L'analisi dei mercati del frumento
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BORSE ITALIANE FERME, I MERCATI GLOBALI SCALDANO I MOTORI

I primi effetti del conflitto nel Golfo: l’analisi dei listini di Milano, Foggia e Bologna

Le borse cerealicole italiane chiudono la settimana in sostanziale stasi per il prodotto nazionale, come avvenuto in quella precedente (LEGGI). A Milano, Foggia e Bologna le quotazioni del frumento duro e tenero di origine italiana non registrano variazioni degne di nota, eccetto l’apprezzamento del bio in Puglia. L’unico segno di vitalità giunge per il prodotto estero. Il frumento tenero americano continua il suo rialzo sulle piazze nostrane, sostenuto dal rafforzamento del dollaro statunitense che rende le origini nordamericane più competitive e alimenta la volatilità valutaria. Un contesto che non lascia indifferenti gli operatori, alle prese con l’incertezza geopolitica globale e le prime proiezioni sul raccolto 2026.

DURO: BORSE ITALIANE DIVISE, RIALZI ALL’ORIZZONTE SUI MERCATI GLOBALI

La settimana del duro si chiude con un’Italia divisa in due. Al Centro-Nord, dove il prodotto nazionale è ancora presente sul mercato, le quotazioni restano ancorate ai livelli della settimana precedente, sostenute da un’offerta che regge. Al Sud la disponibilità locale si assottiglia, l’approvvigionamento di prodotto estero appare più esposto alle oscillazioni internazionali e il mercato risponde con una tensione crescente, con Foggia che propone apprezzamenti per il biologico. A pesare sul pronto sono il cambio dell’euro, i costi logistici e quella generale incertezza che avvolge il mercato mondiale nella delicata fase di transizione verso il nuovo raccolto.

Le ultime aste nordafricane hanno restituito segnali positivi, rafforzando la percezione che i prezzi per i rimpiazzi esteri siano destinati a salire nella fase finale della campagna. In Ue, la Spagna fa i conti con i danni delle recenti alluvioni, che rischiano di ridurre sensibilmente la produzione attesa per il 2026. Su tutti i mercati comunitari si registrano riflessi rialzisti, con i prezzi in salita tanto in Spagna quanto in Francia. A livello mondiale, il quadro dei fondamentali rimane rassicurante in termini di disponibilità, ma la situazione si è complicata per la concomitante crescita dei prezzi e dei noli oceanici, Le attenzioni degli operatori restano puntate sulle scorte finali globali e sullo stato delle colture in Nord Africa, Turchia ed Europa, dove le condizioni in campo appaiono generalmente favorevoli. Entro fine mese sono attesi i dati di semina americani e le prime proiezioni di raccolto.

FRUMENTO TENERO: L’ITALIA TIENE, MA IL MONDO SPINGE AL RIALZO

Le piazze italiane del tenero vivono una settimana di relativa tranquillità, quasi in contrasto con l’agitazione che attraversa i mercati internazionali. La buona disponibilità di prodotto domestico funge da scudo. Il grano di forza nazionale regge le posizioni, i panificabili trovano supporto nell’allargamento delle origini all’Europa comunitaria, e l’assenza di pressioni logistiche interne non aggiunge combustibile alla fiamma. Anche un clima favorevole al nuovo raccolto contribuisce a smorzare le attese rialziste. Sul fronte comunitario, il tenero di origine Ue è in recupero ma mantiene ancora uno sconto rispetto al nazionale. I grani nordamericani sulle piazze nostrane negli ultimi quindici giorni hanno guadagnato di più per l’effetto cambio che per dinamiche di domanda reale.

Lo scenario mondiale è il vero protagonista della settimana. Il conflitto nel Golfo Persico ha innescato una fiammata sul petrolio, trascinando al rialzo i costi di trasporto su scala globale. Le origini nordamericane hanno guidato la corsa anche sui futures di Chicago, dove le quotazioni hanno toccato un picco nella prima metà della settimana prima di ripiegare, dopo che le dichiarazioni di Washington hanno allentato i timori su un prolungamento del conflitto iraniano. Sul Mar Nero Russia e Ucraina tengono il mercato, con Mosca avvantaggiata dal rublo debole e Kiev ancora capace di attrarre acquirenti dal Sud del Mediterraneo. A complicare il quadro americano arrivano i dati USDA. I rating del frumento invernale statunitense sono calati sensibilmente su base mensile, per effetto della siccità che avanza nelle pianure meridionali e della scarsa copertura nevosa.

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