Via libera definitivo al ColtivaItalia, il provvedimento approvato dal Senato il 4 novembre con 76 voti favorevoli, nessun contrario e 64 astensioni. La legge mette a disposizione oltre 1,1 miliardi di euro tra il 2026 e il 2029 per rafforzare la produzione agricola nazionale, sostenere le filiere strategiche e favorire gli investimenti.
Tra le misure di maggiore interesse per i cerealicoltori figurano il rifinanziamento del Fondo Sovranità Alimentare, gli incentivi ai contratti di filiera del frumento e gli interventi per la competitività delle imprese agricole.
Fondo Sovranità Alimentare: 70 milioni in più
Il ColtivaItalia incrementa di 70 milioni di euro il Fondo Sovranità Alimentare, con 30 milioni stanziati per il 2026 e 40 milioni per il 2027.
Come precisato dal Ministero dell’Agricoltura (MASAF), le risorse sono destinate a sostenere le filiere agricole in difficoltà, tra cui frumento tenero, orzo, mais e proteine vegetali.
Si tratta di un intervento importante per il comparto dei seminativi, alle prese con costi di produzione elevati e una redditività condizionata dall’andamento dei mercati.
Il rifinanziamento non equivale tuttavia a un’assegnazione automatica di 70 milioni ai cerealicoltori: la ripartizione delle risorse e le modalità operative dovranno essere definite nell’ambito degli strumenti attuativi.
Frumento: 10 milioni per i contratti di filiera
Una misura specifica riguarda la filiera del frumento italiano, per la quale sono previsti 10 milioni di euro nel 2027.
Il provvedimento introduce un credito d’imposta destinato alle imprese agroalimentari di trasformazione che stipulano nuovi contratti di filiera con i produttori di frumento nazionale, efficaci dal 2027 e della durata compresa tra tre e cinque anni.
L’agevolazione sugli investimenti in macchinari, impianti, attrezzature e ricerca può raggiungere il 20%, 30% o 40%, a seconda della durata contrattuale.
Per gli agricoltori, l’interesse è soprattutto nella possibilità di consolidare rapporti commerciali pluriennali. Gli accordi dovranno infatti specificare il prezzo o i criteri per determinarlo, le quantità, i tempi di consegna e i requisiti qualitativi.
Il beneficio fiscale spetta però ai trasformatori, non direttamente ai produttori agricoli. La sua efficacia sarà, inoltre, subordinata all’autorizzazione europea sugli aiuti di Stato e alle disposizioni attuative.
Seminativi e filiere strategiche: 300 milioni
Il ColtivaItalia stanzia inoltre 300 milioni di euro tra il 2027 e il 2029 per investimenti destinati a rafforzare le filiere produttive locali, aumentare la produzione nazionale e sostenere le colture agricole considerate strategiche.
Le risorse riguardano diversi comparti, compresa la zootecnia, e non sono riservate ai cereali. Per le aziende specializzate in seminativi sarà, quindi, importante verificare quali colture e tipologie di investimento potranno accedere ai finanziamenti.
Giovani agricoltori, terra e innovazione
Il provvedimento destina 150 milioni di euro all’imprenditoria agricola giovanile e femminile nel triennio 2027-2029, ripartiti tra mutui agevolati (65%) e contributi a fondo perduto (35%).
Per facilitare l’accesso alla terra, sono anche previste procedure ISMEA per concedere terreni agricoli ai giovani in comodato gratuito per almeno dieci anni, con possibilità di acquisto a condizioni agevolate alla scadenza.
Sul fronte della ricerca, il ColtivaItalia rafforza il CREA con 50 nuove assunzioni e 10 milioni di euro per l’ammodernamento delle aziende sperimentali e dei laboratori, con investimenti in innovazione tecnologica e digitalizzazione.
Interventi che potranno avere ricadute anche sulla sperimentazione agronomica e sull’innovazione delle colture cerealicole.
Ora servono i decreti attuativi
L’approvazione definitiva rappresenta il primo passaggio. Per trasformare gli stanziamenti in opportunità concrete per le aziende agricole sarà necessario completare l’iter attuativo.
Per il comparto cerealicolo, i punti da seguire saranno soprattutto la distribuzione delle risorse del Fondo Sovranità Alimentare, le condizioni dei nuovi contratti di filiera e l’accessibilità degli investimenti per le aziende a seminativo.
Intanto, è stata prorogata dal 30 ottobre al 16 novembre la scadenza di presentazione delle Domande di contributo per mais, orzo, proteiche e frumento tenero (con seme certificato) a valere sul Fondo Sovranità Alimentare per l’anno 2026.
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