The Day After come se non fosse successo niente. Alla Granaria di Milano, dopo il terremoto della Cun del duro, vigeva ieri un clima sornione e la seduta si è chiusa con una raffica di invariati nelle quotazioni del frumento tenero e del grano duro. La nascita della Cun però non ha avuto alcuno strascico e nessun commento pubblico. Neanche un accenno durante la commissione prezzi, che ha quotato duro e tenero come sempre. Un po’ perchè si è a fine mese e la quotazione di chiusura è pressoché indispensabile ai contratti.
Un po’ perché non si capisce se la sospensione delle borse merci prevista dal decreto e invocata da Coldiretti ci sarà. Lo sapremo tra poche ore, quando Foggia e Bologna, due borse di cui è stata chiesta la chiusura (per il durum) dovranno decidere se quotare o no. Ufficialmente si prosegue lungo la strada indicata dal governo, Ufficiosamente ci sarebbe un accordo che “salva” le quotazioni del duro della Granaria di Milano e della Borsa dei ceramisti meridionali di Altamura. Privata la prima, privatissima la seconda. Giuridicamente non debbono render conto al Ministero. Dopo di che, in seno alla Commissione prezzi di Milano siede un rappresentante di Coldiretti e ad Altamura il gotha dell’industria molitoria e pastaia; come dire che un accordo andrà pur trovato.
SENZA CONSUMI NON SI SALE
Nell’attesa si fa mercato anche se non c’è mercato. La domanda ci sarebbe, ma i consumi languono. I sottoprodotti crescono di prezzo perché l’industria lavora poco ma i mangimisti cercano fibra digeribile e sono propensi all’acquisto. Non si pensi a un mercato spumeggiante, visti i prezzi del latte e dei suini, tuttavia il grano è più conveniente del mais per alcuni usi zootecnici. Ecco spiegati certi aumenti, mentre altri vanno ricondotti al prezzo del carburante ed infatti hanno l’entità di meri aggiustamenti. Quindi siamo in una fase paradossale: rialzista ma bloccata.
NESSUN COMMENTO, ANZI NO
Torniamo alla notizia della settimana. Se alla Granaria tutti tacciono sulla Cun, non tace Italmopa che ieri ha diffuso un comunicato ufficiale. Ecco il testo integrale: «Con la seduta di insediamento della CUN -Commissione Unica Nazionale frumento duro è stato dato avvio ad un nuovo strumento che ha il compito di formulare settimanalmente le tendenze di mercato e i relativi prezzi indicativi del grano duro nazionale.
Così Italmopa-Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a Federprima e a Confindustria, in merito all’avvio, il 30 marzo scorso, della nuova Commissione costituita in modo aritmetico dalle due categorie dei venditori e degli acquirenti, questi ultimi rappresentati, in via esclusiva, da referenti di Aziende associate a Italmopa.
Nel corso dell’incontro, le parti hanno definito, in particolare, le caratteristiche qualitative minime di 4 tipologie di grano duro – fino alto proteico (15% di proteine), fino proteico (14%), fino (13% al Nord, 12% al Sud) e convenzionale (11,5%) – chiamate a costituire la struttura del nuovo listino.
LE PAROLE DI MARTINELLI
“Con l’inserimento nel listino CUN di due tipologie di grano duro di alta qualità – il fino alto proteico e il fino proteico – viene riconosciuta l’esigenza, da sempre espressa da Italmopa, di un indispensabile miglioramento della qualità del grano duro nazionale conditio sine qua non per consentirne la sua valorizzazione che deve comunque verificarsi nel pieno e inderogabile rispetto della realtà del mercato sul quale intendiamo vigilare” sottolinea Vincenzo Martinelli, Presidente Italmopa “Si tratta pertanto di adeguare, sotto il profilo qualitativo, l’offerta alle esigenze dell’Industria della trasformazione e dei consumatori determinando in tal modo anche un circolo virtuoso chiamato a generare una maggior redditività della filiera produttiva e di tutti gli attori che la compongono”.
Con l’istituzione della CUN viene sospesa l’operatività, per quanto concerne la rilevazione delle quotazioni del frumento duro, delle Commissioni prezzi delle Borse merci collegate alle CCIAA mentre continueranno ad operare quelle che in Italia si muovono al di fuori di tal perimetro».



Autore: Paolo Viana
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