In Puglia c’è stata poca pioggia e la semina del frumento procede bene. Ce lo racconta Elio Lo Conte, di Cerignola, amministratore e responsabile cereali di Pineta srl.
La semina 2025
«Noi coltiviamo e siamo un centro di stoccaggio. Seguiamo circa 500 aziende agricole, per una superficie di circa 8.000 ettari di cereali. Gli ultimi mesi dell’anno, verso novembre, che è il periodo solito del nostro territorio per le semine dei cereali, sono stati caldi e poco piovosi. Le operazioni sono state un po’ rallentate e c’era molta titubanza nel seminare o meno. Poi dicembre ha recuperato il terreno perso, quindi le semine sono state le solite a livello di superfici. Confrontandomi con dei colleghi della provincia di Foggia, abbiamo seminato qualcosina in più in percentuale rispetto agli scorsi anni».
La situazione è addirittura migliore rispetto all’anno passato. «Abbiamo avuto un ottimo accestimento della coltura, cosa che l’anno scorso era venuta un po’ a mancare per le temperature calde di dicembre e gennaio. Quest’anno le condizioni, almeno al momento, sono ottime, però comunque stiamo con una pioggia avuta veramente con il contagocce».
Situazione piogge
«Ora siamo nella fase cruciale della cultura, in levata – spiega Lo Conte –. Se dovesse esserci molta pioggia nelle prossime settimane, sicuramente si potrebbe anche pensare ad avere un ottimo primo raccolto di frumento, però il ciclo fondamentale è quello che viene, quindi nelle prossime settimane, e abbiamo necessità di un po’ di pioggia per il frumento».
Situazione ben diversa rispetto al Nord Italia. «Al Nord mi dicono “Non ne possiamo più della pioggia. Questa pioggia danneggia il frumento”. Nella parte nostra della Puglia e in Calabria abbiamo avuto pochissima acqua rispetto a tutte le altre regioni. Le coltivazioni, almeno per quanto riguarda i cereali, ad oggi non mostrano segni di sofferenza, però ripeto, la parte, diciamo, fondamentale della cultura è quella che verrà nei prossimi 60 giorni».

Nessun problema fitosanitario
Lo Conte spiega che al momento non ci sono gravi situazioni dal punto di vista patologico, anche perché la stagione è abbastanza secca. «Poi quest’anno abbiamo quasi seminato il frumento in asciutto e, senza pioggia, c’è stata poca disponibilità idrica durante il periodo di riposo intercalare nella coltura dove solitamente le erbe emergono».
«Chi è riuscito, ha gestito la cosa con dei diserbi pre emergenza o post precoci – continua –. In questo momento con i diserbanti stiamo un po’ rallentando, sempre per il discorso che se si effettua il diserbo e poi nelle prossime settimane non avremo pioggia, aumentano le temperature e andiamo a creare un danno al frumento anziché diciamo migliorarlo».
Prezzi e prospettive
È presto per fare una previsione di prezzo. «Il prezzo attuale può essere remunerativo, ma dipende dalle rese. Noi l’anno scorso, abbiamo avuto una resa media sotto le 1,5 tonnellate. Con quelle rese nessun prezzo di mercato poteva essere remunerativo, anzi gran parte delle aziende non ha coperto i costi di gestione.
Quindi, la questione prezzo la dobbiamo vedere soprattutto in funzione della resa che riusciremo ad ottenere. Quindi è presto. Devo dire che comunque alcuni costi sono diminuiti, dal seme ai fertilizzanti, anche se poi da fine gennaio c’è stata un’impennata».
Autore: Rachele Callegari
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