L'analisi dei mercati del frumento
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FRUMENTO STABILE, SQUILIBRI DIETRO L’ANGOLO

lo scoppio della guerra potrebbe modificare gli equilibri: l’analisi dei listini di Milano, Foggia e Bologna

Il frumento duro si conferma invariato sulle principali borse nazionali, in assenza di stimoli direzionali significativi. Analoga stabilità per il tenero, con la sola eccezione delle origini nordamericane, che guadagnano terreno sospinte dal recente rafforzamento del dollaro statunitense, rendendo le partite d’oltreoceano comparativamente più onerose per gli importatori europei. Sullo sfondo, le crescenti instabilità geopolitiche, iniziate la scorsa settimana, (LEGGI), alimentano interrogativi sulla tenuta degli equilibri tra domanda e offerta a livello globale, con possibili pressioni rialziste nel medio termine.

DURO: QUOTAZIONI ANCORATE MENTRE SI GUARDA AL NUOVO RACCOLTO

Per la seconda settimana consecutiva, il mercato del frumento duro nazionale non offre spunti direzionali degni di nota. Le piazze italiane rimangono ingessate su valori contenuti, con giacenze ridotte nel Meridione e maggiori nelle regioni centrali. Sul fronte europeo, l’attività è flebile. Il mercato appare coperto tanto da approvvigionamenti domestici quanto da acquisti già programmati su origini terze, con carichi canadesi in arrivo scaglionato. Le piazze di riferimento tengono. Resta da valutare l’incidenza delle recenti avversità atmosferiche sulle prospettive produttive della Spagna.

A scala globale, i fondamentali di stagione sono ormai consolidati. L’attenzione degli operatori si concentra sul ritmo delle vendite canadesi, sulle stime degli stock di riporto nordamericani e sull’evoluzione delle colture nel Sud del Mediterraneo, attualmente in buono stato. Negli Stati Uniti, il Northern Durum Fob Golfo del Messico quota circa 258 euro per tonnellata, beneficiando di un dollaro tonico; analoga dinamica per le partenze dai Grandi Laghi. In Canada, la forbice tra Toronto e Vancouver riflette divergenze logistiche più che differenziali di mercato reale. A Chicago, il Future Durum Wheat Index segna un rialzo trascurabile, mentre l’Indice Sitagri europeo cede qualche decimale. In forte crescita, maggiore del 5% in 7 giorni, i noli marittimi, in seguito allo scoppio della guerra in Iran. Questo elemento potrebbe riverberarsi sui costi della materia prima nelle prossime settimane.

TENERO: L’EURO DEBOLE RIACCENDE L’EXPORT

Il mercato italiano del frumento tenero si presenta strutturalmente ben rifornito su tutte le classi merceologiche, con un’offerta che per i grani di forza supera la domanda attuale. L’Europa continua a svolgere un ruolo di fornitore affidabile per i panificabili, garantendo continuità agli approvvigionamenti. Le variabili geopolitiche incidono attualmente in misura limitata sulle dinamiche nazionali, mentre acquista peso crescente l’andamento valutario, che penalizza le origini denominate in dollari rendendole comparativamente più costose. Sullo sfondo, il nuovo raccolto italiano ed europeo cresce in condizioni vegetative soddisfacenti ma permangono interrogativi sul profilo qualitativo, in un contesto di fertilizzanti costosi. La produzione europea 2026 è attesa prossima ai 130 milioni di tonnellate, con disponibilità complessive in linea con la campagna in corso.

I futures sul grano tenero rimbalzano verso quota 5,75 dollari per bushel, spinti dalle tensioni logistiche in Medio Oriente e dal deterioramento delle condizioni colturali negli Stati Uniti, dove la siccità nelle Grandi Pianure meridionali ha eroso significativamente i rating del frumento invernale. Si aggiungono i timori legati al calo stimato delle esportazioni russe nella campagna 2025-2026 e alla prospettiva di stock globali finali in riduzione

A fotografare il momento è Luca Merlini, mediatore cerealicolo con base in Lombardia. «Il mercato sarebbe rimasto piatto anche questo mese, come nei precedenti. L’unica differenza è che un nuovo conflitto a scala globale sta scardinando gli equilibri su cui si reggeva una certa stabilità». Merlini non registra aumenti nei listini rilevati nelle ultime settimane sulle principali borse italiane, ma non per questo abbassa la guardia. «Siamo in una fase in cui il mercato è difficile da leggere. Le scorte ci sono, ma quello che preoccupa è l’orizzonte dei prossimi mesi, e soprattutto dei nuovi raccolti. Il prezzo dei fertilizzanti e del petrolio giocano un ruolo fondamentale, in particolare nel mercato europeo degli scambi commerciali. Quello che possiamo fare oggi è augurarci che questa guerra finisca presto, così da restituire stabilità e sicurezza ai mercati».

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