItalyPost – «non chiede ai prodotti stranieri nulla di più di quanto già si richieda ai nostri produttori» ha scritto Hoekstra, ribadendo come chi esporta verso l’Ue debba rispettare gli stessi standard climatici europei. Il commissario ha riconosciuto che il costo dei fertilizzanti è una delle principali preoccupazioni degli agricoltori, ancora fortemente dipendenti dalle importazioni, ma ha avvertito che un carve-out per il settore «creerebbe solo incertezza», scoraggiando gli investimenti, prolungando la dipendenza estera e limitando la crescita. Dichiarazioni che arrivano dopo l’impennata di preoccupazioni legata alla possibilità di aprire a un’esenzione retroattiva per i fertilizzanti, paventata da Bruxelles dopo i nuovi rialzi dei prezzi.

Cosa dice Lollobrigida?

In questo quadro, il commissario all’Agricoltura, Christophe Hansen, ha evocato l’ipotesi di un meccanismo di compensazione per gli agricoltori, mentre la facoltà di sospendere parzialmente il Cbam è formalmente prevista in una proposta, tutt’ora in fase negoziale, scrive ItalyPost.it. Per rispondere alle critiche, l’esecutivo rivendica correttivi mirati, compresa la sospensione temporanea ai dazi della clausola di nazione più favorita su ammoniaca, urea e altri prodotti chiave, per tentare di attenuare l’impatto combinato di Cbam e tensioni globali sui mercati. Parallelamente, la Commissione sostiene di lavorare a un Fertiliser Action Plan, costruito in dialogo con industria e organizzazioni agricole e atteso prima dell’estate, con l’obiettivo di rendere proprio il Cbam la leva per sviluppare fertilizzanti «accessibili, verdi e Made in Eu», con vantaggi reciproci per agricoltori e produttori. Peccato che la produzione europea di fertilizzanti sia limitata a un grande produttore in regime di monopolio e che questo produttore abbia in Italia uno stabilimento fermo, il che ci rende dipendenti dalle importazioni interne (che non basteranno per noi e per gli altri Paesi Ue). A ciò naturalmente si aggiunga il rincaro ormai scontato del carburante all’alba dei lavori di diserbo e, se sarà un’annata siccitosa come pare, di irrigazione. Insomma, c’è una bella distanza tra le promesse della politica e i fatti dell’economia. Duole dirlo, ma le dichiarazioni pubblicate dal sito del ministero il 14 gennaio (leggi il testo) sulla sospensione del Cbam suonano come una presa in giro, alla luce delle parole di Urso e del silenzio con cui il Masaf assiste all’impennata dei prezzi dei fertilizzanti. Ieri l’urea al porto di Ravenna quotava 620 euro a tonnellata (100 più di venerdì).

Autore: Paolo Viana

 

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