La Regione quantifica l’impatto degli aiuti contro il rincaro dei fertilizzanti: quasi 19,6 milioni arriveranno dalla misura nazionale, oltre 2,8 milioni saranno aggiunti attraverso il Feasr. Ai cereali la quota più consistente, pari a oltre 8,9 milioni di euro.
Più di 22,4 milioni di euro per aiutare le aziende agricole dell’Emilia-Romagna a fronteggiare l’aumento dei costi dei fertilizzanti e dell’energia legato alla crisi in Medio Oriente. È il valore complessivo degli interventi che interesseranno l’agricoltura regionale, mettendo insieme le risorse europee e nazionali e un nuovo stanziamento attivato direttamente dalla Regione.
Come avevamo raccontato su Grano Italiano nell’articolo Caro fertilizzanti, arrivano 136 milioni, il decreto nazionale mobilita oltre 136 milioni di euro: 45,6 milioni provenienti dalla riserva agricola di crisi dell’Unione europea e 91,2 milioni di cofinanziamento nazionale.
In Emilia-Romagna questa prima misura vale quasi 19,6 milioni di euro e interessa oltre 517mila ettari. A ricevere la quota maggiore saranno proprio i cereali, con oltre 8,9 milioni di euro, davanti alle foraggere non leguminose, con circa 4,3 milioni, al mais da granella con 3,3 milioni e al mais da insilato con quasi 1,6 milioni. Seguono girasole, barbabietola da zucchero, colza e altre colture. I pagamenti saranno effettuati tramite Agea.
La Regione aggiunge 2,8 milioni
A questo intervento si aggiunge ora una seconda misura, finanziata attraverso una rimodulazione della programmazione Feasr. La Regione mette sul piatto altri 2.822.630 euro, destinati ad ampliare la copertura degli aiuti rispetto al provvedimento nazionale. Il contributo potrà arrivare fino al 50% dei maggiori costi sostenuti per i fertilizzanti e i pagamenti, gestiti tramite Agrea, dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2027.
La stessa Coldiretti Emilia-Romagna, che aveva sollecitato un intervento integrativo, sottolinea come l’obiettivo sia estendere il sostegno alle produzioni rimaste fuori dal primo provvedimento.
«Parliamo di oltre 22 milioni di euro che raggiungeranno produzioni fondamentali per l’agricoltura dell’Emilia-Romagna», ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi. Secondo l’assessore, la scelta di ricorrere al Feasr serve a «allargare la platea degli aiuti e concentrare le risorse dove possono avere un impatto reale per le aziende».
Le organizzazioni agricole: risorse da far arrivare rapidamente
Positivo il giudizio di Coldiretti Emilia-Romagna. «Accogliamo con soddisfazione la decisione della Regione di dare seguito alla richiesta avanzata da Coldiretti», afferma il presidente regionale Luca Cotti, sottolineando la necessità di raggiungere anche le aziende rimaste fuori dal perimetro degli aiuti nazionali. L’organizzazione chiede ora di procedere rapidamente con l’attivazione della misura e la definizione delle modalità operative.
Una richiesta di ampliamento degli interventi era arrivata nei giorni scorsi anche da Confagricoltura. La Confederazione, pur esprimendo apprezzamento per il decreto nazionale, aveva chiesto di utilizzare ulteriori strumenti e risorse comunitarie o nazionali per sostenere anche le colture escluse dalla prima misura. Confagricoltura aveva inoltre indicato come prioritaria una rapida erogazione degli aiuti alle imprese.
Il tema resta quello dei costi di produzione, particolarmente rilevante alla vigilia della nuova campagna cerealicola. In Emilia-Romagna, almeno sul fronte dei fertilizzanti, il pacchetto di interventi mette, quindi, insieme sostegno nazionale e risorse regionali, con una quota significativa destinata proprio alle superfici cerealicole.
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