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CEREALICOLTORI AL LIMITE

La testimonianza di Mimmo Viscanti, cerealicoltore e presidente di LiberiAgricoltori Puglia

Mimmo Viscanti, presidente regionale di LiberiAgricoltori Puglia e cerealicoltore, lancia l’allarme sulla situazione ormai insostenibile del comparto cerealicolo, dopo che ISMEA ha comunicato i dati dei costi medi di produzione fissati a 31,8 €/q nel Sud Italia.

«Il comparto del grano duro è in estrema difficoltà ormai da anni – spiega – lo avevamo previsto e predetto da tempo ma oggi siamo ormai giunti ad triste un punto di non ritorno. Gli agricoltori non vogliono più seminare, ormai stanchi di un continuo aumento dei costi di produzione e, per contro, una inarrestabile caduta del prezzo del grano che ha portato a rendere palesemente antieconomica la coltura del grano duro in Italia».

«Non seminerò grano»

Raggiungo al telefono da Grano italiano, Mimmo Viscanti ci dice che nei suoi 300 ettari di terreno, tra Altamura e Matera, quest’anno non seminerà frumento duro. «Almeno il 50% dei terreni resteranno vuoti e semineremo lo stretto necessario. Di certo non il grano che è troppo costoso, con spese che vanno dai 1100 ai 1200 euro/ ha». Il cerealicoltore ci ricorda anche che i problemi non sono solo sul fronte dei prezzi ma anche su quello dei costi, in crescita e non sostenibili: l’agricoltura è ridotta all’osso e non c’è nessuno a tutelarla, neanche l’Unione Europea che annuncia tagli alla PAC. E conclude: «già molte aziende non fanno più la domanda PAC perchè non ne traggono vantaggio. In futuro saranno sempre di più».

Agricoltori sfruttati

Secondo Viscanti, la tendenza a trattare il grano duro come una semplice commodity svilisce la coltivazione e la cultura del grano duro nel nostro paese: «questa standardizzazione non dà merito alle eccellenti produzioni dei nostri cerealicoltori. Dietro la produzione di questo bene di primaria necessità c’è un grande e profondo lavoro da parte dei nostri agricoltori che mira a produzioni sempre più improntate alla qualità e alla tutela della salute dei consumatori.».

Il presidente chiede «strumenti che valorizzino realmente il grano duro italiano, una definizione più trasparente e condivisa dei listini che formano il prezzo, e che sia lo soprattutto lo specchio dei reali costi di produzione sostenuti dagli agricoltori nonché interventi strutturali per tutelare la redditività, la competitività e la tenuta produttiva di un settore strategico». In caso contrario, avverte, il rischio è perdere imprese, PIL e interi territori agricoli destinati all’abbandono.

Per concludere, a Grano italiano Mimmo Viscanti ricorda come da 30 anni gli agricoltori siano una categoria il cui lavoro viene sfruttato e richiede una legge nazionale che ostacoli questo sfruttamento, tutelando il lavoro e gli sforzi dei cerealicoltori.

Autore: Azzurra Giorgio

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