Il credito d’imposta sugli acquisti di gasolio agricolo (20% per il mese di marzo 2026) salva le semine primaverili e l’annata agraria, secondo Coldiretti e anche Cia considera importante la misura, che agisce, come ci spiega Daniele Botti di Cia Novara e Vercelli sui contributi. «L’impatto del credito d’imposta nel caso delle nostre aziende – dichiara – ha un impatto positivo sui contributi: riduce il peso di eventuali costi per Imu, dipendenti, coadiuvanti ed eventuali attività Iva». Una misura tampone, ma di questi tempi facciamocela bastare: come rivela la Coldiretti i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,45 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. La confederazione agricola ha presentato una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni.
Il caro gasolio
Sempre Coldiretti scrive che «il caro gasolio, unito ai rincari dei fertilizzanti (l’urea ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra), rischia, infatti, di bloccare l’annata agraria proprio alla vigilia delle semine primaverili. In questa fase l’uso delle macchine agricole è indispensabile per le operazioni di preparazione dei terreni e l’agricoltura italiana non può permettersi di far restare i trattori nei capannoni. Secondo un’analisi di Coldiretti su dati del Ministero dell’Ambiente, nel 2025 le vendite di gasolio agricolo sono state pari a 2,2 miliardi di litri. Si stima che circa il 90% sia destinato all’agricoltura e la restante parte per la pesca».



