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IL TENERO FA LA MOSSA

Mercati sempre depressi, ma il tenero potrebbe risvegliarsi

Anche dalla Granaria di Milano arrivano brutte notizie per il grano duro, che perde altri euro, mentre ne guadagna il frumento tenero. Purtroppo l’apprezzamento non avviene per una ripresa della domanda ma per l’effetto combinato dei costi della logistica e di quelli valutari. Insomma, una mossa più che un reale movimento del prezzo. Scarica il listino della granaria del 19 maggio 2026. Qualche movimento è atteso proprio sul fronte del tenero nelle prossime giornate, mentre per il duro si guarda ai raccolti internazionali. Da Foggia, la società di analisi Areté fa sapere, in occasione dei Durum Day, che continua a pesare l’aumento produttivo registrato dai principali paesi produttori nello scorso anno e in generale il surplus di scorte che hanno depresso i prezzi. La produzione europea è prevista in calo, mentre quella italiana è stimata in aumento (leggi l’articolo). Si attende un aumento produttivo in Nord Africa e un calo  in Nord America per via di minori aree e di rese inferiori ai livelli elevati 2025/26, ma si teme soprattutto un aumento produttivo in Turchia grazie a rese favorevoli che più che compensano il calo delle superfici. Insomma, resta abbondanza di durum sui mercati e quindi di ribassi nelle quotazioni.

Intanto, Italmopa, sempre da Foggia, fa sapere che «il confronto permanente e costruttivo tra le parti appare ormai indispensabile per una filiera che opera in un contesto aperto, globale e pertanto fortemente concorrenziale dal quale non si può in alcun modo prescindere o derogare attraverso ipotesi avventurose” ha evidenziato Martinelli “In questo contesto, appare prioritario l’obiettivo della crescita della competitività dell’intera filiera nazionale e di tutti gli attori che la compongono attraverso risposte concrete a quelle che sono le criticità strutturali del sistema che ci portiamo dietro da decenni. A fronte di queste criticità, sono state sinora privilegiate risposte estemporanee – e che, come prevedibile, non hanno raggiunto gli scopi che esse si prefiggevano – piuttosto che un approccio organico e condiviso da tutte le parti. Questioni di assoluta rilevanza, quale quello del necessario miglioramento della qualità media della produzione nazionale nell’ottica di una valorizzazione della stessa, sono state, infatti, sempre colpevolmente sottovalutate o addirittura negate da importanti componenti della filiera. La quotazione, nella CUN recentemente istituita, del grano duro fino proteico e alto proteico, proposta formulata e fortemente voluta da Italmopa, costituisce indubbiamente una prima risposta a questa esigenza» dichiara il presidente Vincenzo Martinelli.

«In ogni modo” conclude il Presidente Italmopa «la nostra Associazione e le nostre Aziende, così come nel passato, sono particolarmente interessate a promuovere ogni iniziativa che possa, in maniera pragmatica, rilanciare una filiera che è e deve rimanere un simbolo del Made in Italy alimentare».

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